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Liberazione e schiavitù: prigionieri di un sogno

Luglio 9, 2015 by admin

Che cos’è la liberazione? È la cosa più facile da definire e la più impossibile. È facile da definire perché chiunque ha esperienza della liberazione. Chiunque due volte al giorno almeno ne ha esperienza: quando si sveglia e quando si addormenta. (Elémire Zolla)

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di Ruíz, Antonio

Quando sogni, lasci le limitazioni di questo mondo e ti muovi libero dal corpo. La realtà ordinaria svanisce e ti ritrovi in altri luoghi con ruoli e situazioni ogni volta diverse. Non importa quanto consideri reale la vita ordinaria e quanto tu sia attaccato a essa; almeno una volta al giorno, tutto il mondo che ti è familiare scompare e vivi un’esperienza radicalmente diversa. Quando ciò accade non provi alcun stupore, non senti alcuna mancanza o desiderio di tornare alla vita ordinaria, che dimentichi completamente. Poi al risveglio tutto torna come prima, ti ritrovi confinato nello stesso mondo, prigioniero di una realtà verso la quale ti ostini a rivolgere ogni sforzo e attenzione.

Continui a sostenere incessantemente questa realtà separata, lottando a ogni costo per la tua sopravvivenza, accumulando risorse, promuovendo la sua crescita mediante la gestazione e nascita di nuovi corpi. Considerando questa realtà come l’unica realtà possibile, ne consegue che l’estinzione e la morte ordinaria sono ritenuti gli eventi più dolorosi.

Non ti avvedi che erigendo questa realtà come l’unica realtà possibile condanni te stesso e i tuoi simili a rimanervi per sempre confinati, in un clima di terrore psicologico e spirituale in cui ognuno controlla l’altro onde evitare ogni possibilità di liberazione.

Questa realtà almeno una volta al giorno, quando dormi e sogni, scompare completamente. Com’è possibile che qualcosa che consideri così reale svanisca, anche se non lo vuoi? Questa è una domanda facile e impossibile, così come la sua risposta. Essa è l’anticamera di un’altra domanda, ancor più facile e impossibile. Se questa è l’unica realtà, com’è possibile che a un certo punto ogni individuo sparisca definitivamente da essa?

Ogni volta che sogni scompari provvisoriamente da questa realtà e fai esperienza di altri spazi. Questo in preparazione del momento in cui la tua scomparsa da questo mondo sarà definitiva.

Ma se ti ostini a riconoscere questi spazi come fantasie, sogni, e questa realtà come l’unica realtà, ecco che una volta che essa sarà cessata non saprai proprio dove altro andare e sarai costretto a ritornare di nuovo qui, sia morto sia vivo. Ma non solo: poiché non riesci a fare a meno di essa, costringerai pure le persone che conosci a fare lo stesso, escogitando ogni tipo di ricatto affettivo, morale, sessuale, per obbligarle a fare ritorno in questa dimensione. Qui continuerai la tua esistenza di schiavo, adoperandoti al massimo per consentire a questa schiavitù di continuare, assicurandoti che essa sia sempre densamente popolata e che nessuno si sposti altrove.

Non permettere a te stesso e agli altri di rimanere per sempre prigioniero di questa realtà. Finché sei vivo in questo mondo, usa tutte le tue energie per capire chi sei, per fare esperienza della tua vera natura, per sognare, per comprendere cosa esiste oltre il mondo che sei obbligato a considerare reale, per incontrare altri individui con cui puoi concederti ogni libertà.

Se proprio ci stai bene in questa realtà, allora goditela fino in fondo. Forse hai desiderato tanto arrivarci, e hai fatto un lungo viaggio per esplorare un luogo remoto ed esotico, o sei tornato qui con un obiettivo speciale, o magari ti è stato dato un ruolo amministrativo pieno di privilegi, per cui, tutto sommato, te la spassi bene.

Se ti piace quello che succede qui, o se hai trovato un modo valido per giustificare quanto non ti piace, se ritieni proprio che questa sia l’unica realtà possibile, allora sii coerente. Potresti avere ragione e hai ogni diritto di rimanere solo qui e di escludere ogni altra via d’uscita. Confido tuttavia che avrai la dignità di non obbligare gli altri a fare lo stesso.

