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Archivi per Giugno 2016

Aspettare

Giugno 11, 2016 by admin

La differenza tra l’identità monodimensionale e quella multidimensionale è che la prima vive in una realtà separata fondata sul tempo lineare in cui ti puoi muovere solo a una velocità fissa e non è possibile tornare indietro, mentre la seconda esiste simultaneamente in infinite realtà in cui ti puoi muovere liberamente, transitando avanti e indietro nel tempo a velocità variabili, e pure fermarti.

Una delle caratteristiche principali dell’identità monodimensionale dominata dal tempo e dalle circostanze è che, nel migliore dei casi, deve rassegnarsi ad aspettare che giunga il momento giusto per fare o essere quel che vuole. Nel caso più comune deve tuttavia accettare che quel che vuole essere o fare non si realizzerà mai perché è troppo tardi o le circostanze non lo consentono.

In noi esiste anche un’altra identità che può ottenere tutto quel che vuole ora, in qualunque momento. Questa identità rappresenta il più grande tabù e segreto del genere umano. Ne consegue che tutta la cultura umana e ogni aspetto della vita ordinaria è finalizzato a rimuovere la consapevolezza di questa identità, ossia l’identità multidimensionale.

Certo, l’identità multidimensionale potrebbe essere una grande bufala, una totale illusione. Sono d’accordo e non ho alcuna intenzione di convincerti della sua esistenza.

Se hai deciso di rassegnarti ad aspettare che giunga il momento giusto nella tua vita, continua pure perché forse arriverà, quando sarai pronto. Ti ricordo tuttavia che l’unica cosa assolutamente certa riguardo la tua vita, che arriverà inevitabilmente se continui ad aspettare, è la morte. L’unica cosa che puoi aspettarti è la morte. Tutto il resto lo puoi fare prima.

© Franco Santoro, 2014

In:

Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 35-36.

“È una cosa terribile, penso, aspettare fino a quando sei pronto nella vita. Ho questa sensazione che non siamo mai pronti a fare nulla. Non esiste quasi niente che si può definire pronto. C’è solo l’adesso. E puoi farlo piuttosto ora. In generale, adesso è tanto buono come qualunque altro tempo.” (Hugh Laurie)

Tre Stadi

Giugno 9, 2016 by admin

Il processo di attivazione consapevole del corpo multidimensionale e il rilascio dell’identificazione esclusiva con il corpo separato monodimensionale e la relativa configurazione arbitraria richiedono l’operatività di tre stadi fondamentali che procedono regolarmente in maniera ciclica.

  1. Stadio Uno, Intento,  identificazione, definizione e frequentazione della realtà parallela dell’alto
  2. Stadio Due, Rilascio, identificazione, definizione e frequentazione della realtà parallela del basso
  3. Stadio Tre, Identità Multidimensionale Centrale, identificazione, definizione e frequentazione della realtà parallela media.

Ogni volta che un ciclo è completato nei suoi tre stadi, il ritorno allo stadio uno e la ripetizione del ciclo successivo in condizioni di espansione maggiori del processo di attivazione cosciente del corpo multidimensionale. Ogni volta che il ciclo si blocca in un dato stadio ne deriva l’arresto o il rilascio del processo di espansione del corpo multidimensionale che a sua volta espande e fortifica il corpo separato e la sua configurazione arbitraria.

Lo Stadio Uno e lo Stadio Due sono in rapporto con le polarità sessuali e la relativa copula. L’interazione tra Stadio Uno e Due genera la realtà separata che è la conseguenza di un’attività sessuale che procede sul piano fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Il blocco ha luogo solitamente nello Stadio Due e ciò impedisce il passaggio nello Stadio Tre.

Ogni scambio tra polarità (Stadio Uno e Due) che non include il passaggio nello Stadio Tre, contribuisce a preservare e promuovere la realtà separata e l’aborto del corpo multidimensionale. Tale situazione è comune a pressoché tutti i rapporti umani.

L’intera realtà ordinaria si fonda sull’esclusione dello Stadio Tre. Ne consegue che il passaggio allo Stadio Tre rappresenta un processo radicalmente illegittimo e proibito per la realtà ordinaria, per cui può aver luogo solo in condizioni di totale segretezza. Tali condizioni sono praticamente impossibili da conseguire poiché il controllo della configurazione arbitraria si applica sul piano fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Secondo la tradizione del Sacro Cono l’unica modalità strategicamente possibile consiste nell’esercitare il passaggio allo Stadio Tre e il mantenimento ciclico del processo dei tre stadi nell’ambito di una sub-configurazione alternativa all’interno della configurazione arbitraria. Il Rituale del Sacro Cono costituisce tale sub-configurazione.

 

 

Corvaro, Grand Original Quest 2007

Giugno 4, 2016 by admin Lascia un commento

CORVARO – GRAND ORIGINAL QUEST – GIUGNO 2007

Primo giorno

Bene. Possiamo dare inizio alle cerimonie. E vorrei iniziare prendendo un momento per consentire al nostro corpo di ambientarsi in questo nuovo  luogo. Vi invito a lasciare da parte qualunque stimolo visivo – tenete gli occhi chiusi – e a aprirvi a tutto quello che percepite, senza utilizzare la vista. E anche a lasciare che vi arrivino immagini legate a quello che avete fatto nelle ore passate e nel passato; passato che può essere di un giorno, due o una settimana. Vi invito a collegarvi con l’immagine o la situazione che è più forte, più rilevante in questo momento: qualcosa che vi attizza, che crea eccitazione o una carica emozionale; può essere un episodio, una situazione o anche più situazioni, a respirare mentre ricordate questo episodio e a lasciare che questa memoria entri nel corpo e anche che sia depositata qui, in questo luogo. E poi possiamo aprire gli occhi e portare questa memoria qui nel presente e lasciare che tutte le strade, le diverse vie, convergano nel centro. Bene.

Io vorrei iniziare consentendo a ognuno di dire il proprio nome e da dove viene.

…….

Lo scopo di questa sera è soprattutto di arrivare qui. Questa sera, mi dispiace deludervi, non ci sarà niente di nuovo. Lavoreremo solo sul vecchio, su quello che è già successo. Lo scopo della prima serata per me è quello di non dare nuove informazioni, ma gestire le informazioni del passato. Anzi, vorrei dire che tutto il seminario si fonda sul “gestire le informazioni del passato”, passato vicino e passato remoto, che sono tante.

Domani mi dilungherò di più sul tema di questi giorni. Ora vorrei dire brevemente in che momento ci troviamo adesso a livello stagionale – per molti sarà ovvio. Manca circa una settimana all’estate, ma forse la cosa che non è così ovvia come l’inizio dell’estate, che avverrà il 21 giugno, è il fatto che oggi è Luna Nuova. Siamo all’inizio di una Lunazione, di un ciclo lunare. Luna Nuova in Gemelli, per la precisione. Il momento della Luna Nuova, sin dall’antichità, è un momento molto potente, di nascita; un momento in cui è in atto un processo molto delicato, come la nascita di un bambino, la nascita di qualunque cosa sia potente e significativa. E quindi questo giorno, il giorno della Luna Nuova, e anche il giorno successivo, sono momenti ideali per ascoltare – dentro – quello che vuole nascere e per fermarsi un attimo a osservare la propria vita prima di iniziare a metterla in moto nuovamente. Questo accade ogni mese.

