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La parte opposta

Settembre 10, 2015 by admin

indexFai attenzione quando vedi la vita solo da una prospettiva. Non sforzarti troppo di essere tutto di un pezzo, di dimostrare coerenza, di negare o ignorare tutto ciò che è in contrasto con quello che vuoi o credi essere, perché forse in questo modo riuscirai a diventare solo un frammento amputato dell’universo.

Tieni conto che se questo universo visibile e invisibile si fonda sull’unità, esiste un processo inevitabile che ti porta ad avere un’esperienza diretta di tutto ciò che fa parte di questa unità.

In particolare, per quanto umanamente ci riguarda, poiché la nostra realtà è altamente polarizzata, si tratta di avere un’esperienza di ogni polarità e opposizione.

Quando ci alliniamo con una polarità lo facciamo per conoscerla, accettarla e integrarla come una parte del nostro essere, non per entrare in conflitto con la polarità opposta.

Ogni volta che ci identifichiamo strenuamente con una polarità, con un modo di essere in contrapposizione a un altro, poniamo le basi per definire la nostra prossima esperienza. La tua destinazione è dalla parte opposta. Poiché non sei riuscito ad accettare e comprendere la parte opposta, diventerai quella parte nella prossima puntata dello sceneggiato della vita.

Quindi, l’invito è di prestare attenzione a quanto percepisci essere in conflitto con te, ciò che non puoi concepire, verso cui mostri ostilità, sia che si tratti di un fattore sessuale, politico, religioso, culturale, dietetico, ecc.

La parte verso cui ti senti contrapposto, potrebbe mostrarti dove andrai a finire nella successiva puntata della tua vita, quello che sarai, la tua prossima destinazione. E se proprio non ci tieni di essere in futuro quello che non accetti nel presente, forse l’unico modo è fare uno sforzo per accettarlo adesso, per avere un’esperienza dell’altra parte ora, prima che sia troppo tardi.

© Franco Santoro

13 settembre

Settembre 10, 2015 by admin Lascia un commento

indexE soprattutto, osserva con occhi scintillanti tutto il mondo attorno a te, perché i più grandi segreti sono sempre nascosti nei luoghi più improbabili. Coloro che non credono nella magia non li troveranno mai.

Roald Dahl, nato il 13 settembre 1916, Sole in Vergine, Luna in Ariete, scrittore britannico, autore di “La fabbrica di cioccolato”.

12 settembre

Settembre 10, 2015 by admin Lascia un commento

imagesCiascuno di noi sa che ogni essere materiale è sottomesso a precise leggi fisiologiche e fisiche, e che nemmeno la forza di tutti i nostri sentimenti può lottare contro queste leggi; possiamo solo odiarle. La secolare fede degli amanti e dei poeti nella potenza dell’amore più duraturo della morte, la frase che ci perseguita da secoli, finis vitae sed non amoris, è una bugia. Una bugia inutile e nemmeno divertente. Dobbiamo dunque rassegnarci a essere un orologio che misura il tempo, alternativamente sgangherato e riparato, il cui meccanismo, appena il costruttore ne mette in moto gli ingranaggi, genera insieme l’amore e la disperazione, e rassegnarci anche a sapere di ripetere solo sofferenze antiche, più profondamente comiche quanto più spesso vengono ripetute? Ripetere l’esistenza umana va bene, ma dobbiamo farlo come un ubriaco ripete una canzone conosciuta mettendo le monete nel juke-box?

Stanislaw Lem, nato il 12 settembre 1921, Sole in Vergine, Luna in Ariete, scrittore polacco.

 

11 settembre

Settembre 8, 2015 by admin Lascia un commento

indexColoro che vanno cercando l’amore, manifestano solo la loro mancanza di amore. E la persona senza amore non trova mai l’amore, solo gli innamorati trovano l’amore. E non devono mai cercarlo.

(D. H. Lawrence, nato l’11 settembre 1885, Sole in Vergine, Luna in Bilancia, Ascendente in Scorpione)

La Luce è solo tua…

Settembre 8, 2015 by admin

indexL’amore e la luce che vedi in me, e in noi, così come tutto ciò che ti ispira, è solo e unicamente tuo. Laddove il buio, il dolore, la paura e quanto genera male e caos, appartiene a me, a noi.

Hai sempre creduto l’opposto, e da quando ti ho conosciuto, ho sofferto per l’incapacità di dirtelo. Tante volte ho pensato all’immane scandalo, imbarazzo e vergogna che sarebbe derivato per noi, una volta rotto il tuo incantesimo.

Mi travagliava immaginare come ci avresti abbandonato, maledetto e odiato per sempre.

Ma ora ho compreso che questi modi appartengono solo a noi.

