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Archivi per Ottobre 2015

Giudizi sugli altri

Ottobre 20, 2015 by admin

Fai sempre attenzione quando definisci o esprimi dei giudizi sul comportamento degli altri. Prendi atto di ciò che provi, ma non permettere a esso di diventare realtà. Consideralo solo come uno dei tanti aspetti della realtà, insieme a tanti altri, incluso il suo esatto opposto. Questo è un consiglio nel caso vuoi risparmiare tempo, ossia il tempo necessario, talvolta piuttosto lungo e laborioso, per trovarti nelle stesse circostanze della persona che avevi giudicato e definito. Allora in quel modo comprenderai la sua realtà, perché sarà la tua.

Non consentire alla tua realtà di un momento di prevalere su quella degli altri. Siamo simultaneamente in distinte realtà che fanno parte della stessa realtà. È tanto assurdo essere in conflitto o competizione con un’altra realtà, persona o situazione, quanto è esserlo tra la nostra testa e le nostre gambe.

© Franco Santoro

Puoi guarire gli altri se non guarisci te stesso

Ottobre 19, 2015 by admin

index“Non puoi guarire gli altri se non guarisci te stesso” l’avete mai sentiro dire?

Quest’affermazione può apparire linearmente logica e impeccabile.

Per questo motivo è talvolta usata da “guaritori furbi” che abusano dell’innocenza e ingenuità di chi li ascolta per eliminare ogni concorrenza.

Ma chi può onestamente e in buona fede dire di essere guarito in questo mondo?

Nessuno credo, a parte forse pochi rarissimi individui, escludendo i bugiardi. Di conseguenza, in base a questa melensa affermazione, sinceri e onesti guaritori potenziali si astengono dal guarire gli altri poiché non si ritengono guariti, lasciando spazio a impostori e mentitori che pretendono di esserlo.

La guarigione è un processo collettivo. Noi guariamo guarendo gli altri. È proprio l’atto di guarire gli altri che ci libera dalla malattia. Non importa quanti problemi abbiamo nella vita, siamo sempre in condizione di offrire il nostro supporto agli altri, ed è facendo ciò che scopriamo i nostri talenti, comprendiamo che possiamo essere utili al mondo così per quello che siamo, nonostante la nostra malattia.

Possiamo guarire gli altri anche se non guariamo noi stessi, perché chi guarisce non siamo noi, bensì la parte guarita in noi, l’Amore, Dio, il Tutto, o qualunque altro termine che rappresenta Chi guarisce!

Guariamo meglio gli altri invece di noi stessi perché l’energia della guarigione si fonde sullo scambio, sulla condivisione, riconosce se stessa attraverso gli altri, soprattutto comprende pienamente che gli altri siamo noi, che non esiste un me stesso guarito rispetto a qualcuno che è al di fuori di me che non è guarito.

Fino a quando percepiamo la malattia in noi o solo negli altri questo è un segnale che non siamo guariti.

Si tratta di guarire e basta…

Sottolineo a questo proposito per motivi legali che qui mi riferisco alla guarigione di tipo spirituale. Per guarigioni di altro tipo, rispetto condizioni fisiche o psicologiche, si tratta di rivolgersi ai professionisti autorizzati del settore. Da notare anche qui che un medico per curare un cliente non è tenuto a essere guarito dalla malattia che cura. Talvolta può pure morire di quella data malattia, ma ciò non gli impedisce di consentire ad altri di stare bene e vivere.

In quanto esseri umani siamo inevitabilmente soggetti alla malattia e alla morte. La malattia non è un marchio di infamia, un indice di inferiorità e debolezza. Solo la sua piena accettazione ci consente di guarire gli altri e noi stessi. La malattia più grave da cui guarire è proprio l’idea perversa che abbiamo di cosa significa essere guariti. L’unica certezza nella vita è che ci ammaleremo e moriremo. Si tratta di comprendere che questo processo non è un fallimento, bensì una condizione naturale. Fino a quando non l’accetteremo e comprenderemo, non importa quanto aspiriamo a, o ci illudiamo, di essere sani, saremo profondamente malati.

