Alcune persone provano una sottile soddisfazione quando un evento doloroso o cattivo che hanno pensato o ricevuto in visione su loro stessi, qualcuno o qualcosa si manifesta davvero. È un senso di vanità spirituale, gratificato da doti di veggenza e dal potere di anticipare gli eventi.
In un mondo in cui il destino di ogni persona è la morte e nella maggior parte dei casi la malattia e la sofferenza, non ci vuole proprio alcuna abilità nel prevedere eventi dolorosi. Ci sono così tanti che lo fanno dalla mattina alla sera. Quel che invece scarseggia è la dote di saper trasformare un evento nefasto in evento felice, di sostituire pensieri e visioni che fanno male e ci incatenano con pensieri che apportano gioia e ci liberano.
Jinn e altre entità invisibili
I Jinn sono creature multidimensionali della cosmologia islamica e pre-islamica. Il termine “jinn” deriva dal persiano e significa “cose nascoste alla vista”. Si tratta di entità invisibili di quarta dimensione che vivono in una realtà parallela a quella umana. Essi sono citati frequentemente nel Corano, che li descrive come esseri intermedi fra mondo angelico e umanità, fatti di fuoco rovente e privo di fumo, ma anche capaci di operare con forme fisiche. Come gli umani possono essere maligni, positivi o neutrali. Interagire con gli Jinn non è facile, perché sono impredevibili, spietati, mutevoli, astuti. A differenza degli uomini hanno rapidità di movimento, possono assumere qualsiasi aspetto fisico, mutare forma e influenzare la mente di altre creature. I jinn leggono i pensieri umani e talvolta li provocano, perché si infiltrano facilmente nelle nostre menti. In effetti da una prospettiva multidimensionale condividono il nostro stesso corpo e mente, ma invece di essere vincolati a un solo corpo e mente, come gli esseri umani, possono cambiarlo a piacimento. Secondo il Corano i jinn furono creati da Allah da una fiamma senza fumo e abitarono per primi la Terra.
La maggior parte dei problemi fisici, emotivi e mentali che abbiamo come esseri umani sono causati da possessione da parte di jinn. Questo è dovuto a diversi motivi, decisamente incomprensibili secondo la prospettiva della nostra consapevolezza umana. Talvolta uno jinn si innamora di un essere umano e non gli permette di avere relazioni amorose, a meno che non siano manipolate dalla sua presenza, oppure crea gravi problemi in un’area della vita di una persona come ritorsione per un torto fatto inconsapevolmente. Nella maggior parte dei casi i jinn si comportano in modo odioso verso gli esseri umani perché sono semplicemente malvagi. Per questo motivo nella tradizione islamica si recitano molte preghiere, invocazioni e negoziazioni intese a prevenire la possessione da parte degli jinn e, nel caso questa sia avvenuta, per rilasciarne gli effetti malsani, esorcizzando o adorcizzando. Aree particolarmente infestate da jinn malefici sono i gabinetti. Il Profeta (pbsl) usava fare questa invocaziono ogni volta che entrava in questi luoghi: Allaahumma innee a’oodhu bika minal-khubthi wal-khbaa’ithi (O Allaah! Cerco rifugio in te dai Satana maschili e femminili). Anche durante i rapporti sessuali, i pasti, nel corso della notte, nell’atto di entrare in una casa o quando ci si ferma in un luogo nuovo, i jinn sono particolarmente attivi, per cui ci sono invocazioni apposite di protezione.
A livello sciamanico i Jinn sono associati a tipologie di spiriti, che possono prendere sembianze umane provvisorie, insediandosi per tempi più o meno brevi, e talvolta definitivi, nel corpo energetico di esseri umani.
Le persone nella vita che hanno un ruolo rilevante e spesso ossessivo nei nostri pensieri ed emozioni, anche quando non abbiamo più rapporti fisici e ordinari con loro, sono sovente personificazioni di spiriti. Gli spiriti operano attraverso di loro, ma questo non significa che la loro attività sia uguale per tutti. Vi sono spiriti che creano effetti solo verso alcuni e pochi individui.
Quando una persona ci domina e ossessiona frequentemente nei pensieri e nelle emozioni, senza che in effetti avvenga alcuna interazione con essa, questo è segno di presenza di spiriti.
È nella sfera delle relazioni sentimentali e affettive che gli spiriti operano maggiormente, spesso provocando situazioni assai gravi di dolore, disperazione. Sebbene da una prospettiva ordinaria, Jinn, Graha, e altre entità similari possono apparire come figure mitologiche, simboliche e fantasiose, secondo una prospettiva sciamanica, essi sono intese come identità reali, con cui è fondamentale relazionarsi.
Ogni nostro serio problema di relazione è connesso con l’intervento di spiriti. Ne consegue che anche l’attività di guarigione è in rapporto con gli spiriti.
Forse, il passo più decisivo che l’uomo può compiere nel processo di crescita consiste nell’uscire dal suo autismo multidimensionale. Noi non siamo soli, non lo siamo mai stati. La nostra negazione di ciò che esiste oltre la percezione umana e consensuale, se da un lato ci impedisce di relazionarci in modo diretto con gli spiriti, non impedisce a questi di relazionarci con noi.
Ammirazione e amore
Non confondere l’ammirazione con l’amore.
Le persone possono ammirarti per i tuoi talenti, perché sei bello, divertente, famoso, abile o potente. L’ammirazione è data principalmente quando hai la capacità di attrarre e intrattenere.
L’ammirazione può confondersi con l’amore. Molti che ti ammirano possono dire di amarti o tu stesso puoi credere che ti amino.