Ogni 28 giorni c’è una Lunazione Nuova, c’è un principio. E un ciclo finisce. Questo è un momento importante perché mi consente di fermarmi – sempre che me lo consenta – per valutare quello che è successo nel mese passato e per aprirmi a nuove intuizioni, a nuove possibilità e anche per uscire dall’automatismo delle azioni quotidiane e pormi le domande “che cosa ci sto a fare qui?” e “ha senso fare questa cosa?”, “ha senso cambiare?”. È un momento in cui posso mettere in discussione anche cose che do per scontate, credenze o miei modi meccanici di agire. Ecco perché, durante la Luna Nuova, nei 2/3 giorni di questo periodo è buona pratica prendersi un momento di silenzio in cui prestare ascolto a quello che sta accadendo. Spesso questo è difficile perché non tutti possono prendersi una vacanza. Tuttavia c’è una parte di me, la parte più profonda del mio essere, che segue dei ritmi particolari. E poi c’è un’altra parte che agisce a un livello più esterno, che spesso diventa preda di meccanismi che creano condizionamenti, secondo i quali bisogna “fare così”, bisogna comportarsi in un certo modo. Durante la Luna Nuova c’è di bello che posso fermarmi e prendermi un momento di riposo in attesa che arrivino intuizioni, segnali, che poi mi consentiranno di agire sulla base di qualcosa giunto da dentro, dal profondo. La Luna Nuova è importante anche per formulare nuove intenzioni, propositi su cui lavorare nel corso di un mese intero.

Quindi questo seminario prende vita con la Luna Nuova e terminerà con un altro momento importante, il Solstizio d’estate. I Solstizi sono sempre stati significativi. La caratteristica importante del Solstizio d’estate è di essere in relazione con la vita terrena. Sin dall’antichità ai due Solstizi venivano dati significati molto diversi. Ossia il Solstizio d’inverno era considerato la Porta degli dei, mentre il Solstizio d’estate la Porta degli uomini. Ovvero al Solstizio d’inverno c’è la possibilità di accedere al mondo degli dei, cioè lasciare la sfera terrestre, materiale, per entrare nella multidimensionalità dell’esistenza, mentre il Solstizio d’estate è in relazione con la discesa nel corpo umano. Questo periodo, che conduce al Solstizio d’estate è il momento ideale, se sono nelle condizioni in cui ascoltarmi dentro, per comprendere, o perlomeno per avere qualche frammento, del motivo per cui mi trovo, ci troviamo nel corpo fisico.

Quindi uno dei tanti obiettivi del seminario è di allinearci con la motivazione per cui siamo qui, al di là di tutte le motivazioni che ci sono state riferite o che sono legate ai nostri condizionamenti. Ci sarà molto lavoro sul passato. Per comprendere il presente. Vi è anche un’altra cosa in questo seminario: il fatto di entrare in rapporto con un altro modo di concepire l’esistenza e la realtà, che è quello non lineare. Il modo in cui le culture occidentali funzionano è attraverso la linearità del pensiero. Mentre in altre culture, la realtà si basa su processi che non sono lineari, processi che sono a spirale o sovrapposti, in cui quindi esistono realtà parallele, sfere che si sovrappongono una all’altra. Quindi il modo in cui guarderemo il passato sarà in alcuni momenti lineare, per assecondare la nostra mente aerodinamica che concepisce i fatti solo in modo storico. In altri momenti – e questo è il lavoro più sciamanico e interessante – osserveremo il tempo, il passato da un punto di vista non lineare. Ciò significa che il passato è qui, in questo momento, contemporaneamente al presente. Del resto, in un’ottica di quarta dimensione, multidimensionale, il tempo è un luogo, una località in cui ci si può spostare, così come ognuno di noi è giunto da diverse località. Questi luoghi non ci sono qui, però sappiamo che ci sono: ieri io ero a Bologna; adesso sono qui, ma Bologna continua ad esistere e io ci posso ritornare. In un’ottica multidimensionale il tempo non è qualcosa sparita dalla circolazione.

Un dato tempo, un dato anno continuano ad esserci. La differenza è che io non so come ritornarci o meglio, ritorno in continuazione nel passato, ma non ci ritorno a livello fisico perché è illegale andarci, perché non è consentito dai sistemi di credenza del mondo occidentale. Tuttavia nel passato andiamo regolarmente ogni volta che abbiamo dei ricordi. E non solo abbiamo delle memorie, ma queste memorie hanno incidenza nel corpo con emozioni molto forti. Io posso ricordarmi, ad esempio, che una settimana fa è successo qualcosa di molto piacevole. In vari momenti nel presente mi sono collegato con questa situazione, provando le stesse sensazioni fisiche e emotive che provavo una settimana fa. Tuttavia io, secondo i canoni, sono qui, non dov’ero la scorsa settimana. Quello che succede quindi è che noi andiamo continuamente nel passato,  e anche nel futuro, senza però rendercene conto. E le situazioni del passato influenzano pesantemente il cosiddetto presente, tanto che, molte delle decisioni che noi prendiamo, sono basate su emozioni che derivano dal passato. C’è il passato che ricordiamo e c’è anche il passato che non ricordiamo. Il passato che non ricordiamo sovente gioca il ruolo più importante. Se guardo la mia vita, ci sono molte cose, che sono successe e che sono anche documentate, di cui perdo la memoria, a meno che non ci sia qualcosa a ricordarmele, una foto o un documento. Quindi, senza dover andare nelle vite passate, senza dover lavorare sull’esoterico, ma semplicemente guardando la vita attuale, ci sono cose accadute 5, 10, 20 anni fa che ho completamente dimenticato, spesso perché sono incompatibili con quello che sta accadendo ora. Nel processo della coscienza c’è discriminazione fra ciò che viene mantenuto e ciò che invece viene messo nell’inconscio. Però tutte queste memorie a tratti riaffiorano. Uno dei momenti principali  in cui succede è durante la notte. Quando la parte cosciente è in pausa si scatena l’inconscio e arrivano informazioni che non hanno nessun senso nella vita quotidiana. Questo anche sarà un tema su cui lavoreremo: il sogno. Utilizzeremo le informazioni che arrivano durante la notte.

C’è poi un altro fattore legato a questo incontro, al tema dell’Original Quest, la Ricerca Originaria, che è l’utilizzo del territorio, del luogo fisico, come mandala, come un Sacro Cerchio da cui attingere informazioni. Il lavoro dell’Original Quest è un lavoro molto pratico, fisico, in cui il territorio, ogni cosa che si può vedere, toccare con mano, diventa un elemento della propria mappa interiore. Il presupposto è che tutto quello che mi circonda è la proiezione del mio mondo interiore. Ci si può credere o meno. Non ci si deve credere per forza. Vi invito semplicemente, durante questi giorni, a utilizzare quanto detto come motivazione strategica, come un gioco, in quanto lasceremo, attraverso una serie di pratiche, che l’intero territorio in cui ci muoveremo diventi un riflesso del nostro mondo interiore. Sarà alla fine che potrete vedere se funziona. Non si tratta di credere in questo, ma di lasciare che questo si sviluppi per poi osservare che cosa succede. Questa concezione e questo modo di rapportare il mondo interiore, il mondo divino con il territorio è qualcosa che l’uomo ha usato sin dai tempi più antichi. Per questo motivo ci sono templi, luoghi sacri, luoghi di potere. E, in questo caso, utilizzeremo l’astrologia per creare delle mappe del territorio, sia esterno che interno. L’intero territorio verrà diviso in 12 parti, che sono i 12 segni zodiacali.