Allora, sto prendendo coraggio, e seppure non sono in grado di confessare tutto, ti dico, per adesso, con estrema chiarezza, che tu sei solo luce, e che ogni buio appartiene a me, a noi.

Colmi di pentimento e rammarico, chiediamo il tuo perdono e aiuto per riuscire ad avere la dignità di spiegarti presto che abbiamo fatto e cosa ti è successo.

da: © Franco Santoro, Scritti gnostici provvisori

Immagine: “Aurora Triumphans” di Evelyn De Morgan

Archivi della mente

Settembre 8, 2015 by admin

imagesLa Vergine è in relazione con gli Archivi della Mente e con tutte le informazioni (parole, pensieri, affermazioni, immagini, sensazioni, ecc.) che da essa sono state raccolte nel corso di questa e altre vite.

Alcuni di questi dati hanno particolare rilevanza secondo ciascun individuo e costituiscono il materiale base su cui si fonda l’intreccio delle forme pensiero e il conseguente monologo interiore.

Questo monologo è una conversazione interna quasi ininterrotta, asservita in genere all’ego e finalizzata sia a preservarne l’esistenza che a difenderlo da intrusioni “pericolose”.

L’attività di tale dialogo è alimentata da un’ampia serie di condizionamenti, ereditati sia dall’ambiente familiare che sociale o storico, e rappresenta un circolo vizioso nel quale l’individuo rimane intrappolato fino a quando non sceglie di portare consapevolezza nella sua vita.

Le tecniche di meditazione servono generalmente a questo scopo. Con esse ci si pone nella posizione del “testimone” e si permette al dialogo interiore di liberarsi senza alcun giudizio e con un atteggiamento di osservazione neutrale.

Una delle pratiche più tipiche a riguardo, conosciuta attraverso diverse denominazioni (per esempio vipassana, meditazione zen, ecc.), consiste nel rimanere seduti, con la schiena eretta e il corpo fermo, portando l’attenzione principalmente al respiro e osservando qualsiasi pensiero o emozione affiora senza attaccarsi ad esso né respingerlo.

Una delle qualità principali della Vergine è la capacità di discriminazione. Questa funzione, applicata al monologo interiore, può consentire di recuperare o valorizzare le informazioni che danno supporto alla propria dimensione di luce e di mettere da parte o liberare quelle non adatte allo scopo.

In molte culture tribali questa pratica è consolidata nelle frasi convenzionali. Ad esempio, quando alcuni popoli notano qualcosa nel loro monologo o nelle conversazioni con altre persone che favorisce la sacralità della vita, essi dicono ad alta voce o nei loro pensieri:

“Questa è una storia che va raccontata”.

Al contrario, quando sentono loro stessi o qualcun altro usare parole che abbassano l’energia o sono di scarso rispetto per la vita, invece di giudicarle o criticarle, si limitano a dire:

“Questa è una storia che è meglio non raccontare”.

© Franco Santoro

Natività della Beata Vergine Maria e Discesa di Sofia

Settembre 8, 2015 by admin

indexL’8 settembre la Chiesa cattolica e ortodossa celebrano la Natività della Beata Vergine Maria. Questa nascita è coerentemente celebrata nel segno della Vergine e nove mesi dopo la festa della sua Immacolata Concezione (8 dicembre).

Si tratta di una festa che esotericamente celebra la nascita, o la caduta, dell’energia femminile.

In parallelo, questa è pure la data in cui alcuni gnostici commemorano la Discesa di Sofia, il principio divino femminile o la Dea della Saggezza. La discesa di Sofia e la sua conseguente alienazione, paura e sofferenza delineano la condizione dell’anima umana e forniscono un’ulteriore opzione narrativa comune alle cosmologie esoteriche e sciamaniche.

Sophia, la traduzione greca del termine ebraico Chokmah, che significa Saggezza, era un personaggio biblico reale con molti riferimenti nelle scritture cristiane. Non figura in modo rilevante nella Bibbia ordinaria perché è tradotto di solito con il termine Saggezza. Il suo genere era femminile in greco ed ebraico, fino a quando non fu assimilata al concetto maschile di Logos, e al latino Spiritus Sanctus (Spirito Santo).

Esistono molte versioni del mito della Discesa o Caduta di Sofia, che è pure elemento base nella cosmologia delle principali religioni ufficiali.

La differenza principale tra queste ultime tradizioni e il mito di Sofia è che:

la Caduta, lungi dall’essersi verificata dopo la creazione, è in vero la sua causa.

