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Archivi per Settembre 2015

11 settembre

Settembre 8, 2015 by admin Lascia un commento

indexColoro che vanno cercando l’amore, manifestano solo la loro mancanza di amore. E la persona senza amore non trova mai l’amore, solo gli innamorati trovano l’amore. E non devono mai cercarlo.

(D. H. Lawrence, nato l’11 settembre 1885, Sole in Vergine, Luna in Bilancia, Ascendente in Scorpione)

La Luce è solo tua…

Settembre 8, 2015 by admin

indexL’amore e la luce che vedi in me, e in noi, così come tutto ciò che ti ispira, è solo e unicamente tuo. Laddove il buio, il dolore, la paura e quanto genera male e caos, appartiene a me, a noi.

Hai sempre creduto l’opposto, e da quando ti ho conosciuto, ho sofferto per l’incapacità di dirtelo. Tante volte ho pensato all’immane scandalo, imbarazzo e vergogna che sarebbe derivato per noi, una volta rotto il tuo incantesimo.

Mi travagliava immaginare come ci avresti abbandonato, maledetto e odiato per sempre.

Ma ora ho compreso che questi modi appartengono solo a noi.

Allora, sto prendendo coraggio, e seppure non sono in grado di confessare tutto, ti dico, per adesso, con estrema chiarezza, che tu sei solo luce, e che ogni buio appartiene a me, a noi.

Colmi di pentimento e rammarico, chiediamo il tuo perdono e aiuto per riuscire ad avere la dignità di spiegarti presto che abbiamo fatto e cosa ti è successo.

da: © Franco Santoro, Scritti gnostici provvisori

Immagine: “Aurora Triumphans” di Evelyn De Morgan

Archivi della mente

Settembre 8, 2015 by admin

imagesLa Vergine è in relazione con gli Archivi della Mente e con tutte le informazioni (parole, pensieri, affermazioni, immagini, sensazioni, ecc.) che da essa sono state raccolte nel corso di questa e altre vite.

Alcuni di questi dati hanno particolare rilevanza secondo ciascun individuo e costituiscono il materiale base su cui si fonda l’intreccio delle forme pensiero e il conseguente monologo interiore.

Questo monologo è una conversazione interna quasi ininterrotta, asservita in genere all’ego e finalizzata sia a preservarne l’esistenza che a difenderlo da intrusioni “pericolose”.

L’attività di tale dialogo è alimentata da un’ampia serie di condizionamenti, ereditati sia dall’ambiente familiare che sociale o storico, e rappresenta un circolo vizioso nel quale l’individuo rimane intrappolato fino a quando non sceglie di portare consapevolezza nella sua vita.

Le tecniche di meditazione servono generalmente a questo scopo. Con esse ci si pone nella posizione del “testimone” e si permette al dialogo interiore di liberarsi senza alcun giudizio e con un atteggiamento di osservazione neutrale.

Una delle pratiche più tipiche a riguardo, conosciuta attraverso diverse denominazioni (per esempio vipassana, meditazione zen, ecc.), consiste nel rimanere seduti, con la schiena eretta e il corpo fermo, portando l’attenzione principalmente al respiro e osservando qualsiasi pensiero o emozione affiora senza attaccarsi ad esso né respingerlo.

Una delle qualità principali della Vergine è la capacità di discriminazione. Questa funzione, applicata al monologo interiore, può consentire di recuperare o valorizzare le informazioni che danno supporto alla propria dimensione di luce e di mettere da parte o liberare quelle non adatte allo scopo.

In molte culture tribali questa pratica è consolidata nelle frasi convenzionali. Ad esempio, quando alcuni popoli notano qualcosa nel loro monologo o nelle conversazioni con altre persone che favorisce la sacralità della vita, essi dicono ad alta voce o nei loro pensieri:

“Questa è una storia che va raccontata”.

Al contrario, quando sentono loro stessi o qualcun altro usare parole che abbassano l’energia o sono di scarso rispetto per la vita, invece di giudicarle o criticarle, si limitano a dire:

“Questa è una storia che è meglio non raccontare”.

© Franco Santoro

Natività della Beata Vergine Maria e Discesa di Sofia

Settembre 8, 2015 by admin

indexL’8 settembre la Chiesa cattolica e ortodossa celebrano la Natività della Beata Vergine Maria. Questa nascita è coerentemente celebrata nel segno della Vergine e nove mesi dopo la festa della sua Immacolata Concezione (8 dicembre).