© Franco Santoro

 

Liberatoria: Tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. I nostri scritti sono allineati con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. L’autore (Franco Santoro) non appoggia necessariamente le idee e le opinioni espresse in questi scritti, incluse le sue. Per ulteriori informazioni clicca qui.

4 novembre

Ottobre 18, 2015 by admin Lascia un commento

indexNon rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi.

Alberto Manzi, nato il 4 novembre 1924, Sole in Scorpione, Luna in Acquario, pedagogista, personaggio televisivo e scrittore italiano.

Pro e contro

Ottobre 18, 2015 by admin

first quarter

Quando sei in grado di concepire tutte le posizioni, di dare spazio sia al pro sia al contro, ogni momento della vita diventa un passo verso la tua vera natura. In terza dimensione sei obbligato a fare delle scelte, a decidere se andare a destra, a sinistra, avanti o indietro. Puoi anche scegliere di rimanere fermo, di non prendere alcuna decisione, ma anche questa è una scelta.

Per recuperare la tua multidimensionalità occorre che smetti di farti intrappolare dal gioco delle polarità, di sostenere un punto di vista in contrapposizione a un altro. Ogni punto di vista, ogni scelta, include ogni altro punto di vista, ogni altra scelta. Se con il corpo scegli di andare a destra, non stai escludendo di andare a sinistra, non stai privilegiando una direzione rispetto a un’altra. Riconosci invece che un corpo va a destra, e un altro corpo va a sinistra.

Hai un solo corpo fisico e con esso puoi andare in una sola direzione in un dato momento, ma il tuo corpo multidimensionale si muove simultaneamente in tutte le direzioni. Puoi scegliere a quale direzione prestare attenzione in un dato momento, ma questo non significa contrapporti alle altre, combatterle, escluderle. Finché non ti rendi conto di questo, seguiterai a fare ogni scelta possibile sul piano fisico, di vita in vita, escludendo tutte le altre. Paradossalmente avrai esperienza di ogni scelta, ma sempre a esclusione di un’altra scelta, e così continuerai a essere scisso, a schierarti da una parte e a opporti a un’altra parte.

Quando scegli una direzione includendole tutte, non devi più tornare indietro per recuperare le altre direzioni, ti muovi unito, verso l’unica vera direzione, quella che le unisce tutte.

(Franco Santoro, 2013)

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 33.

Opportunità multidimensionali

Ottobre 18, 2015 by admin

MDiranLa realtà separata umana è delimitata dal tempo lineare basato su cause ed effetti. Ciò significa che come esseri umani ordinari definiamo noi stessi sulla base di quello che siamo stati nel passato.

Quello che sono ora dipende da quello che sono stato dieci, venti o trent’anni o anche dieci, venti o trenta minuti prima.

Qualunque cosa viviamo adesso è il risultato di cose accadute nel tempo lineare, l’effetto di una causa antecedente.

Un essere multidimensionale basa invece la sua identità in relazione alla forma nella quale sta mutando e non su chi è stato in passato.

La multidimensionalità trascende il tempo lineare e tutte le individualità ordinarie collegate. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono basati sul tempo lineare, il che significa che qualcosa che sta accadendo oggi può essere causato da qualcosa che accadrà fra un anno.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre la realtà separata, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo che nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di individui molto marginali, che hanno avuto l’ardire o la follia di avventurarsi attraverso i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è totalmente illecita, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti bloccati nella zona intermedia, intrappolati in uno spaventoso limbo dal quale pare non si possa più ritornare.

Nella cosmologia astrosciamanica, questa zona si chiama Paheka Rubhe, o Sistema Binario Astrosciamanico, ed è esemplificata astrologicamente dalle 144 combinazioni tra le posizioni dei segni zodiacali del Sole e della Luna

Riattivare il nostro corpo multidimensionale e muoverci oltre la limitazione delle nostre identità ordinarie potrebbe essere un’opportunità disponibile ora e sempre per coloro che sono determinati a compiere il salto.