I 12 segni zodiacali rappresentano le nostre 12 nature interiori. Secondo l’ottica sciamanica e posso dire anche secondo l’ottica fisica/quantica, noi siamo esseri multidimensionali, viviamo su diversi piani. Questo è solo uno dei piani, quindi vi sono altre parti di noi che vivono in altri universi, universi paralleli, e in altre sfere di tempo. Il motivo per cui io mi sento incompleto, per cui provo spesso dolore o sento che mi manca qualcosa è perché mi sono separato da queste altri parti che vivono ad altri livelli. Questa realtà viene spesso definita dagli sciamani una realtà separata, non connessa con le altre realtà. Non significa che sia sbagliata. Si tratta semplicemente di una stonatura: non è legale andare in altre realtà, in altre dimensioni. Non esistono aeroporti da cui si possa partire per “altre dimensioni”. Se ci si vuole andare, lo si può fare, ma non ci si può aspettare che questa esperienza sia riconosciuta dalla maggior parte delle persone. Il lavoro di guarigione, il lavoro sciamanico consiste nel rapportarsi con queste altre dimensioni. Per quale motivo? Non per andarsene via, in altre dimensioni, ma per trovare delle risposte in questa dimensione, che è l’unica riconosciuta ufficialmente. Il motivo per cui, nel lavoro sciamanico, viene perseguito il rapporto con altre realtà è semplicemente per trovare risposte e per essere d’aiuto rispetto ai problemi che esistono in questa realtà, che è per la maggior parte delle persone, l’unica realtà possibile. E’ in quest’ottica che soprattutto lavoreremo. Andremo in altri spazi di coscienza per trovare delle risposte qui. Ecco perché, sin da ora, faremo una pratica. Ecco il motivo di questo mio breve … sermone.

Lo scopo di questa pratica è di individuare quali, in questo momento della vostra vita, sono i temi più importanti. Quali sono le situazioni che vi stanno più a cuore. Il termine che uso è “Intento“. Qual è il vostro Intento?

Per Intento io intendo qualcosa che voi volete raggiungere, un obiettivo chiaro … “voglio una casa …. un lavoro … o … felicità” oppure può essere una domanda “che cosa voglio?” Nel senso che posso non avere idea di che cosa voglio, anzi il mio problema è che proprio non so assolutamente che cosa ci sto a fare qui. Allora l’Intento può essere quello di capire qual è il mio potenziale. Oppure sono indeciso: potrei sposarmi, fare figli oppure diventare monaco oppure … ma sono indeciso e confuso. Allora l’Intento può essere quello di avere chiarezza. Questo dell’Intento è un fattore molto importante in qualunque tipo di pratica, soprattutto quando le pratiche comportano esplorare luoghi e realtà sconosciute. Prima di affrontare spazi nuovi o controversi è importante che riconosca ciò che, secondo la mia esperienza, è conosciuto e buono. Questa mia capacità di riconoscere, sebbene io sia ignorante, sebbene si viva in una realtà separata, quello che per me è stato buono, è un dato imprescindibile e un fattore individuale che nessuno può contestare. Ecco perché noi siamo 11 e ognuno di noi ha un suo ruolo, ha cose che riconosce come belle e buone. Vi saranno delle somiglianze, ma ci sono aspetti unici per ognuno di noi. Quindi questo è ciò che vi invito a riconoscere: ciò che per voi  fino a questo momento della vostra vita è stato buono e, anche sulla base di quello che è stato buono, qual è l’anelito, che cosa desiderate creare in futuro o nel presente. Una volta che c’è questa consapevolezza, allora è possibile  utilizzare alcuni strumenti per avere risposte e anche entrare in spazi dove posso pure dimenticare da dove sono partito, ma se l’ho chiarito precedentemente, è facile, posso ricordarmelo.

I viaggi sciamanici o le esplorazioni del mondo interiore sono esperienze presenti in tutte le mitologie. Il tipico mito è il mito dell’eroe che parte per il viaggio. Riceve una benedizione dal villaggio, dall’anziano, dalla madre, dal padre, dalla divinità e parte per un lungo viaggio alla ricerca di un tesoro. Durante questo viaggio ci saranno diversi incontri in diverse situazioni. Quello che consente all’eroe di andare avanti è il fatto di avere chiaro l’obiettivo che va perseguito, la ricerca di un tesoro, anche se il tesoro magari si rivelerà molto diverso da quello che l’eroe si aspettava. L’Intento è qualcosa di molto personale, qualcosa che ognuno di noi ha ed è proprio durante il viaggio che l’Intento viene messo alla prova. Posso discriminare fra quello che è il mio Intento puro e gli Intenti che ho ereditato dai condizionamenti. Posso volere una cosa semplicemente perché tutti dicono che quella cosa è buona, ma effettivamente a me non interessa per niente. Lo verifico lavorandoci, andandoci completamente dentro. Ci sono cose che invece per me sono molto importanti, che non vengono pubblicizzate e che quindi non fanno parte del condizionamento. Spesso mettermi alla ricerca, partire da un Intento può anche portarmi a rendermi conto che quello che volevo non è effettivamente quello che voglio, che c’è qualcos’altro. Ma è solo mettendomi in gioco, guardandoci dentro totalmente che posso capirlo. Ecco perché partire da un Intento è sempre molto potente: mi consente di chiarire quello che succede e di sondare con mano se questo Intento è giusto o se c’è qualcos’altro che va realizzato. Questo è un successo. Anche quando mi rendo conto che l’Intento che avevo non è quello giusto è un successo, non un fallimento.

A questo punto possiamo fare già qualcosa di pratico. Lavoriamo con qualcosa che è molto chiaro, che ha a che fare con ciò che vi piace, che vi dà gioia …. Vi invito a chiudere gli occhi ora … facciamo prima una meditazione … culinaria  …. Vi invito a chiudere gli occhi e a portare l’attenzione al respiro e a lasciare che il respiro si muova per tutto il corpo …. sentendo l’aria che passa attraverso le narici …. e anche lasciando che il respiro si muova in altre parti del corpo … nella pancia, nelle mani …. e, mentre respirate, vi invito a portare attenzione al senso dell’olfatto e a collegarvi con la memoria di un profumo, di un odore che vi piace … può essere l’odore di un cibo o di qualunque altra cosa …. Ritornando alla memoria di quel momento in cui il vostro naso ha annusato quell’odore ….. Mentre annusate questo profumo di cui avete memoria vi invito a prestare attenzione anche al vostro palato, alla vostra lingua ….. finché portate la memoria completamente, attraverso altri stimoli, altri sensi a questo momento piacevole …. Utilizzando il gusto, l’olfatto e anche il senso del tatto e magari anche la vista …. vi invito a utilizzare tutti i vostri sensi per portare alla memoria una situazione piacevole …. Dopo aver esposto il vostro corpo a questa sensualizzazione, vi invito a prendere in considerazione le cose che vi piacciono nella vita, ciò che fino a questo momento, nella vostra vita, è valutato come buono …. E non devono essere cose particolarmente alte. Possono essere cose molto semplici, ordinarie …. lasciate che il vostro corpo sia pienamente partecipe di queste considerazioni, queste memorie. Non importa se queste cose che vi piacciono non ci sono più nella vostra vita, non importa quello che è successo dopo. L’importante è collegarvi con qualcosa che, nel momento in cui è accaduto, vi ha reso molto felici ….. Poi vi invito a lasciare che queste memorie, queste cose buone si ancorino nel vostro corpo. Vi è probabilmente una parte, o più parti, che nel vostro corpo ha conservato questa memoria in un modo molto forte …. potete anche scegliere questa parte del corpo spontaneamente. Una volta che avete trovato la parte del corpo potete aprire gli occhi, mantenendo però il rapporto con questa parte, qualunque sia. Non permettete agli occhi di prevalere perché gli occhi vi mostrano che siamo nel presente …. Lasciate che questa parte del corpo vi ancori al momento passato …. qualunque esso sia .

Ora passeremo a un lavoro più intenso. Quello che conta è fare in modo che ci sia una parte del corpo a cui potete  aggrapparvi per mantenere vivo qualcosa che per voi è buono.

Domanda “deve essere una parte fisica  ad aver vissuto qualcosa di buono?”

Risposta “non è necessario. Può anche essere una parte del  corpo che tu decidi arbitrariamente. Io posso decidere che una certa memoria è nella mia mano destra anche se la mia mano destra in quella circostanza non ha fatto niente. O ci può essere un collegamento diretto. Ma non è necessario.”

