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Risolvere un problema

Settembre 3, 2016 by admin

Se qualcuno si rivolge a me per risolvere un problema o per riuscire a ottenere qualcosa che gli manca o per liberarsi di qualcosa che non vuole, ho tre opzioni principali.

Una consiste nel dirgli che se si comporta o non comporta in un dato modo, allora potrà risolvere quel problema o riuscire a ottenere ciò che gli manca o liberarsi di qualcosa che non vuole.

L’altra opzione consiste nel dirgli che non importa come si comporta o non comporta, non risolverà mai quel problema, non riuscirà mai a ottenere ciò che gli manca o liberarsi di quel che non vuole.

Entrambe le opzioni, quando sono impiegate simultaneamente o in tempi distinti, sono lecite e autentiche. Questo perché si negano a vicenda, si cancellano tra loro, lasciando spazio alla terza opzione, che è qualcosa su cui non si può dire niente.

 

© Franco Santoro

Dare attenzione

Settembre 2, 2016 by admin

Quando sogni puoi avere esperienze di varia natura con estremi di estasi e terrore, felicità e dolore. Poi al risveglio, ritorni ogni volta alla così detta realtà della vita, alla tua identità ordinaria, e quello che hai sognato passa subito in secondo piano. Non gli presti attenzione e nel giro di pochi minuti o anche secondi non ti ricordi più nulla. La tua attenzione è rivolta solo alla vita che consideri reale.

Similmente nella vita puoi avere esperienze di varia natura con estremi di estasi e terrore, felicità e dolore. Non puoi evitare di avere queste esperienze, così come non puoi evitare di dormire e sognare. Puoi decidere tuttavia a che cosa prestare maggiormente attenzione, che cosa considerare reale. Quando questa decisione si consolida nella tua vita, allora nel giro di pochi minuti o anche secondi non ti ricordi più nulla dell’esperienza verso cui hai scelto di non prestare attenzione, ciò che non ritieni reale.

Allora qui è forse fondamentale capire a che cosa scegli di dare attenzione.

 

© Franco Santoro

Essere contro

Settembre 1, 2016 by admin

Il modo più efficace per favorire un’idea, un comportamento, qualcuno o qualcosa, è essergli contro.

Più lo combatti e condanni più esso cresce, dentro e fuori di te.

Più la tua vita si basa sull’essere contro qualcuno o qualcosa, più hai bisogno di quel qualcuno o qualcosa per motivare la tua vita. La tua identità si fonda sull’esistenza di ciò verso cui sei avverso. Senza di esso non sei nulla, e di conseguenza non lo mollerai mai.

Tutti i tipi di condanna, antagonismo e opposizione, ideologica, sociale, religiosa, sessuale, dietetica, non importa se diretti verso l’oscurità o la luce, la violenza o la pace, sono inganni meschini intesi a preservare ciò che simuliamo di osteggiare.

Una degli aspetti più patetici della realtà in cui viviamo è dato dalle dichiarazioni di condanna pronunciate da autorità politiche, sociali e religiose nei confronti di ciò verso cui sono contro. Ma ancora più patetica è la dabbenaggine di chi ci casca.

 

Nota: gli articoli che appaiono in questo sito sono intesi a stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. I miei scritti non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. Non appoggio necessariamente alcuna delle idee e delle opinioni espresse in questi scritti, incluse le mie. Non sono interessato a dibattere queste idee e sono potenzialmente d’accordo con qualunque idea a favore o contraria. Le mie argomentazioni a favore di qualcosa comprendono anche le argomentazioni contrarie a quel qualcosa, sia che siano indicate o meno, e vice versa.

