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Terra e Terre

Febbraio 16, 2015 by admin

earthDa una prospettiva astrosciamanica il segno del Toro è associato al pianeta Terra. La Terra non viene quasi mai presa in considerazione astrologicamente, poiché corrisponde al punto di osservazione. Per collocare la Terra sulla carta occorre entrare in una prospettiva eliocentrica e, in quest’ottica, essa è direttamente opposta al Sole.

La posizione della Terra secondo la prospettiva eliocentrica offre informazioni su come il nostro intento più profondo, quello dell’anima, può essere espresso o radicato su questo pianeta. In questo caso gli interessi dell’ego, incluso la nostra realizzazione personale sul piano della vita ordinaria, sono assolutamente in secondo piano. La Terra è vista qui come uno dei pianeti che ruota attorno al Sole, quindi la nostra identità fisica è asservita a quella spirituale.

La posizione della Terra può indicare strategicamente inoltre di che cosa “Madre Terra” ha effettivamente bisogno da noi, cosa ci chiede di fare o essere. A tale riguardo è importante richiamare l’attenzione su cosa realmente la Terra vuole, che non è necessariamente l’idea convenzionale, sovente sdolcinata e romantica, che ne abbiamo.

La comprensione umana del mondo è generalmente in relazione soltanto con la sua superficie, mentre da una prospettiva sciamanica esistono tre mondi, o terre. Oltre al mondo della superficie del pianeta, la configurazione separata dove l’umanità vive, ci sono altri due mondi. Con questi mondi non abbiamo mai stabilito una vera connessione, salvo qualche sporadico tentativo non ufficiale di sciamani e affini.

Uno di questi mondi esiste strategicamente all’interno della Terra (Mondo del Basso), mentre l’altro è il mondo invisibile che si trova attorno alla superficie della terra ed è anche l’agente di collegamento con terre parallele (Mondo dell’Alto).

Esiste una geografia ordinaria della Terra, che formula la descrizione della realtà fisica e amministrativa della realtà consensuale, e c’è pure una geografia non-ordinaria, che include le parti della Terra da cui ci siamo separati. Quindi, allorché impieghiamo il termine Terra, è importante essere consapevoli che c’è una Terra ordinaria e vi sono anche Terre non-ordinarie.

La percezione cambia drasticamente a seconda del tipo di Terra cui ci riferiamo. Eventi e situazioni considerati catastrofici e devastanti da una prospettiva di Terra ordinaria sono sovente grandi benedizioni secondo le Terre non-ordinaria.

La Terra ordinaria è una microrealtà fondata sulla separazione dalla più ampia Terra non-ordinaria, o multidimensionale. Il livello di allucinazione prevalente nella Terra ordinaria blocca la consapevolezza di realtà alternative. Tuttavia, queste realtà continuano a esistere e a operare. Sebbene la maggiornaza degli esseri umani sono rimasti confinati nella realtà ordinaria, alcuni individui speciali in vari tempi e culture hanno avuto contatti con altre Terre.

In effetti, il nostro livello di separazione ed ignoranza è tale, che sino a meno di 500 anni fa non eravamo nemmeno consapevoli di tutti i continenti esistenti sulla superficie del pianeta. Se ne resero conto dapprima alcuni sparuti esploratori, che portarono avanti le loro imprese nello scetticismo e incredulità generale.

Ora che abbiamo sistematizzato la geografia della crosta terrestra, il prossimo passo consiste nel diventare consapevoli delle configurazioni alternative esistenti nella Terra stessa, dentro o fuori. In questi anni alcuni esploratori e pionieri avranno l’opportunità di liberarsi dalla cattività del paradigma separato terrestre, spingendosi oltre gli angusti limiti della geografia umana ufficiale.

Questo è parte di un processo di guarigione e ristrutturazione fisica, che è promosso dalla connessione tra la nostra identità fisica ordinaria, l’anima e il sé spirituale. Tale processo è inteso a generare una coscienza che ci renderà progressivamente meno dipendenti da persone, dinamiche e situazioni ordinarie, stimolando l’emergenza di una più vasta realtà e rete di guarigione, libera da limiti e incondizionatamente unita.

© Franco Santoro

Selezione e assimilazione

Febbraio 16, 2015 by admin

La Vergine corrisponde alla fase di selezione e assimilazione nel ciclo dei segni. È una fase che richiede un attento lavoro di discriminazione tra ciò che è utile e quello che necessita essere rilasciato. Ogni cosa è attentamente analizzata, classificata e assegnata ad uno specifico e proficuo uso. Ciò comporta filtrare e incorporare l’essenza di ogni forma e scartare il resto. Qui è essenziale focalizzarsi sulle risorse che sono estratte piuttosto che sui materiali di scarto. Se ciò non accade il materiale di rilascio rischia di essere trattenuto, bloccando il processo di assimilazione e producendo effetti tossici.

È il processo di discriminazione tra grano e pula, dell’opera del setaccio, che è pure lo strumento da cui sono originati i tamburi sciamanici nelle tradizioni occidentali. Nel corpo fisico tale funzione è svolta dall’intestino, la parte principale del canale di alimentazione che inizia con la bocca (Toro) e termine con l’ano (Scorpione). L’intestino comprende la zona tra lo stomaco (Cancro) e l’ano (Scorpione). Esso è diviso in due sezioni: l’intestino tenue, dove accade la maggior parte della digestione e le sostanze nutritive sono assorbite, e l’intestino crasso, che predispone il rilascio dei materiali di scarto. L’intestino è l’area cruciale di discernimento tra che va lasciato andare e ciò che va tenuto per diventare parte del corpo.

Nello sciamanesimo tradizionale l’intestino degli animali, specialmente quello di pesci e balene, è spesso usato dagli sciamani come strumento di iniziazione al primo livello di base. Una volta che lo sciamano ha acquisito la comprensione esperienziale dell’anatomia sciamanica, egli è pronto per passare al secondo livello, che comporta l’interazione diretta con l’anatomia. Mircea Eliade lo descrive come segue: lo sciamano “discende nel ventre di un gigante o mostro per apprendere scienza e saggezza. Per questo motivo lo sciamano rimane nel ventre del pesce per tre anni: per imparare i segreti della Natura, per decifrare l’enigma della vita, e apprendere il futuro.”

