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Marte

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico esiste in due versioni: una antica, composta dalla croce sopra il cerchio, l’altra, più recente, con una freccia inclinata sopra il cerchio. La materia (croce) e la penetrazione della materia o guerra (freccia) dominano lo spirito (cerchio). La versione moderna del simbolo suggerisce l’idea della lancia e dello scudo o quella dell’organo genitale maschile in erezione.

Marte ha un diametro di poco superiore alla metà di quello della Terra e possiede calotte polari bianche di anidride carbonica congelata. Il suo colore appare rossastro e la superficie dei territori desertica e rocciosa. Il periodo di rivoluzione solare di Marte è di un anno e 322 giorni, mentre i suoi satelliti, scoperti nel 1877, sono due: Deimo e Fobo. Un secolo e mezzo prima, questi ultimi furono già accuratamente descritti da Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver. Cydonia, un settore di Marte fotografato nel 1976 dalla sonda Viking I, pare possedere una topografia identica all’area megalitica di Avebury in Inghilterra, mentre Silbury Hill, la limitrofa collina misteriosa, sembra coincidere con un’altura marziana chiamata Tholus.

Ares (Marte), unico figlio di Zeus e Hera, è il dio della guerra, della forza bruta, del coraggio, della passione e del desiderio. In Grecia, a causa del suo carattere rozzo e impulsivo, viene ben poco amato dagli dei (compreso i genitori) e dagli uomini, mentre a Roma diventa invece, dopo Giove, la divinità più importante.

Ares possiede una statura gigantesca ed emette grida “simili a quelle di diecimila uomini” specialmente quando viene ferito. È rappresentato con gli attributi classici del guerriero (elmo, corazza, scudo, spada e lancia) e del fuoco (la torcia), talvolta su un carro trainato da quattro cavalli oppure a piedi. Lo accompagnano sovente varie figure demoniache, tra cui i figli Deimo (la Paura) e Fobo (il Terrore), ed Eris (la Discordia) ed Enio (dea della guerra).

I suoi animali sacri sono l’avvoltoio e il cane. Nelle battaglie Ares non prende mai una posizione definitiva, tanto che può combattere sia a fianco di una parte che di un’altra. Non nutre quindi alcun interesse per le cause dei conflitti o per chi ha torto e ragione. La sua natura collerica lo espone talvolta a sconfitte umilianti e pesanti specialmente ad opera di forze più intelligenti come Atena ed Eracle. Ares è protagonista di molte imprese amorose con mortali e dee. La più celebre è quella clandestina con Afrodite da cui nascono, oltre a Deimo e Fobo, Eros, Antero, e Armonia.

La posizione di Marte nel tema natale può dare indicazioni sul modo naturale in cui l’energia viene diretta, sui punti di forza, sulle capacità di azione, su ciò che provoca rabbia, che è in grado di smobilitare i desideri e per cui si è pronti a lottare e combattere. Marte costituisce il primo gradino nel processo di individuazione, ovvero come l’io emerge e si separa dal collettivo. Mostra come operi al fine di conseguire  ciò che desideri ed è inoltre un elemento di identificazione della natura effettiva dei bisogni sessuali. Esso indica l’approccio sessuale che può dare maggiore appagamento e consentire l’espressione concreta o la rivisitazione in chiave energetica di componenti legate alla sfera più istintiva e animale.

Nel mondo animale, ma anche tra molti esseri umani, v’è una connessione molto stretta tra sesso e lotta, tra imposizione di sé e fusione nell’altro. Questa opposizione apparente è rappresentata dagli Spiriti di Marte e Venere. Solo coloro che riescono a dare espressione al loro Marte, possono veramente aprirsi in modo autentico e integrale ai rapporti di amore, così come al lavoro di guarigione e al proprio sentiero spirituale. La passione sessuale, similmente a quella spirituale, è il risultato combinato dell’espressione delle energie guerriere di Marte con quelle pacifiche di armonia di Venere. L’equilibrio tra questi due tipi di energia è fonte sovente di difficoltà sia nei rapporti umani che in quelli con gli Spiriti.

Marte e Venere mostrano i tipi di partner che attiriamo e ogni area di potenziale conflitto tra polarità. In un uomo la posizione di Marte (segno, casa e aspetti) è solitamente connessa con lo specifico archetipo maschile con cui egli si identifica o a cui aspira, mentre in una donna è simile al concetto junghiano di animus o alle caratteristiche dei Demoni e dei Doppi Multidimensionali.

La posizione di Marte in un tema femminile tende a mostrare quali aspetti dell’archetipo maschile provocano maggiore attrazione (e repulsione) o vengono proiettati su partner esterni. Il lavoro astrosciamanico in quest’area consiste nel recuperare queste qualità, sviluppando una relazione santa, vale a dire uno stato in cui il partner interiore è pienamente integrato e riconosciuto, indipendentemente dal fatto di essere in una relazione di coppia tridimensionale o meno.

 

Giove

Novembre 27, 2018 by admin

Giove rappresenta la funzione dell’espansione, della crescita e dell’integrazione nel mondo. E’ la spinta a espandere la propria sfera individuale e a condividere sinceramente le risorse che ne derivano con gli altri. E’ l’impulso ad allargare i confini della conoscenza e andare oltre i limiti delle proprie credenze. Sia nelle sue manifestazioni armoniche che dissonanti, questo pianeta esprime il tentativo di assorbire e inglobare quanto più è possibile di ciò che appare come separato da noi, al fine di recuperare e ricreare la sensazione di quell’unità originaria anticamente perduta.
 
La posizione di Giove nel tema natale indica le prospettive di espansione e crescita, e può fornire elementi per comprendere cosa è in grado di dare maggiore significato, fiducia, e appagamento nella vita. Giove può essere anche la chiave per individuare le strade esistenziali in cui puoi essere più prolifico e incontrare importanti opportunità.
 
La posizione di Giove fornisce informazioni sul tipo di cerimonie, pratiche iniziatiche ed esperienze spirituali che permettono di chiarire meglio la propria visione e raggiungere obiettivi di conoscenza. Tramite un esame della sua posizione puoi individuare le tecniche e le circostanze ambientali che maggiormente si addicono al tuo cammino di esplorazione spirituale.
 
La forza di questo pianeta si fonda sulla fiducia di base nei confronti dell’esistenza e su una forma di ottimismo spontaneo che trasforma ogni situazione della vita in un’avventura eccitante di crescita e conoscenza. E’ un sentiero di abbondanza ed espansione infinita che talvolta può portare ad esagerazioni ed inflazioni pericolose.
 
Il pianeta Saturno sta appresso a Giove per ricordare ciò.
I transiti di Giove portano tradizionalmente opportunità, successo, abbondanza, prosperità e talvolta sprechi, azzardi, esagerazioni e pigrizia. Questo pianeta ha la caratteristica di attivare e amplificare tutto ciò che tocca. Quando transita sui punti armonici del tema natale, Giove svolge una funzione energizzante in grado di attirare situazioni di benessere e di cosiddetta fortuna. Tuttavia, questa stessa funzione si applica anche nei confronti dei punti dissonanti e dei pianeti problematici, ed in questi casi gli effetti possono essere di ben altra natura.
 