© Franco Santoro

Libertà di immaginare

Ottobre 17, 2015 by admin

water3 cas.“L’immaginazione è il vero ed eterno mondo di cui questo universo vegetale è solo una debole ombra.” (William Blake)

Non permettere a niente e a nessuno di privarti della tua capacità e libertà di immaginare!

Quando ti viene detto “devi accettare la realtà!” quel che sta accadendo in effetti è che qualcuno vuole farti passare per realtà la sua immaginazione, imponendoti di accettarla.

La realtà che vediamo e subiamo prima di diventare “reale” è stata immaginata da qualcuno. Questa “realtà” è diventata tale come conseguenza della sua accettazione e soprattutto per via della sua natura predatoria, monopolistica e separata, intollerante verso ogni altra realtà. Data questa natura, non possiamo esimerci dall’esserne condizionati e trattenuti.

Ogni nostra velleità di creare qualcosa di nuovo e alternativo è tenacemente frustrata da questa “realtà”. Il nostro unico potere sta nel “non accettare questa realtà”, rivendicando il nostro diritto alla trattativa e negoziazione. Per fare ciò occorre che usiamo l’immaginazione, perché questa “realtà” non consente la negoziazione, è imposta e basta. Quando non siamo più capaci di immaginare questo è il sintomo che siamo diventati ormai delle macchine.

Possiamo essere schiavi assuefatti, ignari della loro cattività, ridotti allo stato di automi e macchine, o schiavi ribelli, che non hanno perso la loro aspirazione alla libertà. E la nostra via verso la libertà è l’immaginazione.

Quando collettivamente come esseri umani decideremo di non accettare più questa “realtà”, di ammutinarci, di obbligare i suoi tenutari a trattare, di accettare una realtà in cui questo è possibile, immaginandola, allora saremo i protagonisti della realtà e non le vittime.

Non devi accettare questa realtà! Al contrario hai tutto il diritto di ribellarti a essa se non ti piace. Ti hanno fatto credere che questa realtà è la volontà di Dio, perché questo era il solo modo in cui l’avresti accettata. Se ci rifletti bene solo per credere a questa idea occorre così tanta immaginazione che alla fine puoi permetterti di immaginare e credere a qualunque cosa.

Accetta solo la realtà che ritieni giusta per te e per gli altri, o realtà trasparenti, legittime. Non accettare realtà che ti obbligano di essere accettate, che operano attraverso la manipolazione. Puoi subire la loro prepotenza, il potere che hanno su di te, ma non cedere, non perdere la tua dignità. Mantieni la tua capacità di dire NO a qualcosa che non comprendi, che non accetti, che ritieni ingiusta, fino a quando non ti viene spiegata con chiarezza.

Il motivo per cui questa “realtà” separata continua a esistere è dovuto alla nostra accettazione e obbedienza cieca. Siamo noi che l’alimentiamo, che gli diamo spazio. Senza la nostra complicità questa realtà cesserebbe di esistere. Solo se saremo in grado di proclamare e attualizzare uno sciopero generale, un’astensione dal lavoro e dalle nascite, capiremo chi ha immaginato questa realtà. A quel punto verrà fuori per negoziare e lo vedremo finalmente in faccia. Prima di allora non accadrà mai nulla di nuovo in questa “realtà”, ma nel frattempo potrà accadere nella tua immaginazione… e se seguiti ostinato alla fine ti ritroverai in quella stessa realtà che hai immaginato.

 

Nota: Tutte le informazioni fornite in questo gruppo sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. I miei scritti sono allineati con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. Non appoggio necessariamente le idee e opinioni espresse nei miei scritti.

Non esistono ex partner

Ottobre 16, 2015 by admin

silhouetteDa una prospettiva multidimensionale l’intera cognizione di un “ex partner” è un nonsenso totale!

Questo termine si applica solo in una realtà separata di terza dimensione fondata sul tempo lineare, in cui le esperienze di relazione sono per lo più simulazioni.

Non esistono ex partner! Ci sono solo partner e basta!

Tutti i partner che hai avuto in questa e altre vite parallele seguitano a coesistere e a relazionarti con te, non importa quanto ti ostini a illuderti di essere solo con il tuo partner corrente.

