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Archivi per Luglio 2015

Maria Maddalena

Luglio 22, 2015 by admin Lascia un commento

magdalene_w_eggMaria Maddalena, la cui festa si celebra il 22 luglio, è la Cenerentola del Nuovo Testamento. Seppure il suo ruolo sia determinante negli stessi vangeli canonici, è sempre stata messa in secondo piano dalle autorità religiose ufficiali.

Nella letteratura cristiana antica Maria Maddalena è descritta come l’Apostolo degli Apostoli (apostola apostolorum) ed è inoltre, secondo i vangeli ufficiali, l’unica persona presente nei tre eventi finali più significativi della vita di Gesù: la crocifissione, la sepoltura e la risurrezione. È anche la prima persona che incontra il Cristo risorto. A essa è dato il compito di comunicare la notizia agli Apostoli.

1 Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.
2 Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto.
3 Pietro dunque e l’altro discepolo uscirono e si avviarono al sepolcro.
4 Correvano ambedue assieme; ma l’altro discepolo corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro;
5 e chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò.
6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide i pannilini giacenti,
7 e il sudario ch’era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte.
8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto primo al sepolcro, e vide, e credette.
9 Perché non aveano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.
10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa.
11 Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,
12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.
13 Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.
14 Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
15 Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.
16 Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!
17 Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.
18 Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose. (Giovanni, 20:1-18).

Maria Maddalena è anche associata con l’uso degli olii:

1 Allora Maria, presa una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò co’ suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell’olio. (Giovanni, 12:3)

L’impiego degli olii risale alle tradizioni sciamaniche egiziane dove servivano per favorire la transizione dopo la morte.

Maria Maddalena nelle tradizioni gnostiche viene identificata talvolta come la “compagna” di Gesù.

Illusioni oneste

Luglio 22, 2015 by admin

Se ci rendiamo conto che questa è una realtà separata fondata su sogni e illusioni, possiamo pure avvederci che vi sono alcuni sogni e illusioni che hanno maggiore integrità e autenticità.

Questi sono i sogni e le illusioni che si presentano apertamente e con onestà come sogni e illusioni, invece di spacciarsi come realtà.

Similmente forse è preferibile incontrare qualcuno che ci dice sin dall’inizio “resterò con te solo un giorno” ed essere coerentemente lasciati dopo un giorno, piuttosto che sentirsi dire “non ti abbandonerò mai” ed essere lasciati dopo una settimana.

© Franco Santoro

L’uovo

Luglio 22, 2015 by admin

marymagsIl paradosso della nostra natura multidimensionale è che se non la riconosci e sviluppi pienamente, essa si rivolterà contro di te, distruggendo ogni aspetto di chi credi essere. In effetti, spesso questo è l’unico modo che le permette di emergere, così come un pulcino esce facendo a pezzi l’uovo che lo racchiude.

La tua identità ordinaria, con tutte le sue invidie, ambizioni e gelosie, è come il guscio di un uovo. Il suo futuro ha le ore contate. L’uovo si romperà inevitabilmente. Può rompersi in due modi: da dentro, con l’emergenza del pulcino, il sé multidimensionale, o dall’esterno, quando qualcuno se lo fa bollito, alla coque o in padella.

© Franco Santoro, 2008

In Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 11.

Oltre il significato dei sogni

Luglio 21, 2015 by admin

Per espandere la nostra coscienza e uscire dalla percezione separata in cui vive buona parte dell’umanità, è vitale prendere atto dei nostri sogni.

La nostra identità separata necessita di periodi regolari di ricarica e manutenzione per mantenere in vita la sua realtà autistica. Ogni essere umano ha bisogno di dormire e quando dorme sogna, sia che ricordi ciò che sogna o meno. Durante la notte il nostro corpo multidimensionale si libera provvisoriamente dal controllo dell’identità separata e ha una serie di esperienze.

È importante ricercare il significato di un sogno, seppure da una prospettiva sciamanica e multidimensionale il sogno rappresenti una vera e propria realtà, tanto reale, e il più delle volte più reale, della realtà terrena in cui crediamo unicamente di vivere.