© Franco Santoro

Le due Regine

Febbraio 16, 2015 by admin

249177_564579483562398_469492324_n copy“Che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose… Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi forse scorticare tutto il globo terrestre, portandogli via tutti gli alberi e tutto quando c’è di vivo per il tuo capriccio di goderti la luce nuda?” (Michail Afanas’evič Bulgakov)

In questa notte di luna piena, la regina di luce e quella di buio, giungono in volo, per cantare le loro gioie e le loro pene, unite insieme sull’albero di luce e buio.

Allora, in questa notte di plenilunio, aggregati al loro canto. Lascia uscire le tue gioie e le tue pene. Sii generosa, e seguita fino a quando ti sei svuotata.

E poi, esprimi un desiderio, uno di quelli che viene dritto dal cuore. Le regine lo udiranno e lo porteranno con sé in volo.

Se hai fiducia nella regina di luce e quella di buio, unite insieme sull’albero di luce e buio, puoi confidare, che il desiderio sarà già tuo, al loro ritorno, con la prossima luna piena.

© Franco Santoro

Immagine: di Viktor Michajlovič Vasnecov

 

La via della comunicazione sacra

Febbraio 16, 2015 by admin

janmot.louis.le.poeme.de.l.ame.14.sur.la.montagnejanmot copyCon l’ingresso del Sole in Gemelli, il 20 maggio, il ciclo dell’anno scorre sul sentiero di luce, abbracciando il dono delle connessioni di guarigione e della comunicazione sacra. La spiritualità sciamanica comporta imparare a essere in armonia con ogni aspetto della realtà, promuovendo la consapevolezza che non è possibile esistere nell’isolamento.

La piaga umana più grande è la tragedia della separazione, l’incapacità di connettersi con gli altri, non riuscire ad esprimere i propri veri sentimenti e a comprendere quelli altrui. Tutto questo è rappresentato biblicamente dalla storia della Torre di Babele, quando ebbe luogo la confusione dei linguaggi e l’umanità dimenticò come parlare con il cuore.

È doloroso come spesso siamo incapaci di comunicare apertamente con gli altri e viceversa, ma è ancor più doloroso quando non riusciamo a capire noi stessi, a connetterci con chi veramente siamo.

È vitale trovare modi per liberare gli ostacoli alla vera comunicazione interiore ed esteriore, penetrando con dolcezza attraverso le barricate della separazione e svelando il linguaggio originale che tutti noi condividiamo profondamente.

A questo riguardo il terzo segno, i Gemelli, gioca un ruolo fondamentale, operando come il tenutario della circolazione di pensieri, informazioni e ogni tipo di comunicazione o attività mentale. Quanto percepiamo nel mondo fisico è il risultato di un processo di comunicazione. I nostri pensieri e parole causano effetti tangibili nell’ambiente.

Ci sono soltanto due tipi di pensieri e forme di comunicazione. Da una parte vi sono pensieri basati sulla separazione e sull’identità separata, dall’altra ci sono pensieri che emanano dal nostro Sé unito e allineato con lo Spirito. Ogni pensiero e parola che esprimiamo contribuisce a sostenere la separazione o l’unità.

La comunicazione è continua, sia quando penso per conto mio, sia quando esprimo ad altri i miei pensieri, comunico o separazione o unità, o paura o amore. Ogni momento ci offre quindi l’opportunità di supportare connessioni di guarigione e allontanarci dalla separazione.

Queste connessioni comprendono tutto ciò con cui interagiamo fisicamente, emotivamente o nei pensieri. In termini multidimensionali non c’è differenza tra interazione fisica, mentale o emozionale. Comunichiamo costantemente, e in ogni istante della vita possiamo scegliere tra separazione e unità, paura e amore.

La mente separata dell’ego è basata sulla negazione della comunicazione multidimensionale e sul rifiuto di accettare il nostro vero Sé. A questo scopo impiega un vasto assortimento di stratagemmi per depistare la percezione umana, inducendo la mente a non riconoscere, e di conseguenza a distruggere, le informazioni che arrivano dal nostro vero Sé. Tuttavia, come esseri umani abbiamo la capacità di osservare le nostre menti, impegnandoci tenacemente con la rete di guarigione della vita.

Questo significa mettere in discussione il falso filtro anti-spam dell’ego e l’intera matrice della nostra mente condizionata.

Mercurio il governatore dei Gemelli e della Vergine, è il fornitore della comunicazione sacra, che presiede alla qualità dell’intelletto, che nella tradizione cristiana è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Mediante il dono dell’intelletto (dal latino intus legere “leggere dentro”), imparo a raggiungere il cuore e la mente di tutto quello che percepisco, penetrando gli strati esteriori e svelando la nuda essenza di chi e cosa veramente siamo.

Tutto questo è esemplificato dalla carta dei Tarocchi degli Amanti (clicca qui), e dal culmine della Pentecoste quando, attraverso il dono delle lingue, la comunicazione nello Spirito sostituisce la comunicazione nei linguaggi ordinari.

I Gemelli comprendono la benedizione di Pentecoste e la maledizione della Torre di Babele. La sfida sul sentiero di guarigione dei Gemelli è trasmutare sistematicamente le maledizioni in benedizioni, fino alla maledizione originale, che è pure la soglia della benedizione suprema.
© Franco Santoro

In corrispondenza con l’entrata del Sole in Gemelli teniamo un seminario (clicca qui)

Immagine: di Louis Janmot, nato il 21 maggio 1814.

Da dove vengono i pensieri

Febbraio 16, 2015 by admin

Quando osserviamo i nostri pensieri possiamo chiederci come si formulano e da dove vengono. Sono veramente i nostri pensieri? O sono quelli altrui, tratti da conversazioni, mass media, letture, ecc.? E quali sarebbero allora i nostri pensieri?

I Gemelli, in cui si trova ora il Sole, sono un segno di aria, associato alla funzione respiratoria, alla sfera mentale e ai processi dei nostri pensieri. I pensieri circolano come l’aria che respiriamo. Così come in natura esiste aria fresca, pulita, profumata, o pesante, tossica e maleodorante, ci sono pensieri con le stesse caratteristiche.