Tre quarti della filosofia e della letteratura consiste nelle storie di persone che cercano di convincere se stesse che amano veramente la gabbia in cui sono stati ingannati ad entrare. (Gary Snyder, The Gary Snyder Reader: Prose, Poetry, and Translations, Berkeley, Counterpoint, 2000. p. 29.)

© Franco Santoro, 2008

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 93-96.

Immagine: Ruíz, Antonio, El sueño de la Malinche

Relazioni psicotropiche

Luglio 8, 2015 by admin

Champion doubles copyEsistono poche possibilità di guarigione per le nostre relazioni più intense, conflittuali e passionali a meno che non riconosciamo la loro natura multidimensionale.

Quando con una persona proviamo un’alternanza radicale di esperienze luminose e oscure, estatiche e dolorose, potrebbe trattarsi di una relazione psicotropica, un rapporto che consente l’accesso a stati sciamanici di coscienza. Questa relazione svolge la stessa funzione di alterazione della coscienza di certe piante o droghe psichedeliche, con la differenza che la somministrazione procede in modo assai più spontaneo e inconscio.

Le relazioni psicotropiche sono preziose perché ci permettono di espandere la nostra consapevolezza, di andare oltre i limiti della realtà consensuale e avere l’esperienza della nostra natura multidimensionale. Tuttavia, come certe piante e droghe psichedeliche, possono essere assai tossiche, pericolose e devastanti per la nostra salute psicofisica e spirituale.  Questo accade quando ne diventiamo succubi e dipendenti, allorché non siamo capaci di gestirle e riconoscerle, tanto che la nostra intera vita degenera progressivamente e ci sembra non avere alcuna via d’uscita.

Una caratteristica tipica delle relazioni piscotropiche consiste nel fatto che le persone in questione si trovano in totale allineamento in alcune esperienze e situazioni, tanto da percepirsi come una singola unità organica, mentre in altri esistono massime diversità e opposizioni. Inoltre tramite la reciproca interazione un partner, o entrambi, entra in stati di estrema estasi o terrore, pace o agitazione, accedendo a spazi di grande benessere o malessere fisico, emotivo, mentale o spirituale.

Talvolta l’esperienza in alcune relazioni è esclusivamente luminosa, mentre in altre è solo negativa, il più delle volte di entrambe le nature.

Se le persone in questione non sono consapevoli della natura psicotropica della loro relazione, ne conseguono sovente manipolazioni, violenze, tradimenti, incomprensioni, ossessioni o altri episodi assai dolorosi, così come eventi con polarità opposta.

Purtroppo il conflitto tra questi estremi è insanabile nella realtà ordinaria, perché le sue cause appartengono ad altre realtà, sono gli effetti psicotropici dell’incontro tra persone, che rendono palese quanto accade ad altri livelli di percezione, come nel dislocamento multidimensionale. Quando queste relazioni operano in modo tossico e causano conseguenze devastanti per le persone in questione, si tratta di lasciare perdere ogni disquisizione esoterica o sciamanica, ed essere rigorosamente pragmatici.

Come fare allora? In poche parole, se non siamo in grado di gestire l’impatto doloroso, violento e caotico di queste relazioni, si tratta di chiudere in modo radicale queste relazioni e/o di gestirle unicamente secondo i riferimenti legali, sociali, psicologici o religiosi tradizionali. In questi casi occorre lasciare perdere ogni velleità esoterica, sciamanica o visionaria.

Non importa quanto sono copiose le esperienze estatiche, i sogni premonitori, i messaggi di spiriti e altri elementi non ordinari che ci incitano a seguitare la relazione, se essa seguita a provocare seri danni alle persone coinvolte, si tratta di una relazione malata. Qui occorre essere rigorosamente pragmatici, trattando la situazione in modo simile a una dipendenza da sostanze tossiche, astenendosi, avviando un processo di disintossicazione, facendosi guidare da uno psicologo o professionista competente.

Un’altra opzione, praticabile in mancanza di effetti tossici, consiste nel perseguire queste relazioni coscientemente per un fine di ampliamento di coscienza, per scopi esclusivamente sciamanici. In questo caso selezioniamo solo gli aspetti del rapporto conformi a questo intento, rinunciando definitivamente a tutti gli altri. Per fare ciò è necessario idealmente che entrambi i soggetti siano d’accordo.