Adesso metteremo il turbo  e andremo a un altro livello perché si tratta di rivendicare, entrando in un’ottica politica ora, il diritto di avere quel tipo di esperienza, qualunque sia. Lo faremo perchè ci può essere una parte della mente che dice “ma questo è passato, ormai non c’è più”.  Quindi si tratta di dire ok, io rivendico il mio diritto di avere questo tipo di esperienza. E farlo in un’ottica di potere, usando quella parte del corpo …. L’importante è che sentiate di avere potere.

Dopo che abbiamo fatto questo, io utilizzerò dei suoni e vi inviterò ad aprirvi alla vostra parte multidimensionale, la parte che sa come raggiungere quell’esperienza, come ottenerla di nuovo, come amplificarla, come averne di più e, a questo riguardo, si tratterà semplicemente di aprirsi e di collegarsi con questo potere, collegarvi con la forza che vi arriva.

Prima di partire facciamo un’altra cosa: utilizziamo il corpo.

Domanda “può essere un episodio del passato recente o …?”

Risposta “ … o molto antico. Quello che conta non è il riportare l’episodio nel presente, ma avere l’esperienza, la qualità dell’esperienza. Le circostanze possono essere diverse, ma l’esperienza è la stessa. Se io ho avuto una grande esperienza di gioia andando a Parigi, potrei avere la stessa esperienza in un’altra città. E’ l’esperienza quello che conta, non le circostanze”.

Allora chiudete gli occhi un momento per entrare in questa parte del corpo. Chiudere gli occhi è importante perché consente alla visione di terza dimensione  di essere archiviata. E entrate in questa parte del corpo e in ciò che è collegato a questa esperienza. Vi invito a far sì che l’intero vostro corpo si colleghi con questa esperienza. Quindi lasciate che quella parte del corpo, collegata all’esperienza, si espanda come un virus a tutto il corpo, in modo che l’intero corpo diventi questa esperienza. Poi vi invito a lasciare che il vostro corpo cominci a stirarsi, attivarsi e vi invito a scegliere con il vostro corpo un punto in questa sala in cui c’è quell’esperienza. Quindi cominciate a muovere il corpo e lasciate che il vostro corpo scelga un luogo in questa stanza dove c’è quell’esperienza. In modo che il luogo che scegliete diventi il vostro territorio, il territorio, la mappa di tutti i possibili territori dove c’è quell’esperienza piacevole … Una volta che l’avete trovato vi ci insediate. In questa sala ci sono diversi punti: punti dolorosi, noiosi, neutrali e punti di potere. E quello in cui vi sistemate ora è un punto di potere, il punto del vostro potere. Oltre al vostro corpo c’è anche il punto in cui siete con il vostro corpo. Fra poco inizierò a produrre dei suoni e, quando partiranno, lasciate che ci sia un’amplificazione, un’elevazione alla potenza di ciò che è buono per voi. E potrà succedere che vi colleghiate con altre situazioni di potere …   (tambureggiamento)

Bene. Lasciate che tutto ciò che è giunto si radichi nel corpo, sentendo il vostro corpo e anche la zona del territorio in cui vi trovate, il punto della sala in cui vi siete sistemati, rivendicando pienamente il punto in cui vi trovate e il diritto a entrare in questi spazi che vi piacciono ….

E ora si tratterà di spostarvi in un altro punto che sentite collegato con una situazione completamente diversa, con le cose che non vi piacciono. Prima però di aprirvi alle cose che non vi piacciono, vi invito ad andare in un punto della sala collegato con le cose che vi fanno paura, che sono spiacevoli. Così creiamo una connessione fra il luogo di potere e il luogo di non potere. Una volta che avete trovato questo luogo vi invito ad aprirvi a qualunque emozione o ricordo di situazioni che non vi piacciono, qualsiasi esse siano. Tra poco produrrò altri suoni e vi invito semplicemente a rimanere in questo spazio, a lasciare che si sviluppi, che arrivino altre informazioni. e, mentre siete in questo spazio, tenetevi in collegamento con quello precedente …. (tambureggiamento)

E ora, come ultimo spostamento, vi invito a scegliere un altro punto in cui potete mettervi da parte e lasciare che i due punti precedenti dialoghino fra loro senza che voi interferiate. Un punto in cui potete semplicemente mettervi da parte, uno spazio neutro in cui potete osservare le due polarità precedenti, il buono e il non buono. Mentre siete in questo spazio lasciate che le due parti di potere e di non-potere si rapportino tra loro, senza però coinvolgervi.

Produrrò altri suoni mentre questo spazio neutrale si sviluppa … (suoni)

E ora, in questo momento di silenzio, vi invito ad aprirvi a qualunque cosa in questo momento della vostra vita sta per nascere o vuole nascere, qualunque cosa che sta per nascere al di là dei rumori, dei forti suoni ….. del buono e del non buono ….

 

 

Come dicevo all’inizio questa è una giornata di Luna Nuova, un momento in cui il Sole e la Luna sono nella stessa posizione nel cielo, in cui le due polarità condividono lo stesso spazio. È anche il momento dell’unione mistica in cui le due polarità, maschile e femminile, si trovano ad avere la stessa prospettiva, per poi cambiarla nei giorni successivi. Ed è un momento di fecondazione, di silenzio, di unione. Questa Luna Nuova viene nel segno dei Gemelli e rappresenta anche gli Amanti. La carta dei tarocchi corrispondente ai Gemelli è la carta degli Amanti, the Lovers, e le due parti dentro di noi che si ritrovano ad essere unite. Per cui, per questa serata, che è molto potente per il suo aspetto di unità fra le due polarità, il mio  invito è quello di  prendervi cura di voi, riposarvi e anche di prendervi il tempo per entrare in rapporto con il luogo.  Non tanto per assorbire energia dal luogo, quanto per inserire la vostra presenza qui, in questo territorio, nel rispetto del luogo, ma soprattutto nel rispetto di voi stessi, di quello che per voi è importante, di quello che, secondo la vostra esperienza, è buono. Uno spazio in cui riconoscete anche ciò che non è stato o non è buono, in cui le due polarità si incontrano.  Per questa sera concluderei in questo modo. Domani, avremo tempo di lavorare sui dettagli e anche fare in modo che ognuno possa dire qualcosa riguardo il suo Intento, il motivo per cui è qui. Per questa sera il mio invito è quello di stare con voi stessi, con quello che è importante per voi, prima di capire quello che è importante per gli altri, quindi di stare per i fatti vostri, con quello che vi succede dentro.

 

 

 

Secondo giorno

Benvenuti a questa seconda, ma in realtà prima giornata di questo incontro. Vi dico che cosa succederà questa mattina. Prima farò una breve introduzione sui temi di questo seminario – quello che mi viene in mente -. Poi ci sarà un momento in cui ognuno di noi avrà la possibilità di esternare il motivo per cui si trova qui. Questo momento sarà preceduto da  una breve situazione di riflessione, meditazione: faremo una pratica. Un’altra cosa che avverrà stamattina è che darò delle informazioni, alcune linee-guida per questo incontro. Dopo ci sarà una pausa. Nel pomeriggio faremo altre cose che non posso al momento prevedere.

Bene.