Nell’atto della respirazione, inspirando apportiamo ossigeno al corpo, espirando smaltiamo anitride carbonica generata dal metabolismo delle cellule.

Nei processi di pensiero avviene lo stesso ad un livello sottile e spirituale. Diventiamo le cellule spirituali di un grande corpo collettivo. In natura non esistono pensieri privati, perché non esiste aria privata. Possiamo tuttavia riempire una bombola di aria e sigillarla, dichiarandola nostra proprietà, e lo stesso possiamo fare con i pensieri e la mente. Questa è l’idea promossa dall’ego e dalla realtà separata umana.

Ma si tratta sempre di un pensiero…

© Franco Santoro

Il Leone

Febbraio 16, 2015 by admin

Leo cardIl Leone è il segno che governa il modo in cui esprimiamo e proiettiamo in nostro intento nel mondo. Nel cerchio astrosciamanico il Leone si trova a metà strada fra la Direzione Sud e la Direzione Ovest. Con l’allineamento al Leone impariamo giocosamente a connetterci con il nostro Intento e a irradiare creatività nel mondo.

Il ciclo del Leone è un periodo di esposizione, in cui siamo al centro della scena sotto la luce del Sole, abbandoniamo la timidezza e facciamo risplendere il nostro potenziale. Rivendichiamo il nostro vero intento ed esaltiamo con fiducia la nostra funzione nel mondo, incuranti se possa apparire arrogante o assurda. Questa funzione solare non fa riferimento alla percezione della realtà consensuale, bensì alla nostra natura spontanea come è stata originariamente concepita. Esprime semplicemente chi sei e sei sempre stato.

Per la percezione umana separata, inclusa quella derivante dal condizionamento spirituale, accettare ed esprimere il tuo vero potere è un’espressione di megalomania e un atto privo di umiltà.

Ma, come spiega A Course in Miracles (Workbook, p. 102). “l’ego non comprende l’umiltà, scambiandola per auto-svalutazione. L’umiltà consiste nell’accettare il tuo ruolo nel mondo senza preoccuparti d’altro. Non è umiltà insistere di non poter essere la luce del mondo se questa è la Funzione che Dio ti ha assegnato. E’ solo arroganza affermare che questa non può essere la funzione per te, e l’arroganza è sempre dell’ego”.

Il Leone è interessato all’apparenza piuttosto che al contenuto. Ciò significa che quello che manifestiamo all’esterno è più importante di quello che crediamo stia accadendo nella nostra coscienza. Se abbracciamo pienamente la nostra visione estatica e la esibiamo con entusiasmo e fiducia, indipendentemente da ciò che sembra accadere a livello interiore, questo è il messaggio che diffonderemo nell’ambiente circostante. In questo senso il Leone è un maestro nell’arte teatrale, uno dei pilastri fondamentali delle tradizioni sciamaniche occidentali.

Il Leone governa la ferma determinazione di realizzare le tue aspirazioni più alte. Ti offre importanti opportunità per accrescere la fiducia nelle aree realmente significative per te, per affrontare la vita con creatività e potere, vivendo e giocando.

© Franco Santoro

Incontro con lo Spirito dello Scorpione

Febbraio 16, 2015 by admin

harassUn viaggio astrosciamanico implica il rapporto con dimensioni oltre la sfera del tempo lineare, e può fornire insegnamenti e ispirazioni molto più avanti del tempo della sua effettuazione. Quando prendiamo nota delle esperienze che facciamo nella pratica sciamanica, permettiamo a informazioni preziose di essere disponibili nel tempo. Abbiamo tutti avuto esperienze di grande potere nel corso della vita, con spiriti guida e forze di luce. Il problema è che queste esperienze sono dimenticate facilmente perché in contrasto con la nostra identità separata.

A seguire riporto alcune sintesi dei miei rapporti di viaggio di circa venti anni fa. Lo faccio, non perché pretendo che siano significative per chi li legge, ma per invitarvi a fare lo stesso, ossia a dare valore alle vostre esperienze, a trascriverle, a riconoscerle.

Quando ero molto giovane leggevo di tutto, alla ricerca disperata di indizi luminosi, poi mi sono accorto che ricercavo all’esterno le informazioni che avevo dentro, che abbiamo dentro.

Questo viaggio fa parte della serie di incontri con lo spirito totem dello Scorpione, Harassadoah Sadoh. Il linguaggio è duro e spietato, come si addice alla natura di questa forza, ma tuttavia sottende una dolcezza indicibile, la presenza di una luce capace di brillare anche nel massimo apice dell’oscurità.

3) Mi appare una figura dall’aspetto terrificante, che così si esprime:

“Voi siete giunti nella dimensione fisica come luce emanante, come propagazione dell’essere e qui siete rimasti intrappolati, perdendo il contatto con la vostra fonte, con il vostro punto di irradiazione. Avete creato le basi illusorie di un esistere separato. Io venendo a voi vi ricordo con estremo dolore e senza alcun’ombra di equivoco o possibilità di scampo, la realtà di ciò che voi avete negato. Pongo fine all’allucinazione. Io, con il passo lento e freddo della morte, cancello spietatamente ogni traccia del vostro disegno e vi riconduco all’emanazione originaria. La mia forza non ha alcuna possibilità attenuante. Arriva implacabile e non conosce giustificazioni di sorta. Io colpisco e pongo fine. Chi possiede un contatto con me o chi mi ha cercato, soccombe continuando a sussistere. Chi mi ha sempre negato, dinanzi a me incontra per sempre la sua fine. Dinanzi a me trovi la morte, la fine e la certezza di concludere tutto. Puoi reggere l’impatto con la mia forza unicamente se cogli ciò che è al di là, ciò che sottende l’apparente manifestazione dell’essere. Puoi connetterti con me solo se vai oltre e porti in superficie il materiale che è sepolto nelle viscere della Terra. Io possiedo il segreto più oscuro e dimoro nelle interiora e nell’oscurità generate delle vostre allucinazioni. Il buio è frutto della vostra negazione.

Dinanzi a me il buio diventa luce e ciò che è sempre stato nascosto viene esibito. Quest’operazione può provocare sofferenze apparentemente immani. A coloro che sono disposti a portare luce nei meandri più oscuri dell’esistenza, io mi rivelo e concedo la mia benedizione.”