Esiste anche una terza opzione, piuttosto controcorrente. Essa consiste nel ricercare individui che espressamente sono disponibili a svolgere un effetto psicotropico, usando massime precauzioni e integrità sin dall’inizio del rapporto, finalizzandolo con trasparenza a una funzione di espansione della coscienza. Se le persone in questione sviluppano anche un rapporto di altra natura, che implica una relazione sentimentale, il matrimonio, la famiglia o il lavoro, è necessario discriminare con vigilanza tra l’aspetto psicotropico e quello ordinario, permettendo a ciascuno di essere onorato con integrità e distintamente.

Quando una relazione psicotropica si è sviluppata in modo inconsapevole sin dall’inizio e ha già provocato danni notevoli agli interessati, risulta in alcuni casi arduo gestirla diversamente. Questo sommariamente perché essa è diventata il ricettacolo di un insieme caotico di entità e dimensioni conflittuali, che raramente saranno disposte a rilasciare il loro potere, a meno che non si eserciti massima disciplina e attenzione. Si tratta idealmente di riconoscere che la situazione risulta difficile, operando con pazienza e tolleranza reciproca, e qualora uno o entrambi i soggetti sono impossibilitati a reggere la situazione, prendere le distanze l’uno dall’altro per brevi o lunghi periodi.

È preferibile quindi procedere con molta cautela sin dall’insorgere dei primi sintomi psicotropici, usando apposite tecniche e strumenti.

Queste sono poche e fredde parole. Per ulteriori parole e azioni occorre verificare ogni caso singolarmente.

© Franco Santoro

Dislocamento multidimensionale

Luglio 7, 2015 by admin

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Una tra le dinamiche più spietate di perdita dell’anima è il dislocamento multidimensionale. Si tratta di una situazione che provoca effetti talvolta fatali nella vita umana.

Il contesto tipico di questa dinamica consiste nell’avere l’esperienza incisiva simultanea di due realtà parallele, antagoniste e inconsce, che si riflettono nel rapporto con una o più persone presenti nella realtà consensuale. La nostra esistenza terrena, sia esteriore sia interiore, diventa così il campo di battaglia in cui si scatenano conflitti tra dimensioni o entità invisibili.

I sintomi del dislocamento sono dati in genere dal rapporto con una o più persone in cui seguitiamo ad alternare emozioni ed esperienze estreme. In base alle dinamiche di forza tra le dimensioni interessate a volte ne prevale provvisoriamente una, in altri casi un’altra. Tuttavia, si tratta di un conflitto paralizzante e irrisolvibile. Anche se dopo ogni battaglia può seguire un breve periodo di pace, la guerra continua.

Il sintomo più spietato del dislocamento accade quando da un lato percepiamo visibilmente di aver subito un grave torto da parte di una persona o situazione, mentre dall’altro sentiamo di essere noi responsabili di questo torto. Nel dislocamento proviamo una dicotomia estrema di emozioni, pensieri e sensazioni. Per esempio, facciamo il possibile per continuare una relazione difficile perché intimamente percepiamo che si tratta di un rapporto di grande valore, ma la persona in questione ci tratta assai male o ci lascia. Tuttavia, sebbene questo scenario risulti assai evidente, per l’altra persona e anche per noi, a un certo punto, sentiamo o ci viene fatto credere che è accaduto esattamente l’opposto. Così seguitiamo ad alternare idee ed emozioni estreme, proviamo forte odio e amore, la chiara sensazione di porre fine per sempre a una relazione e quella di dover continuare, passaggi costanti dall’alto al basso e viceversa, senza via d’uscita.

A nulla valgono le spiegazioni razionali e psicologiche, le eventuali terapie o strategie che impieghiamo per svincolarci dal dolore di questa situazione, essa continua a manifestarsi nella stessa maniera o in modi distinti nella nostra vita.

Da una prospettiva sciamanica continueremo a essere le vittime o i carnefici di ciò che accade sul piano ordinario, finché non scopriremo le dinamiche multidimensionali della situazione in cui ci troviamo. Il problema è che in una realtà consensuale fondata sulla separazione e la negazione di altre dimensioni, la possibilità di una soluzione è piuttosto improbabile. L’opzione consiste nello scegliere con un estremo atto di volontà di rifiutarci di mettere in scena questi conflitti nella nostra vita ordinaria, di astenerci dalle interazioni con gli altri fondate sul dislocamento. Ciò implica sfidare le realtà invisibili a venire allo scoperto, ricercando a tutti i costi la loro matrice, entrando in un paradigma in cui i rapporti con gli esseri umani cessano di avere il monopolio assoluto e sono vissuti secondo una percezione assai più ampia.