Se non abbiamo interesse a esplorare altre realtà e l’unica nostra attenzione è verso la vita ordinaria allora è del tutto legittimo ricercare il significato di un sogno, comprendere che cosa vuol dire secondo la nostra realtà. A questo scopo vi sono diversi metodi di analisi e anche ricettari che forniscono molte spiegazioni.

Se invece riconosciamo che la nostra realtà è solo una tra le tante realtà in cui viviamo, il sogno andrebbe affrontato secondo la prospettiva del sogno stesso. Per esempio, e sommariamente, si tratterebbe di ritornare volontariamente, usando i riferimenti rimasti in memoria, da svegli, nel sogno e esplorarlo nuovamente alla ricerca di significati.

Quando abbiamo un incontro nella vita ordinaria con persone, luoghi, situazioni, ecc. che ci attraggono, e vorremmo saperne di più, possiamo interagire direttamente con loro, chiedendo a loro stessi ciò che vogliamo sapere, riportandone un’esperienza diretta, oppure possiamo evitare ogni contatto e fare riferimento solo alle nostre idee acquisite o a quelle di altre persone.

Entrambe le opzioni possono idealmente essere impiegate. Personalmente preferisco verificare prima direttamente il significato di un sogno, ritornandoci e, se si tratta di un sogno molto significativo, rivisitandolo più volte per un ciclo lunare intero. Poi in seguito sulla base di ciò che ho ricevuto, svolgere ricerche nella realtà ordinaria per capire la natura di quanto è emerso secondo diverse tradizioni o altri viaggiatori sciamanici. Tuttavia, faccio il possibile per avere prima vari incontri diretti con il sogno, per evitare che esso sia compromesso da giudizi e interpretazioni derivate da altri.

Io sono molto cauto riguardo fornire spiegazioni sul significato dei sogni, perché fare questo, da una prospettiva sciamanica, può corrispondere a un’amputazione, la scissione di una parte del nostro corpo multidimensionale. Tuttavia, mi adopero per relazionarmi con la realtà del sogno stesso, per ricercare il significato dentro al sogno stesso. E per fare questo il metodo più diretto implica rientrare dentro al sogno e navigare nuovamente nella sua realtà.

Provocatoriamente potremmo usare il procedimento inverso, considerando la giornata di oggi come un sogno e ricercandone il significato secondo la prospettiva del sogno che abbiamo fatto la scorsa notte…

Guarire le relazioni: tutta la realtà fisica è provvisoria (parte quattro)

Luglio 21, 2015 by admin Lascia un commento

Leaf HeartCome posso considerare come reali i corpi fisici separati, quando essi rispetto a tutti gli altri corpi (emotivo, mentale, spirituale) sono gli unici che regolarmente svaniscono? Nulla si conserva nel mondo fisico, tutto è provvisorio. I corpi delle persone che amiamo hanno un termine, come pure il nostro corpo. Questi corpi sono in circolazione per un po’ e poi, spesso senza preavviso, muoiono, lasciando il più delle volte sofferenza, senso di perdita e rabbia. Tutti i corpi fisici delle persone che amiamo sono destinati a sparire a un certo momento, perché sono parte di una realtà provvisoria.

Coloro che noi amiamo restano tuttavia nelle nostre emozioni e pensieri anche quando non sono fisicamente vicini o visibili. Noi continuiamo a stare in contatto con loro nei nostri pensieri e sentimenti.

Pensieri e sentimenti non sono considerati realtà perché ufficialmente è reale solo il mondo fisico visibile. Cose e persone in questo mondo fisico sono provvisorie e possono svanire in un attimo, mentre pensieri e sentimenti continuano a sopravvivere. Tutto è destinato a dissolversi fisicamente in questo mondo separato, mentre continua a vivere su altri livelli.

Perché allora questi altri livelli non sono considerati reali? Perché consideriamo reale solo ciò che è destinato a morire? Non è questa la prova della follia di questo mondo? Come è possibile non sentirsi frustrati e disperati in uno scenario tanto desolato?