Dopo aver udito queste parole, evidenzio la mia disponibilità ad operare in armonia con tale Guida. Le domando di rivelarmi il suo nome e di concedermi la sua alleanza. Non ricevo alcuna risposta. Poi correggo le mie parole ed affermo:

“Ti rendo disponibile ad un’alleanza”.

La risposta arriva prontamente:

“La tua volontà a rendermi disponibile all’alleanza crea l’alleanza stessa. Ricevi la mia visione e il mio nome”.

La Guida si esibisce in una danza. Apre le braccia e poi porta le mani al cuore, eseguendo una serie di movimenti. […] Il suo occhio è intenso e osserva con spietatezza. Tutti i movimenti emanano dall’intensità dello sguardo e dal collegamento di genitali/ano con il cuore. Terra e Cielo espressi nell’intensità fiera e incandescente dello sguardo.

“Il mio nome è tale che dinanzi ad esso nulla più v’è da temere. Evoca le tenebre più spesse e profonde, genera la trasformazione. Esso è Harassadoah”.

(Estratti da Franco Santoro, Astroshamanism: The Voyage through the Zodiac)

© Franco Santoro

Lo Scorpione

Febbraio 16, 2015 by admin

214px-Scorpio.svgTra i segni dello zodiaco, lo Scorpione è tra i più controversi, perché è associato con gli aspetti tabù della realtà, quelli che ricevono meno attenzione cosciente, che sono anche quelli che attirano più attenzione inconscia.

Naturalmente ciò che appare non ordinario e nascosto per la maggior parte delle persone, fa parte della vita di tutti i giorni e della consapevolezza di coloro che hanno forti tratti Scorpione, il che spiega perché sono spesso considerati misteriosi e riservati.

L’associazione dello Scorpione con ciò che è nascosto e proibito è molto facile da notare quando prendiamo in considerazione le associazioni astrologiche con il corpo fisico. Le uniche parti del corpo rigorosamente nascoste, fondamentalmente in tutte le culture, sono quelle governate dallo Scorpione, ossia genitali e ano.

Questo si applica anche alle attività collegate a questi organi, come “fare sesso” o “andare al bagno”, che vengono praticate in luoghi strettamente privati e nascosti, e sono inoltre cariche di vergogna e imbarazzo.

Un‘altra importante area governata dallo Scorpione è la morte e tutti i processi radicali di trasformazione, come malattia, decadimento, putrefazione, rigenerazione e crisi, incluse le crisi finanziarie.

Lo Scorpione governa gli elementi più nascosti e inconsci della realtà ordinaria. Tuttavia, indipendentemente dal modo in cui sono nascosti, questi elementi continuano a far parte della realtà, e sia che ne siamo consapevoli o meno, continuano incessantemente ad esistere e ad accadere.

Sebbene teniamo i nostri genitali o ani nascosti pubblicamente, questi organi continuano ad esserci e a fare il loro lavoro. La stessa cosa si applica alla morte e a tutti i processi di trasformazione profonda.

Poiché la realtà ordinaria è basata sulla negazione o indifferenza di tali processi, la maggior parte delle persone ne diviene consapevole soltanto quando ne ha un incontro personale diretto, o quando c’è con essi un confronto collettivo così evidente e ovvio che non può essere nascosto. La morte accade sempre, e tuttavia ogni riflessione a tale riguardo è evitata, salvo che l’evidenza della morte non sia irrefutabile, come in una guerra, una catastrofe o una malattia fatale.

Ogni anno muoiono in media più di 5 milioni di persone, che fa un totale di circa 155000 morti al giorno. Si tratta per lo più di morti private e solitarie, che non attirano molta attenzione. Tuttavia, quando c’è un grande evento che implica la morte, o ci confrontiamo personalmente con essa attraverso la nostra malattia o la dipartita di qualcuno a noi vicino, allora la morte diventa l’argomento principale, almeno per un po’, finché non viene dimenticato di nuovo.

Morte, malattia, crisi, trasformazione e altri aspetti Scorpione spesso appaiono eventi eccezionali, elementi di disturbo in un mondo basato sulla separazione e la salute o il benessere fasullo. Tuttavia nel regno dello Scorpione fanno parte della routine, e non hanno nulla di speciale. La stessa cosa si applica alle teorie apocalittiche.

Il termine apocalisse deriva dal greco Apokálypsis, che significa “sollevamento del velo” ed è impiegato per descrivere la rivelazione, agli iniziati o esseri privilegiati, di qualcosa che è nascosto alla maggioranza delle persone. Il termine è anche popolarmente usato per indicare il giorno del giudizio o la fine del mondo.

Fin dall’inizio della storia dell’umanità e in ogni generazione ci sono sempre state scadenze apocalittiche. Questo è ovvio, poiché ogni generazione ha un termine, un’apocalisse semplicemente perché ogni generazione è destinata a morire. Tuttavia quando alcuni dei suoi membri più influenti, dopo anni di diniego, alla fine si svegliano e diventano consapevoli che stanno per morire, cominciano a fare un sacco di chiasso, come se avessero fatto una scoperta straordinaria.

La loro morte imminente diventa qualcosa di speciale e, siccome non possono concepire un mondo senza di loro, vogliono che il mondo intero muoia. Questo è accaduto ripetutamente per ogni generazione attraverso la storia.

Sentirsi speciali è una delle caratteristiche principali dell’identità egoica e della realtà basata sulla separazione. Le predizioni della fine del mondo sono sempre state create per ogni generazione, e sebbene siano tutte regolarmente fallite, hanno in verità avuto anche successo perché il mondo finisce continuamente in modo incessante.

In effetti, qualunque profezia apocalittica è destinata ad aver successo perché la morte accade senza sosta ed è sempre certa. Il velo è costantemente sollevato, almeno per coloro che accettano di vedere quello che c’è oltre.

L’apocalisse e fine del mondo non si verifica in una data stabilita, ma avviene ogni giorno, ogni ora, od ogni secondo. Ha una tempistica differente per ognuno di noi, un momento che possiamo decidere di affrontare coscientemente, il che significa anche che il velo continua ad esserci costantemente e può essere sollevato o lasciato così com’è.