Si tratta di smettere di promuovere conflitti con altri esseri umani, per andare alla ricerca delle effettive forze che sono in conflitto. L’uomo da sempre ricerca la pace e da sempre seguita a essere in conflitto. Se la nostra realtà è stata creata per mettere in scena conflitti esistenti a un livello invisibile, il conflitto cesserà paradossalmente solo se ci sarà un ammutinamento della razza umana, se ci rifiuteremo di continuare la nostra specie, finché non avremo ottenuto chiare spiegazioni sul motivo e senso della nostra esistenza.

Ovviamente quanto sopra è solo un’ipotesi strategica e provocatoria, un tentativo di spiegare a parole l’inspiegabile. È anche un invito, una sfida ad aprirci a un’esperienza diretta. Se ti senti pronto o se proprio non hai più alternative, ti invito ad andare dentro, a invertire la rotta del dislocamento e a ricercare l’alleanza con altre anime che hanno scelto di fare lo stesso.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 76-78.

Due vie di guarigione

Luglio 6, 2015 by admin

È molto importante comprendere la distinzione fra due vie di guarigione, perché esse sono inconciliabili fra loro.

Una via opera per la separazione e l’altra per l’unità. Sebbene la seconda via operi per l’unità, non può unificare la via che sostiene la separazione, perché anche se questa fa parte dell’unità, la sua funzione consiste nell’ostinarsi a non farne parte.

La separazione è l’idea di non essere parte dell’unità, e quindi non può essere unificata. Dal punto di vista dell’unità la separazione non esiste né mai è esistita. Tuttavia io posso nutrire il pensiero, l’idea, che esista, e questo crea il problema effettivo.

La via di guarigione promossa da molti percorsi spirituali mira all’unità, al recupero della propria totalità originaria.

Guarigione è qui intesa come recupero della nostra natura primaria e contempla ovviamente il renderci conto prima di qual è la nostra natura originaria. Questa ricerca, nei suoi primi sviluppi e anche ciclicamente nel suo evolversi, comporta la presa di coscienza che noi non conosciamo la nostra natura originaria, che la nostra percezione della vita e delle cose che ci attorniano è una percezione molto limitata.

La guarigione spirituale non è una fede, non è una religione, non è un dovere, è qualcosa che decidiamo di usare quando ne sentiamo il bisogno. Se siamo completamente soddisfatti della vita che svolgiamo, se non vogliamo cambiare nulla, non c’è nessun bisogno di usare la guarigione spirituale. Non è qualcosa che impieghiamo per essere accettati da Dio, o per essere approvati da una religione o chiesa. Non è un atto di fede, è semplicemente qualcosa che possiamo usare quando ne sentiamo il bisogno, quando appunto ci sentiamo ammalati, incompleti. E la stessa cosa vale per lo sciamanesimo e per ogni tipo di percorso spirituale. Quindi la via di guarigione è una via di recupero della nostra unità, dell’unità originaria.

Il modo tradizionale di vedere la guarigione consiste nel cambiare una situazione secondo la nostra percezione di come dovrebbe essere la situazione.

Per esempio, dirigo un’azienda, che va molto male, e voglio che vada bene, oppure sono in una relazione e ci sono dei problemi e voglio che non ci siano più. Mi duole il piede e voglio che il male al piede passi. Non dico che questo tipo di guarigione è sbagliato. È del tutto legittimo volere che le cose vadano bene quando vanno male. Tuttavia in questo caso sono solo io che decido cosa vuol dire “andare bene”, c’è solo spazio per la mia concezione di come dovrebbero essere le cose.

La via di guarigione fondata sulla separazione mira a guarire secondo un punto di vista che è separato, sconnesso da ciò che ci circonda. Considera solo quello che va bene secondo una data persona o un gruppo limitato di persone, senza darsi conto di tutto il resto. Questo io che vuole stare bene è semplicemente l’io separato, ossia l’ego. Un io destinato a stare sempre male, perché la sua sofferenza deriva dal fatto di essere separato e di non riuscire a identificarsi con ciò che lo circonda.