Noi non siamo intrappolati in questo incubo, perché la sua causa può essere modificata a livello mentale. Prima di tutto devi diventare consapevole della confusione che l’identificazione con la realtà fisica genera nelle tue relazioni. Devi renderti conto che l’attività fondamentale avviene a livello della mente e divenire consapevole di ciò che pensi. Cosa pensi riguardo te stesso? Cosa pensi riguardo alle persone con cui ti rapporti? Che cosa veramente unisce te e gli altri? È la nostra mente? E dov’è Dio in questa relazione? Queste sono domande cruciali che hai da farti, perché la risposta determina ciò che veramente accade in una relazione. Sebbene il livello della mente possa apparire piuttosto complesso, alla fine è semplicissimo e chiaro. Mentre a livello fisico ci sono forme incalcolabili, nel regno mentale ci sono solo due tipi di forme pensiero: quelle basate sull’unità e quelle basate sulla separazione. Non ci sono altri pensieri, o come afferma Un corso in Miracoli “non ci sono pensieri neutrali”.

“Tutto ciò che vedi è il risultato dei tuoi pensieri. Non ci sono eccezioni a questo fatto. I pensieri non sono grandi o piccoli, potenti o deboli. Sono semplicemente veri o falsi. Quelli veri creano una realtà a loro immagine e somiglianza. Quelli falsi fanno la loro” (ACIM, W16.1:2-7)

I pensieri che formuliamo determinano la natura delle nostre relazioni. Ogni pensiero può recare unità o separazione, amore o paura, pace o guerra. Perciò in ogni tua relazione devi essere consapevole dei tuoi pensieri. In ogni momento puoi discriminare attraverso i due tipi di pensiero. E quindi devi stare attento riguardo ai tuoipensieri perché un minuscolo pensiero di separazione produce un risultato che si rifletterà nel tuo rapporto con il mondo.

Il fattore più importante è il rapporto che hai con la tua mente, che è anche la mente che esiste ovunque. C’è una libera circolazione tra le menti. I pensieri non sono bloccati nella tua mente individuale. Il concetto di una mente individuale è basato sulla separazione e, da una prospettiva di unità, è totalmente folle. Non ci sono pensieri privati, tutti i pensieri sono pubblici e hanno effetto sull’ambiente. Perciò quello che pensi con la tua mente influenza altre menti, semplicemente perché le menti non sono attributi personali.  Non c’è niente come la mia o la tua mente, c’è solo una mente. E, quando la separazione è trasformata in unità, questa mente diviene la Mente di Dio.

Nelle nostre relazioni ciò che conta non è il tipo d’interazione fisica in atto, se incontro o no una persona, se mi comporto fisicamente in un certo modo. Ciò che conta è il tipo di pensieri che ho. Quei pensieri producono effetti a un livello fisico o emozionale. Ne consegue che per guarire le relazioni, è molto utile dedicare tempo per pratiche che comportano una focalizzazione della mente, come la meditazione, i viaggi sciamanici, le affermazioni, preghiere, ecc. È inoltre vitale esercitare una continua vigilanza sui nostri pensieri, incrementando pensieri di unità e rilasciando pensieri di separazione. Questo non significa comportarsi come un cane da guardia. Essere in costante controllo genera tensione e hai bisogno di imparare anche ad essere compassionevole veros i tuoi pensieri di separazione, perché essi non possono essere guariti reprimendoli. Sono guariti solo quando sono trasformati in pensieri di unità, quando veramente sai che non ti servono, quando comprendi la loro causa e li lasci andare.

Ci sono solo due tipi di attitudine riguardo all’amore: espressioni d’amore e richieste d’amore. I pensieri di separazione sono richieste d’amore. Se rispondi a un pensiero di separazione con un pensiero di unità, rispondi a una richiesta da una parte della mente intrappolata nella separazione e questo le permette di essere liberata, guarita, così che alla fine c’è soltanto una mente.

Il lavoro di unificazione non consiste nell’eliminare la separazione attraverso la sua repressione e distruzione, non comporta creare una dittatura dell’unità. Si tratta di rispondere alla separazione con l’unità. Perciò possiamo rilassarci nella consapevolezza che non c’è nulla da combattere e occorre semplicemente imparare a relazionarci da una prospettiva di unità.