Una cosa che abbiamo visto poc’anzi è quella di utilizzare un altro corpo, oltre al corpo fisico; un corpo che è strettamente legato al corpo fisico, ma come conseguenza del nostro condizionamento, questo collegamento viene a mancare. Questo è il corpo multidimensionale, il corpo di quarta dimensione, un corpo che usiamo in continuazione, in ogni momento della nostra vita, anche perché, senza questo corpo, il cosiddetto corpo fisico sarebbe inattivo o avrebbe pochissime possibilità di espressione. Il corpo multidimensionale è un corpo che noi viviamo costantemente, ogni volta che c’è un desiderio, che la fantasia si libera. In qualunque momento della giornata in cui immaginiamo qualche cosa il corpo multidimensionale diventa attivo. Ogni volta che c’è un ricordo, ogni volta che c’è una memoria o anche un’anticipazione del futuro il corpo multidimensionale è attivo. Il corpo multidimensionale è in effetti ciò che mantiene in vita la nostra esistenza, quello che alimenta tutti i desideri, la voglia di vivere stessa. Tutto il lavoro spirituale consiste nell’entrare in relazione con questo corpo, che è chiamato con vari termini. Il termine multidimensionale viene utilizzato da tempi recenti. Quello che è stato usato fino ad oggi è anima, che però è un termine colorato da elementi culturali e religiosi e che, come tanti termini, può essere variamente interpretato, quindi cambiare di significato. L’anima, o corpo multidimensionale, è una parte immune dalle limitazioni del corpo fisico per come lo percepiamo. E lo percepiamo con determinati contorni. E’ identificato formalmente da un documento di identità che ne descrive l’aspetto attraverso l’immagine frontale, il colore dei capelli, l’altezza, il colore degli occhi e altri dettagli. Questo è legalmente, ufficialmente il mio corpo fisico, che identifica anche la mia identità, in quanto non esiste un documento per l’anima. L’unica identità riconosciuta dalla nostra società, dal mondo occidentale e dall’intero pianeta è l’identità del corpo fisico. Io non posso dire che non sono questo: nessuno mi crederebbe. Eppure potrei anche dire che sono questa agenda o questo tamburo: l’anima non ha confini fisici, si può spostare in qualunque luogo. Tuttavia la caratteristica di questa realtà, di questo periodo storico è che, a ogni anima, che non è riconosciuta, viene affibbiata una specifica struttura fisica e quella è la sua identità. Quindi non è possibile trasmigrare, non è legale cambiare di corpo, non si può. Questo è quello che viene insegnato fin dalla nascita e ce lo portiamo dentro anche fino alla morte. Però, accanto a questo tipo di identificazione, che è quella che tutti gli esseri umani riconoscono (solo gli esseri umani), vi sono anche altre identificazioni che gli esseri umani provano e che tuttavia non vengono accettate e non sono parte della realtà consensuale. La sofferenza umana, tutta la sofferenza umana, è dovuta unicamente a questa contraddizione, al fatto che io devo identificarmi con una certa forma fisica e nello stesso tempo questa forma fisica mi sta stretta. Possiamo notare che tutte le situazioni di sofferenza sono dovute a questa identificazione col corpo fisico, ad esempio quando si ammala oppure quando non riesco a entrare in relazione con un altro corpo fisico o non mi ci relaziono come vorrei. Il lavoro di guarigione nell’Astrosciamanesimo è in relazione con col prendere coscienza  del corpo multidimensionale, non tanto col guarire il corpo fisico, seppure anche questo sia possibile. Ma l’obiettivo principale è quello di entrare in rapporto con l’altro corpo, quello che non è limitato dal corpo fisico, allenarlo e imparare a usarlo. Così come viene insegnato a un bambino  a identificarsi con quel dato corpo, seppure il bambino non abbia questa concezione, non riesca a capire la differenza fra il suo corpo e altri corpi, viene educato e allenato a diventare il corpo fisico. Il lavoro di guarigione sciamanica è in relazione col riconoscere questo corpo e allo stesso tempo allenarsi a usare l’altro, del quale abbiamo perso consapevolezza, anche se una parte di noi continua a usarlo costantemente in modo clandestino, illegale. Usando il corpo multidimensionale entro in uno spazio in cui vi sono tante possibilità, non una sola; quindi la realtà viene definita in base a una scelta e non in base a una costrizione. Nel corpo fisico io sono condizionato non solo da un certo tipo di realtà, per cui il corpo nasce e a un certo punto muore. Nel corpo multidimensionale ci sono infinite possibilità di realtà e quindi sono io che decido quali sono i valori, decido anche ciò che ha a che fare col piacere e con la sofferenza.

Ritornando all’uso del corpo multidimensionale, questo è un corpo non limitato dal fisico e quindi non limitato dal tempo. Perciò può viaggiare nel tempo e nello spazio. Questo significa che, se io ho una memoria, un’esperienza, qualche cosa che a me interessa rivivere, posso, attraverso il corpo multidimensionale entrare in questa esperienza, entrarci come se fosse presente. Il corpo multidimensionale vive a diversi livelli che esistono simultaneamente e contemporaneamente. Sta a me scegliere a quale livello andare. Posso essere cosciente di tutti questi livelli, 10/20/30 nello stesso momento oppure sceglierne uno per rimanerci per un certo periodo di tempo, per poi andare in un altro spazio. La caratteristica della realtà fisica in cui ci troviamo è che essa consiste in una realtà separata, in cui l’elemento di sofferenza maggiore è quello di non poter uscire da questa realtà, ammesso che uno non abbia fatto la scelta cosciente di rimanere separato. Cioè ciò che crea la maggiore sofferenza negli esseri umani è il fatto di essere costretti a stare qui, a non avere altre possibilità di uscita e quindi di essere in uno stato di vittime. Il lavoro di liberazione, in tutta la spiritualità è sempre stato quello di trovare una via d’uscita, un varco per andare altrove. Quando parlo di spiritualità non mi riferisco alle religioni. Per religioni intendo sistemi, convenzioni, cioè modi in cui gruppi di persone si danno determinate leggi e insieme condividono queste leggi, relazionate  alla connessione con qualcosa che è aldilà del mondo fisico. Con la religione si può entrare in rapporto con la spiritualità e viceversa. Per spiritualità intendo la ricerca spirituale libera da ogni condizionamento che riguarda la via di liberazione e il rapporto col corpo multidimensionale.