Nei testi gnostici Sofia è descritta come la più giovane delle emanazioni divine, o Eoni, dimoranti nel regno dell’unità (pleroma). Non potendo accedere direttamente alla luce primaria di Dio, la confonde con il riflesso ingannevole di questa luce proveniente dall’Abisso. Sofia viaggia a lungo nelle profondità fino a quando è bloccata dal potere del Limite (Horos). Allora alla sua natura divina se ne aggiunge un’altra, di natura inferiore. Il suo sé autentico s’illumina e ascende di nuovo nel regno dell’unità, mentre quello inferiore rimane alienato.

Sofia, come gli esseri umani, incorpora due aspetti: il primo (Sofia superiore) è parte del regno dell’unità e pienamente cosciente della connessione con Dio e il Tutto, il secondo (Sofia inferiore) dimora nella circonferenza e s’identifica con un corpo separato dal centro (l’ego).

La Sofia inferiore (Achamoth) esprime energie che generano un regno di separazione, manifestando un essere che diventa il creatore del cosmo materiale e psichico. Questo essere, chiamato Demiurgo, ha perso la coscienza del Padre, e crede di essere egli stesso il Dio assoluto. Di conseguenza, inizia a produrre il proprio regno (kenoma), che è una manifestazione imperfetta del pleroma.

Questo cosmo artefatto comprende sette sfere, ciascuna delle quali è pure un pianeta e un angelo, presiedute da sette governatori (arcioni), con la Sofia inferiore o Achamoth intrappolate nell’ottava sfera. Come risposta alla sua agonia, il Padre crea una nuova coppia per la sua redenzione: Cristo e lo Spirito Santo. Questo mito identifica Gesù come il Salvatore della Sofia inferiore, sua sorella-amante.

Nella letteratura cristiana la Vergine Maria e Maria Maddalena sono spesso associate con la Sofia superiore e inferiore rispettivamente. Cristo porta Achamoth nel Pleroma, mentre lo Spirito Santo rimane per recuperare le parti frammentate ancora intrappolate nel mondo materiale.

“Non possiamo fare ritorno a quella casa perfetta fino a quando non troviamo e riportiamo quelle scintille di luce, le nostre anime umane, che sono ancora imprigionate nel mondo. Dobbiamo recuperare quella perla della coscienza che Sofia ha seminato in noi all’inizio, poiché solo attraverso la coscienza umana può aver luogo la redenzione di tutta la creazione. Noi, figli di Sofia, siamo i mediatori tra il cielo e la terra. I poteri privi di corpo sono realmente incapaci di operare in questo mondo senza le nostre mani, e noi siamo impossibilitati ad apportare la luce-potere di redenzione che può risvegliare le scintille dormienti senza la loro divina assistenza. Perfino mentre l’anima umana domanda ha urgente bisogno di redenzione, così l’anima del mondo necessita la liberazione, una liberazione che può solo accadere quando tutte le anime sono state risvegliate e affrancate.”[1]

Passo dopo passo il processo di recupero continua, mentre “Sofia ascende verso la luce della Pienezza, attraversando le dodici regioni oltrepassate nel corso del suo cammino verso il caos. Per operare a questo fine, ella mormora dodici pentimenti, o affermazioni poetiche, che le permettono di innalzarsi attraverso i dodici portali, come sono spesso chiamati. Ella si rivolge ai dodici poteri mediante elaborate suppliche indirizzate all’ultima Divinità, qui sempre chiamata Luce.”[2]

Dopo aver chiamato ripetutamente la Luce, i poteri oscuri infine si dileguano ed ella entra di nuovo nel regno della Luce infinita.

Quanto sopra è in sintesi uno dei modi in cui può essere descritta la cosmologia ispiratrice del lavoro astrosciamanico o l’Epica del Sacro Cono.

Buona Discesa!

© Franco Santoro

Immagine: Hagia Sophia, Istanbul.

[1] Bette Stockbauer, “Gnostic Christianity and the Myth of Sophia”.
[2] Stephan A. Hoeller, Gnosticism: New Light on the Ancient Tradition of Inner Knowing, p. 43.

Capirai chi sei…

Settembre 7, 2015 by admin Lascia un commento

altri mondi small

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Capirai chi sei in questo mondo, quando sei disposto ad accettare chi sei in altri mondi.”

Franco Santoro​,

Anestesia

Settembre 6, 2015 by admin

indexL’anestesia è uno degli aspetti più caratteristici della realtà consensuale. In effetti la realtà consensuale può essere descritta come un processo anestetico.

Esiste un’anestesia tridimensionale, la cui funzione è annullare o diminuire il dolore fisico nel corso di un intervento chirurgico o altre procedure invasive sul piano materiale. Ed esiste un’anestesia multidimensionale che abolisce o riduce la sensibilità dolorifica e la coscienza durante una procedura invasiva sul piano dell’anima.

