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Archivi per Dicembre 2017

Provenienze

Dicembre 5, 2017 by admin

Nel mondo ci sono persone che lodano e godono la bellezza e i piaceri della vita, mentre altre si lamentano e stanno davvero molto male.

Da una prospettiva multidimensionale, come ti senti nella vita terrena potrebbe dipendere dalla dimensione di più recente provenienza, dal confronto che fai con essa. Se provieni da una dimensione di bassa lega, in cui la vita è miseria, dolore, terrore e inferno costante, certo la vita terrena è decisamente migliore a confronto, un paradiso o al minimo un purgatorio.

Se invece vieni da una dimensione molto elevata, in cui la vita è pace, amore, gioia e paradiso costante, allora la vita terrena è chiaramente peggiore, un inferno o al minimo un purgatorio.

Vi sono persone per cui la Terra stessa è un paradiso e proprio non riescono a concepire niente di meglio, perché la loro precedente esperienza è stata peggiore. Di conseguenza fanno di tutto per continuare a stare qui a tutti i costi e non riescono a capire chi sta male e vorrebbe essere da un’altra parte.

Vi sono persone per cui la Terra è un inferno perché la loro precedente esperienza è stata migliore. Allora fanno di tutto per trovare una via di uscita e ritornare dove erano prima, non riuscendo proprio a capire quelli che stanno bene e vogliono seguitare a stare qui. Ci sono anche persone che vivono a fasi alterne entrambe le esperienze.

Non so a quale categoria appartenga tu, ma il punto cui voglio arrivare è che si tratta di accettare la nostra diversità e il fatto che al di là della nostra provenienza ci troviamo ora tutti qui e si tratta di fare del nostro meglio.

Franco Santoro 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 20.

Santa Pratica del Cerchio dei 12

Dicembre 4, 2017 by admin

La pratica può durare da un minimo di 5 minuti a un massimo di un’ora, e può essere svolta da un minimodi una volta a un massimo di cinque volte al giorno.

Se ogni giorno ci sono almeno 12 persone che svolgono la pratica questo consente di avere tutti i settori del Cerchio rappresentati. Ogni partecipante diventa rappresentativa di una delle 12 Matrici base, che durante la pratica si unisce alle altre e si rapporta con il Centro, ricevendo poi dal Centro l’energia da distribuire nel Cerchio a beneficio di tutti.

La pratica serve per consentire alle nostre esperienze e stati fisici, emotivi, mentali e spirituali individuali di allinearsi col Cerchio e successivamente con il Centro, creando un ponte di guarigione tra orizzontale e verticale.

La pratica serve per gestire le tre tipologie base di esperienza che possiamo avere durante la vita.

Durante la giornata possiamo avere tre tipi generali di esperienze:

primo stadio: intento, spazio di potere, chiarezza, lucidità, entusiasmo, determinazione, alta energia, capacità di operare in modo positivo e luminoso nella realtà ordinaria

secondo stadio: rilascio, rancori, confusione, impedimenti, blocchi,episodi spiacevoli, bassa energia, incapacità di operare in modo positivo e luminoso nella realtà ordinaria

terzo stadio: epifanie, sogni, visioni, centratura, connessione multidimensionale, neutralità e distacco dalla realtà ordinaria

La pratica in questione consente di riportare l’energia di queste esperienze e dello stato in cui ci troviamo nel Cerchio per il beneficio di tutti.

In cosa consiste la pratica, eccola passo per passo.

Stadio Zero) CENTRO

Interrompi le tue attività o passività quotidiane, ti fermi, chiudi gli occhi e porti immediatamente l’attenzione al respiro, collegandoti con il Centro.

Percepisci il mondo esterno e quello dei tuoi pensieri, emozioni, sensazioni, ecc. che si muovono nel Cerchio attorno a te, mentre tu dimori nel Centro. Inspiri quanto si muove nel Cerchio e poi lo espiri nel Centro. Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri (uno per ogni elemento più il quinto elemento per il Centro), altrimenti 13 respiri, o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le mani sono appoggiate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 1) INTENTO – ALTO (dal Cerchio al Centro)

Rimanendo nel Centro prendi atto di ciò che nel Cerchio, nella tua esperienza della vita quotidiana di questo momento, è in relazione con il primo stadio, il tuo intento, l’energia alta. Può essere un tuo obiettivo di manifestazione, qualcosa che ti dà entusiasmo, motivazione, piacere, luminosità riguardo gli eventi della tua vita passata, presente o potenziale nel futuro. Può essere qualcosa che riguarda sia intenti personali sia collettivi.

Porta l’attenzione al Cerchio e immagina qualunque cosa consideri come pienamente realizzata nel presente, fissandoti su una scena particolare che ne rappresenta il compimento. La condizione per questa parte è che essa apporti benefici nella tua vita e in quella altrui. Deve trattarsi di qualcosa che non arreca danni a nessuno, incluso te stesso, e che è intesa a essere condivisa con tutti.

Inspiri tutto questo dal Cerchio e poi lo espiri nel Centro.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le braccia sono alzate con le mani al di sopra del capo, tenute immobili per tutto lo stadio. Quando hai concluso il primo stadio riporta le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 2) RILASCIO – BASSO (dal Cerchio al Centro)

Rimanendo nel Centro prendi atto di ciò che nel Cerchio, nella tua esperienza della vita quotidiana di questo momento, è in relazione con il secondo stadio, rancori, limiti, l’energia bassa. Può essere una situazione dolorosa, spiacevole, un impedimento, qualcosa che causa malessere, paura, confusione, oscurità riguardo eventi della tua vita passata, presente o potenziale nel futuro. Può essere qualcosa che riguarda sia una tua situazione personale sia collettiva.