La via di guarigione fondata sull’unità parte da un sintomo di malessere che può essere ognuno di quelli che ho elencato prima.  Riconosce dapprima la nostra prospettiva di come dovrebbero andare le cose, e poi si apre alla soluzione che è veramente in grado di sanare il nostro malessere. Attenzione qui! Il primo punto, ossia riconoscere la nostra prospettiva di come dovrebbero andare le cose, è essenziale, appunto perché è il primo punto. Senza il primo punto, non ci può essere il secondo. Questo vuol dire che la cosa non funziona se io passo direttamente al secondo punto, senza iniziare dal primo, e lo vedremo più avanti…

Una volta considerato il primo punto, vale a dire, come tu vedi una data situazione, un sintomo di malessere o benessere, il processo di guarigione si avvia e raggiunge il momento chiave quando ti avvedi che quella situazione ha altre sfaccettature… A volte attraverso la guarigione fondata sull’unità ci può essere una guarigione del sintomo di malessere, oppure una comprensione e accettazione di questo sintomo che ti permette di inquadrarlo in una ben più vasta e appagante prospettiva di benessere. Quando ti avvedi di ciò, ecco che ne deriva un’immediata sensazione di felicità e pace. E alla fine quel che conta è la pace e la felicità, perché è quello che la maggior parte di persone vogliono. Essere felici, raggiungere un senso di gioia, di felicità, di soddisfazione, di sanità. Le cose che ti rendono felici non sono necessariamente quelle che pensi siano causa di felicità.

Una delle cose che crea una gran confusione su questo pianeta, è che riguardo alla felicità ci sono dei condizionamenti molto inculcati, molto profondi che ci portano a vederla solamente nella realizzazione di alcuni obiettivi accettati dai più come sintomo di felicità. Questo crea gran dolore in molte persone perché alcuni di questi obiettivi per certi individui non sono realizzabili. Pensate a una donna che è condizionata a vedere la felicità nel fatto di avere un figlio, e questa donna non può averlo per motivi biologici. Pensate al dolore di questa donna.

Quando la felicità è vista in un obiettivo fisico particolare, fisso, ecco che ciò porta inevitabile alla sofferenza. Non solo. C’è sofferenza anche per chi lo realizza perché, sebbene possa avere dei figli, una famiglia, eccetera, può sempre succedere qualcosa a questi figli e alla famiglia. Quindi pur avendo realizzato l’obiettivo vivo nella paura che qualcosa di nefasto possa accadere. Può accadere una disgrazia, eccetera. La fissazione su un obiettivo fisico particolare, visto come unica fonte di felicità, porta ineluttabilmente all’infelicità. La felicità perseguita nella guarigione fondata sull’unità esiste quale esperienza diretta, e non è in relazione a qualcosa che succede. Non è una felicità basata sulla presenza di certe circostanze fisiche. E’ una felicità esperienziale che può esistere oltre le circostanze.

Uno dei grandi paradossi nella guarigione spirituale è che spesso le esperienze più potenti e immani di felicità giungono alle persone in momenti della vita in cui, da un punto di vista convenzionale, non c’è proprio motivo alcuno di felicità. Tutto va male, eppure qualcosa succede che fa sentire questa felicità, e ciò ha un potere incredibile perché libera da ogni dipendenza che c’è all’esterno, scaturisce dall’interno, e quindi pone in uno stato invulnerabile, perché è una felicità che si muove da dentro e che nulla può minacciare.

Per millenni tutti coloro sul sentiero della ricerca hanno perseguito questo tipo di felicità, talvolta descritta in termini metaforici, come per esempio, il Santo Graal, l’Eldorado, eccetera. Alcuni stolti si sono confusi e hanno pensato che si trattasse effettivamente di qualcosa di materiale, dei tesori nascosti. Bene, questi tesori, sono ovviamente nascosti, ma dentro di noi. Queste cose che sto dicendo sono sicuramente ovvie per molti di voi.

Ci tengo a ripeterle perché sebbene nei miei discorsi le promuova in continuazione vi è una parte di me che assolutamente si ostina a non crederle, che persiste ad operare in modo folle e insano.

La guarigione astrosciamanica comporta venir in aiuto a questa parte che dimora nella sofferenza, risvegliandola dalla sua allucinazione. Tale guarigione anela a ridestare la parte addormentata all’effettiva realtà dell’esistenza, ma ciò non attraverso la predica, gli insegnamenti spirituali o il convincimento intellettuale, bensì attraverso l’esperienza diretta.