Saturno

Novembre 27, 2018 by admin

Saturno è sovente conosciuto per la sua cattiva reputazione. Tuttavia, il suo aspetto, come lo si può osservare attraverso un telescopio, risulta molto attraente. I suoi celebri anelli possono suggerire la presenza di limitazioni o essere percepiti come una sacra aureola. Anche la sua fama di essere un pianeta pesante e freddo non sembra convincente. Sebbene Saturno sia 95 volte più grande della Terra, esso è così leggero che potrebbe tranquillamente galleggiare in uno dei nostri oceani.

Saturno è il principale tenutario dell’illusione della separazione. Il suo compito è preservarla fino a quando non siamo abbastanza maturi per andare al di là di essa. Saturno rappresenta il potere del controllo derivato dall’impegno, dalla disciplina e dalla responsabilità. Il primo passo nell’acquisizione di questo potere consiste nel riconoscere che il mondo della dualità, del conflitto e dell’illusione è un mondo che ha da essere rilasciato. Ciò richiede un fermo impegno e impeccabile determinazione.

Saturno è l’ultimo tra i pianeti tradizionali: il Guardiano della Soglia tra lo spazio un tempo conosciuto e l’ignoto, il Super-Io secondo il modello freudiano della psiche. Esso dimora nello spazio di confine tra realtà ordinaria e realtà non-ordinaria. Da Saturno in poi entri in una dimensione completamente diversa, oggetto di timore e turbamento. Qui tutta la visione consueta della vita e del mondo si disintegra. Ecco perché Saturno fa tanta paura. In effetti siamo noi a spaventare Saturno con le nostre stesse paure. Tra tutti i pianeti è forse quello più incompreso e odiato. Per chi osa inoltrarsi oltre il velo delle apparenze, Saturno si mostra invece nella sua veste candida, dolce, premurosa e dispensatrice di potere profondo. L’acquisizione di questa qualità, frutto di lunga pratica e impegno, consente di accedere al potere di liberazione di Urano. Tale energia trascendentale viene conseguita armonicamente mediante il lavoro disciplinato e costante, l’accettazione realistica di determinati limiti e la liberazione dai limiti derivati da sistemi di credenza contrari al proprio Intento.

La posizione di Saturno, nel segno e nella casa, indica il tipo di responsabilità che la persona in questione si trova ad affrontare nel corso della vita, le limitazioni, le paure, i punti deboli e le zone in cui si sperimentano situazioni di crisi e difficoltà, come e dove certe prove lungo il cammino di formazione possono essere incontrate. Si tratta talvolta di aree problematiche, in cui è possibile esperire ritardi od ostacoli. Attraverso il perdono e l’accettazione delle responsabilità questi punti possono trasformarsi nelle aree di maggiore potere e soddisfazione. Al di sotto di apparenti ostacoli si celano in vero copiose benedizioni.

I transiti di Saturno hanno un andamento settennale e sono momenti di crisi fondamentali per la crescita e l’evoluzione dell’essere. Essi costringono ad affrontare la realtà concreta e a prendere atto, talvolta amaramente, di ciò che non funziona nella vita. Una caratteristica tipica di codesti transiti è di apportare momenti di solitudine, dolori interni, sforzo, lotta e frustrazione. Se ci siamo presi le nostre responsabilità riguardo il nostro Intento ed abbiamo fatto la nostra parte nel piano divino a noi assegnato, questi transiti comportano un rafforzamento notevole del potere e l’agevole superamento di ogni tipo di difficoltà. In caso contrario, le conseguenze possono essere piuttosto dolorose e comportare la perdita, il blocco o il malessere di ciò di cui non ci siamo presi cura. In vero, tutti questi accadimenti, sono il risultato di una percezione limitata che  tramonta celermente allorché si rivela quel che dimora altrove.

 

 

Ruoli planetari

Novembre 22, 2018 by admin

I pianeti svolgono diversi ruoli secondo le loro posizioni nella carta natale. Questi ruoli determinano strategicamente le condizioni e gli equilibri di potere tra gli Spiriti Totem. Nell’astrosciamanesimo consideriamo tre ruoli principali (governatore, reggente, transitante) e una serie di mansioni accessorie che descriverò brevemente nelle righe seguenti.

Il governatore (in domicilio) è l’equivalente dello Spirito Totem e rappresenta la massima autorità di ciascun settore. Astrologicamente è il pianeta che maggiormente si associa alle caratteristiche di un dato segno o casa (vedi Tabella delle Dignità e Debilità planetarie). Il ruolo di predominio sul suo settore di competenza rimane tale in ogni circostanza e per qualsiasi individuo. Per esempio, la Luna (Spirito del Settore 4) è sempre il governatore del segno del Cancro e della quarta casa anche se nel tema di una persona la Luna si trova in un altro segno o casa. Dopo la scoperta di Urano, Nettuno e Plutone, vi sono stati alcuni cambiamenti nel governo (domicilio) dei pianeti di alcuni segni (Acquario, Pesci e Scorpione).

Il reggente si riferisce invece alla posizione specifica del pianeta nella carta natale e, di conseguenza, cambia secondo ciascun individuo. Per esempio, se una persona è nata con Saturno nel Cancro o nella quarta casa, il pianeta reggente di quel segno o casa sarà Saturno. Un segno o una casa può avere anche più pianeti reggenti oppure esserne totalmente privo. Il ruolo di potere di un pianeta reggente varia secondo la sua posizione e le relazioni con gli altri pianeti.

Il sistema tradizionale delle Dignità e Debilità Planetarie consente a grandi linee di verificarne la portata. Un pianeta che è reggente nel segno o nella casa di cui è anche governatore, in cui ha il domicilio, è in totale sintonia con le caratteristiche di quel segno o casa, e generalmente esprime il suo potere con massima facilità.

Un pianeta in esaltazione si trova anch’esso in una posizione rilevante di potere. Quando un pianeta è situato nel segno opposto a quello da lui governato, è detto in esilio. In questo caso il suo funzionamento tende a essere poco agevole nella vita ordinaria. Vi potrebbe essere una tendenza a provocare conflitti e tensioni o ad assorbire grandi quantità di energia. D’altro canto, se l’Intento della persona è chiaro e connesso con la Funzione, il suo potere può pure eccedere quello del pianeta governatore.

Un pianeta è in caduta quando si trova nel segno opposto a quello della sua esaltazione. Si tratta di una posizione poco consona alla sua natura, che rischia di essere debilitata o limitata nella sua espressione. Il suo inserimento in quel particolare segno o casa genera grandi quantità di energia che tendono ad alimentare blocchi e rancori. Similmente all’esilio, tale condizione si può trasformare in un elemento di vantaggio se l’energia è usata consapevolmente.