Immagina qualunque cosa consideri fissandoti su una scena particolare che la rappresenta.

Inspiri tutto questo dal Cerchio e poi lo espiri nel Centro, liberando l’energia relativa come fertilizzante sia per il Centro sia per il Cerchio. L’energia che liberi si muove verticalmente e multidimensionalmente, favorendo processi di manifestazione luminosa orizzontalmente o/e verticalmente.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le braccia sono abbassate e con le mani all’altezza della regione pelvica, tenute immobili per tutto lo stadio. Quando hai concluso il secondo stadio riporta le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 3) EPIFANIA – CENTRO (nel Centro)

Epifania è un termine che designa la manifestazione di una realtà soprannaturale o divina, un salto intuitivo improvviso, un momento profondo di estasi o connessione con la propria natura multidimensionale, o qualunque altra esperienza di guarigione che giunge come un dono. Questa è la caratteristica del Centro.

A questo punto ti colleghi unicamente al Centro, respirando verticalmente dall’alto al basso. Inspiri focalizzandoti sull’Alto e poi espiri puntando sul Basso. Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le mani sono appoggiate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio di Apertura (dal Centro al Cerchio)

Rendi disponibile l’energia del Centro al Cerchio, riversandola come benedizione sul mondo, in qualità di rappresentante di una delle 12 Matrici.

Inspiri l’energia del Centro e poi la espiri nel Cerchio.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi iniziare con questa rapida sequenza: porti le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra), poi alzi velocemente le braccia nella posizione del primo stadio, riportando subito dopo le mani sul centro del petto, poi spalancando le braccia orizzontalmente all’altezza del petto e riportandole al centro del petto, e infine abbassandole rapidamente per formare la postura del secondo stadio riportandole nuovamente al cento del petto. In seguito per tutto il resto del tempo le braccia vanno tenute orizzontalmente all’altezza del petto, formando un semicerchio parallelo al suolo, come nell’atto di abbracciare un albero.

A conclusione la mani vanno riportate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra) e tenute in questa posizione per un minimo di tre respiri.

Centro e periferia

Dicembre 2, 2017 by admin

L’insegnamento forse più importante lungo il percorso multidimensionale consiste nel distinguere tra ciò che è periferico e centrale, transitorio e permanente, illusorio e reale, completo e parziale, o più realisticamente tra quanto, in base alla tua percezione limitata, appare essere più periferico e centrale, e così via.

Questo insegnamento emerge soprattutto nei momenti più oscuri e nelle crisi della vita, quando ti trovi in una situazione di emergenza. In quei momenti comprendi meglio il valore delle cose. Certi temi e situazioni che prendono tanto la tua attenzione passano subito in secondo piano o addirittura scompaiono, dando spazio a ciò che conta veramente.

In tanti momenti della vita hai trovato e ritrovato ciò che conta veramente, il Centro del tuo essere, Dio, o qualunque altro termine puoi usare per identificare un’esperienza diretta superiore e profonda, non un concetto intellettuale o teologico.

Poi ti sei distratto e perso nuovamente, preso dalle attività e dai drammi della vita. Come mai seguiti a trovare la tua effettiva natura, per poi allontanarti da essa? Perché ci ritorni solo quando la vita diventa ingestibile, nei momenti di emergenza, quando non c’è più via di uscita? Il tuo Centro è l’ultima spiaggia, dove vai a parare alla fine dei conti. Ogni ritardo nell’andarci aumenta tuttavia il dolore, il malessere, la confusione. Perché non resti semplicemente lì?

Una risposta strategica è forse che vai oltre il Centro per creare un ponte tra il Centro e tutto ciò con cui ha perso la connessione. Ci sono infinite dimensioni e molte tra queste sono sconnesse, frammentate, separate, isolate. Allora, in questo caso, allontanarsi dal Centro, con il rischio di perdersi o essere bloccati altrove, diventa un atto valoroso di recupero di quanto si è separato.

Ci possono essere tante altre risposte strategiche. Le varietà di risposte e domande fanno parte di ciò che esiste oltre il Centro. Il Centro si spiega da solo, mediante l’esperienza diretta che ne deriva.

È necessario che tu abbia esperienze dirette, di prima mano, perché solo in questo modo comprenderai che cos’è il Centro, ti ricorderai di ritornarci ancora, e quando ti allontanerai ne capirai il motivo.

Con tutto quello che ti allontana è vitale stabilire rapporti chiari, che ti permettono di ritornare al Centro, di non perderti, di non restare bloccato. Ti sposti verso ciò che è lontano, in dimensioni inferiori e superiori, per collegarlo con il Centro e non per creare un altro centro altrove.

Allora, mettiamoci al lavoro, facciamo un inventario multidimensionale, chiariamo le dinamiche dei nostri rapporti con ogni aspetto della vita, le nostre molteplici identità e soprattutto ricordiamoci del Centro, sempre.

Per distinguere il Centro dalle nostre diverse identità multidimensionali, e riconoscerlo strategicamente come un’identità a sé stante, così che non lo perdiamo di vista, uso talvolta il termine Identità Multidimensionale Centrale (IMC). L’IMC rappresenta il più prossimo accesso al mistero e il massimo livello provvisorio di consapevolezza che siamo in grado di conseguire, il punto che aiuta a liberarci dalle corruzioni, dai depistaggi e dai condizionamenti della percezione separata. L’IMC è la modalità provvisoria in cui percepiamo il Centro, adattata alla nostra consapevolezza dimensionale. L’IMC è quanto di più vicino al Centro possiamo percepire e concepire a livello umano.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 65-67.

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