Tuttavia arriva un momento in cui la consapevolezza del sollevamento attira una maggiore attenzione delle masse in seguito a importanti eventi collettivi che scuotono le fondamenta della nostra percezione illusoria. E in questo caso le teorie apocalittiche possono essere strumenti educativi con lo scopo di allenare la nostra coscienza collettiva ed elevare la consapevolezza.

Se osserviamo la nostra vita personale, possiamo notare che la trasformazione più grande è spesso il risultato di cose che vanno così male che non è più possibile andare avanti. È spesso una profonda crisi che scatena gli elementi positivi del rinnovamento, proprio come la fatica del parto della madre porta ad una nascita.

La crisi e la fatica del parto, lungi dall’essere il problema, fanno parte del processo di guarigione e crescita. Inoltre quello che accade è che quando la crisi non è personale, ma collettiva o globale, non c’è modo di trovare la propria via d’uscita. Siamo costretti a stare insieme, a cooperare, ad abbandonare la separazione e abbracciare l’unità. E qui, sottolineo, non mi riferisco alla crisi finanziaria, politica, ambientale o di qualunque altra natura. Lo Scorpione evidenzia la crisi che è sempre esistita nella natura propria del genere umano, quella del mistero dei nostri lati ombra, del dolore e della morte, e la negazione, la cecità, che ci porta ad inorridire dinanzi ad eventi di dolore e morte che accadono in un paese lontano, e a restare indifferenti riguardo i dolori e le morti che accadono nella casa accanto e… pure nella nostra stanza.

© Franco Santoro

La Vergine

Febbraio 16, 2015 by admin

194px-Virgo.svgIl segno della Vergine rappresenta l’emanazione pratica e operativa dell’energia solare, con la capacità di manifestare le nostre visioni più luminose e l’estasi dell’invisibile nel mondo fisico delle forme visibili. La Vergine è un ponte tra Sole e Terra, inteso a trasferire pura energia orgasmica in concreti atti di creatività e servizio.

Il periodo stagionale della Vergine comprende il ciclo in cui l’uva è raccolta e lavorata per diventare vino. Dopo l’apice romantico, il piacere, il calore e il riposo del Leone, riserve di forza sono state incamerate e si rendono disponibili per il lavoro, per trasformare le benedizioni ricevute nella stagione estiva in opere concrete.

Si tratta di un momento cruciale di attenzione, discriminazione e cura, poiché la qualità di quest’opera avrà ripercussioni nelle stagioni a venire.

La Vergine è una zona di sintesi il cui obiettivo è rendere tangibile l’intento originario attivato dal Sole. Questo processo richiede tempo, pazienza, discriminazione mentale e incessante rilascio dei blocchi alla percezione della realtà.

È uno stato che sovente provoca un’agitazione sacra nei nativi Vergine. Il tipo di realtà di cui essi fanno esperienza nella loro visione richiede notevoli sforzi per essere realizzato al di fuori.

Non ci sono affatto problemi per la Vergine quando si tratta di affrontare il duro lavoro fin tanto che esiste chiarezza d’intento e adesione alla propria vera natura, ad una profonda identità olistica e spirituale, distinta dall’identità fondata sulla separazione dell’ego. Infatti, ciò è proprio quello che rende la vita estatica per la Vergine. Tuttavia, quando manca la connessione con l’intento l’esistenza diventa molto spiacevole e misera. Quando il sistema di deviazione della coscienza prende il sopravvento e prevale l’identificazione con l’ego, le facoltà della Vergine alla fine alimentano i conflitti e il senso di separazione.

La Vergine mantiene la consapevolezza strutturale della distribuzione dei frammenti separati dell’anima così come essi sono rappresentati nella nostra realtà separata, e nella sua esemplificazione per eccellenza, ossia il corpo umano. Di conseguenza, questo segno ha la capacità spontanea di identificare connessioni e perciò operare con uno spirito pragmatico di guarigione e servizio.

La Vergine è molto analitica, sebbene quest’attitudine sia pratica invece che intellettuale. Lo scopo è mettere tutto al posto giusto in modo che essa possa essere riconosciuta e ritrovata. Ciò consente a qualsiasi cosa di essere a portata di mano quando serve. La Vergine si adopera per assicurare che tutto abbia la sua collocazione nella rete della vita. Qui esiste anche un’ulteriore qualità, che comporta trovare la natura autentica di ciò che è percepito nella diversità delle forme e la sua connessione con il tutto.

La Vergine considera lo scopo essenziale di ogni parte e il modo in cui esse possono contribuire alla rete della vita, esprimendo la loro natura autentica e la connessione con l’unità originaria.

I segni zodiacali rappresentano le principali parti frammentate dell’unità originaria. Lo Spirito Guida, o l’Identità Multidimensionale Centrale, è la lavagna magnetica che consente a ciascuna parte del puzzle di ritrovare la sua collocazione nell’immagine più ampia.
© Franco Santoro

Lo Ierofante – Toro: Viaggio astrosciamanico nei Tarocchi

Febbraio 13, 2015 by admin

index1Lo Ierofante, o Papa, è l’Arcano Maggiore tradizionalmente associato al segno del Toro. Ierofante (dal greco hiera “oggetti sacri” e phantes, “colui che mostra”), che significa letteralmente “colui che mostra gli oggetti sacri”, era il titolo dato ai sacerdoti più importanti dei Misteri Eleusini, basati sul culto di Demetra. Lo Ierofante era l’unico che poteva toccare e mostrare gli strumenti sacri della dea, mentre si circondava di luce mistica e pronunciava parole esoteriche. La rivelazione di questi oggetti sacri faceva parte del processo segreto d’iniziazione, e la loro natura è rimasta sconosciuta. Poiché Demetra era la dea del grano, molti studiosi credono che la cerimonia iniziatica implicasse la rivelazione delle spighe di grano, il dono della dea all’umanità.

La sacra enfasi sul grano continuò più tardi con la Cristianità attraverso l’Eucaristia, il più importante dono di Gesù. Lo Ierofante divenne poi il Papa, che è anche il termine originariamente usato nei tarocchi più antichi per designare lo Ierofante.

