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Archivi per Settembre 2016

Soddisfazione e insoddisfazione

Settembre 12, 2016 by admin

Non puoi capire la differenza tra essere e fingere di essere finché non fingi di essere tutto quel che sei.

Se sei insoddisfatto è perché non riesci a ottenere o realizzare ciò che vuoi, oppure perché una volta che ottieni o realizzi quel che vuoi, esso non ti soddisfa.

Talvolta risulta imbarazzante o poco conveniente socialmente essere insoddisfatti, o meglio dichiarare apertamente di esserlo. Una persona insoddisfatta non fa in genere bella figura, dimostra di essere un fallito ed è raramente oggetto di attrazione o ammirazione. Per cui il mondo è pieno di persone, che fingono di essere soddisfatte al fine di attrarre l’attrazione degli insoddisfatti, per vanità, seduzione o per motivi commerciali.

Nessuno comprerà mai qualcosa da qualcuno che è insoddisfatto riguardo ciò che vende. Puoi vendere e comprare tante cose: prodotti, prestazioni, attività, idee, metodi di guarigione, religioni, percorsi spirituali.  Ma se vuoi vendere occorre che tu finga di essere soddisfatto riguardo ciò che vendi. Certo, ci sono persone che sono veramente soddisfatte, per cui non stanno affatto fingendo e te lo diranno e dimostreranno in modo molto chiaro. Si tratta nella maggioranza dei casi di maestri della finzione.

L’arte della finzione consiste nel fingere in modo talmente impeccabile da far passare la finzione come realtà.

Non sempre tuttavia la soddisfazione è conveniente. Talvolta può essere utile dichiarare la propria insoddisfazione al fine di ottenere un risarcimento, laddove vige la condizione “soddisfatti o rimborsati”, oppure per ricevere aiuto, contributi e assistenza. Inoltre esternare la propria soddisfazione in modo eccessivo può causare invidia da parte degli insoddisfatti, quindi per solidarietà può essere conveniente fingere di essere insoddisfatti. Può essere pure utile esprimere insoddisfazione per motivi commerciali, religiosi e politici. In questo caso si tratta di fingere di essere insoddisfatti di qualcosa con lo scopo di attirare l’attenzione verso qualcosa di alternativo da vendere di cui fingere di essere soddisfatti.

Ora, non è mia intenzione convincerti che quanto sopra sia vero. Il mio scopo è invitarti a considerare se tu in questo momento della tua vita sei soddisfatto o meno, facendolo intimamente, senza alcuna ripercussione riguardo la tua vita sociale, affettiva, sessuale o professionale, sentendoti libero di fingere o meno.

Domandati semplicemente se sei soddisfatto o insoddisfatto, o se stai fingendo di esserlo. E se lo sei, di che cosa lo sei.

Se sei soddisfatto considera attentamente cosa causa soddisfazione.

Se sei insoddisfatto considera attentamente cosa provoca insoddisfazione.

Se stai fingendo di essere soddisfatto o insoddisfatto considera attentamente cosa stai fingendo.

Sia che tu sia insoddisfatto o soddisfatto, o che tu finga di esserlo, fai o sii oggi stesso qualcosa che ti può dare soddisfazione o insoddisfazione, oppure fingi quel qualcosa.

Scopri il potere di essere o di fingere di essere.

Non puoi capire la differenza tra essere e fingere di essere finché non fingi di essere tutto quel che sei.

 

© Franco Santoro

 

 

Quella volta

Settembre 11, 2016 by admin

Quando è stata l’ultima volta che hai avuto un’esperienza di massima pace, amore e felicità?

Può essere stato l’accesso inatteso ad un luogo estatico nel mondo fisico o multidimensionale, l’incontro inaspettato con un essere di luce nella realtà terrena o spirituale, un episodio di amore erotico in cui ti sei lasciato andare completamente.

Questa esperienza ti ha trasformato radicalmente per alcuni minuti, ore, o anche giorni, mesi, anni, vite. Poi è seguito un periodo di confusione, assenza, vuoto, sconnessione, rabbia e dolore. Hai forse avuto l’impressione di essere stata abbandonata o che fosse tutto un’illusione.