Lavorare a livello mentale può essere difficile perché i pensieri spesso passano inosservati e ciò che percepisci sono i loro sviluppi fisici ed emozionali, senza alcuna traccia apparente della loro provenienza. Perciò quando trattiamo con problemi fisici ed emozionali, come perdita, dolore, sofferenza, paura o rabbia, il processo di guarigione comporta scoprire da dove vengono, da cosa sono originati. Se rimani ai livelli fisici ed emozionali, sarai sempre più confuso perché tratti gli effetti e trascuri la causa. È necessario che ti chiedi: qual è il pensiero che ha causato questo problema? E forse questo è un pensiero che era stato prodotto molto tempo fa, magari milioni di anni fa. Il punto non è scoprire chi è il colpevole, colui che ha creato quel pensiero. Ciò che conta è trovare il pensiero stesso e farlo ora, perché se noi lo pensiamo adesso, ciò prova che noi siamo i creatori di quel pensiero e che noi possiamo anche scegliere di lasciarlo andare.

Questa scelta richiede che dapprima identifichiamo il pensiero di separazione, e poi lo lasciamo andare così che esso possa tornare all’unità per essere trasformato. L’intero processo richiede pazienza e perseveranza, e posso aver bisogno di spendere un gran lasso di tempo nel primo stadio della identificazione, prima che vada nel secondo stadio del rilascio, che può pure richiedere ulteriore tempo. “I primi due passi di questo procedimento richiedono la tua collaborazione. Quello finale no. Le tue immagini sono già state sostituite. Facendo i primi due passi vedrai che è così” (ACIM, W23.5:3-5) Questo è il perdono. E del perdono “la tua mente tiene le chiavi”.

“Il perdono dipinge il quadro di un mondo nel quale la sofferenza è finita, la perdita diventa impossibile e la rabbia non ha alcun senso. L’attacco è svanito e la pazzia ha trovato la propria fine. Quale sofferenza si può ora concepire? Quale perdita si può patire? Il mondo diventa un luogo di gioia, abbondanza, carità e generosità senza fine. Adesso è così simile al Cielo che viene rapidamente trasformato dalla luce che riflette: E così il viaggio che il Figlio di Dio aveva iniziato termina nella luce dalla quale è venuto. (ACIM, W249.1:1-7)

© Franco Santoro

Guarire le relazioni: la mente è libera (parte tre)

Luglio 21, 2015 by admin Lascia un commento

horses webLa principale caratteristica delle culture sciamaniche e delle antiche culture centrate sui valori della Terra consiste nel fatto che non credevano in una mente individuale e neppure nella morte come noi la concepiamo.  Non si preoccupavano di morire. Per loro la morte non costituiva un evento drammatico perché credevano che quando qualcuno moriva la sua forma fisica si sarebbe trasformata in un’altra, e poiché non esistevano gerarchie riguardo alle forme fisiche e gli uomini non erano considerati al più alto livello, erano ben felici di trasformarsi in un uccello, un albero o una pietra.

La consapevolezza che la mente è libera e non intrappolata in un corpo umano separato è la comprensione più ovvia semplicemente osserviamo la nostra esperienza personale della mente stessa.  Quando parlo o scrivo, mi relaziono con te, e comunico le mie idee e i miei sentimenti senza la necessità di un corpo fisico. Mentre tu leggi questo articolo, che contiene i miei pensieri, ricevi tutte queste informazioni senza guardarmi o toccarmi. Naturalmente, se tu hai visto il mio corpo fisico almeno una volta, puoi pensarmi come un corpo, mentre leggi queste righe, sebbene questa identificazione di me come un corpo accade nella tua mente, è una tua attività mentale.

Tu puoi anche leggere articoli, lettere o libri scritti molto tempo fa da gente che non hai mai incontrato o visto, e nonostante ciò ricevere idee e sensazioni senza usare il corpo come riferimento. Immagini, musica, suoni, film e discorsi ancora continuano a fornire informazioni anche quando i loro autori e attori non sono più vivi. Riguardo a ciò esiste un’incalcolabile quantità di idee, pensieri ed emozioni che continua a influenzare le nostre menti pur venendo da persone con le quali non ci relazioniamo attraverso un corpo.