Volere tutto

Agosto 31, 2016 by admin

La mente separata è selettiva e discriminante. Desideriamo, vogliamo o otteniamo qualcuno o qualcosa di specifico e ci fissiamo su di esso, escludendo così tutto il resto.
Vogliamo e otteniamo qualcosa o qualcuno di specifico al fine di tagliarci fuori dal resto dell’esistenza, e crogiolarci nella separazione.
Cerchiamo e ci procuriamo il nostro proprio partner, i nostri propri figli, il nostro proprio maestro, la nostra propria professione, il nostro proprio percorso spirituale, così che possiamo separarci da tutti i possibili partner, figli, maestri, professioni, percorsi spirituali.
Ci ritiriamo in una realtà autistica in cui esiste solo quello che vogliamo e otteniamo come nostro, mentre tutto il resto è evirato dall’universo. Questo ci dona l’allucinazione della nostra sicurezza e del nostro potere. Ma si tratta di una sicurezza e potere dal sapore amaro, perché per conseguirlo ci separiamo dalla vera fonte di sicurezza e potere, che è rappresentata dall’apertura al tutto.
Quando ci apriamo al tutto identifichiamo noi stessi e ogni cosa o essere con il tutto, per cui non ci fissiamo più su qualcuno o qualcosa, siamo semplicemente aperti a tutti i possibili qualcosa e qualcuno. Non viviamo più nell’aspettativa di ottenere qualcosa o qualcuno, né nell’ostinazione a preservarlo.
La situazione in cui ci troviamo di momento in momento determina chi siamo. Siamo aperti a tutto, nel presente, e tutto ciò che c’è nel presente può essere il nostro partner, figlio, maestro, professione, percorso spirituale.
Quando cessiamo di volere o ottenere qualcuno o qualcosa, iniziamo a volere o ottenere tutto.

(6.5) 310816

© Franco Santoro

Ostaggio

Agosto 29, 2016 by admin

La principale difficoltà per l’uomo contemporaneo consiste nel discriminare tra la consapevolezza della vita derivata dalla sua esperienza diretta e le definizioni e idee sulla vita istigate da altri.

In continuazione siamo indotti a negare e reprimere quello che sentiamo effettivamente per conformarlo a quanto dobbiamo sentire secondo modelli esistenziali sociali, politici, filosofici, religiosi, dietetici, etici, sia ortodossi sia alternativi.

Puoi capire cosa sta accadendo davvero nella tua vita solo se riesci a fare tacere tutte quelle idee che definiscono incessantemente, dentro e fuori di te, ciò che è giusto o sbagliato, vero o falso.

La tua vera natura, la coscienza originale della tua esperienza di vita, è stata presa in ostaggio.

Non sai più dov’è e forse nemmeno chi è. Magari è morta da tempo.

Ma se ne senti la mancanza, puoi star certo che essa è ancora viva.

Per recuperarla puoi accettare condizioni dettate da altri e pagare un riscatto. Solo l’esperienza ti dirà se ti puoi fidare o meno.

Puoi anche negoziare, trovare un accordo. Puoi pure rifiutare ogni condizione, individuare dove si trova, fare un’irruzione e liberarla tu stesso dalle sue pastoie.

Qualunque cosa scegli di fare, prima di tutto hai da creare silenzio, mettere a tacere tutte quelle idee che definiscono chi e cosa sei, prima che sia troppo tardi, prima che tu ti trasformi in un replicante di quelle idee, in uno smart-phone organico.

 

© Franco Santoro

La vita è il ritardo della morte

Agosto 28, 2016 by admin

Il mondo in cui viviamo si fonda sulla negazione della morte e sull’esaltazione della vita. La morte tuttavia arriva sempre puntualmente, facendo ogni volta cessare la vita. Ma poiché la morte è negata, è qualcosa che non deve esserci, ecco che i vivi se la prendono con i morti, che sono morti, e che non dovevano morire, o con altri vivi, che hanno provocato la morte di morti che non dovevano morire.

Puoi difendere la vita fino all’ultimo, prendere le massime precauzioni per preservarla, ma la morte avrà sempre la meglio su tutto e tutti. La vita è solo il ritardo della morte.

Morirai, questo è certo, e insieme a te moriranno tutti. Puoi raccontartela sull’esistenza di altre vite, sulla vita dopo la morte, sulla presenza di Dio, o sull’identità multidimensionale, così come pure io me la racconto, o la racconto ad altri. Questo è ciò che ho fatto per tutta la vita, sia per sincera convinzione sia per motivi puramente strategici. E finché vivo continuerò probabilmente a farlo, ma quel che ti posso dire, in totale trasparenza, che io alla propaganda sociale sulla vita non ho mai creduto, anzi è ciò che mi ha schifato maggiormente.