Lavoreremo sul corpo multidimensionale utilizzando il corpo fisico. Il presupposto di base è che nel corpo fisico ci sono dei collegamenti con tutto ciò da cui siamo separati e che il corpo fisico fa parte della multidimensionalità. Ciò che impedisce la consapevolezza di altre realtà e del corpo multidimensionale non è il corpo fisico, ma il condizionamento, l’allucinazione che fa parte della nostra cultura, del programma esistente nel nostro cervello. Ci sono in ogni momento della giornata molte opportunità per entrare per entrare in rapporto con la multidimensionalità dell’esistenza, ma vengono costantemente negate o non vengono prese in considerazione. Questa è la caratteristica della realtà. Cioè noi facciamo attenzione solo alle cose che giustificano i nostri sistemi di credenza. Per cui, se io credo che la vita sia un disastro, ecco che osserverò solo le cose che mi provano tutto questo e evito tutte le altre perché mettono in crisi i miei sistemi di credenza. Il sistema di credenza fondamentale è quello nella separazione, quello che pensa che questo sia il mio corpo e quello il tuo. Per cui, nel fare attenzione a quello che succede, costantemente cercherò di provare appunto che io sono questo corpo e che gli altri corpi non sono miei. Provare il contrario significherebbe mettere in crisi completamente un sistema di credenza universale e avere tutta una serie di problemi. La parte che non vuole avere questi problemi, che potrebbero portare a situazioni spiacevoli di incomprensione da parte dell’ambiente in cui mi trovo, nega questo genere di informazioni, non le vede; seppure queste informazioni continuino ad esistere e, quando arrivano, io abbia esperienze completamente diverse della realtà. Esperienze che posso vivere per alcuni minuti o anche per alcune ore e che poi, nella maggior parte dei casi, lascio perdere, perché sono incompatibili con la vita di tutti i giorni. Questo genere di esperienze, che mettono in rapporto con l’essere multidimensionale, nella maggior parte degli individui avviene inconsciamente, mentre in chi ha fatto la scelta specifica  di andare oltre le limitazioni della propria identificazione, vengono affrontate con coscienza e, una volta che questa consapevolezza viene accettata, via via consentono alla parte multidimensionale per gradi di esercitarsi, di entrare, di muoversi. E in questo momento possono verificarsi situazioni imprevedibili e anche spiacevoli, poiché, se da una parte si sviluppa il corpo multidimensionale, dall’altra c’è il corpo condizionato dalla separazione che continua a esistere. Ciò crea una forte contraddizione e una serie di problemi che è difficile affrontare. Questo segna il passaggio di qualità nel lavoro con il corpo multidimensionale il cui scopo è quello di andare oltre il livello in cui esiste la contraddizione fra i due corpi e lavorare per integrare il corpo fisico. Finora ciò che è successo sul pianeta riguardo il lavoro di recupero del corpo multidimensionale è stato semplicemente un lavoro individuale, solo poche persone illuminate sono riuscite ad andare oltre. Raramente questo è successo nelle situazioni di gruppo e non esistono società che fondano il loro stare insieme sulla consapevolezza del corpo multidimensionale. Sono esistite nel passato. Nel momento in cui molte persone iniziano ad avere come obiettivo quello di sviluppare il corpo multidimensionale, la coscienza planetaria si ravviva e si crea un campo di energia molto più ampio. Questa non è la situazione presente. Potrebbe succedere in futuro, magari tra qualche anno. Forse sono esistite in passato culture che hanno lavorato a questo riguardo e che hanno lasciato sul pianeta segni, documentazioni assolutamente non comprensibili alla nostra mente razionale, ma che vibrano di multidimensionalità: pietre o situazioni energetiche, templi, che consentono di fare esperienza del corpo multidimensionale. Quindi uno dei lavori che si propone questo seminario è quello di assumere consapevolezza dei luoghi di potere, di collegarsi con questi ripetitori energetici e anche di riattivarli, di renderli operativi, come se esistesse un collegamento internet alternativo sul pianeta di cui nessuno conosce il funzionamento, ma che può riprendere a funzionare nel momento in cui alcune persone accedono ai suoi meccanismi. Lascio da parte per ora queste faccende tecniche e pongo invece l’accento su alcune esperienze che già ognuno di noi ha durante la vita e che consentono al corpo multidimensionale di attivarsi completamente. Situazioni in cui, da un lato sento i limiti del corpo fisico e dall’altro, nel giro di pochi istanti, posso entrare in uno spazio in cui questi limiti non ci sono più. Le situazioni più tipiche sono quelle che la maggior parte delle persone vive, e non mi riferisco a tecniche sciamaniche, ma al sonno e al sogno. Il sogno è una delle pratiche più tangibili in cui ad esempio, il mio corpo fisico può essere ammalato, ma nel sogno sono completamente in forma, o posso vivere in questa realtà una situazione infelice e nel sogno le cose cambiano completamente. Il sogno è l’esempio più tangibile e più radicale in cui perdo l’identificazione col mio corpo e anche con il corpo degli altri – in sogno posso incontrare persone che sono morte o da cui mi sono separato e che nel sogno invece sono molto presenti-, ma esistono altre situazioni in cui ci sono cambiamenti radicali e coscienti: le situazioni in cui sono sveglio e uso la fantasia in modo cosciente per immaginare una situazione che decido io. Magari vorrei tanto avere una casa o rapportarmi con una certa persona e ecco che, con una fantasia, posso vedere queste cose completamente, con la stessa eccitazione; in quel momento il corpo multidimensionale si attiva. Non vivo questa cosa fisicamente, ma attraverso l’immaginazione e, se investo più immaginazione, posso arrivare al punto in cui il corpo fisico si attiva e ci sono su di esso effetti tangibili. Se osserviamo con attenzione, notiamo che la maggior parte degli effetti sul corpo fisico sono dovuti a voli d’immaginazione e qui entriamo in un’altra sfera di esperienza di tipo multidimensionale, quella sessuale, quella che ha che fare col sesso. Questo è un altro momento in cui, usando invece il corpo fisico c’è un passaggio nel multidimensionale, in cui le persone possono provare emozioni e sensazioni che non sono in rapporto con la loro vita ordinaria quotidiana. Oltretutto, attraverso il sesso, si scatenano pulsioni, desideri che sono completamente in antitesi con l’immagine che una persona ha nella vita di tutti i giorni. Mi riferisco qui a qualsiasi tipo di attività sessuale, sia di tipo tantrico, estatica, ma anche attività sessuale di tipo perverso o meno eclatante, in cui la persona che prova attrazione sessuale si trasforma completamente per poi tornare ad essere quella di sempre. Questa è la sfera più diffusa, ma anche la più negata. Quella dei vizi, delle dipendenze, ad esempio dall’alcool o dalle droghe è un’altra sfera in cui le persone si trasformano e diventano qualcos’altro nel momento in cui hanno bisogno di ciò da cui sono dipendenti. Il desiderio di sostanze tossiche o di esperienze di vizi è il desiderio di uscire da questa realtà, di abbracciare il corpo multidimensionale. Fra sogni, fantasia, sesso, vizi e dipendenze tutti gli esseri umani hanno questo tipo di esperienza. Ma la cosa diventa diversa quando una persona si propone volontariamente di entrare in rapporto col corpo multidimensionale, quando questa è una scelta di volontà. Come abbiamo visto accadrebbe ugualmente poiché, da esseri umani, non ne possiamo fare a meno. Quando invece mi propongo di andare alla ricerca dello sviluppo di tutto questo, avviene un cambio fondamentale nella coscienza.

Io credo che possiamo passare ora a qualcosa di tangibile, così che diventi più chiaro. Ciò che, più potentemente, attiva il corpo mutidimensionale sono due tipi di emozioni: le emozioni legate ai desideri, alle cose che mi piacciono e le emozioni legate, al contrario, a cose che odio, di cui ho paura. Abbiamo visto ieri le due posizioni di ciò che è buono e di ciò che è non buono e durante questa settimana lavoreremo soprattutto con queste due zone, che sono zone in cui il corpo multidimensionale si trova, stati di trance particolari (oltre a quello ordinario di trance in cui mi adeguo alla realtà di tutti i giorni) oppure divento testimone, che è il terzo stadio sperimentato ieri.

 

Per il terzo, quarto, quinto, sesto e settimo giorno non ci sono trascrizioni

Protetto: Settore 13

Giugno 4, 2016 by admin Lascia un commento

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Bisogna saper perdere!

Giugno 4, 2016 by admin

index“Bisogna saper perdere!” è il ritornello e il titolo di una canzone presentata al Festival di Sanremo 1967, interpretata dai Rokes e da Lucio Dalla.

“Saper perdere” è anche quanto è maggiormente necessario apprendere in questa vita terrena.

“Bisogna saper perdere! No, non puoi sempre vincere! (no, mai)” recita la canzone.

Forse quello che scrivo non ti piacerà affatto, ma l’unica certezza che abbiamo nella vita è il fatto di perdere tutto.

Non importa che cosa hai acquisito, vinto, guadagnato: successo, denaro, proprietà, relazioni, amicizie, famiglia, salute. Ad un certo punto perderai tutto definitivamente!

E ogni volta che perdi qualcosa o qualcuno, prima di perdere tutto, questo è solo una preparazione, un allenamento inteso a insegnarti a “saper perdere”.

Perdere non è un’anomalia, qualcosa che capita solo alle persone sfortunate. È il destino inevitabile di ogni essere umano. Ed è proprio per questo motivo che la cosa più importante che hai da apprendere nella vita è “saper perdere”.

Tra le tante perdite possibili, quelle solitamente più dolorose e più difficili da accettare e apprendere riguardano i rapporti di amore e la salute. Queste perdite, come le altre, sono inevitabili.

L’unica certezza che esiste sul piano fisico in una relazione tra due persone è che la relazione finirà. Ad un certo punto perderai la persona cara, essa ti lascerà o la lascerai tu. Anche se due persone stanno insieme per tutta la vita, quando la vita di una di queste persone finisce la relazione è finita e perduta.