Seppure in termini strettamente di terza dimensione può essere consigliabile rapportarsi con un solo partner, se credi che tutti gli altri partner che hai avuto e che avrai cesseranno di relazionarti con te e tu con loro, da una prospettiva multidimensionale, ti stai prendendo per i fondelli.

© Franco Santoro

 

L’amputazione del vuoto

Ottobre 16, 2015 by admin

voidLa nostra miseria, ogni forma di dolore che proviamo, è dovuta all’amputazione del vuoto dalla nostra esperienza sensoriale e dalla nostra coscienza in genere.

Se ti guardi attorno puoi notare che la quantità di vuoto è indicibilmente più grande di tutto il pieno che vedi, eppure siamo in uno stato di trance così pesante e radicale da farci perdere di vista la sostanza organica del vuoto, da renderlo invisibile, così che ci concentriamo solo su aggregazioni allucinatorie di frammenti organici. Queste aggregazioni, inesistenti sul piano della realtà, sono i nostri corpi e forme fisiche, così come li percepiamo. Esistono solo nella nostra realtà separata, perché sono ciò che consente a una realtà separata di essere tale.

Ogni aspetto della vita umana è teso alla creazione, manutenzione e distruzione di tali forme. L’allucinazione che determina questa condizione comprende ogni aspetto della nostra esistenza, incluso quelli spirituali, tanto che proprio non è possibile uscirne a meno che non mettiamo in discussione tutto quello che abbiamo considerato reale e anche giusto fino ad ora. Questa è un’operazione decisamente rischiosa, da considerare con cautela, procedendo per gradi, accettando di dimorare in entrambe le realtà…

È patetico, ma sopratutto doloroso, notare come molti percorsi spirituali, pure alternativi e pseudosciamanici, si ostinino a promuovere una percezione della realtà basata sull’allucinazione del corpo fisico e la negazione del vuoto. Talvolta tuttavia ciò è fatto con un fine strategico, inteso a creare un ponte tra l’allucinazione umana è le realtà che la sottendono.

Il vuoto è il più grande tabù, perché nel vuoto esiste la prova che la nostra realtà fisica è un’allucinazione, che ogni aspetto della nostra vita, anche e soprattutto quelli più elevati, si fonda sulla negazione di chi veramente siamo e sulla promozione di questa negazione.

Il vuoto, ciò che non vediamo, anche in termini strettamente scientifici rappresenta la pressoché totalità di ciò che esiste. Noi vediamo e percepiamo ai massimi livelli di separazione possibili, la realtà umana è il più alto livello di separazione concepibile nella sfera della coscienza universale.

Non percepiamo i collegamenti tra le aggregazioni allucinatorie che chiamiamo corpi fisici, esistenti nel vuoto, che appunto non vediamo perché la loro consapevolezza minerebbe l’intero paradigma della nostra vita. Ma questo è nulla a confronto con il modo separante in cui usiamo i corpi fisici stessi. Non possiamo collegarci con il vuoto perché non lo vediamo, ma nemmeno con altri esseri fisici poiché le convenzioni sociali che regolano la vita umana impediscono tali connessioni salvo alcune eccezioni. Per avere esperienza di un barlume di unione all’interno di una percezione amputata possiamo riferirci solo a pochi esseri con cui contrattualmente questo è accettabile. Possiamo essere toccati solo da una minoranza di persone, e a volte da nessuno, e inoltre la possibilità di questo contatto può esaurirsi improvvisamente, per cui insieme al suo esercizio, quando è permesso, coesiste la paura per la sua fine. Questa condizione determina un dolore, conscio o inconscio, immane. Tutto quanto ricerchiamo e il più delle volte non riusciamo a ottenere nel pieno è presente nel vuoto.

Nonostante la maggioranza degli esseri umani non sia in grado di vedere la forma che sottende questo vuoto, per cui nella chiave di lettura della nostra percezione esso non esiste, ogni essere umano ne può avere una vivida esperienza se solo minimamente si apre a esso.

