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Neutralità

Febbraio 18, 2019 by admin

Dietro il velo dell’edonismo, del dogmatismo religioso o di ogni idealismo naturalista e positivista, il dolore e la miseria di questo mondo seguita a essere pragmaticamente e intimamente irrisolto o mistificato, insieme al senso stesso dell’esistenza umana.

La nostra vita fisica e la sua finalità rimangono un totale enigma.

Dinanzi all’evidenza inconfutabile di questo enigma, forse la posizione di maggiore integrità rispetto alla vita comporta assumere un atteggiamento neutrale, in cui non diamo nulla per scontato.

Questo significa la disponibilità ad accettare che la vita terrena abbia il massimo valore possibile, per cui occorre fare di tutto per preservarla, sia pure l’esatto contrario, come pure una via di mezzo, incluso il fatto che sia una totale illusione o l’unica vita possibile.

C’è anche l’eventualità che questa vita sia essa stessa neutrale, per cui diventa semplicemente quel che decidiamo noi.

Quindi se decidiamo di essere neutrali, chissà cosa succede.

Forse sparisce tutto o niente, o
compare tutto o niente?

Arcano enigma

Spazio luminoso e oscuro

Febbraio 15, 2019 by admin

Qual è uno dei sintomi che indica che siamo in uno spazio luminoso?

Quando abbiamo esperienza di una sospensione provvisoria dei nostri dubbi, incertezze, paure e dei tratti tipici di separazione del nostro ego. Si tratta di uno stato di pura coscienza, priva di stimoli provenienti da condizionamenti, pensieri, emozioni e sensazioni. Questa esperienza può durare anche pochi secondi, in cui proviamo uno stato di estasi, amore e pace incondizionate. Ciò basta per lasciare delle tracce verso cui possiamo scegliere di ritornare in altri momenti. In questo caso, ne deriva una risposta da parte nostra, che permette alla comunicazione con lo spazio luminoso di entrare in funzione. Questo è il modo in cui seguitare a comunicare con lo spazio luminoso nell’assenza di una sua esperienza diretta.

In effetti, la comunicazione con gli spazi oscuri avviene in modo simile. Essa è pure una sospensone provvisoria della nostra estasi, unità, amore e pace incondizionata. Questa esperienza può durare anche pochi secondi, in cui proviamo uno stato di dolore, paura, odio, miseria e conflitto totale. Ciò basta per lasciare delle tracce verso cui possiamo scegliere di ritornare in altri momenti. In questo caso, ne deriva una risposta da parte nostra, che permette alla comunicazione con lo spazio oscuro di entrare in funzione. Questo è il modo in cui seguitare a comunicare con lo spazio oscuro nell’assenza di una sua esperienza diretta.

Alla fine dei conti si tratta di decidere a quale delle due modalità rispondere.

Il fine della vita

Febbraio 15, 2019 by admin

Esiste una tendenza esasperata ad associare la malattia e la morte con problemi psicologici o spirituali, in cui il valore di un individuo è dato dalla sua capacità di essere immune alle malattie e alla vecchiaia.
In questo modo chi si ammala non solo ha da fare i conti con gli inconvenienti fisici relativi al suo stato, ma con un senso di inadeguatezza e di colpa, che lo porta ad essere emarginato e giudicato dagli altri, come se appunto la malattia e la morte fossero il segno che ha sbagliato qualcosa nella vita.
La morte è l’unico evento che accomuna ogni essere umano, così come la nascita. Tuttavia l’enfasi delirante e pressoché assoluta della consapevolezza umana concerne solo la nascita, il salutismo cronico e la sopravvivenza a tutti i costi. Viviamo con un senso autistico di immortalità, per cui la malattia e la morte sono rimosse dal vivere quotidiano e diventano qualcosa di osceno, di cui vergognarsi.
Il punto è che non solo la fine della vita, ma anche il suo inizio, ciò che la determina, ossia il sesso, è considerato osceno, vergognoso, e seguita a essere deformato o rimosso.
Se ci manca un confronto consapevole e diretto sia con l’inizio sia con la fine della vita, che razza di vita perversa stiamo vivendo?
Siamo indotti a fare sesso e a morire in modo incosciente, da emarginati, come clandestini, laddove alla luce del sole trionfa il consumismo o l’ipocrisia moralista della realtà consensuale.
Prima di tutto nella vita, occorre comprendere il sesso e la morte. Se rimuoviamo la morte, rimuoviamo il sesso, e vice versa, ma soprattutto neghiamo la vita.
Alla fine dei conti viviamo per imparare a morire.
Non importa cosa impariamo e sappiamo fare nella vita. Se non sappiamo morire, in conclusione, non sappiamo fare nulla.

La morte è la fine e il fine della vita.

Fretta

Febbraio 14, 2019 by admin

Separazione, giudizio, condanna, odio sono modi sbrigativi per evitare la complessità che sottende ogni conflitto e rancore.