Quindi ogni volta che perdi qualcuno o qualcosa, anche solo provvisoriamente, questa è una grande occasione per imparare la cosa più importante e inevitabile nella vita: saper perdere.

L’unica certezza che esiste sul piano fisico riguardo la tua salute è che a un certo punto ti ammalerai o avrai un incidente e morirai. Per tutta la vita puoi apprendere tanti modi per mantenerti in buona salute fisica. Questo è importante. Ma è altrettanto importante imparare ad accettare la perdita della salute, a gestire una malattia o una situazione che ti porta alla morte.

Quindi ogni volta che ti ammali o hai un incidente, che perdi la salute, anche solo provvisoriamente, questa è una grande occasione per imparare la cosa più importante e inevitabile nella vita: saper perdere.

Certo, non è affatto facile imparare a perdere in un mondo che esalta la vittoria, il successo, la nascita e biasima la sconfitta, la fine, la morte, l’ombra.

Per questo motivo ben pochi possono insegnarti a perdere. Non ci sono scuole o corsi che insegnano a farlo.

Per fortuna che di tanto in tanto, ogni 50 anni, c’è una canzone che te lo ricorda.

“No, non puoi sempre vincere! (no, mai!)
No, non puoi sempre vincere!
Tu non devi odiarmi se lei vuole bene a me
capita ogni giorno quello che è successo a noi!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
ed allora cosa vuoi?
Se tra noi due avesse scelto invece te,
ora te lo giuro che in silenzio sparirei!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
come vuoi e quando vuoi.
Quante volte, lo sai si piange in amore
ma per tutti c’è sempre un giorno di sole!
Io non ti vorrei vedere piangere così,
non è mia la colpa se non vuole dirti sì!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
ogni volta che tu vuoi.
Quante volte, lo sai si piange in amore
ma per tutti c’è sempre un giorno di sole!
Tu non devi odiarmi se sorridere non sai
dammi la tua mano siamo amici più che mai!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
e allora cosa vuoi?
(No, non puoi sempre vincere!)
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!”

Cambia te stesso (arance e noci)

Giugno 3, 2016 by admin

1238731_654238804588114_583331540_n copySe hai passato la maggior parte della tua vita cercando di cambiare te stesso, senza avere successo, ci sono due possibilità: non ti sei impegnato abbastanza o hai impiegato metodi o terapie sbagliate.

Un’altra spiegazione, seppure in apparenza frustrante, è che non puoi cambiare te stesso, non importa quanto ci provi.

Cambiare chi sei in questo caso è come essere un albero di noci e voler diventare un albero di arance.

Non è possibile!

Certo, capisco, alcune persone vorrebbero che tu fossi un albero di arance, e tu ci tieni molto a queste persone. Oppure ti piacciono molto le arance e vuoi diventare come loro. E poiché in nome dell’amore e del potere della manifestazione tutto è possibile, puoi scegliere di trascorrere la tua vita intera per diventare un albero di arance.

Alla fine, dopo lunghi anni e immani sforzi, puoi magari riuscire a fare sbocciare delle piccole arance dure, aride e rattrappite. Tuttavia, quelle persone che si aspettano delle belle arance da te continueranno a essere scontente, e coloro che amavano le tue noci saranno pure scontenti.

Allora a che serve fare tanta fatica per rendere alla fine tutti infelici, incluso soprattutto te stesso?

Quindi, vuoi provare la terza opzione?

Accetta te stesso per quello che sei, sia che ti piaccia o meno.

Questo è il grande cambiamento.

Accetta di essere un albero di noci e rendi le tue noci disponibili per coloro che le amano.

Renderai felici tante persone, incluso te stesso.

E, inoltre, fai amicizia con gli alberi di arance. Indirizza le persone che amano le arance verso i tuoi amici alberi di arance.

Farai felici tutti e magari ci guadagni anche una commissione.

© 1999 Franco Santoro

Guarigione astrosciamanica

Giugno 3, 2016 by admin Lascia un commento

cone1La guarigione astrosciamanica non si occupa di malanni in senso convenzionale. Il recupero della salute è qui in relazione col rilascio della percezione separata e il ripristino della visione unitaria dell’esistenza.

Il presupposto di sciamanesimo e astrologia è che non esiste separazione: il mondo esterno e interno, e tutto ciò che percepisci disgiunto da te, sono solo il riflesso della stessa totalità. Sebbene ciò sia indiscutibile, pure scientificamente, l’uomo vive nella convinzione dell’esistenza di una sua individualità autonoma e separata. L’investimento in questa credenza è talmente radicato, massiccio e inconsapevole, da dare forma concreta a una precisa allucinazione che si rivela in ogni aspetto della vita umana. La struttura di tale illusione è definita qui con il termine “ego”. La principale caratteristica dell’ego è la sua identificazione con il corpo fisico inteso come entità separata.

Secondo la prospettiva astrosciamanica, quando ti percepisci come entità separata, sei in uno stato di malattia anche se fisicamente sei sano. Al contrario una malattia, pure estrema, può diventare un processo di guarigione se contribuisce al recupero dell’unità. Sovente nel lavoro sciamanico le cose si capovolgono poiché l’attenzione è rivolta verso la liberazione dalla separazione piuttosto che sulla sua preservazione.

L’astrosciamanesimo comprende un insieme di pratiche il cui fine è risvegliare la coscienza operativa dell’Identità Multidimensionale Centrale, ossia la parte in noi che possiede una visione unitaria. L’esperienza sciamanica dimostra che sussistono molteplici identità, universi e dimensioni. La caratteristica della realtà ordinaria è il riconoscimento di ciascun individuo secondo una data forma fisica collocata nella limitazione di una determinata frequenza, che nel gergo astrosciamanico chiamiamo Configurazione Umana Arbitraria.

La percezione e l’individuazione esclusiva di tale frequenza e identità fisica costituiscono la credenza umana dominante. Attraverso l’esperienza sciamanica puoi esplorare altre frequenze e avvederti che il corpo fisico, con cui nella realtà ordinaria definisci la tua identità, è solo uno tra i tanti corpi possibili. Essendo la percezione ordinaria dell’identità umana limitata al solo corpo fisico, ecco che sopraggiunge un fraintendimento letale che rappresenta la causa principale dei dolori umani. Si tratta di confondere la percezione ordinaria del corpo fisico con l’identità del suo apparente possessore. Ciò equivale a confondere l’abito con l’indossatore, il contenitore con il contenuto.

Il lavoro sciamanico dona risalto in primo luogo al contenuto. Questo non significa che il contenitore è privo d‘importanza. Esso svolge al contrario un ruolo fondamentale poiché consente al contenuto di essere per l’appunto contenuto. Tuttavia il contenitore e il contenuto sono due cose distinte.

Lo sciamanesimo privilegia l’esperienza rispetto all’apparenza. L’apparenza cambia secondo il sistema di credenza in atto. Se la credenza in questione implica la negazione di altre dimensioni, la percezione che ne deriva si adegua di conseguenza. Quando il pensiero dominante si fonda sulla separazione, ecco che quello che vedi ti appare separato. L’astrosciamanesimo si riferisce a una visione basata sull’unità. Ne deriva che dona risalto alla comunione esistente tra le forme che il precedente modello di credenza percepisce come separate.

Una delle esperienze tipiche della guarigione astrosciamanica riguarda la consapevolezza degli spazi che solitamente sono percepiti come vuoti, ossia aree invisibili prive di apparente contenuto o significato. La percezione ordinaria del vuoto è frutto della credenza nella separazione. Il nulla è uno degli elementi base del lavoro. Allo stesso tempo per comprendere il vuoto, e tutto ciò che è invisibile agli occhi umani ordinari, occorre partire da quello che è normalmente pieno o visibile. Prima di procedere verso dimensioni sconosciute è essenziale prendere atto di ciò che appare consueto. Dapprima onori la percezione ordinaria, per poi aprirti a fenomeni meno noti, quali il vuoto. Il vuoto, ben lungi dall’essere un’astrazione, è l’elemento centrale della materia. La percezione ordinaria dei corpi fisici è un fatto interamente illusorio.