La vita termina sempre con la morte, è il ritardo della morte stessa, e un mondo che nega la morte, che prova paura, imbarazzo, ribrezzo e vergogna nei suoi riguardi, è un mondo che nega la vita stessa, che prova paura, imbarazzo, ribrezzo e vergogna per la vita.

Tutte le aree della vita verso cui proviamo paura, imbarazzo, ribrezzo e vergogna sono indicative della nostra negazione della vita.

Puoi raccontartela sulla bellezza e i piaceri della vita, sulla sua sacralità, sull’esistenza della vita dopo la morte, ma se non sei in grado di accettare la cruda realtà della morte, della morte e basta, senza alcun sotterfugio o sviluppo a lieto fine, ti stai solo prendendo in giro.

Questo può sembrare un post privo di speranza e in effetti lo è. Ma questo è pure un post di massimo potere e suprema libertà perché nel momento in cui non ti attacchi più ad alcuna speranza, ideologia, credenza, pregiudizio, ecco che sei pronto veramente ad accettare quello che c’è, la verità pura qualunque essa sia. Non ti attacchi più a nulla. Sei finalmente libero.

Il massimo potere che hai sulla vita e sulla morte consiste nel lasciare andare l’attaccamento alla speranza, al lieto fine, alla propaganda, alle ideologie, a ogni isteria sociale, politica e religiosa.

La morte arriva e spazzerà via tutte le tue illusioni, insieme alle storie che racconti su te stesso e gli altri.

Il massimo potere che hai sulla morte, consiste nell’accettarla pienamente, nell’anticiparla, morendo ogni giorno, facendo morire l’attaccamento alla tua storia personale, ai pensieri che ti ossessionano su di te e gli altri…

(6.4) 280816

© Franco Santoro

Nota: Gli articoli che appaiono in questo sito sono intesi a stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. I miei scritti non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. Non appoggio necessariamente alcuna delle idee e delle opinioni espresse in questi scritti, incluse le mie. Non sono interessato a dibattere queste idee e sono potenzialmente d’accordo con qualunque idea a favore o contraria.

Accetta la fine

Agosto 27, 2016 by admin

Sarai sempre deluso e frustrato nelle tue relazioni di amore a meno che non comprendi la differenza tra relazioni umane e relazioni multidimensionali. Non importa quali espedienti o tecniche impieghi per trovare un partner ideale, o per fare in modo che una volta che l’hai trovato esso rimanga con te, la tua relazione è destinata al fallimento se seguiti a confondere la realtà fisica con quella multidimensionale.

Una cosa che hai da metterti in testa, perché è matematica, inevitabile ed è sempre accaduta sin dall’inizio dei tempi è il fatto che le relazioni umane, tutte le relazioni umane, senza esclusioni, finiscono sempre.

Se non sei in grado di accettare che una relazione umana finisce, sarai sempre deluso e frustrato, perché non accetti qualcosa che fa parte della realtà fisica, che proprio non si può cambiare.

La relazione finisce perché il tuo partner ti lascia, o perché lo lasci tu, o perché lui muore o tu muori. Non importa in che modo finisce, la sostanza è che la relazione finisce sempre.

Sia che finisca dopo un giorno, una settimana, un mese, un anno, dieci anni, 50 anni, nel momento in cui la relazione finisce, se non l’accetti sarai sempre frustrato e deluso indipendentemente da quanto tempo la relazione è durata.

La chiave per essere felice nelle tue relazioni umane consiste nell’accettare la loro fine. Anche se passi 50 anni di felicità con qualcuno, allorché la relazione finisce, e non accetti che è finita, sarai inevitabilmente frustrato e deluso, e quei 50 anni di felicità non conteranno più nulla perché tutta la tua attenzione sarà rivolta al fatto che è finita, e poiché non accetti che è finita, sarai deluso e frustrato.