Si tratta di una festa che esotericamente celebra la nascita, o la caduta, dell’energia femminile.

In parallelo, questa è pure la data in cui alcuni gnostici commemorano la Discesa di Sofia, il principio divino femminile o la Dea della Saggezza. La discesa di Sofia e la sua conseguente alienazione, paura e sofferenza delineano la condizione dell’anima umana e forniscono un’ulteriore opzione narrativa comune alle cosmologie esoteriche e sciamaniche.

Sophia, la traduzione greca del termine ebraico Chokmah, che significa Saggezza, era un personaggio biblico reale con molti riferimenti nelle scritture cristiane. Non figura in modo rilevante nella Bibbia ordinaria perché è tradotto di solito con il termine Saggezza. Il suo genere era femminile in greco ed ebraico, fino a quando non fu assimilata al concetto maschile di Logos, e al latino Spiritus Sanctus (Spirito Santo).

Esistono molte versioni del mito della Discesa o Caduta di Sofia, che è pure elemento base nella cosmologia delle principali religioni ufficiali.

La differenza principale tra queste ultime tradizioni e il mito di Sofia è che:

la Caduta, lungi dall’essersi verificata dopo la creazione, è in vero la sua causa.

Nei testi gnostici Sofia è descritta come la più giovane delle emanazioni divine, o Eoni, dimoranti nel regno dell’unità (pleroma). Non potendo accedere direttamente alla luce primaria di Dio, la confonde con il riflesso ingannevole di questa luce proveniente dall’Abisso. Sofia viaggia a lungo nelle profondità fino a quando è bloccata dal potere del Limite (Horos). Allora alla sua natura divina se ne aggiunge un’altra, di natura inferiore. Il suo sé autentico s’illumina e ascende di nuovo nel regno dell’unità, mentre quello inferiore rimane alienato.

Sofia, come gli esseri umani, incorpora due aspetti: il primo (Sofia superiore) è parte del regno dell’unità e pienamente cosciente della connessione con Dio e il Tutto, il secondo (Sofia inferiore) dimora nella circonferenza e s’identifica con un corpo separato dal centro (l’ego).

La Sofia inferiore (Achamoth) esprime energie che generano un regno di separazione, manifestando un essere che diventa il creatore del cosmo materiale e psichico. Questo essere, chiamato Demiurgo, ha perso la coscienza del Padre, e crede di essere egli stesso il Dio assoluto. Di conseguenza, inizia a produrre il proprio regno (kenoma), che è una manifestazione imperfetta del pleroma.

Questo cosmo artefatto comprende sette sfere, ciascuna delle quali è pure un pianeta e un angelo, presiedute da sette governatori (arcioni), con la Sofia inferiore o Achamoth intrappolate nell’ottava sfera. Come risposta alla sua agonia, il Padre crea una nuova coppia per la sua redenzione: Cristo e lo Spirito Santo. Questo mito identifica Gesù come il Salvatore della Sofia inferiore, sua sorella-amante.

Nella letteratura cristiana la Vergine Maria e Maria Maddalena sono spesso associate con la Sofia superiore e inferiore rispettivamente. Cristo porta Achamoth nel Pleroma, mentre lo Spirito Santo rimane per recuperare le parti frammentate ancora intrappolate nel mondo materiale.

“Non possiamo fare ritorno a quella casa perfetta fino a quando non troviamo e riportiamo quelle scintille di luce, le nostre anime umane, che sono ancora imprigionate nel mondo. Dobbiamo recuperare quella perla della coscienza che Sofia ha seminato in noi all’inizio, poiché solo attraverso la coscienza umana può aver luogo la redenzione di tutta la creazione. Noi, figli di Sofia, siamo i mediatori tra il cielo e la terra. I poteri privi di corpo sono realmente incapaci di operare in questo mondo senza le nostre mani, e noi siamo impossibilitati ad apportare la luce-potere di redenzione che può risvegliare le scintille dormienti senza la loro divina assistenza. Perfino mentre l’anima umana domanda ha urgente bisogno di redenzione, così l’anima del mondo necessita la liberazione, una liberazione che può solo accadere quando tutte le anime sono state risvegliate e affrancate.”[1]

Passo dopo passo il processo di recupero continua, mentre “Sofia ascende verso la luce della Pienezza, attraversando le dodici regioni oltrepassate nel corso del suo cammino verso il caos. Per operare a questo fine, ella mormora dodici pentimenti, o affermazioni poetiche, che le permettono di innalzarsi attraverso i dodici portali, come sono spesso chiamati. Ella si rivolge ai dodici poteri mediante elaborate suppliche indirizzate all’ultima Divinità, qui sempre chiamata Luce.”[2]

Dopo aver chiamato ripetutamente la Luce, i poteri oscuri infine si dileguano ed ella entra di nuovo nel regno della Luce infinita.