La mente non ha bisogno del corpo per comunicare e creare relazioni. Anche quando usa il corpo, ciò che percepisce del corpo accade solo a livello della mente. Noi diamo per scontato che la forma fisica di chi vediamo davanti a noi è colui che ci parla e ci ascolta; ma è una supposizione arbitraria e solamente ciò che abbiamo deciso di credere. Con la nostra mente noi possiamo credere a qualsiasi cosa decidiamo, poco importa se falsa o irreale.

La cosa peggiore che può accadere è confondere ciò che si crede con la realtà. Allora non c’è scelta e tutta la libertà è perduta.  Allora una convinzione diventa la nostra realtà e noi restiamo bloccati in essa finchè diventiamo consapevoli che è solo un’idea, una costruzione mentale. E allora possiamo decidere di credere diversamente, scegliendo ciò che è credibile secondo la nostra diretta esperienza, ciò che veramente porta beneficio a noi e al mondo.  E tutto questo processo avviene a livello della mente, attraverso ciò che pensiamo.

“Ogni tuo pensiero costruisce un segmento del mondo che vedi. È quindi con i tuoi pensieri che devi lavorare per cambiare la tua percezione del mondo” (ACIM, W23.1:4-5)

Qualunque cosa pensiamo produce un effetto nel mondo e in tutte le nostre relazioni, conosciute e sconosciute. La mente non è vittima del corpo. In contrasto, è l’ego mente che crea il corpo che noi vediamo, strappandolo dalla unità collettiva della Terra, costringendolo a vivere nella paura e nell’isolamento e condannandolo ad una morte preordinata. Noi possiamo credere che questo sia il motivo e che noi siamo vittime di un mondo nel quale abbiamo deciso di credere.

“Non ha senso lamentarsi del mondo. Non ha senso cercare di cambiare il mondo. Esso è incapace di cambiare perché è soltanto un effetto, Ma ha invece molto senso modificare i tuoi pensieri sul mondo. Qui cambi la causa. L’effetto cambierà automaticamente,” (ACIM, W23.2:2-6)

Quando due individui s’incontrano, c’è prima di tutto l’incontro di due menti che apparentemente usano il corpo per comunicare, mentre la comunicazione avviene effettivamente al livello dei loro pensieri, conscio o inconscio. Nel nostro mondo separato la realtà è definita dalle forme fisiche separate che noi vediamo con i nostri occhi, che alla fine sono la rappresentazione pittorica di pensieri di attacco, paura e morte, “Ci si può ben chiedere se questo possa mai essere chiamato vedere. Non è forse più adatta la parola fantasia per questo processo, ed allucinazione un  termine più appropriato per il suo risultato?” (ACIM, W23.3:3-4)

(per la quarta parte di questo articolo clicca qui)

© Franco Santoro

Guarire le relazioni: la tua mente ha la chiave (parte uno)

Luglio 21, 2015 by admin Lascia un commento

dramacasale2Quando affrontiamo il tema delle relazioni umane da una prospettiva sciamanica e multidimensionale, la domanda di maggior rilievo è: chi è che cosa realmente si relaziona in una relazione?

Se, come sembrano concordare la maggioranza dei ricercatori ed esploratori della coscienza, noi non siamo corpi fisici, o i nostri corpi fisici non sono ciò che sembrano essere, allora una relazione tra due esseri umani, non importa come ci appaia, ha ben poco a che fare con le interazioni tra due corpi fisici.

Le nostre relazioni umane non riguardano l’incontro con particolari persone, come noi le identifichiamo dal loro corpo fisico, dal nome, ruolo sociale e atteggiamento esteriore.

Non sembra neppure che le relazioni siano interazioni emozionali. Non sono regolate da reazioni emotive, dal fatto di provare un sentimento per qualcuno, come amore, attrazione, turbamento, rabbia ecc.