In verità tutte le nostre esperienze sensoriali e in particolare quelle più intense sono derivate dal vuoto e non da ciò che concepiamo come forme piene. Due persone che si toccano proiettano le sensazioni multidimensionali che derivano dalla loro interazione sui loro corpi fisici, si illudono che sia l’altra persona a generare l’esperienza, laddove essa è solo un contenitore per questa esperienza. Può sembrare indubbiamente poco romantico, ma qualsiasi altro contenitore, o corpo fisico, potrebbe andare bene per creare l’esperienza di cui abbiamo veramente bisogno nel rapporto con gli altri. Ma poiché siamo in uno stato di alta menomazione nella nostra consapevolezza multidimensionale dobbiamo ricorrere solo a poche persone. Ci fissiamo sul contenitore perché vediamo solo quello.

Gli stati di trance ci permettono di percepire parzialmente e provvisoriamente il contenuto, il vuoto. Il loro scopo è farci uscire dallo stato avanzato e cronico di trance in cui viviamo. Non servono assolutamente a nulla se dopo averli vissuti li interpretiamo in base alla nostra percezione separata. Gli stati di trance sono utili quando accettiamo di entrare in essi per scelta, quando la nostra intenzione è espandere la consapevolezza, quando ci permettono di uscire dallo stato di trance forzato, invasivo, che caratterizza la vita ordinaria e separata.

Quanto ho scritto serve solo a provocare e scuotere la coscienza, e a invitarvi a un’esperienza diretta, anche a sfidarvi a questo riguardo. La sostanza di quanto sopra , ciò che conta, la tratto solo nei seminari, sessioni o incontri in cui chi partecipa ha già fatto una scelta responsabile, seppur provvisoria, che è quella di uscire dal paradigma organico della separazione.

Non sono interessato a dibattiti e forum, sentire punti di vista contrari, perché questa non è una discussione filosofica e pure perché io sono il primo ad avere punti di vista contrari a quelli che esprimo, ma se volete avere un’esperienza diretta sono a disposizione, bacio le mani, Franco

(7.8.11)

Relazioni toste

Ottobre 16, 2015 by admin

shadowdance2Le relazioni di amore profonde, quelle toste, in cui ci si apre totalmente (e non quelle fondate sull’aderenza a come la relazione deve essere secondo condizionamenti sociali o idee filosofiche altisonanti) sono portali verso altre dimensioni, accessi a ciò da cui ci siamo separati.

Il motivo per cui queste relazioni possono essere così toste, gravose e provocatorie è legittimo. Esse frantumanto l’intero paradigma della realtà consensuale umana, gettando luce su quanto abbiamo represso e su paure immani, forzandoci a confrontarci con chi siamo veramente.

Se sei davvero in una relazione molto intima con qualcuno, questo qualcuno non ti darà tregua, seguendoti ovunque in ogni meandro della tua mente, prendendo ogni forma possibile nel tempo e nello spazio, portando caos nella tua vita, fino a quando non ti arrendi alla realtà di chi sei veramente.

Questo è lo scopo di una relazione di amore molto profonda. Non fa alcun compromesso in amore. Persegue il suo fine ultimo a tutti i costi. È il risultato di un patto fatto in paradiso. Può sembrare tossica, disfunzionale, codipendente, psicotica, e così lo sarà finché diventi brutalmente cosciente che questa è in effetti la natura della realtà separata in cui ti trovi.

Quando ti avvedi di questo, quando capisci che il tuo partner sta solo cercando di attrarre la tua attenzione verso ciò che esiste al di fuori della tua realtà separata, allora comprenderai dove si trova, dove entrambi siete sempre stati. E se solo accetti di gettarci uno sguardo la tua vita in questo mondo non sarà più la stessa!

© Franco Santoro

3 novembre

Ottobre 15, 2015 by admin Lascia un commento

indexL’uomo non è quello che pensa di essere, è ciò che nasconde.

André Malraux, nato il 3 novembre 1901, Sole in Scorpione, Luna in Leone, Ascendente in Ariete, scrittore francese.

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