Questo periodo è durato per alcuni minuti, ore, giorni, mesi, anni, vite. Dura fino a quando comprendi che la tua priorità nella vita è ritornare in quel luogo estatico, è incontrare quell’essere di luce. E quando scegli di fare proprio questo e lo fai a tutti i costi, questa decisione ti trasforma per sempre.

 

© Franco Santoro

Tre strade

Settembre 10, 2016 by admin

Quando sei alla ricerca della tua strada, del tuo vero scopo nella vita, del risveglio della tua natura multidimensionale, talvolta ci arrivi molto vicino e ne hai un’esperienza diretta, che ti fa appunto capire che sei sulla giusta strada. Ma poi succede che il tuo entusiasmo viene meno oppure ti perdi, accade qualcosa che ti fa deviare e non capisci più nulla.

Ebbene quando questo succede fa parte anch’esso della tua strada. Arriva un momento in cui non capisci più nulla semplicemente perché occorre capire in una maniera diversa. Ad un certo punto non puoi più usare lo stesso modo di essere, di pensare e di percepire la realtà che impiegavi in precedenza. Allo stesso tempo non si tratta necessariamente di abbandonare il modello precedente. Talvolta occorre mantenere sia il vecchio sia il nuovo, o di seguire più strade, anche se sembrano andare in opposte direzioni.

Una strada non esclude mai automaticamente le altre. L’esclusione è la caratteristica di una realtà separata, laddove da una prospettiva multidimensionale sono incluse tutte le possibili strade. Si tratta solo di comprendere qual è la strada migliore in una data circostanza o momento.

Quella strada non è la migliore in assoluto, né per te né per gli altri. Ma è solo la migliore in questo momento e date le presenti circostanze. Allora da parte tua si tratta di capire qual è la strada migliore per te adesso, tenendo conto inoltre che in molti casi è necessario percorrere simultaneamente più di una strada e che in effetti la tua vera identità le sta percorrendo tutte.

Tutte le strade sono legittime. In particolare vi sono due strade di cui in quanto esseri umani è fondamentale che acquisiamo consapevolezza operativa. Una riguarda ciò che maggiormente desideriamo e l’altra il suo esatto opposto, ossia un ulteriore desiderio di cui non siamo coscienti, della stessa intensità, che è l’ombra dell’altro. Esiste inoltre una terza strada che serve a equilibrare le altre due.

A queste tre strade si tratta di dare spazio prioritario in certi momenti della propria vita.

Nell’astrosciamanesimo sono identificate 144 strade principali, riassumibili in 12 aree di circolazione generale. Queste aree sono in relazione con i segni zodiacali.

A ogni strada corrispondono danze, visioni, movimenti, linguaggi, pratiche, costumi, norme, esperienze ed itinerari particolari. Dapprima il ricercatore esplora le 12 aree generali, ricavando una breve esperienza da ciascuna di esse, al fine di identificare le tre strade prioritarie.

 

© Franco Santoro

Ogni desiderio è collettivo

Settembre 9, 2016 by admin

Non esistono desideri personali, falsi, mondani e volgari. Ogni desiderio è collettivo, naturale, sacro e nobile.

Tutti i desideri, quando sono riconosciuti e messi in movimento, diventano nutrimento sublime per l’immaginazione, che è in grado di trasformarli o integrarli per fini creativi. In questo modo l’enfasi cessa di essere la manifestazione ripetitiva e ossessiva o la frustrazione per il mancato conseguimento di un desiderio, bensì il potere di fertilizzazione di un desiderio, la sua capacità di dare vita a ciò che ancora non esiste.

Non esistono desideri privati. Ogni desiderio è collettivo. Gli esseri umani non si dividono in base alla diversità dei loro desideri, alla loro bassezza o elevazione.

Ogni desiderio è complementare e sinergico. La varietà e la sincerità dei desideri consente lo scambio e l’armonia tra la gente.