Il transitante è infine quel pianeta che in un determinato periodo transita attraverso un segno zodiacale o una casa della carta natale. Secondo i casi questo ruolo si applica a livello generale o individuale. Nel momento in cui scrivo, ad esempio, Nettuno si trova nel segno dell’Acquario ed è quindi per ogni individuo il pianeta transitante di quel segno. Per quanto riguarda le case invece la situazione cambia secondo le persone. Se nella mia carta natale la zona del segno dell’Acquario, in cui Nettuno sta transitando, corrisponde alla quarta casa, allora significa che questo è il suo pianeta transitante.

Un ulteriore ruolo è dato dai pianeti dispositori, che comprendono sia i pianeti reggenti posti nel segno di cui sono governatori che i pianeti in ricezione reciproca (coppie di pianeti che si trovano l’uno nel segno governato dall’altro). Il governatore di un segno è il dispositore di ciascun pianeta posto nel suo segno di appartenenza. Per esempio, se Urano si trova in Leone, il Sole è il suo dispositore perché il Sole governa il segno del Leone; se Marte è nel Cancro, la Luna è il suo dispositore perché la Luna governa il segno del Cancro.

In termini astrosciamanici, lo Spirito del pianeta reggente che si trova in un segno o casa di cui non è governatore, agisce come forza al servizio dello Spirito o pianeta governatore di quel segno o casa. Quest’ultimo può trovarsi sia in quel segno o casa che in un altro. In genere, il dispositore di un pianeta (il governatore del segno in cui quel pianeta è situato nella carta natale) agisce come consigliere riguardo all’espressione e la gestione di quel dato pianeta.

Tabella delle Dignità e Debilità Planetarie

PIANETA DOMICILIO ESALTAZIONE ESILIO CADUTA
Sole Leone Ariete Bilancia Acquario
Luna Cancro Toro Scorpione Capricorno
Mercurio Gemelli/Vergine Vergine Sagittario/Pesci Pesci
Venere Toro/Bilancia Pesci Scorpione/Ariete Vergine
Marte Ariete/Scorpione Capricorno Bilancia/Toro Cancro
Giove Sagittario/Pesci Cancro Gemelli/Vergine Capricorno
Saturno Capricorno/Acquario Bilancia Cancro/Leone Ariete/Leone
Urano Acquario Leone Scorpione Toro
Nettuno Pesci Leone Vergine Acquario
Plutono Scorpione Ariete Toro Bilancia

 

Da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

Transiti

Novembre 22, 2018 by admin

Indicano i movimenti (la rivoluzione) dei pianeti nel fluire del tempo in rapporto con le  posizioni fisse della carta natale di pianeti, angoli e altri dati rilevanti. Costituiscono la base per i metodi astrologici di previsione a breve (per i pianeti veloci) e a lungo termine (per i pianeti più lenti). Gli aspetti di transito significativi sono gli stessi che si applicano agli aspetti all’interno della carta natale, così come l’orbita, la tolleranza riguardo la precisione dell’aspetto, considerata accettabile fino a circa 6° per congiunzioni e opposizioni, e 3° per altri aspetti.

I transiti determinano una crisi per l’ego e l’identità separata rappresentata dalla carta natale. “Quest’identità, legata al blocco di un istante passato, ci spinge a vivere in una realtà separata di cui siamo noi stessi vittime e creatori. È un’allucinazione che permane indisturbata fino a quando, in particolari momenti della vita, non facciamo i conti con la realtà presente e con il movimento effettivo dei pianeti. In quei momenti, che l’astrologia denomina transiti, la temperatura sale e il ghiaccio cede mettendo in luce la precarietà dei nostri congelamenti. Spesso si tratta di importanti occasioni, in cui è possibile aprire dei varchi per scoprire qualcosa di più rispetto al mistero della vita che ci circonda. In altri casi, si possono passare intensi periodi di crisi dovuti alle conseguenze della trasformazione delle nostre strutture d’identificazione.” (1)

(1) Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

Sistema delle scale planetarie

Novembre 21, 2018 by admin

Tratto da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

Il sistema delle scale planetarie, trasmesso dal channeler Andrew Ramer e dall’astrologa Donna Cunningham,[1] consiste in una serie di canti e colori abbinati a ciascun pianeta astrologico. Questi canti hanno radici molto antiche e possiedono talvolta affinità con le sonorità di varie tradizioni sciamaniche. La loro funzione è di emettere vibrazioni che consentono l’attivazione di livelli energetici molto elevati. L’effetto è potente, e si manifesta attraverso il riequilibrio e l’integrazione delle caratteristiche del pianeta cui si riferiscono.

Lo scopo essenziale di questo sistema di canti è di sviluppare la capacità di muovere l’energia dalle sue espressioni più basse a quelle più elevate. L’uso regolare dei canti planetari, consente inoltre di allargare la propria sfera di consapevolezza, di distinguere i vari stati della coscienza e di avere esperienze sempre più frequenti delle loro manifestazioni più elevate.

Può sembrare strano, ma nella pratica delle scale planetarie, il requisito per raggiungere i livelli superiori consiste nell’investire il massimo di energia nell’espressione di quelli inferiori. Si tratta di essere disposti ad andare incontro a rancori e paure, di riconoscere con coraggio che essi sono frutto di una nostra creazione, di lasciarli finalmente uscire dalla prigione in cui li abbiamo rinchiusi, di liberarli facendoli passare senza ostruzioni attraverso il corpo e la voce. Con le scale planetarie, non si raggiunge il positivo o la guarigione ignorando, reprimendo o andando oltre il negativo, ma concentrando e attirando totalmente l’energia più bassa per poi spingerla gradualmente in alto. E’ essenziale entrare pienamente nell’essenza sottile della frequenza più grossolana, perché è proprio questa a fornire l’energia necessaria per lo sblocco e il raggiungimento delle vibrazioni elevate.

Per esempio, Marte rappresenta qui il sistema energetico di difesa: la forza che permette di proteggere l’organismo e di affermarsi nella vita quotidiana. Nel caso di questo pianeta, uno dei livelli più bassi è rappresentato dall’espressione pura e incontrollata della rabbia. Anche se le società recenti ne hanno fatto un tabù, la rabbia è di per sé un’emozione inevitabile nella dimensione ordinaria dell’esistenza: la conseguenza che nella vita non sempre posso avere o fare quello che voglio. Purtroppo, oggigiorno, esistono talvolta difficoltà a esprimere in modo autentico questa emozione e, di conseguenza, l’energia generale non scorre liberamente, il sistema immunitario si indebolisce e le espressioni più elevate di Marte (coraggio, chiarezza, devozione, energia) vengono meno. Il primo passo, quindi, in una scala planetaria per Marte, è di mobilitare la rabbia. Ovviamente, questo non significa che bisogna scaricarla addosso a qualcuno e sentirci così liberati delle emozioni represse. Qui si tratta di agire con responsabilità e consapevolezza e di praticare le scale in un contesto rituale, senza arrecare il minimo danno a se stessi o ad altri.