Le risposte emozionali o fisiche sono un puro e semplice eco di un rapporto ben più profondo che si sviluppa al livello della mente, che è in definitiva la facoltà principale coinvolta nelle nostre relazioni. Per questo motivo una relazione può essere descritta come un’attività mentale, il risultato di due o più menti, che possono a volte usare i corpi o le emozioni come veicoli per le loro interazioni mentali, in modo opzionale e provvisorio e mai come requisito.

Il termine “mente” è qui usato per rappresentare quella parte di noi che comprende pensieri, consapevolezza, intento, volontà e capacità di esprimere o esercitare scelte. Nel suo stato naturale la mente è in accordo con lo Spirito, ossia la parte che è connessa con Dio[i] attraverso la sua identificazione con il tutto, la rete della vita, ecc. Questo è raramente il caso nella nostra realtà ordinaria basata sulla separazione, in cui la mente è divisa in due parti: una parte è in armonia con il Tutto e l’altra separata fondata sull’ego.[ii] Quest’ultima parte, che dà origine all’ingannevole nozione di una “mente individuale”, è il risultato di una percezione arbitraria e illusoria. Tuttavia, poiché queste illusioni si rivelano in forme che sembrano qualcosa, per tutto il tempo che restiamo in questo mondo, non possono essere rinnegate perché solo esse appaiono reali.

Il corpo fisico umano, come noi apparentemente lo percepiamo nella nostra realtà di separazione, è la principale forma ingannevole usata dall’ego, una struttura di carne posta intorno alla mente, una gabbia illusoria volta a dimostrare e preservare il paradigma dell’ego di un io diviso. Questo corpo pare essere tipico solo degli esseri umani e, come alcuni sciamani lo descrivono, è un conglomerato di “campi energetici che sono stati corrotti e distorti da una vita di abitudini e usi sbagliati”[iii], da un sistema illusorio di credenze e false percezioni.

L’ego ha creato questo corpo fisico scisso allo scopo di promuovere un sistema di pensiero basato sulla separazione, che include anche il presupposto che non ci possa essere via di scampo da questo sistema. La conseguenza di ciò è che se da un lato il corpo fisico diventa un culto, con moltitudini di fedeli sia nel mondo spirituale sia in quello mondano, dall’altro, sottilmente o palesemente, è profondamente odiato e biasimato come causa di ogni male.

Con il termine “corpo” ci riferiamo alla forma fisica umana come la percepiamo comunemente: un corpo separato, in competizione con altri corpi e disconnesso dalla totalità della realtà fisica. Questo corpo non ha niente a che fare con il vero mondo fisico che è una totalità priva di frammenti e di possesso personale. Ciò che l’ego rivendica è il corpo separato, la forma fisica scheggiata, uno strumento volto a fomentare emozioni e pensieri autistici.

“Lo usa per attaccare gli altri e ricercare piaceri fisici. Lo abbellisce per sentirsi speciale ed attrarre amanti speciali. Usa la malattia, la vecchiaia e la morte per provare che noi siamo deboli e colpevoli e che Dio è morto. Lo Spirito Santo guarda il corpo neutrale, come non avesse alcun potere sulla mente. Lo vede come un mezzo e non come un fine, uno strumento per raggiungere i nostri fratelli e portare loro amore, perdono e guarigione. In questo modo può essere un utile strumento.”[iv]

(per la parte due di questo articolo clicca qui)

© Franco Santoro
[i] Dio è inteso qui come Identità Multidimensionale Centrale, Sé Indiviso e Amore Incondizionato, e non denota identificazione con uno specifico credo o genere. Ciò che conta è l’esperienza di Dio, non il termine che usiamo. Se il termine Dio causa rancori, sentiti libero di sostituirlo con un’altra parola. Tuttavia desidero sottolineare che qualunque lavoro spirituale profondo, a mio avviso, ci metterà comunque di fronte a tutti i rancori che abbiamo verso il termine Dio allo scopo di guarirli.
[ii] Il termine ego è il latino di “io” ed è usato in vari contesti con diversi significati. Qui l’ego si riferisce alla psiche o sé individuale fondato sulla credenza di essere un’identità separata distinta dagli altri nel corpo, emozioni, mente e spirito.
[iii] Carlos Castaneda, The Wheel of Time, Penguin, 1998, p. 159.
[iv] Robert Perry, A Course Glossary, 158 Definitions from A Course in Miracles, p. 5.