L’anestesia è un processo invasivo inteso a eliminare la consapevolezza di un altro processo invasivo.

L’anestesia tridimensionale, similmente a quella multidimensionale, si realizza tramite strumenti “anestetici” che inducono uno stato di narcosi, una perdita di coscienza.

Esistono diversi dosaggi e tecniche anestetiche, che cambiano in base alla sensibilità dei soggetti e alla natura dell’intervento invasivo.

L’anestesia topica o locale annulla la coscienza di una parte della nostra anima. Solo un’area, o alcune aree, sono anestetizzate. La consapevolezza di queste parti è bloccata e non giunge al nostro io, o senso di identificazione.

La neuroleptoanalgesia è uno stato generale di indifferenza totale alla coscienza di ogni parte dell’anima, in cui tuttavia il soggetto conserva la capacità di rispondere a istruzioni impartite da altri, cooperando conseguentemente.

L’anestesia generale comporta una paralisi totale di tutto il corpo multidimensionale. L’anima è completamente addormentata e il soggetto non sente e non ricorda nulla.

L’anestesia è in sintesi la condizione generale della vita umana nella realtà consensuale.

Con ciò non intendo esprimere alcun giudizio sulle intenzioni effettive di questo processo, né insinuare che vi siano delle motivazioni poco pulite.

Forse quello che succede quando siamo anestetizzati, fin tanto che siamo in questa realtà, non lo sapremo mai.

Il punto a cui voglio arrivare è che se di tanto in tanto proviamo dei forti dolori, non vuol dire necessariamente che c’è qualcosa di sbagliato in noi. Stiamo solo sentendo quello che esiste effettivamente, e il motivo per cui ne siamo coscienti è forse solo una semplice questione di dosaggio anestetico.

© Franco Santoro

(6.3.9)

Oltre i codici

Settembre 5, 2015 by admin

Ean13A livello della personalità, della nostra identità separata, i segni zodiacali esercitano una radicale influenza nei nostri comportamenti e modi di essere. In effetti, da un punto di vista tecnico astrosciamanico, quando ci relazioniamo a quel livello siamo semplicemente delle repliche di codici astrologici trini che coprono 1728, o massimo 20736, varianti matrice di base. Queste varianti rappresentano la somma strategica complessiva delle parti perdute della nostra anima.

Tutti i codici, tutte le parti dell’anima sono essenziali, ma ve ne sono alcune che sono fondamentali dalla prospettiva limitata del codice con cui ci identifichiamo. Queste parti sono in genere proiettate su persone o situazioni che incontriamo nella vita ordinaria, che provocano un immane desiderio di rapportarci o di stare il più possibile alla larga da esse, oppure entrambi i desideri a fasi alterne.

Nelle relazioni umane può essere utile conoscere la natura di questi codici e il modo in cui gestirli, al fine di avere interazioni che consentono sia un recupero delle parti dell’anima in questione, sia armonia, soddisfazione e chiarezza nel rapporto ordinario con le persone importanti della nostra vita. A questo scopo l’astrologia multidimensionale può essere utile.

Vi sono tecniche sperimentali impiegate nell’astrosciamanesimo per questo fine, come il tocco astrosciamanico, la danza e il teatro astrosciamanico e altre pratiche di recupero dell’anima.

Ciò che mi ha sempre colpito è il fatto che quando le persone sono in uno stato ordinario di coscienza, per esempio a tavola, mentre parlano tra loro, lavorano, passeggiano, e così via, esse tendono a comportarsi in base ai loro codici, e secondo i loro modelli culturali e sociali. Quando invece entrano in uno spazio espanso di coscienza, in rapporto ravvicinato con l’anima, ecco che non ci sono più differenze tra loro. A livello dell’anima non ci sono barriere, confini, ognuno può spostarsi liberamente ovunque, ed essere tutto e tutti.

Per tanti anni ho tenuto seminari con partecipanti di molte nazionalità e culture. Quando si ritrovano insieme nella sala le differenze di comportamento sono radicali, fin tanto che tengono gli occhi aperti e usano la loro mente ordinaria e i relativi linguaggi. Quando chiudono gli occhi e si aprono a semplicissime tecniche sciamaniche, le differenze scompaiono, non ci sono più distinzioni di cultura e linguaggio, di codici.

La cultura, il linguaggio, l’identità che crediamo di essere è solo un codice, una replica. Quando la mettiamo da parte, possiamo comprendere che altro siamo, chi siamo forse veramente. Ma soprattutto, ben lungi dall’abbandonarla, possiamo fare ritorno al nostro codice, alla nostra identità ordinaria, consentendo a essa di imparare a essere legittimamente una parte di ciò che siamo, un frammento del tutto.

© Franco Santoro

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