Per ogni scala, sono usati i canti dei rispettivi pianeti e un’apposita struttura composta di vari stadi. Questi stadi si riferiscono a variazioni di tonalità, o a distinti livelli di espressione energetica, in una sequenza di crescita graduale dal basso verso l’alto. Il canto è impiegato, prima di ogni variazione, per facilitare il passaggio da un livello all’altro. Durante la pratica delle scale planetarie, si può rimanere seduti e immobili, permettendo a immagini, sensazioni, ed emozioni di fluire interiormente secondo i contenuti di ciascun stadio. Se si preferisce un’espressione più diretta, è possibile adottare una versione dinamica attraverso l’uso di movimento, danza, drammatizzazione e musica.

L’intero gruppo dei canti può essere usato regolarmente per integrare e bilanciare le energie di tutte le forze. A questo riguardo, si usa una prospettiva eliocentrica che mira a rafforzare il ruolo del Sole nella sua componente superiore di intento di luce o espressione del potenziale divino. Nella pratica raggruppata dei canti, il Sole è il punto di partenza e si identifica con il corpo. Dopo il canto del Sole, da cui emana l’intento, si passa a quello di Mercurio, percepito come un piccolo pianeta orbitante in prossimità del proprio corpo (il Sole). Venere si trova nelle immediate vicinanze, mentre la Terra e la Luna sono a circa mezzo metro di distanza, e così via fino ad arrivare a Urano, Nettuno e Plutone, collocati molto più lontano o anche fuori della propria stanza.

Per fornire un modello su come si sviluppano le scale planetarie, descrivo un esempio relativo alla scala di Marte. Questa scala, e il suo canto, sono ideali da usare quando ci si trova in situazioni di rabbia e aggressività, o si incontrano difficoltà nell’esprimere apertamente ciò che si vuole. La scala può essere impiegata anche quando ci si sente impotenti, deboli, repressi, impulsivi, tesi, prepotenti, incapaci a gestire avversioni e rancori verso chi ci circonda.

Il canto di Marte è Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Kah Kah. La semplice pronuncia del canto è di per sé sufficiente a richiamare energia quando mi sento stanco od ho bisogno di compiere sforzi particolari, come per esempio sollevare dei pesi o salire una lunga scala

Per praticare la scala di Marte, all’inizio faccio alcuni profondi respiri o impiego una qualsiasi tecnica che consente di entrare in uno stato di consapevolezza rilassata. Può essere utile disegnare il simbolo grafico di Marte e porlo dinanzi a sé. In questa scala impiego il colore nero e lavoro con il corpo energetico in generale, senza fare riferimento ad un chakra particolare.

Prima di procedere stabilisco l’intento. La fase dell’intento è un momento di potere in cui esprimo la mia volontà di conoscenza e fornisco l’impostazione di base per dirigere il canto. Chiarendo le mie motivazioni, creo un campo magnetico che attrae le forze di cui ho più bisogno in quel momento. La definizione dell’intento canalizza l’energia impiegata durante il canto e rappresenta la migliore garanzia per ottenere una buona esecuzione.

Una volta stabilito l’intento, intono il canto di Marte. Il primo stadio della scala è quello dello spegnimento e blocco totale dell’energia. Immagino l’aura oscura, pesante, incapace di ricevere e dare energia. La forza di Marte viene repressa internamente ed è impossibilitata a dare espressione ai propri desideri. Intravedo situazioni in cui l’istinto di agire e andare verso ciò che voglio viene mortificato da blocchi e paure insormontabili. Il senso di soffocamento è totale e, nell’apparente stato di rassegnazione esteriore, l’energia di Marte inizia disperatamente a muoversi al mio interno. L’intensificazione massima di questa esperienza di blocco costituisce il contenuto del primo stadio. Tale contenuto viene raccolto e concentrato in una sfera per essere portato verso l’alto. Dopo poco, intono il canto di Marte. L’articolazione del canto, in questo, come nei successivi stadi, segnala il consenso alla liberazione di quanto è successo precedentemente e avvia il processo di trasformazione dell’energia. Una volta completato il canto, che può essere ripetuto anche più volte, mi preparo per il prossimo stadio.

Il secondo stadio riguarda l’espressione incontrollata e violenta dell’energia. Comincio ad evocare una situazione in cui ero pieno di rabbia. Inizio a percepire il costante accumulo dell’energia di Marte, trattenendola sempre di più, come un pneumatico gonfiato in eccesso e destinato inevitabilmente a scoppiare. Quando la furia arriva al limite massimo, mi lascio totalmente esplodere. Permetto alla rabbia di travolgermi: scalciando, urlando, muovendo i pugni, liberando qualunque cosa vuole uscire. Se ho difficoltà, provo a recitare. Posso anche non esprimere nulla all’esterno e consentire alla rabbia di liberarsi internamente. L’importante è essere totali, e investire il massimo dell’energia in questo processo. Una volta arrivato al culmine, mi fermo e comincio a muovermi lentamente nell’atto di raccogliere e spingere verso l’alto l’energia che è stata liberata. Intono poi il canto procedendo come sopra. Per stimolare il processo di trasformazione posso visualizzare la mia aura soffusa di luce rossa, mentre una sfera di fuoco inizia ad avvolgerla, ruotando e bruciando ogni residuo lasciato dalla fase precedente.

Il terzo stadio consiste in genere nell’espressione focalizzata dell’energia. Per esempio, posso immaginare una situazione di accesa competizione: sport, arte marziale, duello, battaglia, lotta per la sopravvivenza. Sono totalmente presente, e mi accingo ad affrontare un confronto decisivo in cui vi sarà un vinto e un vincitore. Sento la voglia di avere la meglio sull’avversario. In questo caso posso anche visualizzare le proiezioni di persone reali della mia vita. Nell’ambito delle scale planetarie, l’intero processo avviene all’interno del mondo interiore e le persone che immagino sono intese solo e unicamente come proiezioni. Ciò che faccio non può avere alcuna ripercussione sulla realtà di quelle persone. Le scale sono finalizzate a trasformare la percezione di ciò che considero essere la realtà. Se impiego questi strumenti con rispetto e totalità, vi potranno essere cambiamenti radicali nella mia vita. Per quanto clamorosi possano essere gli effetti, essi saranno unicamente frutto del mutamento della mia percezione e della relativa ripercussione all’esterno. Se mi assale il timore di provocare danni effettivi alle persone esterne con cui mi confronto interiormente, posso ripetere più volte il suono tumah battendo ritmicamente le mani. Con questo atto evidenzio che sto operando al mio interno, escludo radicalmente qualsiasi intenzione di provocare alterazioni su altri esseri e, come ulteriore precauzione, creo uno strato di protezione sulle persone in questione.