 

Guarire le relazioni: la gabbia del corpo (parte due)

Luglio 21, 2015 by admin Lascia un commento

index“Il corpo è un recinto che il Figlio di Dio immagina di aver costruito per separare parti del suo sé da altre parti. Ed è all’interno di questo recinto che pensa di vivere, per poi morire quando si deteriora e si sgretola”(ACIM, WII..5.1:1-2) o come afferma Platone “Il corpo è una prigione nella quale la psiche è reclusa, tenuta al sicuro, finche il riscatto sia pagato.”

Finchè continui a percepire il corpo umano come te stesso non c’è via di uscita dalla separazione e non è possibile alcuna libertà. Qui il problema non è il corpo fisico e il suo uso, ma l’idea di avere il tuo proprio corpo fisico opposto al suo, al mio, al loro, a qualsiasi cosa esista fisicamente. È questa insana credenza che costruisce una gabbia per le nostre menti e impedisce di espandersi nella totalità della vita, compreso il vero mondo fisico.

Nel corso della storia dell’uomo gli sciamani hanno usato forme mutevoli come caratteristica basilare del loro lavoro, trasformandosi in altre forme fisiche e sviluppando la capacità di muoversi oltre il limite della loro forma umana personale, anche a livello cellulare.

L’ipotesi fondamentale ed esperienziale dello sciamanesimo è che noi siamo uniti al tutto e questa unità non si applica solo a livello spirituale, come avviene anche nella spiritualità convenzionale, ma riguarda ogni aspetto dell’esistenza, incluso il regno fisico. Dalla nostra falsa percezione del corpo fisico come separato dall’unità deriva dolore e ingiustizia ed è qui che è necessaria prima di tutto una guarigione. Inoltre, poiché nella nostra realtà consensuale possiamo vedere solo corpi separati, la mente è facilmente confusa con il corpo ed è senza dubbio più vulnerabile. Come conseguenza è facile perdere traccia di ciò che accade veramente nelle nostre relazioni con gli altri e con l’ambiente.

Non importa cosa faccio per relazionarmi e integrarmi con gli altri, tutti sembrano risiedere nei limiti dei loro corpi fisici. E quando questi corpi se ne vanno, un evento ineluttabile sia che muoiano sia che ci lascino, la relazione giunge a un epilogo tragico con il trionfo della separazione, ovvero esattamente ciò che l’ego da sempre ricerca. La confusione tra livello mentale e fisico è sostanzialmente la causa di tutti i problemi che noi sperimentiamo nelle relazioni umane. Per questo fondamentale errore di percezione la mente è costretta a usare il corpo fisico per essere riconosciuta e ciò per la mente risulta come essere letteralmente imprigionata in un corpo separato.

Canta l’indie rock band Arcade Fire:  Il mio corpo è una gabbia che mi impedisce / di danzare con colui che amo / Ma la mia mente possiede la chiave / Sono in piedi sul palcoscenico / di paura e insicurezza / È uno spettacolo vacuo / Ma applaudiranno ugualmente / Il mio corpo è una gabbia che mi impedisce / di danzare con colui che amo / Sto vivendo in un’epoca che chiama luce il buio / Anche se la mia lingua è morta / ancora le forme riempiono la mia testa / Sto vivendo in un’epoca di cui non so il nome / Sebbene la paura mi tenga in movimento / il mio cuore ancora batte lentamente / Il mio corpo è una gabbia che mi impedisce / di dan-zare con colui che amo / Sei accanto a me/ La mia mente possiede le chiavi/ Il mio corpo è una / Il mio corpo è una gabbia/ Prendiamo ciò che ci è dato/ Solo perché hai dimenticato non significa che sei perdonato / Sto vivendo in un’epoca che grida il mio nome nella notte / Ma quando raggiungo la soglia / non c’è nessuno in vista / Vivo in un’epoca / che ride quando danzo con chi amo / Ma la mia mente possiede le chiavi / Rende libero il mio spirito… [v]

La mente ego è fondata sull’assioma di essere contenuta in un corpo fisico. Questo fortunatamente significa che il corpo è una gabbia solo finché continuo a identificarlo con l’ego, la mente individuale o separata. L’altra parte della mente è libera e possiede le chiavi per venir fuori dal sistema dell’ego e impostare l’intera mente libera.