Io riconosco di desiderare qualcosa che credo che tu o qualcuno possa soddisfare e tu riconosci di desiderare qualcosa che credi che io o qualcuno possa soddisfare. Quando questo riconoscimento è accettato ed esternato con trasparenza, ecco che si libera un’energia di guarigione immane che apporta beneficio a tutti, non solo alle persone interessate.

Quando invece reprimi, neghi o camuffi i tuoi veri desideri con qualcosa di diverso, che ti può rendere più accettabile agli occhi degli altri o in base alle credenze che ti sei imposto di seguire, ecco che si sprigiona un’energia velenosa straripante che apporta malessere a tutti, non solo alle persone interessate.

Riconoscere, accettare ed esternare un desiderio non vuol dire richiedere o aspettarsi che esso sia realizzato, così come lo abbiamo concepito nell’immaginazione o riprodotto da precedenti esperienze, nostre o di altri. I desideri non giungono necessariamente per essere manifestati nella realtà fisica. Essi arrivano per essere liberati in questa realtà. Quando sono liberati in modo disinteressato, allora si creano le condizioni per attivare il processo creativo, frutto della sinergia di varie forze. Questo processo può condurre alla realizzazione del desiderio, esattamente come lo hai immaginato, oppure a delle sue varianti creative che consentono l’orchestrazione e la manifestazionie di desideri ancora più potenti e benefici.

Accetta e riconosci i tuoi desideri, l’attrazione che provi verso qualunque aspetto della vita. Sii autentico riguardo quello che senti, liberati dall’ipocrisia e da ogni imbarazzo. Esterna i tuoi desideri, così come sono, senza alterarli in base alle idee che ti sei fatto riguardo il modo in cui possono reagire gli altri.

Quando esterni un desiderio, così com’è, allo stato puro, in modo disinteressato, al fine di liberarlo e condividerlo, ecco che lo affranchi dalle pastoie dell’ipocrisia e della sua realtà separata. Da quel momento il tuo desiderio non sarà più tuo. Sarà un desiderio collettivo. Altri possono scegliere di unirsi a quel desiderio, di soddisfarlo essi stessi, di fornire risorse per la sua manifestazione, o indicare modalità di realizzazione di quel desiderio…

 

© Franco Santoro

Desiderio

Settembre 9, 2016 by admin

Non esiste niente di più forte che la potenza di quel desiderio che di tanto in tanto ti manda in tilt.

Puoi negarlo, reprimerlo, combatterlo, dimenticarlo o fingere di trascenderlo, ma alla fine quel desiderio ti tenderà un agguato e avrà la meglio.

Allora, a che serve costruire un’intera vita sulla negazione, repressione, lotta, oblio e trascendenza di quel desiderio, quando quella vita è destinata a crollare interamente come le case di certi terremoti?

Quando tutto crolla, quel che rimane è solo il desiderio, perché è l’unica cosa concreta e reale, che regge le prove della vita.

Non aspettare che arrivi il terremoto! Accetta quel desiderio e soddisfalo ora.

E se non sai in che modo soddisfarlo, questo non è un motivo valido per negarlo, reprimerlo, combatterlo, dimenticarlo o fingere di trascenderlo.

E se soddisfare quel desiderio può mandare in tilt la tua vita?

Certo, è comprensibile, questo è quello che fa.

Puoi prendere tempo, se credi che ti conviene, ma sappi che la tua vita prima o poi andrà in tilt ugualmente.

Invece di usare la tua creatività per negare, reprimere, combattere, dimenticare o fingere di trascendere quel desiderio, puoi scegliere di essere creativo nel trovare modi per soddisfarlo.

E che cos’è questo desiderio?

Lo sai bene… E’ proprio quello.

 

© Franco Santoro

Danza e tocco di guarigione

Settembre 7, 2016 by admin

indexLa danza e il tocco sono le forme di comunicazione e gli atti sacri di guarigione per eccellenza. Mediante la danza e il tocco l’uomo si allinea con il movimento della natura e degli astri, ritrovando nel suo corpo l’unità tra terra e cielo.