Al termine del terzo stadio, porto al massimo l’energia competitiva di Marte, poi mi fermo e nuovamente la raccolgo per proiettarla verso l’alto. Intono quindi il canto. Visualizzo la sfera di fuoco che ruota liberamente nell’aura, luminosa e senza ostruzioni.

Il quarto stadio è quello dell’espressione individuale e celebrativa dell’energia. Per esempio, posso iniziare a muovermi, correre, danzare, sentendo un piacere enorme. Immagino di essere su una spiaggia meravigliosa. Sono solo con me stesso e l’espressione intensa del mio fisico mi apporta benessere, eccitazione, gioia, euforia. Arrivato al culmine di questa energia, la spingo ancora al livello superiore e intono il canto.

Nel quinto stadio focalizzo ed esprimo creativamente l’energia in base ai miei desideri individuali. Ora dispongo di energia pura e libera per iniziare qualcosa, per fare ciò che ho sempre voluto. Sono pervaso dalla gioia di realizzare sogni e desideri, di partire finalmente e mettermi al lavoro. Tutta quell’energia che era prima bloccata dalla rabbia e dal rancore, ora è a mia disposizione. L’energia pura di Marte si presenta a me, come un guerriero forte e coraggioso, e dichiara di essere al mio completo servizio. A questo punto la uso per intraprendere quelle azioni che mi consentono di realizzare ciò che voglio. Non importa se si tratta di desideri che possono sembrare egoistici. Al contrario è qui importante cercare di dare piena soddisfazione a ciò che considero essere il mio ego e dargli la possibilità di avere tutto il potere che ha sempre cercato. Uno a uno proclamo ad alta voce i miei desideri e osservo come si realizzano. Quando arrivo al culmine, raccolgo l’energia per spingerla ancora verso l’alto. Poi uso ancora il canto di Marte.

Il sesto stadio è quello dell’espressione focalizzata e creativa dell’energia in base a un’identificazione più ampia. Ora il mio senso di identità si estende a tutto il pianeta. Sento l’energia che si irradia all’esterno verso il mondo: le necessità e i desideri più autentici del pianeta sono le mie. Uso l’energia di cui dispongo per costruire qualcosa di utile per la Terra, per prendere iniziative a favore del benessere collettivo. Mi collego con il Centro del mio essere, e lascio confluire in esso tutto ciò che è dentro e fuori di me, sento che non esiste separazione e quanto incredibili e illimitati siamo tutti. Anche l’energia di questo stadio viene spinta verso l’alto, poiché ciò che io credo essere in connessione con scopi alti può rappresentare un processo di mistificazione dell’ego. Con questa ultima offerta mi libero di tutto ciò che sono in grado di produrre, sia nel bene sia nel male, e mi rendo finalmente disponibile all’energia più elevata di Marte.

Dopo un ultimo canto di Marte, entro del settimo stadio: quello del ricevimento della benedizione. Ora sono ripulito e vuoto. La vera forza di Marte può arrivarmi nella sua espressione più cristallina, riversandosi su di me, senza alcun sforzo. In questo stadio è necessario solo essere disposti a ricevere. Rimango in silenzio, aperto e ricettivo, e mi lascio investire dall’energia pura di Marte. Dopo aver ricevuto, ritorno lentamente allo stato vigile di coscienza. Riprendo contatto con l’ambiente, e porto l’energia che ho riequilibrato nella mia realtà quotidiana.

Le scale planetarie possono essere impiegate ogni volta che c’è l’esigenza di attirare l’energia di un pianeta o di trasformarla in una vibrazione più elevata. Quando mi sento impaurito, scoraggiato, annoiato o mi trovo in qualsiasi altro tipo di situazione spiacevole, la svolta radicale del processo di trasformazione ha inizio allorché faccio un profondo respiro, assumo con dignità una postura eretta e faccio uscire il suono del canto con l’intento di apportare un cambiamento alla condizione in cui mi trovo. I canti sono uno strumento a disposizione a cui si può fare riferimento in qualsiasi momento e che può essere usato in vari modi. Oltre alle scale planetarie, esistono infatti ulteriori applicazioni dei canti. I Rosari planetari, ad esempio, sono oggetti di potere finalizzati alla trasformazione delle energie dei pianeti e dei loro rancori. In breve, per rafforzare l’energia di un pianeta o trasformare in modo armonico gli effetti negativi degli aspetti e transiti tra due pianeti, si costruisce una collana rappresentante uno o due pianeti.

La fase di preparazione del rosario è estremamente importante. Le perle devono essere di materiali naturali (legno, argilla, pietre, pasta di pane, ecc.) così come il filo (seta, cotone, pelle) e le loro colorazioni (aniline alimentari, terre, ecc.). L’unica eccezione a questo riguardo è Urano, per cui si può usare materiale sintetico (plastica, nylon, acrilici, ecc.). Quando il rosario riguarda una coppia di pianeti, esso può essere costruito solamente da coloro che posseggono forme di combinazione tra i due pianeti (aspetti di nascita, transiti, posizione natale di un pianeta nel segno o casa governati dall’altro). Ad esempio, per costruire un rosario di Marte e Urano è necessario avere uno dei seguenti requisiti: aspetto significativo tra i due pianeti, transito in corso di Urano su Marte o vice versa, Urano in Ariete o prima casa, Marte in Acquario o undicesima casa.

Il momento ideale per la fabbricazione è generalmente quello in cui vi sono aspetti tra i pianeti del rosario, transiti della Luna sui segni da loro governati, o quello classico delle ore planetarie. I colori delle perle variano a seconda dei pianeti e sono indicati nella Tabella 1. L’impiego di pietre o gemme nei colori richiesti può permettere di fare a meno del lavoro di colorazione.

Il rosario si compone inserendo due perle del pianeta più vicino al Sole, seguite da una perla del pianeta più distante. Ad esempio, per un rosario Marte/Urano, si usano due perle nere per Marte (che è più vicino al Sole rispetto a Urano) e una di colore argento per Urano. Similmente, per un rosario Sole/Saturno, si usano due perle rosse per il Sole seguite da una perla marrone per Saturno. Prima di infilare le perle ci si sofferma sull’intento. Le perle di ciascun pianeta, separate in precedenza, vengono tenute in mano mentre si intona per qualche minuto il canto completo: nel caso di Sole/Saturno, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh (per il Sole) e Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Oh Ey (per Saturno). Le perle vengono in seguito infilate una a una, intonando la prima strofa del rispettivo canto (in questo caso Oh Hey Yah per il Sole e Dah Ti Kah per Saturno), poi il rosario viene chiuso ed è quindi pronto per l’uso.

Una volta che si dispone del rosario, si tratta di cantarlo da una a massimo due volte al giorno per un periodo di almeno 40 giorni, per tutta la durata del transito o fino a quando si è ottenuto il risultato desiderato. Il canto per il rosario Sole/Saturno è Oh Hey Yah (prima perla del Sole), Oh Hey Yah (seconda perla del Sole), Dah Ti Kah (perla di Saturno) e via di seguito ripetendo fino al termine.