Quanto sopra è in sintesi uno dei modi in cui può essere descritta la cosmologia ispiratrice del lavoro astrosciamanico o l’Epica del Sacro Cono.

Buona Discesa!

© Franco Santoro

Immagine: Hagia Sophia, Istanbul.

[1] Bette Stockbauer, “Gnostic Christianity and the Myth of Sophia”.
[2] Stephan A. Hoeller, Gnosticism: New Light on the Ancient Tradition of Inner Knowing, p. 43.

Capirai chi sei…

Settembre 7, 2015 by admin Lascia un commento

altri mondi small

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Capirai chi sei in questo mondo, quando sei disposto ad accettare chi sei in altri mondi.”

Franco Santoro​,

Anestesia

Settembre 6, 2015 by admin

indexL’anestesia è uno degli aspetti più caratteristici della realtà consensuale. In effetti la realtà consensuale può essere descritta come un processo anestetico.

Esiste un’anestesia tridimensionale, la cui funzione è annullare o diminuire il dolore fisico nel corso di un intervento chirurgico o altre procedure invasive sul piano materiale. Ed esiste un’anestesia multidimensionale che abolisce o riduce la sensibilità dolorifica e la coscienza durante una procedura invasiva sul piano dell’anima.

L’anestesia è un processo invasivo inteso a eliminare la consapevolezza di un altro processo invasivo.

L’anestesia tridimensionale, similmente a quella multidimensionale, si realizza tramite strumenti “anestetici” che inducono uno stato di narcosi, una perdita di coscienza.

Esistono diversi dosaggi e tecniche anestetiche, che cambiano in base alla sensibilità dei soggetti e alla natura dell’intervento invasivo.

L’anestesia topica o locale annulla la coscienza di una parte della nostra anima. Solo un’area, o alcune aree, sono anestetizzate. La consapevolezza di queste parti è bloccata e non giunge al nostro io, o senso di identificazione.

La neuroleptoanalgesia è uno stato generale di indifferenza totale alla coscienza di ogni parte dell’anima, in cui tuttavia il soggetto conserva la capacità di rispondere a istruzioni impartite da altri, cooperando conseguentemente.

L’anestesia generale comporta una paralisi totale di tutto il corpo multidimensionale. L’anima è completamente addormentata e il soggetto non sente e non ricorda nulla.

L’anestesia è in sintesi la condizione generale della vita umana nella realtà consensuale.

Con ciò non intendo esprimere alcun giudizio sulle intenzioni effettive di questo processo, né insinuare che vi siano delle motivazioni poco pulite.

Forse quello che succede quando siamo anestetizzati, fin tanto che siamo in questa realtà, non lo sapremo mai.

Il punto a cui voglio arrivare è che se di tanto in tanto proviamo dei forti dolori, non vuol dire necessariamente che c’è qualcosa di sbagliato in noi. Stiamo solo sentendo quello che esiste effettivamente, e il motivo per cui ne siamo coscienti è forse solo una semplice questione di dosaggio anestetico.

© Franco Santoro

(6.3.9)

Oltre i codici

Settembre 5, 2015 by admin

Ean13A livello della personalità, della nostra identità separata, i segni zodiacali esercitano una radicale influenza nei nostri comportamenti e modi di essere. In effetti, da un punto di vista tecnico astrosciamanico, quando ci relazioniamo a quel livello siamo semplicemente delle repliche di codici astrologici trini che coprono 1728, o massimo 20736, varianti matrice di base. Queste varianti rappresentano la somma strategica complessiva delle parti perdute della nostra anima.

