“Non contare i tuoi anni, fai in modo che i tuoi anni contino.”
Ernest James Myers, nato il 13 ottobre 1844, poeta inglese, Sole in Bilancia, Luna in Scorpione.
“Non contare i tuoi anni, fai in modo che i tuoi anni contino.”
Ernest James Myers, nato il 13 ottobre 1844, poeta inglese, Sole in Bilancia, Luna in Scorpione.
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Tutto quello che vuoi è disponibile per te.
Forse non tutto, ma quasi tutto, e decisamente molto di più di ciò che credi.
Si tratta solo di chiederlo o anche solo prenderlo.
Il punto è che forse non hai la convinzione, il coraggio o la faccia tosta per chiederlo o prenderlo, per paura, vergogna, etica o per altri buoni o cattivi, oscuri o luminosi motivi.
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Sentirsi in uno stato di confusione, smarrimento o sovraccarico è del tutto normale se questo è un universo fondato sul caos e la separazione, soprattutto quando siamo convinti, a causa di ciò che ci hanno fatto credere, che esso si basi sull’ordine e l’armonia.
Quindi se l’esperienza della vita che percepisci dentro e fuori di te è caotica, confusa, contradditoria, talvolta davvero crudele, non c’è qualcosa che non funziona in te, al contrario ti stai rendendo conto probabilmente dell’evidenzia più ovvia, ossia che questo mondo è caos e follia totale.
L’ordine e la chiarezza, se così stanno le cose, sono tuttavia utili come procedimenti strategici intesi a contenere il caos, a rendere provvisoriamente ordinata e armonica la vita nel caos e a confidare nell’ipotetico ritorno dell’ordine e dell’armonia.
In questo supposto caos tuttavia, nonostante il disordine e la confusione, di tanto in tanto è possibile avere il dono provvisorio di una conoscenza arcana, uno stato di grazia e illuminazione temporanea, che attiva la consapevolezza dell’esistenza di una realtà oltre il caos, fondata sull’estasi e l’unità.
Cosa ne facciamo di questo dono è la chiave dell’esistenza, forse.
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Ci tieni davvero a realizzare alcuni obiettivi nella vita?
Rifletti un po’ su quanto sopra.
E se ci tieni davvero, cosa fai a riguardo?
Pensi e parli solo di questi obiettivi, così tanto per parlare o pensare?
Oppure fai qualcosa, diventi operativo?
Oppure cos’altro fai?
Se fai qualcosa e diventi operativo, lo fai solo finche senti motivazione, eccitazione, sostegno e tutto fila bene?
Oppure vai avanti con determinazione ed entusiasmo, fissando e rispettando tempi e scadenze?
Oppure cos’altro fai?
E se vai fino in fondo, fissando e rispettando tempi e scadenze, in che modo lo fai?
Facendo quel che si può, perché ci sono così tante altre cose da fare, impegnandoti fino a un certo punto, accettando quel che viene, affidandoti al fluire dell’esistenza?
Oppure dando il massimo e aumentando ogni volta questo massimo, correggendo sistematicamente ogni errore, coltivando l’impeccabilità, creando e ricreando te stesso ogni giorno, insistendo implacabile?
Oppure cos’altro fai?
Non sto prendendo una posizione, rispetto a quale attitudine sia preferibile. Sto solo chiedendo cosa fai se ci tieni davvero a realizzare alcuni obiettivi nella vita.
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La Luna Piena in Ariete ha luogo il 1° ottobre 2020 alle 23:05.
Questo plenilunio ci confronta con l’opportunità di accettare e integrare l’opposizione tra conflitto e armonia, individualità e relazione, separazione e unità. Sole in Bilancia e Luna in Ariete combinano questi duplici aspetti, che nel corso della Luna Piena sono messi con più evidenza in luce.
Una delle lezioni qui consiste nell’imparare a riconoscere le situazioni e i momenti in cui è necessario affermare se stessi, o rimanere da soli, e quando invece occorre condividere, negoziare e stare con gli altri.
Questa Luna Piena comporta accettare sia la vicinanza sia la distanza, l’intimità e il distacco, stare insieme o da soli. Può insegnarci a capire che riusciamo a essere in relazione intima con gli altri solo se accettiamo di rapportarci intimamente con noi stessi, se riusciamo a sentirci bene da soli.
In effetti, siamo venuti in questo mondo da soli e lo lasceremo da soli, non importa quanto tempo dedichiamo alle nostre relazioni.
Una relazione di amore sacra non consiste nell’incontrare qualcuno che rappresenta l’altra metà della nostra anima, di cui non possiamo fare a meno, e vivere con lui per l’eternità. Questo non è amore, è sequestro di persona! Una relazione di amore sacra è recuperare i frammenti della nostra anima e diventare interi, permettendo a chiunque altro di fare lo stesso. È essere ugualmente felici e interi sia da soli sia insieme a qualcun altro.
I primi sei segni zodiacali, dall’Ariete alla Vergine, sono in relazione con lo sviluppo dell’individuo. La loro natura è soggettiva e focalizzata sulla propria realizzazione. La Bilancia segna un cambiamento di prospettiva e l’inizio di un nuovo ciclo, che riguarda l’integrazione con il mondo esterno.
La Bilancia si muove verso la realizzazione insieme agli altri, e comprende la forma più comune d’interazione umana, ossia il rapporto di coppia, che esotericamente costituisce il primo passo nel processo di morte iniziatica. La maggiore sfida per la Bilancia è mantenere equilibrio tra il se individuale (Ariete) e il se sociale orientato verso la coppia, tra l’interno e l’esterno, la vita e la morte, l’ego e la sua ombra.