Il sistema dei rosari planetari non fornisce indicazioni specifiche riguardo al numero complessivo di perle. Nella tradizione buddista e induista si impiegano 108 perle (12 x 9) perché questo è un numero ciclico che esprime il senso di sviluppo della manifestazione. I rosari di Shiva hanno invece 32 o 64 grani, mentre quelli cristiani ne comprendono 165 o 60. I rosari musulmani sono composti di 99 perle, corrispondenti ai Nomi divini, perciò il centesimo, non presente, rappresenta il ritorno del multiplo all’Uno.

I rosari planetari sono uno strumento molto potente che consente di diventare più consapevoli del modo in cui le energie planetarie funzionano nella propria vita. Il fatto che queste energie siano forzate a vivere insieme nel rosario determina un processo di evidenziazione dei rancori reciproci e di relativa trasformazione. Questo processo, quando viene riconosciuto, è destinato a produrre un effetto di riequilibrio dei pianeti in questione e ad attualizzarne i reciproci potenziali di luce. Se si desidera lavorare esclusivamente su un pianeta particolare è possibile preparare rosari composti di un solo tipo di perle e dedicati a un singolo pianeta. Più il rosario viene usato, più diventa potente. Può essere anche indossato e portato con sé come oggetto di protezione e potere, oppure, dopo che ha fatto il suo uso, donato a una persona che possiede lo stesso tipo di dinamica.

 

I canti astrosciamanici rappresentano un modo per dialogare con le energie dei pianeti, per lasciarle libere di agire dentro e fuori di noi, per imparare ad ascoltare veramente ciò che esse hanno da dirci. Queste energie erano un tempo accessibili ovunque sulla Terra, ma poi la nostra percezione si distorse a tal punto che, in qualche modo, finimmo col cacciarli e proiettarli sui pianeti, esiliando con loro anche i nostri sogni e ideali più autentici. I canti astrosciamanici sono un ulteriore strumento per riprendere ciò che ci appartiene, per fare ritorno alla nostra consapevolezza originaria e ritrovare la nostra vera dignità. Essi sono anche un modo per introdurci a una nuova visione dell’astrologia, in cui cessiamo di attribuire definizioni, giudizi e responsabilità a stelle e pianeti, e accettiamo finalmente di aprirci a una sincera e diretta comunicazione con loro.

 

Tabelle

La Tabella 1 presenta i canti abbinati a ciascun pianeta e il colore impiegato per la costruzione dei Rosari planetari, mentre la Tabella 2 fornisce un quadro dei temi delle scale con riferimento a ciascun pianeta. La colonna dei rancori indica gli aspetti dissonanti del pianeta. Quella delle risorse elenca gli aspetti armonici o più elevati. La scala o il canto del pianeta in questione può essere impiegato anche quando le risorse sono bloccate, deboli o si esprimono al contrario.[2]

 

Tabella 1

 

PIANETA/SETTORE CANTO (4 volte) CANTO (chiusura) COLORE PERLE
Sole Oh Hey Yah Oh Rosso chiaro
Mercurio Oh Hi Ti Nah Ti Oh Porpora
Venere Nah Ti Nah Oh Verde chiaro
Terra e Luna Si Idriah Neh Hah Mah Set Bianco
Marte Neizy Dey Hoh Hi Mah Kah Kah Nero
Asteroidi[3]

 

Si Ti Yah Kah Mah Si Kah

(dopo l’ultima ripetizione del canto, si aggiunge: Ai Hey Poh)

Chiazzato
Giove Hi Su Mayo Ey Giallo
Saturno Dah Ti Kah Oh Ey Marrone
Chirone Kah Si Mah Kah Grigio
Urano Nah Mitriah Nah Simitri Argento
Nettuno Oh Myss Oh Verde marino o menta
Plutone Ti Yah Ah Legno chiaro

 

Tabella 2

 

PIANETA RANCORI RISORSE
Sole Egocentrismo, arroganza, distruttività, esibizionismo, inflessibilità, orgoglio, paranoia, pomposità, tirannia, vanità. Autostima, centratura, creatività, generosità, integrazione, intento, potere, unità, vitalità, volontà.
Luna Abitudini insane, attaccamento al passato, difesa eccessiva, dipendenza, indecisione, inibizioni, insicurezza, instabilità emotiva, isterismo, pigrizia, timidezza. Amore incondizionato, appagamento interiore, cura di se stessi e degli altri, intimità, memoria, protezione, sensibilità, sicurezza.
Mercurio Agitazione, comunicazione distorta, imbrogli, iperattività, intellettualismo, mancanza di profondità e intimità, nervosismo, preoccupazioni, superficialità. Capacità d’apprendimento, co-municazione efficace e luminosa, coordinamento, destrezza, illuminazione, intelligenza, leggerezza, potere di discriminazione, servizio.
Venere Ambiguità, avidità, compromessi, indolenza, proiezioni, erotismo cronico, dolori sentimentali, relazioni simbiotiche. Amore, armonia, arte, bellezza, condivisione, cooperazione, equilibrio, perdono, piacere, relazioni sacre.
Marte Crudeltà, distruttività, egocentrismo, impazienza, irritabilità, ostilità, violenza. Autoaffermazione, azione retta, chiarezza, coraggio, energia, iniziativa, pionierismo, volontà.
Asteroidi Critica, frammentazione, lamentela, pignoleria, perfezionismo, sacrificio masochista. Analisi, capacità di lavoro, discriminazione, efficienza, servizio, sintesi.
Giove Deliri di grandezza, dispersione energetica, dogmatismo, esagerazioni, fiducia eccessiva, golosità, ingenuità, irresponsabilità, rischi smisurati o paura di rischiare. Credenze di supporto all’Intento, espansione, fede, fiducia, ricerca e frequentazione della Guida Interiore, ottimismo, saggezza, senso del rischio.
Saturno Apprensione, cinismo, critica, depressione, freddezza, sfiducia, manipolazione, materialismo, limiti, paura, perfezionismo, pessimismo, rigidità, tristezza. Affidabilità, autorità, disciplina verso l’Intento, fede, organizzazione, pazienza, realismo, senso di responsabilità.
Chirone Eccessivo idealismo, battaglie futili, malattie, autodistruzione. Ricerca della verità, guarigione, servizio.
Urano Bisogno costante d’eccitazione e cambiamenti, caos, eccentricità, estremismo, incidenti, paranoia, perversione, ribellione, traumi. Genio, indipendenza, intuizione, inventiva, libertà, originalità, rinnovamento.
Nettuno Confusione, dipendenze da alcool e droghe, vaghezza, fuga dalla realtà, illusioni, vittimismo. Compassione, connessione con le realtà non ordinarie, misticismo, sintonia con il Tutto, trascendenza.
Plutone Il Canto non riguarda le altre caratteristiche di Plutone. Esso è usato solo nelle situazioni di crisi relative alla morte sia propria sia d’altre persone.