Puoi capire la differenza tra ammirazione e amore quando non sei più in grado di attrarre e intrattenere o altri riescono a farlo meglio di te.
Ricerca della felicità
Seguiti a cercare felicità, piacere e successo in questo mondo, ma hai scarsi risultati?
Non te la prendere. Forse ti trovi nel mondo sbagliato. Magari ti hanno informato male o ti sei lasciato convincere dalla pubblicità. Qui felicità, piacere e successo scarseggiano assai e anche se ne trovi un po’ a un certo punto finiscono.
Probabilmente non sei affatto qui per trovare felicità, piacere e successo.
Sei qui per trovare scontentezza, dolore e fallimento e per convertirle in felicità, piacere e successo.
Il mondo che vedi è nella tua testa
Il mondo che vedi è solo nella tua testa.
I tuoi occhi non vedono nulla di per sé. Essi si limitano a codificare la luce dei segnali elettrici che il tuo sistema nervoso usa per comunicare. Le informazioni sono trasportate dai nervi ottici nella parte posteriore del cervello per l’elaborazione e l’interpretazione. Il mondo che vedi è solo il programma del cervello. All’interno di questo programma non esiste via di uscita.
Quando comprendi questo allora ti rendi conto che ogni tentativo di interagire o cambiare effettivamente quello che vedi è solo una farsa. Ciò che vedi, inclusa l’immagine di te stesso, è una realtà virtuale, con innumerevoli varianti. Da qualche altra parte, se ti interessa, esiste il tuo vero io.
Parlar male di qualcuno
Quando ascolti una o più persone che ti parlano male di qualcuno che non è presente e ti senti a disagio, hai certamente buoni motivi per sentirti così. Questo perché quel qualcuno è in effetti presente. Di fatto, da una prospettiva multidimensionale non è proprio possibile parlare di qualcuno che non c’è. Quindi i casi sono due: quelle persone stanno parlando male di loro stesse oppure stanno parlando male di te.
Empath
“Empath” è ora un termine piuttosto di moda nella psicologia alternativa e subcultura New Age, così come diversi anni fa era in voga il termine “bambini indaco”, di cui ora non si parla più tanto, forse perché quei bambini sono diventati adulti.
Un “empath” (empatico) è descritto come un individuo altamente sensibile con la capacità di percepire ciò che le persone vicine pensano e sentono.
Per un “empath” rendersi conto di questo è molto utile, perché consente di non attribuire a se stesso le emozioni e i pensieri che prova. Allo stesso tempo, ciò può essere una catastrofe se un “empath” comincia ad attribuire alle persone che incontra le emozioni e i pensieri che prova. Avete mai incontrato questo tipi di soggetti?
Si sentono arrabbiati, arrapati, depressi, angosciati, ecc. e la loro immediata conclusione è che sei tu che ti senti così, solo per il fatto che ti trovi nelle loro vicinanze.
Se sei un “empath” hai decisamente una grande sensibilità, e questo può essere un grande dono. Ma può essere una grande maledizione, se attribuisci quello che provi solo a te stesso o ad altri esseri umani.
Ciò che occorre capire prima di tutto è che noi esseri umani siamo solo una minuscola parte della realtà. Si tratta di riconoscere che esistono anche altre entità visibili e invisibili. Si tratta di smetterla di incolpare solo se stessi o altri individui riguardo ciò che ci accade!
Fino a quando ci sarà la morte?
Fino a quando ci sarà la morte?
Finché ci sarà la nascita.
Tutti coloro che sono nati a un certo punto sono morti e nella stragrande maggior parte dei casi hanno pure sofferto.
Se decidi di fare nascere si tratta di accettare sin dall’inizio la morte, inclusa l’assenza totale di garanzie riguardo la durata e la qualità della vita.
Laddove ci possono essere motivi legittimi per promuovere la nascita, in mancanza dell’accettazione di quanto sopra la nascita e la vita diventano puro inganno e abuso. Ne deriva che al momento della morte ciò che rimarrà sarà risentimento, rabbia e rancore, oppure la comprensione di quanto non era stato precedentemente accettato.
(libera parafrasi del Vangelo degli Egizi: “Quando Salome chiese: ‘Per quanto tempo la morte avrà potere?’ il Signore rispose: “Finché voi fate figli” – Stromateis, 111.45)
Lavorare con la luce
Lavorare con la luce non vuol dire affatto considerare solo il lato luminoso della vita. Al contrario significa affrontare il buio, considerare gli aspetti più oscuri dell’esistenza, ciò che causa dolore, vergogna e paura, permettendogli di essere esposto nella luce del riconoscimento, dell’accettazione e della guarigione.
Partner invisibile
I problemi di relazione esistono solo quando ti identifichi con il tempo biologico lineare. Da un momento all’altro in terza dimensione una relazione può andare in crisi e finire. E quel che rimane accanto è solo una sedia vuota. Il punto è che siamo qui proprio per comprendere la natura di quel vuoto. L’assenza o la precarietà di una relazione nel tempo lineare ti serve a riconoscere la relazione che esiste oltre il tempo. Ti serve a comprendere la tua relazione effettiva con un partner multidimensionale. Sei in una relazione multidimensionale con un partner invisibile nel tempo lineare presente. Questo partner può coesistere per brevi momenti nel tempo lineare, ma è destinato inevitabilmente a scomparire su quel piano. Finché non sei disposto ad accettare il mistero della sua scomparsa, seguiterai a condannare ogni tua relazione biologica a una fine amara.