Se fossimo disposti a dedicare tempo ed energia per sanare conflitti e rancori con gli altri, scopriremmo che ogni individuo è un intero universo, che comprende tutte le parti possibili, conosciute e sconosciute. Ogni individuo è una parte di te, così come tu sei una sua parte.

I conflitti con gli altri, non sono conflitti con gli altri, ma conflitti dentro di noi. Vederli al di fuori può essere di aiuto se li riconduciamo dentro, perché solo da dentro possono essere risolti. Una volta ricondotti e assestati dentro, allora si rivela l’unità, l’amore, la pace, l’armonia, che prima non eravamo in grado di percepire.

Questo richiede tempo ed energia.

Il problema è che non c’è tempo da perdere, abbiamo fretta.

Quindi continuiamo a separarci, giudicando, condannando, odiando.

Forse, sarebbe più onesto dire alle persone da cui ci separiamo, che giudichiamo, condanniamo, odiamo:

“Riconosco che tu sei una parte di me e io sono una parte di te, e che alla fine dei conti c’è unità, amore, pace, armonia, però ho fretta, quindi per risparmiare tempo mi separo, ti giudico, condanno, odio.”

Lodi e insulti

Febbraio 11, 2019 by admin


Può risultare gradevole se qualcuno ci dice che siamo belli, intelligenti, buoni, gentili, abili o altre lodi similari, laddove può risultare sgradevole se qualcuno ci dice che siamo brutti, ignoranti, cattivi, maleducati, incapaci o altri difetti similari.
Il punto è che una lode può essere tanto sgradevole quanto un insulto.
Se qualcuno ci dice che siamo belli, intelligenti, buoni, ecc. da un lato ci sentiamo bene per la lode ricevuta, ma dall’altro ci sentiamo male perché qualcuno si è attribuito il potere e diritto di definire chi siamo.
Ne deriva che se qualcun altro, o magari la stessa persona di prima, ci dice poi che siamo brutti, ignoranti, cattivi, ecc. ci sentiremo molto male, sia perché non siamo stati lodati sia perché qualcuno si è attribuito il potere e diritto di definire chi siamo.
Quando qualcuno ci definisce, sia nel bene sia nel male, impone il suo giudizio, facendoci diventare quel che ha deciso lui. A quel punto dipendiamo dal suo giudizio, che può tra l’altro cambiare da un momento all’altro, senza che noi capiamo i fatti concreti da cui quel giudizio deriva. Siamo definiti e basta, e totalmente impotenti rispetto a quella definizione. E questa è una massima forma di abuso, anche quando la definizione è positiva.
L’osservazione di quel che gli altri fanno e la constatazione degli effetti che ha sull’osservatore, si trasforma subito in un’interpretazione, diagnosi, giudizio riguardo la natura degli altri. Quindi seguitiamo a definire e a essere definiti, senza capire su che cosa si basa la definizione. Ciò crea uno stato di tensione continua.
Quando qualcuno invece ci dice in modo specifico che cosa ha apprezzato, gradito, amato riguardo una nostra azione, senza definire chi siamo, bensì partendo dalla sua esperienza personale, allora ciò può essere davvero utile.
In questo modo sappiamo che cosa è stato apprezzato e, se lo facciamo volentieri, possiamo quindi farlo di nuovo.
Lo stesso vale per quando qualcuno ci dice in modo specifico che cosa non ha apprezzato, gradito, amato riguardo una nostra azione, senza definire chi siamo, bensì partendo da quel che ha provato lui stesso. In questo modo sappiamo che cosa non è stato apprezzato e, se lo facciamo volentieri, possiamo correggerci.

Ignoranza

Febbraio 11, 2019 by admin

Quando ero molto giovane non sapevo nulla del senso della vita e mi sentivo molto ignorante e confuso. Vedevo attorno tante persone che avevano le idee molto chiare, così come tanti testi colmi di saggezza e conoscenza. Ne conseguì che mi misi alla ricerca di ogni saggezza e conoscenza possibile.

Ora, dopo diversi decenni, posso trarre le seguenti conclusioni.

Non so nulla del senso della vita e mi sento molto ignorante e confuso. Vedo attorno a me tante persone che similmente non sanno nulla e sono molto ignoranti e confuse, così come tanti testi colmi di ignoranza e confusione.