Nella danza e nel tocco di guarigione astrosciamanico, un adattamento in chiave contemporanea delle antiche pratiche delle religioni misteriche mediterranee, il tuo corpo si fonde con quello della terra e del cielo, lasciando andare l’identificazione con la maschera dell’ego e i suoi ruoli sociali. Questo è il primo passo nella guarigione: passare dallo stato autistico della nostra personalità separata a quello collettivo dell’unione con il pianeta e con il tutto. Da questa prospettiva uno stato di salute non significa essere privi di disturbi fisici o psicologici, in contrasto con altre persone che sono malate.

La salute non è una competizione intesa a dimostrare di essere più sani e prestanti, di vivere più a lungo e meglio di altri. La salute vuol dire essere allineati con la terra e il cielo, sentirsi parte del tutto, non importa se sei fisicamente malato o meno.

La malattia è invece l’identificazione con il proprio corpo, l’essere interessato solo alla salute e la benessere privato, il senso di separazione dal tutto.

Il tutto include il ciclo della vita e della morte. Ogni minuto muoiono nel nostro corpo un centinaio di milioni di cellule e questo per consentire al nostro corpo di vivere. Ogni giorno nel pianeta muoiono 160000 individui e questo permette al pianeta di vivere. Anche questo pianeta a un certo punto morirà, per consentire all’universo di vivere.

Guarire non significa guarire te stesso! Guarire vuol dire cessare di identificarti con il tuo corpo.

Quando ti identifichi solo con il tuo proprio corpo, ecco che pretendi che viva sempre. Allora entri in competizione con altri corpi e l’ambiente che percepisci come soggetti estranei. Ti deprimi, dai la colpa a te stesso o ad altri se sei ammalato. Ma in realtà tu sei già ammalato da lungo tempo, sia che tu sia sano o malato. E anche se riesci a superare una malattia fisica, con grande soddisfazione per la tua autostima personale, seguiterai a essere malato, anzi ancor più malato di prima.

Il fatto che tu riesca a guarire da una malattia, invece di morire, non vuol dire proprio niente in termini di salute effettiva. Certo, puoi sentirti bene ed essere ammirato per avere vinto la malattia, scrivendo pure dei libri di successo a questo riguardo. Ma la tua vittoria sulla malattia serve in effetti a dimostrare amaramente che coloro che muoiono sono dei perdenti. E poiché tutti sono destinati a morire, incluso tu, nel momento in cui esulti per la tua guarigione, condanni tutti e te stesso alla sconfitta.

La danza e il tocco di guarigione servono a guarire dal senso di separazione, a recuperare la tua identificazione con tutto e tutti, ad accettare la vita e la morte, a essere vittoriosi sempre, mai su qualcuno o qualcosa, ma insieme a tutto e a tutti.

 

© Franco Santoro

Polvere

Settembre 6, 2016 by admin

indexQuel che maggiormente mi affascina dello sciamanesimo mediterraneo e delle antiche tradizioni misteriche della cultura italica è il fatto che esse siano pressoché sconosciute.

Si tratta di un tesoro immane che seguita a restare nascosto perché fuori dal giro del filone New Age e delle mode neosciamaniche prevalenti, con tutto il rispetto.

Se emergesse in maniera più palese l’esperienza e la conoscenza delle nostre più antiche tradizioni allora ci renderemmo conto che per capire chi siamo non si tratta di andare in altri luoghi o di usare le ultime novità sul piano della crescita personale. Basta in effetti rimanere proprio dove siamo, con quello che c’è sempre stato, scavando in profondità, strato dopo strato, per ritrovare ciò che è più vecchio.

Le odierne tradizioni spirituali e i tanti percorsi di crescita alternativi sono uno strato di polvere depositato sopra le tradizioni originarie. Pare che la tendenza prevalente sia quella di lasciare una polvere, ricercando e adottando altre polveri o mettendo polvere su polvere. Siamo così assuefatti alla polvere da non riuscire a concepire che ci sia qualcosa sotto.