La Bilancia sposta la focalizzazione dall’individuo al collettivo, dall’ordinario al non-ordinario, dall’io al noi, e ciò promuove guarigione ed espansione. Tuttavia possono sorgere grossi problemi se, a causa dell’eccessiva attenzione riservata al rapporto con gli altri, avviene un distacco dal precedente cammino individuale, dalla propria integrità nella solitudine, così come nell’intimità della relazione con un partner. Se questo accade, l’individualità e la relazione intima assopita si risveglieranno prima o poi, e rivendicheranno il loro spazio, spesso in modo veemente e impulsivo.
La Luna Piena comporta riconoscere entrambi i processi, ogni polarità opposta, e permettere l’emergenza di un punto di mezzo, una terza polarità, che permette agli opposti di coesistere simultaneamente, che ci consente di diventare sempre più completi. Questo sviluppo è quanto di più grandioso, sacro e audace possiamo auspicare nella nostra vita, sia solitaria sia di coppia, perché spiana la via verso la vera libertà, oltre gli incubi dettati dal dominio del tempo e dalla separazione.
Mi congedo con alcune parole di Giovanni Comisso, scrittore italiano nato con luna piena in Ariete:
Non avere padroni, né servitori, non avere l’incubo delle ore, non avere alcuna preoccupazione di denaro e lasciare che la mente e i sensi vivano tra il sogno e l’azione, liberi e folli, secondo l’estro determinato quasi da una consistenza astrale.
Per una meditazione completa su questa luna piena clicca qui.
© Franco Santoro
Immagine: NASA
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L’equinozio di autunno ha luogo esattamente alle 15:31 del 22 settembre 2020.
L’autunno rappresenta la conclusione e la morte di un vecchio ciclo e di tutto ciò che è stato dapprima famigliare. È un periodo molto intenso e benedetto.
Qui abbiamo la possibilità di liberare l’identificazione convenzionale del nostro ego, come centro di consapevolezza, e muoverci in dimensioni che permettono di rivelare una più vasta prospettiva di quello che siamo.
In autunno la dea romana Proserpina inizia la discesa nel mondo sotterraneo, dove rimane fino alla primavera.
Mentre il cielo gradualmente procede a esternare maggiore buio, e la natura principia a decadere nel suo aspetto esterno, giunge pure un tempo di oscurità e morte a un livello emozionale, mentale e spirituale.
Questo processo di morte iniziatica è sovente chiamato la Via del Guerriero Spirituale, o morte sciamanica. In quanto tale, può provocare trepidazione all’ego consueto e alla sua tendenza di aggrapparsi alle cose per paura di affrontare ciò che dimora oltre.
Coltivando l’introspezione e la connessione con la tua natura interiore, puoi congedarti dalle paure generate dalla credenza nella separazione e recuperare il supporto che necessiti per avanzare lungo il cammino di trasformazione.
L’accettazione della strategia della morte iniziatica e la rinascita che ne deriva, facilitano l’accelerazione di profondi cambiamenti senza passare attraverso la finzione di patire dolori o perdite.
La sfida principale dell’autunno consiste nell’apprendere a morire bene verso ciò che non serve più e nell’essere aperti a promuovere quello che è in rapporto con il nostro vero potenziale.
Buone domande sono qui: “A che cosa voglio dare spazio nella mia vita? Che cosa vuole vivere in me? Cosa è necessario lasciare andare per realizzare quello che voglio? Cosa c’é nella mia vita che necessita di morire? Quali modi di vivere non sono più in armonia col mio intento? Che cosa non mi serve più? Cosa non è più utile ai miei compagni, alla comunità in cui vivo, al pianeta, all’universo?”
Quando osservi il mondo solo attraverso la prospettiva della tua identità personale o della cultura a cui apparentemente appartieni, permetti all’invenzione del tuo ego personale o collettivo di governare come centro dell’universo piuttosto che consentire alla tua vera natura, e a tutto ciò che rappresenta, di collocarsi al centro.
L’autunno è un tempo alquanto controverso che può causare una certa confusione, se perdi di vista la connessione con la tua vera natura multidimensionale e ti lasci intrappolare dal sistema di pensiero frammentato dell’ego personale o collettivo.
Lasciare andare l’ego significa rinunciare ai tuoi attaccamenti al dolore, liberare la tendenza a volere avere ragione a scapito di essere felici, essere disponibile a esplorare altre dimensioni o modalità esistenziali. Si tratta inoltre di essere consapevole del tuo ruolo di canale e luogo d’incontro per energie di molteplici realtà.
Hai bisogno di comprendere che in ogni singolo momento puoi scegliere se contribuire all’unità o alla separazione, e che questa scelta comporta essere consapevole della qualità dei tuoi pensieri.
Al fine di ricevere qualcosa di nuovo, ti viene chiesto di liberare ciò che è vecchio e non è più necessario. Rilascio e morte sono una parte integrale del ciclo della natura a tutti i livelli, e durante l’autunno ciò raggiunge il suo apice.
Mentre questo processo si sviluppa, l’ego avverte che la struttura della sua allucinazione è minacciata e le sue reazioni possono farsi assai intense. Certe situazioni della vita possono apparire confuse, spaventose, precarie, dolorose o tristi. E malgrado ciò, una notevole trasformazione sta avendo luogo e incredibile benedizioni germogliano. La fede è necessaria.
Sii con la tua natura più vera e profonda, e abbi fede in essa, in quello che è semplicemente un momento passeggero di travaglio. Prosegui lungo la via dell’autunno, confidando che le ricompense per il tuo lavoro sono imminenti. Permetti a te stesso di essere nutrito da una nuova percezione e accetta il supporto che è disponibile per te. Questa è la benedizione autunnale.
Sei benvenuto a partecipare alla meditazione sull’Equinozio clicca qui per informazioni.
Ti auguro un autunno assai felice,
Franco Santoro
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