“La mente che serve lo Spirito Santo è per sempre illimitata, in tutte le maniere, al di là delle leggi del tempo e dello spazio, non legata ad alcun preconcetto e con la forza e il potere di fare qualsiasi cosa le venga chiesto. Pensieri di attacco non possono entrare in una simile mente, perché è stata donata dalla Fonte dell’amore e la paura non può mai entrare in una mente che è unita all’amore. Essa riposa in Dio. E chi può provare paura tra coloro che vivono nell’Innocenza e amano solamente?”(ACIM, W199.2:1-4)

(per continuare la lettura con la terza parte di questo articolo clicca qui)

© Franco Santoro

[v] (trad. dall’originale inglese) Arcade Fire “My Body is a Cage”, Neon Bible, 2007.

Fantasia e realtà

Luglio 20, 2015 by admin

Non esiste un’effettiva differenza tra la fantasia che abbiamo riguardo una data persona e la sua realtà.

Entrambe possono essere sia fantasia sia realtà.

Alla fine siamo sempre noi che decidiamo a quale realtà o fantasia credere.

© Franco Santoro

Hotspot multidimensionali

Luglio 17, 2015 by admin

MD HotspotUn hotspot multidimensionale indica un luogo o individuo che facilita una connessione diretta a realtà non ordinarie, fruibile da parte di chi entra nell’aria di copertura del segnale o a chi dispone dei requisiti per accedere alle realtà in questione.

Nella maggior parte dei casi gli individui che operano come hotspot, non sono consapevoli della loro funzione, perché incompatibile con i loro sistemi di credenza. La stessa situazione si applica a chi frequenta o abita in luoghi con caratteristiche hotspot.

I tratti distintivi degli individui o dei luoghi che operano come hotspot variano in base al tipo di realtà multidimensionali che sono in grado di coprire. In genere si tratta di persone soggette a radicali oscillazioni di percezione, umore, pensieri ed emozioni, con forte instabilità interiore.

Un elemento tipico di queste persone è rappresentato da una profonda alienazione e inadeguatezza, l’incapacità di mantenere un’idea stabile o coerente della loro identità ordinaria, con frequenti sensi di vuoto e inesistenza, oscillazioni estreme emotive e mentali, passaggi talvolta repentini dall’estasi al tormento, dall’euforia alla depressione, ecc. Nonostante queste anomalie, gli hotspot non soffrono necessariamente di seri disturbi mentali e possono tuttavia svolgere una vita apparentemente ordinaria.

Gli hotspot generano effetti psicotropici spontanei che non richiedono consapevolezza da parte loro né dagli utenti. Chi frequenta individui o luoghi operanti come hotspot può accedere con maggiore facilità a realtà multidimensionali e a stati non ordinari di coscienza.  L’accesso è possibile sia quando le persone si trovano nelle vicinanze fisiche di un hotspot, sia quando si collegano a livello emotivo o mentale con esso.

Gli individui e i luoghi che operano come hotspot sono estremamente ricettivi a tutto quanto è rimosso dalle persone ordinarie e dalla realtà consensuale prevalente, a livello luminoso e oscuro, alto e basso. Essi operano come amplificatori, stabilizzatori o assorbitori di date frequenze. Possono quindi per esempio assorbire su di sé frequenze basse e oscure, permettendo ai loro utenti di fare esperienze alte e luminose, o vice versa.

Quanto sopra è solo un breve accenno strategico e provocatorio su un tema decisamente controverso, rimosso regolarmente dalla realtà consensuale e dalla nostra identità ordinaria, e inaccessibile mediante le parole del linguaggio ordinario. È possibile comprenderne la natura solo mediante un’esperienza diretta. Per cui con lo scrivere mi fermo qui.

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