 

[1] Donna Cunningham, Astrology and Spiritual Development, Cassandra Press, 1989, pp. 105-116.

[2] Per una descrizione dettagliata delle fasi di ciascuna scala planetaria vedi: Franco Santoro, A Provisional Guide to the First Level of the Operative Training in Astroshamanism, Forres, Sacred Cone Press, 2000.

[3] Il canto considera gli asteroidi nel loro insieme e non singolarmente.

Paheka Rubhe

Novembre 14, 2018 by admin

Indica le 144 combinazioni dei 12 Paheka, 144 relazioni binarie tra Hare Paheka e Mare Paheka, che bloccano l’espansione della percezione e della coscienza. Nella cosmogonia astrosciamanica, i 144 Binari determinati dall’insieme delle possibili combinazioni Sole-Luna (a loro volta creati dai 12 modelli di base astrosciamanici, o Spiriti Totem) generano questa rete dalla quale è generata la realtà umana separata, o CUA.

Il Paheka Rubhe causa il blocco del DNA umano a due eliche. Una componente è riconosciuta come dominante del soggetto, mentre l’altra si riflette nella percezione di ego esterni o interni. La polarità si chiama Mahagraha, che comprende Hagraha e Magraha. Secondo una più recente raffigurazione simbolica dell’Epica del Sacro Cono, l’attuale molecola del DNA umano è limitata a due eliche, o Settori, a causa del blocco provocato dal Paheka Rubhe.

Sciogliere queste combinazioni e ritornare alla forma originaria del sistema a 12 eliche è un’ulteriore modalità di descrizione della Risoluzione del Gioco. I 12 Settori rappresentano l’area integrale su cui spazia la consapevolezza umana, così come è descritta dalla struttura DNA di 12 eliche. Quando i Graha hanno affinità di discendenza con i Mare Paheka (polarità nere o negative) sono denominati Magraha, mentre quando sono realtivi agli Hare Paheka (polarità bianche o positive) si chiamano Hagraha. Mahagraha comprende entrambi Hagraha e Magraha. Nello stadio iniziale, quando neghiamo una delle polarità o ci contrapponiamo a essa, i due elementi si scontrano o toccano, e rimangono separati. Quando tuttavia le due parti accettano incondizionatamente di coesistere, invece di negarsi o distruggersi, la tensione che ne deriva dà forma a una terza parte, rappresentata dallo sfondo del sigillo. Sostenuto da tale sfondo, i due elementi diventeranno uno, per cui il sigillo diventa una forma unica consistente in due parti e uno sfondo.

Segni zodiacali

Novembre 14, 2018 by admin

I segni zodiacali sono l’aspetto più popolare dell’astrologia e si associano agevolmente con la realtà consensuale, la coscienza tribale e l’identificazione sociale di base degli esseri umani. Essi si riferiscono al piano mentale e oggettivo, e differiscono nettamente dal carattere energetico e soggettivo dei pianeti.

Nell’astrosciamanesimo i segni zodiacali appartengono alla periferia del Sacro Cerchio ed esprimono qualità meno evolute o il Livello Uno. Allo stesso tempo, i segni hanno un’importanza centrale poiché indicano l’inizio del percorso di trasformazione e la via di ritorno verso il Centro del Sacro Cerchio. I dodici segni astrologici costituiscono l’accesso ai tre livelli.

Marcus Allen li definisce non evoluti, evolutivi, ed evoluti.

“Ogni segno è un segno di trasformazione… Il livello non evoluto è la <base>, o punto di partenza… Quello evolutivo è il <sentiero>, o la direzione di crescita… Il livello evoluto è la <meta>, o il frutto della ricerca. […] Le qualità evolutive usano le stesse energie di quelle non evolute di ciascun segno, ma sono impiegate in modi coscienti, creativi e utili che favoriscono la crescita, la salute e la scomparsa dei limiti. Le stesse emozioni negative forniscono l’energia che causa la trasformazione in uno stato più elevato dell’essere. Le qualità non evolute di ciascun segno sono le stesse di quelle evolute, è tutta energia. La sola differenza è il livello di vibrazione. Le nostre stesse debolezze ci donano la forza per crescere.”(1)

I segni zodiacali non sono in relazione con le costellazioni che portano il loro stesso nome. Non hanno le stesse dimensioni e si trovano in posizioni diverse nel cielo. Prima dell’era cristiana segni e costellazioni sembravano coincidere. La precessione degli equinozi ha in seguito prodotto una separazione attualmente di 30 gradi a destra delle costellazioni con lo stesso nome dei segni.

Tradizionalmente i segni zodiacali sono divisi in tre tipi di gruppi: elementi, qualità e polarità. Gli elementi, o triplicità (così denominate perché ciascun elemento è composto di tre segni zodiacali), comprendono Fuoco, Terra, Aria e Acqua. La natura di ciascun elemento definisce molte caratteristiche dei segni che lo compongono, anche se ognuno le esprime in modi diversi. Fuoco: Ariete, Leone, Sagittario; aria, Gemelli, Bilancia, Acquario; acqua: Cancro, Scorpione, Pesci; terra: Toro, Vergine, Capricorno.

Le qualità, o quadruplicità (così chiamate perché ciascuna di esse è composta di quattro segni zodiacali), sono di tipo cardinale, fisso e mutevole. Esse rappresentano il tipo di vibrazione attraverso cui si esprimono gli elementi. I segni cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno) corrispondono all’energia diretta, all’azione, al dinamismo, all’apertura di una nuova fase e agli inizi stagionali. I segni fissi (Toro, Leone, Scorpione, Acquario) si riferiscono alla concentrazione di energia, al pieno radicamento della fase precedente, e al culmine stagionale. I segni mutevoli (Gemelli, Vergine, Sagittario, Pesci) rappresentano la transizione verso il cambiamento, il passaggio del movimento a spirale, e il termine della stagione.

La combinazione dei quattro elementi con le tre qualità produce i dodici segni zodiacali. Le polarità sono positive e negative, o maschili e femminili. I segni di fuoco e di aria appartengono alla polarità maschile, mentre quelli di acqua e terra a quella femminile.

 

 

[1] Marcus Allen, Astrology for the New Age: an intuitive approach, CRCS, 1979, p. 28.

Est

Novembre 13, 2018 by admin

DIREZIONE EST

East logos

Elemento: Fuoco.

Stagione: Primavera.

Corpo: spirituale.

Regno: umano.

Parte del giorno: alba.

Segni: Ariete, Toro, Gemelli.

Settori: 1, 2, 3.

Età umana: nascita e infanzia.

Spirito Totem Tenutario: Ruha Sadoh.

Colori: rosso, oro.

Corpi celesti: Sole.