Nei Tarocchi di Rider Waite lo Ierofante è rappresentato come una figura solenne con la Tripla Corona sul capo (Tiara Papale) e un lungo scettro con una triplice croce nella mano sinistra, mentre dispensa il gesto della benedizione con la mano destra. È seduto tra due pilastri, con due chiavi incrociate (l’emblema del papato) ai suoi piedi e due preti inginocchiati davanti a lui.

ATU05A.E. Waite descrive questa carta come il potere dominante della religione esteriore, la somma di tutte le teologie “quando è passato nella massima rigidità dell’espressione.” Tuttavia, rappresenta anche l’iniziazione in un ordine segreto o scuola misterica, significato vividamente incarnato dal mazzo di Alesteir Crowley, dove lo Ierofante è carico di un intenso simbolismo esoterico. Egli siede su un toro circondato da elefanti e dai quattro Cherubini, i governatori dei segni astrologici fissi, associati anche con i quattro evangelisti. Nell’area del cuore ha un pentagramma con un bambino nudo all’interno e indossa una corona conica. Regge anche un bastone sormontato da tre anelli con la mano destra e fa il segno della V con le dita della mano sinistra.

L’autore anonimo di Meditazione sui Tarocchi identifica il tema centrale della carta nell’atto della benedizione. Egli descrive questo atto come un atto essenzialmente sacerdotale, un potere divino discendente che trascende la coscienza individuale di entrambi, colui che pronuncia la benedizione e colui che viene benedetto. Qui la benedizione è il processo discendente di un doppio movimento verticale, il cui equivalente ascendente è la preghiera.

La preghiera si eleva verso Dio, e una volta raggiunta la sua destinazione è divinamente trasformata in una benedizione che discende dall’alto. La preghiera implica qualunque cosa esprimiamo verticalmente e umanamente attraverso la mente, la volontà e il cuore. Comprende la definizione della nostra intenzione, la richiesta di connessione con lo Spirito, atti di volontà, fede e speranza, come pure tutti i nostri sforzi e rilasci al riguardo, inclusi la sofferenza, il dispiacere, il dolore e infine il perdono. La benedizione giunge come un dono che emana da Dio e dai regni multidimensionali, e fornisce grazia, illuminazione, pace, amore, consolazione o qualunque cosa è appropriata al tipo di preghiera impiegata. È incondizionata e richiede soltanto la disponibilità a riceverla.

Proprio come c’è un’asse verticale, collegato con la comunicazione multidimensionale o divina, e un’asse orizzontale, concernente le interazioni umane o tridimensionali, vi sono anche due tipi di respirazione: verticale e orizzontale. La respirazione verticale riguarda la nostra vita interiore ed è basata sull’alternanza di preghiera e benedizione. La legge della respirazione verticale è “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente.” (Matteo 22:37).

La respirazione orizzontale comprende il respiro ordinario, il modo in cui fisicamente interagiamo col nostro ambiente e con tutte le nostre relazioni – emozionale, mentale o spirituale – in questo mondo. A un livello sottile la respirazione orizzontale è basata sull’alternanza tra l’attenzione data alla vita esteriore e alla vita interiore. La legge della respirazione orizzontale è “Ama il prossimo tuo come te stesso.” (Marco 12:31)

L’insegnamento fondamentale del Papa riguarda la respirazione spirituale. La respirazione orizzontale “avviene tra esterno e interno, e la respirazione verticale tra sopra e sotto. Il pungiglione della morte o la crisi della suprema agonia della morte è il passaggio repentino dalla respirazione orizzontale a quella verticale. Tuttavia colui che ha appreso la respirazione verticale da vivo sarà esentato dal “pungiglione della morte”. Per lui il passaggio da una forma di respirazione all’altra non avrà la caratteristica di un angolo retto, ma dell’arco di un cerchio. La transizione non sarà brusca ma graduale, e curva invece che rettangolare.” (p.100). Dunque, se abbiamo imparato la respirazione verticale nella nostra vita orizzontale, quando la morte (la transizione da orizzontale a verticale) arriva, perde il suo pungiglione.

Il pungiglione della morte si riferisce al dolore procurato dalla morte sia alla persona coinvolta sia a parenti o amici che sono lasciati nel dolore. Tradizionalmente è legato anche al tormento che la morte porta a coloro che “muoiono nel peccato mortale”. Orizzontalmente il peccato mortale è generalmente identificato come una delle azioni gravi elencate nei canoni di una data religione, come adulterio, fornicazione, stregoneria, eresia, omicidio, ecc. Tuttavia, a un livello verticale, il peccato è semplicemente la folle illusione della separazione.

“Il peccato è follia. È il mezzo col quale la mente è portata alla pazzia e cerca di permettere alle illusioni di prendere il posto della verità. Ed essendo impazzita, la mente vede le illusioni dove dovrebbe esserci la verità e dove effettivamente si trova. […] I sogni di un folle fanno paura e il peccato sembra davvero terrorizzare. Tuttavia ciò che il peccato percepisce non è che un gioco puerile. Il Figlio di Dio può giocare ad essere diventato un corpo, preda del male e della colpa, con soltanto un poco di vita che termina nella morte. Ma per tutto il tempo suo Padre splende su di lui e lo ama con un Amore che non ha fine e che le sue simulazioni non possono assolutamente cambiare.” (UCIM, L-p.II 4.1:1-3; 4:1-4).

Il pungiglione della morte colpisce coloro che s’identificano con il loro sé separato ed il corpo che rappresenta questo sé, che è l’unica parte che muore veramente. Come scrive Paolo: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!” (Prima Lettera ai Corinzi 15:55-57)

angle 1 angle 2Il cambiamento tra orizzontale e verticale è un incrocio multidimensionale che incontriamo regolarmente sul nostro sentiero, e non solo con la morte fisica. È un punto d’equilibrio che esemplifica la necessità di muoverci oltre la nostra percezione limitata. Ogni qualvolta le cose diventano assai difficili e bloccate, quando continuiamo a sbattere contro un muro senza via d’uscita, questi sono i segnali che abbiamo raggiunto l’angolo retto. Vogliamo andare avanti a livello orizzontale, e tuttavia non possiamo farlo perché c’è una linea verticale che ostruisce il passaggio. Più colpiamo questa linea, più essa ci ferisce e distrugge. Non ci viene in mente che quest’angolo retto può diventare una curva se decidiamo di muoverci verticalmente (vedi figure). Ad un certo stadio il sentiero orizzontale è bloccato e questo comporta spostare l’attenzione ad un altro livello, il regno del nostro sé multidimensionale e di Dio. E anche a questo livello più elevato si tratta probabilmente di cambiare ancora il nostro movimento, questa volta da verticale a orizzontale, quando incontriamo di nuovo un altro angolo retto.

indexLa Croce Papale (vedi figura), che lo Ierofante regge con delicatezza nella mano sinistra, è caratterizzata da tre barre orizzontali vicino all’estremità superiore, in ordine decrescente di lunghezza man mano che si avvicinano al vertice. Queste tre barre sono associate a diversi elementi, come la Trinità, il triplice ruolo del Papa come leader del culto, maestro e comunità, le tre croci sul Calvario, ecc.