Tutti i codici, tutte le parti dell’anima sono essenziali, ma ve ne sono alcune che sono fondamentali dalla prospettiva limitata del codice con cui ci identifichiamo. Queste parti sono in genere proiettate su persone o situazioni che incontriamo nella vita ordinaria, che provocano un immane desiderio di rapportarci o di stare il più possibile alla larga da esse, oppure entrambi i desideri a fasi alterne.

Nelle relazioni umane può essere utile conoscere la natura di questi codici e il modo in cui gestirli, al fine di avere interazioni che consentono sia un recupero delle parti dell’anima in questione, sia armonia, soddisfazione e chiarezza nel rapporto ordinario con le persone importanti della nostra vita. A questo scopo l’astrologia multidimensionale può essere utile.

Vi sono tecniche sperimentali impiegate nell’astrosciamanesimo per questo fine, come il tocco astrosciamanico, la danza e il teatro astrosciamanico e altre pratiche di recupero dell’anima.

Ciò che mi ha sempre colpito è il fatto che quando le persone sono in uno stato ordinario di coscienza, per esempio a tavola, mentre parlano tra loro, lavorano, passeggiano, e così via, esse tendono a comportarsi in base ai loro codici, e secondo i loro modelli culturali e sociali. Quando invece entrano in uno spazio espanso di coscienza, in rapporto ravvicinato con l’anima, ecco che non ci sono più differenze tra loro. A livello dell’anima non ci sono barriere, confini, ognuno può spostarsi liberamente ovunque, ed essere tutto e tutti.

Per tanti anni ho tenuto seminari con partecipanti di molte nazionalità e culture. Quando si ritrovano insieme nella sala le differenze di comportamento sono radicali, fin tanto che tengono gli occhi aperti e usano la loro mente ordinaria e i relativi linguaggi. Quando chiudono gli occhi e si aprono a semplicissime tecniche sciamaniche, le differenze scompaiono, non ci sono più distinzioni di cultura e linguaggio, di codici.

La cultura, il linguaggio, l’identità che crediamo di essere è solo un codice, una replica. Quando la mettiamo da parte, possiamo comprendere che altro siamo, chi siamo forse veramente. Ma soprattutto, ben lungi dall’abbandonarla, possiamo fare ritorno al nostro codice, alla nostra identità ordinaria, consentendo a essa di imparare a essere legittimamente una parte di ciò che siamo, un frammento del tutto.

© Franco Santoro

Il cerchio sul pavimento

Settembre 5, 2015 by admin

1005449_10151759843501041_950366899_n copyUno dei metodi tipici dell’astrologia esperienziale e dell’astrosciamanesimo è quello del cosiddetto cerchio sul pavimento.

Il tema natale è riprodotto a terra in un ampio cerchio, e la persona in questione si sposta fisicamente al suo interno, sperimentando l’energia o le caratteristiche dei Settori. Nelle sessioni individuali e di gruppo s’impiegano carte o pietre rappresentanti i segni zodiacali, disposte in cerchio o tappeti in cui figura il cerchio, insieme alle quattro direzioni ed altri elementi della cosmologia astrosciamanica. Altre carte o pietre sono usate per identificare pianeti e case.

Nell’astrosciamanesimo il cerchio sul pavimento è disposto con i segni zodiacali in senso orario, invece che in senso antiorario al fine di favorire un’esplicita connessione con i cicli stagionali, solari, lunari e diurni/notturni della terra. Inoltre, oltre ai 12 segni zodiacali, sono impiegate le 4 direzioni e i 3 mondi, e il Sistema Binario Astrosciamanico (le suddivisioni in 12 parti di ciascun segno per un totale di 144 binari) che sono disponibili nell’Astroshamanic Binary Tarot.

Non occorre conoscere l’astrologia per usare il cerchio sul pavimento o le sue applicazioni su vasta scala. La comprensione intellettuale dei segni e dei pianeti è poco rilevante ai fini del lavoro. Ciò che conta invece è essere disposti a contattare quella parte, dentro di noi, che di questi simboli ha una conoscenza innata e autentica.

In genere, occorrono solo pochi minuti di silenzio, ed è sorprendente con quanta intensità vengano fuori emozioni ed esperienze e come loro stesse prendano forma, senza bisogno di descrizioni e interpretazioni. Per esempio, nella posizione di Marte o del segno dell’Ariete, molte persone sentono subito una grande forza, ritrovano i loro veri desideri, il coraggio di essere se stesse, riescono a esprimere ciò che hanno dentro, a liberare la rabbia, ad acquisire capacità d’iniziativa e autoaffermazione.