Viaggio: Via del Visionario.

Sentieri spirituali: chiarezza, saggezza, illuminazione.

Stella: Aldebaran.

 

Animali: predatori (aquila, coyote, falco, lupo, tasso, ecc.) castoro, cervo, istrice.

Qualità: autenticità, chiarezza, coraggio, creatività, onestà, potere.

Rancori: ansia, inerzia, inganno, isteria, proiezione, rabbia.

Strumenti di guarigione: attività atletiche, danza, dramma, jogging, movimento, canto, vision quest, camminate, arti marziali..

Stumenti sacri: campana, coltello, cornamusa.

Minerali: agata muschiata, mbra, corniola, ferro, pietra lavica, pietra focaia, quarzo citrino, zolfo.

Piante: ginepro, timo, cannella, cedro, tabacco, tarassaco, millefoglie.

Spiriti: Xipe Totec (aztechi). Brigit (celti). Arcangelo Raffaele (cristiani). Ares (greci). Marte, Vulcano (romani). Salamandre (spiriti della natura).

Suono: He.

Festival ed eventi sacri: Equinozio di primavera (21/23 marzo), Beltane (1 maggio).

 

Rappresenta l’emergenza o nascita in una nuova dimensione rischiarata dall’opportunità di accedere a visioni alternative dimoranti oltre la percezione limitata del CUA, è il luogo dove incontro la tua essenza autentica mediante il rilascio vigoroso delle malsane aspettative dell’ego così come sono riflesse nell’ambiente e in coloro che ti circondano. Qui confronti e accetti il tuo Intento e abbracci la tua Funzione.

L’Est è il luogo dove incontro la mia essenza autentica mediante il rilascio vigoroso delle malsane aspettative dell’ego così come sono riflesse nell’ambiente e in coloro che mi circondano. Qui confronto e accetto il mio Intento e coraggiosamente abbraccio la mia Funzione. Questa direzione determina il punto d’inizio di eroiche imprese che mi consentono di ricevere insegnamenti notevoli sul modo in cui dirigere l’energia.

I margini e le zone d’ombra sono mura create dall’ego al fine di preservare la sua realtà consensuale e tagliare fuori tutto ciò che è ignoto o causa problemi. I margini più comuni sono siti ai confini del Livello 1, o ai limiti della consapevolezza ordinaria. Quando nego qualche cosa e lo considero come estraneo a me stesso, questo è un margine. L’apertura verso un margine è un’esperienza di trasformazione, poiché sfida, confonde o annulla la mia identità convenzionale.  Aprirsi non significa necessariamente passare oltre il margine così come esso appare nella realtà ordinaria o nella sua forma di misuratore energetico. L’effettiva apertura, sebbene possa essere stimolata dall’esterno, procede nella matrice. Un margine primariamente diffuso tra gli esseri umani riguarda l’attribuire significato solo a ciò che è dotato di forma fisica visibile (corpi, case, piante, terra, oggetti, ecc.) e l’ignorare gli spazi che appaiono vuoti, definiti in genere come nulla. In verità gli spazi che appaiono pieni costituiscono solo una parte microscopica di quello che posso vedere potenzialmente. L’area di contorno che separa le forme visibili ordinarie costituisce uno dei margini primari dell’umanità.

 

Sud

Novembre 13, 2018 by admin

DIREZIONE SUD

South logos (2)

Elemento: Terra. Stagione: Estate. Corpo: fisico. Regno: minerale.

Parte del giorno: mezzogiorno. Segni: Cancro, Leone, Vergine. Settori: 4, 5, 6.

Età umana: adolescenza e gioventù. Spirito Totem Tenutario: Ratah Sadoh.

Colori: verde; rosso scuro, marrone. Corpi celesti: Terra. Viaggio: Via del Guaritore.

Sentieri spirituali: crescita, fiducia, amore. Stella: Regulus.

 

Animali: animali pacifici della terra (ghiro, topo, tartaruga, coniglio, lepre), coyote, volpe, serpente.

Qualità: creatività, crescita, guarigione, innocenza, amore, pazienza, stabilità, onestà, forza, purificazione.

Rancori: dipendenze, paura, noia, depressione, perfezionismo.

Strumenti di guarigione: diete, digiuno, movimento fisico, massaggio, lavoro sul corpo, canto, danza, racconto di storie, gioco, risata, tambureggiamento, meditazione in posizione sdraiata, viaggi sciamanici, costruzione e cura di luoghi sacri

Stumenti sacri: tamburi e scudi.

Minerali: diaspro, giada, avventurina, quarzo rosa, turchese, serpentino, marmo.

Piante: faggio, salvia.

Spiriti: Huitzilopochtli (Azt.). Ceres (Rom.). Demetra, Pan (Gr.). Arcangelo Michale (Cr.). Spiriti terrestri (Ratahri, Gnomi, Folletti, Driadi, ecc.).

Suono: Ha.

Festival ed eventi sacri: Solstizio d’Estate (20 o 21 giugno), Lammas o Lughnasadh (1 agosto).

Concerne l’esplorazione del regno materiale e la comprensione della vita fisica su questo pianeta. Qui impari a radicarti e ad accettare le implicazioni della realtà tridimensionale, identificandone lo scenario e apprendendo a usare la sua tuta spazio-temporale, il corpo fisico, come strumento didattico onde dare forma all’Intento connesso alla Funzione. L’entrata nel S dispiega il tempo dell’estate, della crescita rapida, dell’abbondanza e pure della guarigione e manutenzione del piano materiale. L’energia disponibile in questa stagione è abbondante e, allorché viene diretta specificatamente, può consentire notevoli guarigioni a distinti livelli. Una nozione significativa è l’incorporamento, che può essere descritto come un processo in cui le energie spirituali delle dimensioni sottili si espandono nella realtà ordinaria. Qui un viaggio sciamanico o visione rappresentano lo stadio preliminare di manifestazione nel livello materiale. Il S è il sito del cosiddetto bambino interiore e del lavoro sciamanico giocoso. Innocenza, divertimento, spontaneità, danza, narrazione di storie, scherzi divini e giochi sono strumenti importanti poiché consentono di alleggerire la disciplina, determinazione, resistenza e serietà che il lavoro sovente implica. I ruoli tradizionali del S sono Trickster (imbroglione), Coyote, Heyoka, Contrario, Folle Divino, ruolo che comporta fare ogni cosa all’inverso. Coyote è un animale tipico del S ed è molto caro alla tradizione del Sacred Cone Circle. Egli insegna a ridere allorché prendo me stesso e gli altri troppo sul serio. Quando Coyote è al lavoro qualsiasi tentativo di fare le cose in modo perfetto o programmato è destinato a fallire. In tali contesti è importante essere diretti, affrontando Coyote di petto e costringendolo a svelare la sua effettiva motivazione di potere. Ciò è inevitabilmente connesso con il mettere alla prova il mio Intento allineato alla Funzione.

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