Ne consegue che non ho ricercato abbastanza

oppure che …

Innocenti

Febbraio 10, 2019 by admin

Se partissimo dall’ipotesi che in quanto esseri umani siamo tutti innocenti, saremmo più portati a provare la nostra innocenza, piuttosto che la nostra colpa.
Il problema è che questa ipotesi non è praticabile perché pressoché tutte le credenze e religioni esistenti si fondano sulla nostra colpevolizzazione.
Poiché l’assioma è che un dio, un gruppo di dei o altre entità creatrici del mondo, sono buoni e perfetti, se qualcosa non funziona bene la colpa deve essere inevitabilmente degli esseri umani, di qualcosa che hanno fatto e seguitano a fare.
Per questo motivo continuiamo a massacrarci, offenderci, incolparci, tradirci da millenni.
Seguitiamo a farlo perché la nostra colpa, in quanto esseri umani, è essenziale per garantire l’innocenza dei creatori di questo mondo.
Fino a quando adoreremo dio, gli dei e altri creatori di questo mondo, continueremo a essere colpevoli.
Se partissimo dall’ipotesi che in quanto esseri umani siamo tutti innocenti, saremmo più portati a provare la nostra innocenza, piuttosto che la nostra colpa.
Prova a usare questa ipotesi, solo per fare un esperimento.
Cosa ti succede quando consideri la tua innocenza di fondo e quella di ogni essere umano?

Ipotesi

Febbraio 6, 2019 by admin

Mettiamo l’ipotesi che tu sia un criminale, l’unico criminale esistente, ma non sia cosciente di esserlo, per cui tutti i criminali che vedi all’esterno, incluse anche le persone che, seppure non siano criminali, si comportano male e non ti piacciono, ti stanno solo mostrando quel che sei tu.
Tutto quel che vedi di male e di sbagliato negli altri riguarda solo te, e gli altri te lo stanno solo facendo vedere.
Che razza di ipotesi è mai questa?
Che altre ipotesi ci sono oltre a questa?
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti siano davvero criminali, sbagliati e brutti, mentre tu non lo sei.
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti siano davvero criminali, sbagliati e brutti, insieme anche a te.
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti non siano davvero criminali, sbagliati e brutti, e neanche te.
Insomma, sono tutte ipotesi. E ce ne sono molte altre. Tutte ancora infondate.
Ecco perché è meglio andarci piano prima di trasformare una di queste in certezza.

Complessità

Febbraio 6, 2019 by admin

Ogni giorno ci confrontiamo con enormi complessità. Alcune aree e temi sono così complessi, che neanche sappiamo della loro esistenza o abbiamo idea di che cosa siano. Facciamo sforzi immani per comprendere tecniche, procedure, teorie, metodi, linguaggi, arti, professioni, ecc. Nonostante tutto le complessità aumentano, così come le frustrazioni relative.
La vita umana è piena di complessità. Inoltre, non fai in tempo a risolvere, capire o aggiustare qualcosa, che qualcosa d’altro si rompe, funziona male, diventa incomprensibile o problematico, insomma si complica.
Eppure, dietro a ogni complessità si nasconde una semplicità totale. Questo è ciò che diverse menti illuminate hanno compreso, e forse anche tu in alcuni momenti ispirati.
La complessità serve sia a creare ulteriore complessità, sia a farti cogliere la semplicità, per cui non hai più bisogno della complessità. Quando cogli la semplicità che esiste dentro ogni complessità, allora la complessità non è più necessaria. Tutto diventa quindi assai semplice!
Il problema è che la vita umana è piena di complessità, quindi anche se hai colto la semplicità che esiste dentro la complessità, per vivere e comunicare in questa società devi continuare a usare la complessità. Si tratta sia di ricordare le complessità del passato sia di seguire i suoi aggiornamenti presenti. Tutto diventa quindi assai complicato!
Tutto può essere sia assai semplice sia assai complicato.
Quando hai colto la semplicità, allora la complessità ti serve solo per farti capire da parte di coloro che non hanno colto la semplicità. Parli il loro linguaggio complesso, ti metti sul loro stesso piano, ma il tuo scopo è usare la loro complessità come mezzo per giungere alla semplicità. Ogni complicazione deriva dal confondere il mezzo con lo scopo.

Il paradosso è quello di due o più persone che hanno colto la semplicità dietro la complessità, ma seguitano a usare la complessità perché credono che gli altri non abbiamo colto la semplicità dietro la complessità.

Questo è un post molto complicato!

Provocazioni nichiliste

Febbraio 4, 2019 by admin

Provocazioni nichiliste

“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo.” è una citazione famosa di un personaggio famoso, e ce ne sono tante altre molto simili.

Una rettifica di questa citazione che non solo non sarà mai famosa, ma che discredita con molta probabilità colui che la propone è:

“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai e neppure nel risollevarci ogni volta che cadiamo, bensì nel riconoscere e accettare che sia che restiamo in piedi, cadiamo o ci rialziamo alla fine dei conti cadremo tutti e definitivamente.”

Ma non solo, nell’ipotesi piuttosto attendibile, che questa realtà, questo mondo che ci contiene, sia già caduto definitivamente o stia precipitando, la nostra gloria sta nel renderci conto che siamo tutti già caduti o che stiamo precipitando, per cui si tratta di smetterla di darci tante arie quando non cadiamo mai o ogni volta che cadiamo e siamo poi capaci di rialzarci individualmente.

Si tratta solo di una provocazione nichilista, forse.

E altrettanto forse:
si tratta di imparare a cadere nella giusta direzione!

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