Qui, a mio vedere, la croce enfatizza la priorità del verticale (la cui lunghezza nella croce è estremamente pronunciata) e la consapevolezza dei tre mondi orizzontali o livelli di coscienza, attraverso cui il ricercatore viaggia per recuperare le parti frammentate della sua anima e integrarle nell’unità verticale. Mentre il ricercatore ascende, le barre orizzontali si restringono finché diventano tutt’uno con il verticale. Quando ciascuno dei tre assi orizzontali incontra l’asse verticale forma un angolo retto, che costituisce l’accesso al verticale. Questa è una zona critica poiché se sono intrappolato nella realtà separata dell’orizzontale sperimenterò l’asse verticale come un muro che blocca il passaggio. In questo stadio è necessario un cambiamento radicale di percezione che mi consente di modificare il movimento orizzontale in verticale. Se insisto a muovermi orizzontalmente sperimenterò l’asse verticale come un blocco. Rinnegherò la mia vera natura multidimensionale, proprio come Pietro, il primo Papa, rinnegò Cristo tre volte.

“Simon Pietro gli disse, ‘Signore, dove vai?’ Gli rispose Gesù, ‘Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi’ Pietro disse, ‘Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te’ Rispose Gesù ‘Darai la tua vita per me?’ ‘ In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.’” (Giovanni 13:36-38). Tuttavia, e forse proprio perché ha avuto l’esperienza diretta di questi tre blocchi, a Pietro fu affidato il compito di fondare la Chiesa.

In termini astrosciamanici il Rituale di Base del Sacro Cono è un’esemplificazione della Croce Papale. Il primo e il secondo stadio del Rituale rappresentano la preghiera, cosi come la esprimiamo nella nostra realtà separata basata sulle polarità e l’opposizione. Preghiamo dunque attraverso l’espressione del nostro luminoso intento e l’invocazione dello Spirito (primo stadio), come pure attraverso il rilascio dei rancori e il perdono (secondo stadio). Il terzo stadio del Rituale è lo stadio della benedizione, in cui diventiamo ricettivi alla benedizione che discende dall’alto.

Con riferimento alle barre della croce, il primo stadio è la lunga barra centrale, in relazione con la nostra consapevolezza cosciente e l’intento, la nostra volontà di contattare Dio e perdonare. È da qui che iniziamo. Poi, con il secondo stadio, discendiamo nella lunga barra inferiore e diventiamo consapevoli dei nostri rancori inconsci e nascosti o negati, che sono quindi elevati nella lunga barra centrale, il cuore o centro cosciente del perdono, e rilasciati attraverso l’ascensione nella barra corta più alta. Nel terzo stadio l’energia che ha raggiunto la barra più alta, rimane lì come concime per la trasformazione in benedizione. Questa barra finale è cruciale giacché funziona come una sorta di contenitore per il concime, che trasforma i rancori in fertilizzante per la benedizione che discende dal vertice della croce. Una volta che la fertilizzazione è avvenuta, la benedizione scende verso il basso attraverso l’asse verticale e raggiunge le barre centrale e inferiore, riunificando l’orizzontale al verticale. In ognuno dei tre stadi o barre l’energia rischia di essere bloccata se rimane intrappolata al livello orizzontale e non trova la sua via attraverso il verticale. La funzione del Papa è assicurarsi che il movimento della tripla croce fluisce e la benedizione è assicurata.

In tutte le tradizioni spirituali e sciamaniche vi sono riferimenti costanti al processo anzidetto. Per esempio, nella lettura della messa del Giovedì Santo (il giorno in cui ho scrittoquest’articolo), da Giovanni 13:1-15, possiamo vedere un’esemplificazione della benedizione, quando durante l’ultima cena Gesù si inginocchia e lava i piedi ai discepoli. “Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola”. Il padre qui rappresenta la barra superiore, o testa, la cui benedizione discende nelle mani di Gesù, che corrispondono alla barra intermedia. Allora Gesù muove la benedizione nella barra inferiore (piedi) dove egli “versò dell’acqua in un catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.”

È interessante notare che Pietro (colui che lo rinnegherà tre volte e che dopo essersi pentito diventerà il primo papa) disapprova che Gesù si chini a lavargli i piedi. “Gesù rispose, ‘Quello che io faccio tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo’. ’Non mi laverai mai i piedi’ disse Pietro’. Gli rispose Gesù ‘Se non ti laverò, non avrai parte con me’. ‘Allora Signore’ disse Simon Pietro ‘non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!’ Soggiunse Gesù ‘Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi ma non tutti’  Sapeva infatti chi lo avrebbe tradito; per questo disse ‘Non tutti siete mondi’. Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: ‘Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni con gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi’.”

Questa è una delle più potenti esemplificazioni del Papa, come Arcano Maggiore, e del perdono. Il suo significato è chiaro, come pure sottile. Non lo commenterò, ma lo lascerò aperto, amici, perché possiate esprimere le vostre osservazioni. In effetti il mio invito in questo caso è di impiegare il metodo ignaziano di preghiera, uno degli esercizi spirituali cattolici più multidimensionali. Questo metodo, creato da Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dei Gesuiti, comporta la partecipazione di tutti i nostri sensi fisici ed è tipico della natura del Toro. La pratica consiste nell’usare l’immaginazione attiva, collocarsi in una scena Biblica, e impegnarsi totalmente in un’esperienza diretta. Funziona proprio come un viaggio astrosciamanico. In questo caso prendiamo per esempio l’episodio dell’ultima cena e ci spostiamo in quell’ambiente come partecipanti, osservando quello che vediamo, udiamo, odoriamo e sentiamo, incluso il tocco delle mani di Gesù sui nostri piedi. Puoi identificare te stesso con uno degli apostoli o chiunque si trovi là, e perfino Gesù stesso. Puoi portare anche chiunque desideri che stia in compagnia di Gesù, per prendere parte alla sua benedizione.