Crediamo che tutto quello che è nuovo rappresenti un’evoluzione e di conseguenza ignoriamo il vecchio, ciò che non è a passo con i tempi. Ma il nuovo è solo un plagio del vecchio, che si spaccia per nuovo, polvere su polvere, mentre il vero nuovo rimane sotto la polvere dei tempi.

Per capire chi sei, cosa succede in questo mondo, qual è la tua vera natura non hai bisogno di aggiornarti, di seguire le ultime mode. Le risposte ai tuoi quesiti ci sono sempre state e ci sono ancora, sotto la polvere del nuovo.

Il tuo corpo c’è e c’è sempre stato, nudo sotto i tuoi vestiti che cambiano secondo la moda.

 

© Franco Santoro

Libertà

Settembre 6, 2016 by admin Lascia un commento

La vera libertà non è la capacità di fare quello che vuoi. La libertà è piuttosto la capacità di liberare te stesso da tutti i condizionamenti e le idee che ti inducono a fare quello che credi di volere.

© Franco Santoro

L’orgia

Settembre 6, 2016 by admin

Sin dai tempi più remoti gli esseri umani hanno partecipato a rituali estatici di gruppo intesi a liberare il dolore della percezione separata e fondersi con il tutto, visibile e invisibile, ritrovando la propria unità originaria. Si trattava di pratiche catartiche di guarigione, caratterizzate da danze sfrenate e l’esternazione rituale di ogni tipo di emozione e desiderio.

Un termine usato ampiamente per indicare questi riti è “orgia”, dal greco “órghia” (riti misterici) e da “orgân” (provare desiderio, ardore). Si tratta di una parola molto carica e controversa, che smuove i desideri consci o inconsci di molte persone, soprattutto di coloro che si oppongono a questi desideri. In effetti, l’orgia (o meglio, l’idea che in genere si ha dell’orgia), in base alle statistiche, costituisce la principale fantasia erotica della maggior parte delle persone di entrambi i sessi.

L’orgia, nella sua accezione originale, è un rituale sciamanico e misterico, che non ha nulla a che fare con l’erotismo, la sessualità o la ricerca del piacere fisico, così come sono intesi dall’uomo contemporaneo. La danza sfrenata e catartica, la musica ossessiva, insieme alle esternazioni teatrali o simulate, di espressioni aggressive e sessuali, servono per purificarsi, liberarsi dall’attaccamento all’identità separata e avvicinarsi al Divino.

Le pratiche orgiastiche tradizionali permettono di andare oltre l’illusorietà della realtà consensuale separata e dei suoi sistemi di credenza, liberando tutti i rancori e desideri rimossi per consentire l’accesso alla purezza della vera energia che muove la vita e la morte.

Le ritualità orgiastiche ed estatiche erano alla base dell’antica spiritualità mediterranea. Ai Coribanti, i sacerdoti della dea Cibele, viene talvolta attribuita la creazione dei riti orgiastici e anche del tamburo a cornice, lo strumento per eccellenza, insieme al flauto, usato in quelle occasioni…

Estasi

Settembre 6, 2016 by admin

indexNelle tradizioni sciamaniche mediterranee la danza è finalizzata al raggiungimento dell’estasi. L’estasi, dal greco “ex stasis” (essere fuori) implica la liberazione dall’identificazione con un corpo e individualità separata e l’accesso a uno stato di unità della coscienza. Questo stato non è mai definitivo perché al termine della danza il praticante ritorna alla sua identità ordinaria e nella realtà quotidiana, ma si tratta di un ritorno cosciente. La sua vita da quel momento sarà cambiata perché mediante la danza egli ha creato un ponte tra due realtà, un passaggio che gli consente di raggiungere l’estasi a suo piacimento.

Le danze sciamaniche mediterranee sono libere, prive di regole strutturali. I danzatori della tradizione dionisiaca (satiri e baccanti) impiegavano spesso un’asta (tirso) sormontato da una pigna, al fine di bilanciare il corpo, ma più propriamente come esemplificazione dell’asse verticale e della funzione di rilascio tipica del sacro cono. La postura estatica per eccellenza comporta la disarticolazione del corpo, il rovesciamento della testa e le braccia e i gomiti dietro le spalle.

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