Ma che sarebbe finita, se sei un po’ sveglio, lo sapevi sin dall’inizio, perché questo è successo a tutti coloro che ti hanno preceduto ed è accaduto anche a te in tutte le altre relazioni che hai avuto prima.

Una relazione umana ti permette, nella linearità del tempo che implica un inizio e una fine, di avere esperienza di ciò che esiste oltre il tempo, che non ha mai fine. Quest’ultima è la sfera delle relazioni multidimensionali, che seguitano a esistere anche quando la relazione umana si conclude.

La fine di una relazione umana rappresenta il parto della relazione multidimensionale. La relazione umana con qualcuno serve per sviluppare la relazione multidimensionale, che è la capacità di relazionarsi con qualcuno oltre i limiti della forma fisica, della materia e del tempo.

La fine di una relazione umana è il momento più importante e cruciale di una relazione perché in quel momento può nascere o abortire la relazione multidimensionale.

Ogni volta che non accetti la fine di una relazione umana, che ti senti tradito, deluso e frustrato, la relazione multidimensionale è abortita.

Certo, hai sempre la possibilità di rimetterla in gestazione e di provare a farla nascere un’altra volta. Ma il momento più cruciale ha luogo sempre alla fine. E la nascita ha luogo solo se accetti la fine.

 

Oltre la cessazione

Agosto 24, 2016 by admin

La paura, il dolore, la malattia, la morte e tutto ciò che cerchiamo il più possibile di evitare giunge regolarmente nella vita e prima o poi ha la meglio. L’idea che l’uomo ha della salute e del benessere è secondo una prospettiva multidimensionale la principale e forse l’unica malattia che affligge l’umanità.

La paura, il dolore, la malattia, la morte e tutto ciò che cerchiamo il più possibile di evitare nella vita sono il tentativo disperato della nostra anima di farci uscire dall’autismo perverso dell’entità predatoria che ci ostiniamo a considerare come la nostra effettiva identità.

Questa identità si fonda sulla ricerca ossessiva della prestanza e bellezza fisica, e sulla negazione e orrore verso ciò che esiste oltre la loro cessazione. Ma quello che esiste oltre la cessazione della prestanza e bellezza fisica, non importa quali regimi dietetici o stili di vita salutisti adottiamo, ci attende inevitabile e, in barba a tutti, trionferà.

Se attraversi una crisi, se sei malato, se perdi qualcosa di valore, se ti senti debole, in cattiva forma, sappi che questo tuo stato fa parte della vita ed è una tappa obbligata per tutta l’umanità. Se sei pieno di energia, in forma eccellente, colmo di salute, non aspettare che questa tua condizione cambi, prima di riconoscere la condizione opposta.

Impara ad accettare gli spazi di crisi, ad aprirti a essi come esperienze di conoscenza e verità. Circondati di persone e luoghi che non hanno paura di questi spazi e che si rapportano con te non per la tua prestanza o bellezza fisica, per i ruoli di potere che hai o per ciò che possiedi, ma per quello che tu sei veramente, oltre la cessazione della prestanza e bellezza fisica, oltre tutto quanto puoi perdere.

La tua salute e bellezza è data dalla capacità di riconoscere e accettare pienamente il destino inevitabile di malattia e decadenza fisica che caratterizza ogni essere umano.

Se oltre la cessazione della salute e bellezza fisica, oltre la perdita dei ruoli di potere che ricopri e di ciò che possiedi in questo mondo, non esiste altra salute, potere, valore e bellezza, ogni salute, potere, valore e bellezza che hai avuto è completamente vana.

 

© Franco Santoro

Dichiarare apertamente

Agosto 19, 2016 by admin

Dichiarare apertamente ciò che desideriamo genera paura, una grande paura. Perché? Abbiamo paura delle conseguenze, sia del rifiuto da parte dell’oggetto del desiderio sia della sua accettazione.

Se ciò che desideriamo ci rifiuta, ci sentiamo male, se ci accetta, il rischio è di entrare in confusione, che per l’ego è fatale.