L’ultima cena in particolare è l’ideale per il Toro perché è un evento in cui il corpo fisico ha un ruolo importante. Oltre il lavaggio dei piedi, c’è anche l’atto di consumare la cena, come pure l’Eucaristia, mangiare il pane e bere il vino, e tutti implicano l’uso della bocca governata dal Toro per introdurre cibi e liquidi. V’invito ad inviare commenti o un breve racconto della vostra esperienza in seguito a questa pratica.

In quest’articolo ho fatto vari riferimenti a Pietro anche perché nei Tarocchi dei Santi di Robert Place, egli rappresenta il Papa. Pietro, come sappiamo, è stato nominato guardiano della porta del Paradiso: “E io ti dico, tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.” (Matteo 16:18-19). In varie occasioni, oltre all’episodio del rinnegamento, Pietro mostrò segni di umana debolezza, ma Gesù ufficialmente sembra averlo apprezzato come capo degli apostoli e della Chiesa.

indexSecondo le scritture Pietro fu anche l’unico apostolo sposato. È probabile che anche gli altri apostoli, eccetto Giovanni, fossero sposati quando furono scelti da Gesù, ma Pietro è l’unico apostolo il cui matrimonio è dato per certo nel Nuovo Testamento attraverso riferimenti alla madre di sua moglie (Matteo 8:14-15; Marco 1:30-31). Alcuni autori sostengono che il Cristo deliberatamente lo scelse per essere a capo della chiesa sapendo che era sposato. Sebbene Pietro lasciò sua moglie per circa tre anni per seguire Gesù, ritornò da lei dopo la morte del Cristo. Secondo vari racconti Pietro portò con sé la moglie a Roma, dove svolse un ruolo importante predicando e promuovendo la cristianità. Fu martirizzata durante la persecuzione di Nerone e divenne nota come Santa Perpetua. Per questa ragione Robert Place conclude che Perpetua può essere considerata anche la prima Papessa.

Il Papa rappresenta il guardiano della respirazione verticale, alternando preghiere e benedizioni, sforzi umani e grazia divina. È il rappresentante visibile dell’asse verticale, che opera strenuamente come collegamento tra Dio e l’uomo. Qui occorre tenere conto che i Tarocchi furono inventati prima della Riforma, quando il Papa era considerato la suprema autorità spirituale sulla terra, con il potere di rappresentare Dio e conferire autorità agli imperatori. Essendo il quinto Arcano Maggiore, la sua associazione numerica è il cinque, il centro della volontà che sostiene i quattro elementi che conferiscono la maestria del livello orizzontale e la capacità di operare come intermediario tra due assi. Cinque è anche in relazione con il pentagramma e i cinque sensi.

Secondo l’autore anonimo del testo citato sopra c’è un pentagramma malefico (la volontà umana separata dall’unità e da Dio) ed uno sacro (la volontà umana unita alla volontà di Dio) e, quanto ai cinque sensi, sono visti come cinque ferite aperte, o stigmate, attraverso cui la percezione limitata del mondo oggettivo s’impone su di noi.

imagesIl Papa è il guardiano del sacro pentagramma e delle cinque ferite. La sua funzione è assicurare che la respirazione spirituale abbia luogo e che ci siano sempre persone che respirano di conseguenza. Egli abbraccia i tre voti tradizionali di obbedienza, povertà e castità. “L’obbedienza è la pratica di far tacere i desideri personali, le emozioni e l’immaginazione di fronte alla ragione e alla coscienza; è la supremazia dell’ideale opposto all’apparente, la nazione opposta al personale, l’umanità opposta alla nazione, e Dio opposto all’umanità. […] La povertà è la pratica del vuoto interiore, stabilito come conseguenza del silenzio dei desideri personali, delle emozioni e dell’immaginazione affinché l’anima sia in grado di ricevere dall’alto la rivelazione della parola, la vita e la luce. […]”. La castità è “lo stato dell’essere umano in cui il cuore, essendo diventato solare, è il centro di gravità” e “non riguarda unicamente il dominio del sesso. Riguarda ugualmente tutti gli altri domini in cui c’è la scelta tra la legge solare e le intossicazioni che inebetiscono”, incluse tutte le forme di fanatismo. Quanto sopra è discusso dettagliatamente in Meditazione sui Tarocchi, e pertanto non lo tratteremo ulteriormente in questa sede.

L’associazione del Papa con il sensuale e concreto Toro può apparire fuori luogo qui. Tuttavia la funzione del Papa è radicare il livello spirituale in quello fisico, per operare in persona Christi (come la rappresentazione fisica di Cristo) e per questo ha bisogno di dimorare fermamente nel regno terreno. La solidità della Chiesa, con tutte le sue cattedrali, monasteri e monumenti, come pure il sacramento originale dell’Eucaristia basato su pane e vino, sono tutti aspetti tangibili nella nostra realtà. L’unica pecca è che, similmente al Toro, mentre nella sua migliore condizione può essere confortante, paziente e sensibile, può diventare inflessibile e fanatico nel suo aspetto peggiore.

Questa carta generalmente non è popolare tra la maggior parte dei lettori di tarocchi New Age, perché evoca tutti i rigidi cliché attribuiti al Papa e alla Chiesa Cattolica. Tuttavia se siamo aperti a lasciar andare i nostri pregiudizi, il Papa emerge come un maestro saggio, un amico intimo che si trova qui soltanto per aiutarci ed assisterci quando affrontiamo l’angolo retto, la soglia critica tra l’orizzontale e il verticale. “Egli è il leader della salvezza per la razza umana in generale. Egli è l’ordine e il capo della gerarchia riconosciuta, che è il riflesso di un altro e più grande ordine gerarchico.” (A.E.Waite, The Pictorial Key to the Tarot).

© Franco Santoro, Viaggio astrosciamanico nei Tarocchi

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