Il cerchio sul pavimento è uno strumento molto potente ed è necessario accedervi con rispetto e responsabilità. In particolare, è essenziale garantire che ogni ricercatore abbia sempre la possibilità di scegliere fino a che punto del viaggio inoltrarsi. Per esempio, se in un certo settore qualcuno prova un forte senso di disagio, egli può sempre fare ritorno a una posizione più confortevole o spostarsi nel Centro del cerchio. Questo spazio rappresenta il nostro centro di consapevolezza multidimensionale, il punto che aiuta a liberarci dai ruoli e dagli stereotipi dei segni zodiacali. Nel cerchio possiamo imparare ad accettare, comprendere e integrare i diversi aspetti del nostro essere, senza negarli, proiettarli o reprimerli.

Nell’astrosciamanesimo l’astrologia è usata strategicamente per accedere a informazioni sulla geografia degli stati di coscienza e consentirne un’agevole esperienza. La carta del cielo non è interpretata analiticamente, ma si rivela in forma di emozioni, movimento, danza, suoni, immagini e situazioni che mirano a coinvolgere la persona in questione, a risvegliarla e a farle sentire intensamente le sue energie.

Nell’astrosciamanesimo il cerchio astrologico è inteso secondo la sua natura originaria di Sacro Cerchio. Una caratteristica del Sacro Cerchio è che mediante il suo impiego è possibile instaurare un rapporto diretto con la nostra natura multidimensionale, Dio, il Centro o qualunque altro termine similare, invece che una relazione di mediazione tramite un’autorità o rivelazione esterna.

L’astrosciamanesimo si basa sul sistema dei 12 Settori. Il vantaggio di questo modello è che, oltre a essere molto antico e diffuso, costituisce la struttura simbolica più comprensibile per la maggioranza degli esseri umani. Pressoché ogni individuo conosce i 12 segni zodiacali, si riferisce ai 12 mesi dell’anno o impiega orologi composti di un cerchio e 12 numeri.

Nel lavoro astrosciamanico, i 12 Settori rappresentano le vie che conducono a Dio, al Centro, alla propria vera natura multidimensionale. In questo Centro, la coscienza è totale e non esiste separazione, poiché v’è solo l’esperienza dell’unità. I 12 Settori sono emanazioni del Centro con la funzione di renderlo comprensibile nella realtà dominata dalla separazione.

Il Sacro Cerchio inquadra tutte le situazioni possibili dell’esperienza umana e non umana. Qualunque condizione è identificabile all’interno di tale sistema, e ciò significa che, poco importa dove ti trovi, la tua posizione è rintracciabile nel Sacro Cerchio e da quel punto è possibile ritrovare la via verso il Centro.

Il cerchio posto sul pavimento permette di avere una percezione tridimensionale e visibile di una realtà multidimensionale e invisibile, consentendoci di muoverci in spazi inconcepibili per la nostra coscienza ordinaria, riportandone tuttavia una comprensione di base in linea con le nostre capacità umane, indispensabile per integrare i limiti della nostra percezione con l’accesso a stati espansi di coscienza.

Nell’astrosciamanesimo i segni zodiacali rappresentano 12 centri energetici, che costituiscono strategicamente la struttura completa della nostra identità multidimensionale. Una volta che abbiamo imparato a recuperare, risvegliare e rendere funzionanti quei centri, allora saremo in grado di espandere la nostra consapevolezza e accedere a ciò che esiste oltre i confini della realtà separata. Il nostro sé multidimensionale è sempre là, anche se le richieste dell’identità sociale non ci lasciano abbastanza energia per essere intenzionalmente coscienti della sua esistenza. Il cerchio sul pavimento è uno strumento pedagogico inteso a creare dei varchi nella fissità della nostra consapevolezza, per acquisire la fluidità necessaria per un’espansione tangibile della nostra percezione.