L’ego non sopporta la confusione, perché essa crea una crisi per la sua identità illusoria. L’ego si basa sulla separazione, sulla discriminazione costante, sul dualismo. In altre parole, quando ci confrontiamo con un desiderio l’ego lo accetta solo se quel desiderio ne nega un altro. Se desideri X non puoi desiderare Y. Tuttavia il desiderio è desiderio e basta. Il desiderio non discrimina tra X e Y. Il desiderio desidera chi gli pare, e non solo X e Y, ma pure A, B, C, ecc.

Di conseguenza quando dichiariamo apertamente un desiderio verso Y, per esempio, l’ego prova confusione perché allora bisogna rinunciare a X, e anche ad A, B, C, ecc. E siccome solo uno di questi è accettabile per l’ego, l’ego va in confusione.

La confusione è un’emozione letale per l’ego perché quando sei confuso sei nella “con” “fusione”, ossia nella fusione con il tutto, laddove l’ego separa e discrimina.

Allora, se vuoi davvero guarire il senso di separazione, e andare oltre all’ego, cessa di fare discorsi altisonanti, e vai subito al sodo.

Dichiara apertamente ciò che desideri, sfidando le tue paure. Accetta di essere confuso, perchè nella confusione privi l’ego della sua capacità di separare, discriminare, sacrificare qualcosa per dare spazio a qualcosa d’altro.

Nella confusione ti fondi con il tutto, accetti l’imbarazzo e la vergogna dell’ego di fronte al tutto.

Dichiara apertamente ciò che desideri, senza curarti delle conseguenze.

Le conseguenze ti porteranno forse confusione e in quella confusione avrai l’opportunità di capire chi sei e di essere confuso insieme ad altri.

 

© Franco Santoro

Libertà nelle relazioni

Agosto 18, 2016 by admin

Ognuno di noi, durante il plenilunio o in altre occasioni, a seconda del suo bioritmo multidimensionale, vive ciclicamente momenti di grande intensità, specialmente nei confronti di particolari persone o situazioni. Poi le dinamiche di rapporto cambiano, assumono altre caratteristiche, magari più attenuate.

La Luna Piena pone l’enfasi sulla sfera delle relazioni. E uno dei temi della Luna Piena in Acquario riguarda la libertà nelle relazioni. Si tratta di un tema ardito, alternativo e decisamente rivoluzionario, perché il regime delle nostre relazioni umane è in gran parte ancora allo stadio di schiavitù, tirannia e dittatura.

Il primo passo verso la libertà nelle relazioni implica avvedersi che oltre l’autismo del nostro rapporto con una singola persona esiste un immenso sistema di relazioni con cui incessantemente interagiamo, che riguarda persone ed esseri presenti, passati e futuri.

Ogni volta che incontriamo una persona e pensiamo di essere da soli con lei, quel che succede a livello multidimensionale, è che a quell’incontro portiamo tutte le persone con cui ci siamo relazionati in passato e quelle con cui lo faremo nel futuro, oltre alle relazioni che abbiamo simultaneamente con altri in universi paralleli. Lo stesso fa la persona con cui crediamo di essere da soli.

Possiamo illuderci di essere da soli, al fine di entrare in una trance romantica o erotica, se questo ci allieta, ma non possiamo impedire alla realtà infinita dell’universo di sparire per sempre.

Possiamo illuderci di essere fedeli a un partner, di relazionarci unicamente con lui, o di vivere una vita di frustrazioni, gelosie o sensi di colpa immani perché abbiamo tradito o siamo stati traditi, ci siamo relazionati con altri o altri si sono relazionati con qualcuno, ma non possiamo impedire alla realtà infinita delle relazioni che abbiamo con altri di cessare di esistere per sempre.

Libertà nelle relazioni significa permettere alle nostre relazioni umane di essere un portale verso l’immensità dell’universo, un’opportunità per uscire dalla percezione separata della realtà, per includere tutto ciò da cui ci siamo scissi, per entrare in uno spazio di amore incondizionato in cui l’amore è disponibile sempre per tutti in qualunque momento.

Essere fedeli a un partner significa garantire a esso, e a noi stessi, la libertà di essere coscienti di tutte le relazioni che abbiamo con ogni espressione dell’universo e di restare ad esse fedeli.

 

© Franco Santoro

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