La cosa sorprendente riguardo al corpo umano è che esso non esiste, nemmeno per un istante, nel modo in cui appare. In vero, non c’è nulla di solido o denso nel corpo. Esso è un aggregato di energia viaggiante a una velocità irriconoscibile per la mente ordinaria. Questo dona la percezione illusoria che il corpo è una forma statica. La scienza ufficiale conviene che il 99 per cento del corpo fisico consiste in spazi vuoti. Li percepisci pieni come conseguenza dell’allineamento alla frequenza su cui si fonda il tuo sistema di credenza. La specificità della guarigione astrosciamanica è che, ben lungi dal negarla, essa si avvale direttamente della percezione ordinaria del corpo.

Il fine è usare il corpo come strumento operativo per risvegliare la consapevolezza di ciò che è percepito vuoto. Un termine per definire il vuoto è Bhi Jinah. Si tratta di un riferimento strategico per identificare gli spazi vuoti esistenti tra le forme separate. Sono entità occupanti spazi definiti con termini quali nulla, vuoto o niente. Uno dei loro scopi consiste nell’attirare l’attenzione verso la pienezza di tale nullità, e nel rendere gli esseri umani coscienti della connessione e dell’unità che esiste tra ogni cosa. I Bhi Jinah sono gli elementi di collegamento della rete vitale, il ritorno all’oceano primordiale che tiene insieme ciò che esiste.

Se ti guardi attorno, osservi che la maggior parte degli spazi che occupano il campo visivo sono vuoti e non occupati da forme fisicamente percepibili. In verità, da una prospettiva sia spirituale sia scientifica, nulla è realmente vuoto o privo di significato. La mente convenzionale accetta di vedere solo ciò che supporta la sua concezione del mondo, e rifiuta di riconoscere quel che non rientra in tale idea. Questo è il motivo per cui i Bhi Jinah non sono visibili. La loro percezione frantumerebbe l’intera fondazione di separazione su cui si basa la credenza umana.

Nell’astrosciamanesimo impieghiamo strumenti e tecniche atte a facilitare l’esperienza diretta. Il linguaggio ordinario è impossibilitato a comunicare la natura di tali esperienze. Gli idiomi moderni sono il riflesso di una realtà fondata sulla separazione. Ne deriva che è piuttosto acrobatico comunicare l’esperienza sciamanica dell’unità mediante tali linguaggi. In effetti, mi domando, visto codeste considerazioni, per quale motivo scrivo. È uno slancio che emana dal cuore e che serve il suo scopo. Fortunatamente esistono i vuoti tra una parola e l’altra, sia grafici sia sonori. In effetti, è proprio tra questi vuoti che si cela l’anello mancante. Il punto di partenza è il vuoto o, come lo chiama Dioniso l’Aeropagita, “l’oscurità abbagliante del silenzio segreto”[1], un luogo di pace indicibile, una vastità priva di suono da cui tutto sorge e ritorna.

Da questo vuoto immane, una fiamma divina discende attraverso innumerevoli dimensioni. A ogni passaggio la luce si attenua e frammenta, finché raggiunge la Terra e definisce la sua ultima forma. Nella cosmologia astrosciamanica i pianeti sono i modellatori di questa forma, che infine emerge come essere umano.

© Franco Santoro

[1] Dioniso l’Aeropagita, Teologia mistica, capitolo 1

 

Piano di emergenza

Giugno 2, 2016 by admin

Per situazioni di emergenza spirituale

Qualunque cosa accada, ricorda che non è personale, è collettiva; non è colpa tua o di qualcuno, è quello che c’è o sembra esserci in questo momento, e passerà a un certo punto. Il primo passo della guarigione dal malessere è passare dal personale o separato al collettivo o unito.

• Fai un respiro profondo, accentuando l’ispirazione e l’espirazione.
• Chiama fermamente ed esplicitamente lo Spirito Guida, il Centro, Pahai o qualunque forza di protezione spirituale usata per motivi di emergenza. Assicurati di sapere già chi invocare e in che modo prima che ci sia un’emergenza. Qualora tu sia indeciso a riguardo, abbia amnesia o dubbi, invoca Dio e basta (che ti piaccia o meno).
• Fai un altro respiro profondo, accentuando l’ispirazione e l’espirazione.
• Identifica cosa sta accadendo (paura, rabbia, tristezza, panico, confusione, sovreccitazione, dolore, ecc.), sentendola e respirandola profondamente.
• Esprimi fermamente ed esplicitamente la tua scelta e volontà di rilascio di tali emozioni, sensazioni e pensieri, liberandoli verso il Centro, Pahai, lo spazio di potere multidimensionale interiore, il cerchio fisico, l’altare, un luogo od oggetto materiale che lo rappresenta.
• Accetta e veicola le emozioni, pensieri e sensazioni, rilasciandole mediante tre respiri profondi, accentuando l’ispirazione e soprattutto l’espirazione.
• Trascrivi brevemente quello che è stato rilasciato.
• Rilassati per qualche minuto in base alle possibilità ed esigenze. (Chiudi gli occhi, sorridi, stirati, fai una doccia, respira, bevi dell’acqua o una tisana, danza, fa una passeggiata, ricevi o dai un massaggio, ecc.).
• Considera il tuo Intento e gli obiettivi pratici che hai deciso di operare.
• Mettiti subito all’opera e fai attenzione a ciò che fai. Agisci non importa quali siano le emozioni che provi. (Se non ti è possibile fare nulla a riguardo, individua qualsiasi altra attività e falla subito, per esempio, prendi un foglio e disegna, pulisci la casa e il bagno, lava i piatti, cucina, lavora in giardino, suona della musica, danza, ricama, fai una passeggiata in casa o fuori (se puoi uscire), fai fotografie, pubblica qualcosa o commenta su un social network, confeziona dei regali, scrivi, leggi, ricevi o dai un tocco astrosciamanico (anche a distanza).
• Se riaffiorano nuovamente forti rancori, continua a invitare la presenza dello Spirito Guida, Pahai e a rilasciare, mentre seguiti a operare secondo il tuo Intento. (I rancori passeranno se non li alimenti o blocchi, e le allinei al tuo Intento).
• Trascrivi quello che è successo.
• Nel caso tu non sia in grado di gestire l’emergenza, contatta una persona di fiducia del gruppo in grado di assisterti e con cui ti sei accordato a riguardo. Se non l’hai o non la trovi contatta chiunque del gruppo anche se non ti sei accordato. L’attività più ideale in questi casi è il rituale del Sacro Cono e il Tocco. Ricorda che quando sei in condizioni di emergenza sei in uno spazio di grande potere ed energia, molto utile e fertilizzante se ti rapporti con gli altri in uno spazio sacro e rituale.
• Nel caso in cui continui a non essere in grado di gestire l’emergenza, contatta qualcuno di fiducia che conosci in grado di assisterti, chiedendo espressamente aiuto.

Una volta terminata l’emergenza documenta nei dettagli quello che è successo tramite un rapporto. In seguito se le emergenze persistono puoi chiedere una sessione.

• Per serie emergenze di natura fisica o psicologica contatta immediatamente le autorità mediche competenti.

Comunicare in profondità

Giugno 2, 2016 by admin

Comunicare in profondità non significa condividere particolari intimi della nostra vita privata, esternare quello che già sappiamo di noi stessi.

Comunicare in profondità vuol dire aprire le porte del nostro mondo interiore, consentire l’emergenza di ciò che ancora non sappiamo di noi stessi, sia che ci piaccia o meno.

 

© Franco Santoro

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