Nell’astrosciamanesimo. il cerchio sul pavimento quando è usato all’esterno, prende spesso la forma di un cerchio di pietre o pali, con un diametro che varia da un metro fino a centinaia di metri. In alcune applicazioni del lavoro astrosciamanico il cerchio è usato su vasti territori. Esso diventa un cerchio astrogeomantico, una rete olistica di guarigione che collega ogni aspetto del territorio, inclusi edifici, piante, animali, uomini e tutto ciò che esiste in un luogo in qualsiasi tempo presente, passato e futuro. Il cerchio astrogeomantico permette all’ambiente di diventare uno spazio sacro, che dispensa energia e benedizioni a chiunque vi risiede o transita. Questo spazio si collega e risuona inoltre con altri luoghi di potere nel mondo e oltre. (Clicca qui per informazioni)

Per altri articoli sul tema vedi la sezione Astrosciamanesimo (clicca qui)

Estratti dall’opera: Astrosciamanesimo: libro uno, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore
di Franco Santoro (clicca qui per informazioni)

Valori nascosti

Settembre 4, 2015 by admin

Fullmoon2 webPer nascondere qualcosa di prezioso si tratta di metterlo dove nessuno lo andrà mai a cercare, dietro o dentro qualcosa di insospettabile.

Se stai cercando qualcosa di grande valore, inclusa la verità su di te e il mondo, e ancora non l’hai trovata o non ci hai capito niente, si tratta di cercare dove ancora non hai cercato.

A questo riguardo, i luoghi migliori dove cercare sono in genere quelli in cui siamo sicuri che non troveremo niente.

Se sei sul sentiero della verità occorre che impari a non dare nulla per scontato, a mettere in dubbio ogni certezza che si impone in modo assoluto.

Prima di tutto, te stesso. Sei proprio sicuro che l’identità che prova le tue emozioni, sensazioni e pensieri sia veramente tu?

Hai mai provato a metterla in discussione? A vedere cosa c’è dietro? A capire se sta nascondendo qualcosa?

Non sto sostenendo che non sia tu. Ti sto solo invitando a non dare nulla per certo.

Prova a mettere in dubbio di essere quell’identità che dai per certo di essere.

Come cambierebbe la tua vita, se mettessi in discussione questo anche solo per cinque minuti?

Prova a farlo e osserva quel che succede. Guarda cosa c’è dietro?

© Franco Santoro

Finzione e realtà

Settembre 3, 2015 by admin

smileChe differenza c’è tra finzione e realtà? In termini pratici, nessuna, se sei capace di fingere bene. La finzione tuttavia ha un vantaggio rispetto alla realtà, perché si fonda su una tua scelta, quella appunto di fingere, invece che su una circostanza indipendente dalla tua volontà.

La finzione, dal latino “fingere” (foggiare, plasmare, rappresentare qualcosa mediante una forma) è un atto creativo, mentre la realtà, da “res” (cosa) è qualcosa che esiste in sé e per sé, che c’è già, che non richiede alcuna decisione per esserci.

Per esempio, fingere di essere felice, è un atto creativo inteso a dare forma alla felicità, e in quanto tale richiede intelligenza, forza di volontà, capacità di espressione, mentre essere felice, e basta, è qualcosa che capita, che non dipende da te.

Quando impari a fingere bene, puoi decidere sempre tu che cosa è reale o meno, senza dipendere dalle circostanze, da ciò che c’è già. La finzione è una realtà evoluta, accessibile solo a pochi iniziati, a coloro che sono capaci di sfidare la realtà, plasmando, foggiando le realtà che decidono loro.

La maggior parte delle persone vuole essere felice, ma nell’essere felice purtroppo non esiste nessun atto di volontà, è qualcosa che può succedere, una possibilità, e anche se accade, può in seguito non succedere più. Quindi più insistiamo a volere essere felici più rendiamo improbabile il conseguimento della felicità. Ma se veramente vuoi essere felice, come conseguenza di una tua scelta, in totale autonomia, senza dipendere da niente e nessuno, si tratta di fingere di essere felice. Allora, se sai farlo bene, lo puoi diventare proprio in questo momento e continuare ad esserlo fino a quando ti pare.

Quando la realtà e la verità che si dichiarano reali e vere sono finte e false, la finzione che si dichiara finzione, per lo meno è onesta, e in quanto tale reale e vera.

Fingendo coscientemente possiamo renderci conto di quanto fingiamo senza rendercene conto. Inoltre, fingendo consapevolmente di avere stati dell’animo che riteniamo non vivere realmente in un dato momento (come felicità, pace, abbondanza, ecc.), possiamo, talvolta per caso, allinearci con una realtà nascosta di noi, che ha totale esperienza di quanto credevamo di non avere.

© Franco Santoro

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