Se continuo a parlare a qualcuno che dorme su cosa succede nel mondo in cui si è svegli, quella persona continua a dormire, ma se però le faccio avere un’esperienza di cosa significa essere svegli, ecco che avrà un’esperienza diretta, immediata, e questo è qualcosa che cambierà radicalmente il suo modo di percepire le cose. Se parlo a chi dorme, le mie parole giungono nel suo subconscio e qualcosa in vero succede, ma non a livello cosciente, ossia la persona in questione non ne è consapevole. Se tuttavia, mi assicuro che la persona sia sveglia e poi parlo, la mia comunicazione avrà un effetto diretto.

 

Trascrizione parziale da un seminario di Franco Santoro tenuto nel 2008 (clicca qui per il testo completo)

 

 

Non importa…

Luglio 6, 2015 by admin Lascia un commento

non importa copyNon importa quanto credi di essere solo, esistono miriadi di persone che ti sono molto vicine, che condividono le tue stesse speranze e desideri, così come i tuoi stessi dolori.

Ci sono tante persone che sarebbero felici di darti supporto, così come tu saresti felice di dare loro supporto.

Sii aperto oggi a connetterti con loro, e permetti a loro di connetterti con te, non importa quanto credi di essere solo.

Tutto cambia mantenendo la sua essenza

Luglio 4, 2015 by admin Lascia un commento

waterondulatesNella vita tutto fluisce e muta pur mantenendo sempre la sua essenza.

L’aria che respiriamo cambia ad ogni respirazione eppure è sempre aria.

L’acqua che scorre in un punto del ruscello cambia ad ogni istante ma è sempre acqua.

Le persone che amiamo nella nostra vita vengono e vanno eppure sono sempre amore.

Franco Santoro

Preda e predatore

Luglio 4, 2015 by admin

indexIn ogni momento abbiamo l’opportunità di svuotarci delle nostre emozioni e pensieri.

Sia che ci sentiamo colmi di luce o di buio, quello che proviamo non ci appartiene, fa parte dei patrimonio di questo universo.

Odio e amore, gelosia e compassione, rabbia e pace, tutti grandi doni, quando sono liberati nell’universo.

Poiché ci porteranno via tutto senza preavviso, meglio darlo via subito, appena arriva.

Diamo l’amore, la pace e la compassione sulla terra e ai suoi spiriti predatori, orizzontalmente, mentre odio, gelosia e rabbia li lasciamo andare verticalmente, lungo il canale degli dei e dei cacciatori oscuri.

Dando via subito tutto, facilitiamo l’azione predatoria.

La preda si rivolge volontariamente al suo predatore, rendendo vana ogni strategia di caccia, facilitando quindi un rapporto trasparente tra la preda e il cacciatore.

Questa trasparenza mette in imbarazzo gli dei e gli spiriti.

© Franco Santoro

Protetto: Settore 5 – Leone

Luglio 3, 2015 by admin Lascia un commento

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21 agosto

Luglio 2, 2015 by admin Lascia un commento

indexBisogna talvolta indietreggiare per saltare meglio.

Francis de Sales, nato il 21 agosto 1567, Sole in Vergine, Luna in Ariete, Ascendente in Gemelli.

Non desiderate non essere ciò che siete, ma desiderate essere molto bene ciò che siete.”

Non c’è peggior modo di dire male che di dire troppo.

I rosai producono prima le spine, poi le rose.

Che cosa è meglio del nostro giardino: che ci siano delle spine per aver delle rose, oppure che non ci siano affatto rose per non aver spine?

Cercate di fare bene oggi senza pensare al giorno seguente, poi, il giorno seguente, cercate di fare lo stesso.

Abbiate pazienza di camminare a passettini finchè non abbiate gambe per correre, o piuttosto ali per volare.

 

Altre celebrità ante oggi:

Ivan Stang, nato il 21 agosto 1953, Sole in Leone, Luna in Capricorno, scrittore americano.

Se desideri veramente ricevere un’educazione completa, devi studiare gli estremisti, gli oscuri, gli eccentrici e i ‘pazzi’. Hai bisogno di equilibrio! Il tuo povero cervello è costantemente impregnato da fesserie dozzinali, 24 ore al giorno. Televisione, giornali, internet… Anche se non leggi, ascolti o guardi mai, e pure se stai chiuso in casa, o se sei sordo e cieco, la sola pressione telepatica degli innumerevoli normali che ti circondano garantisce il tuo automatico risucchio nella realtà consensuale.

Emergenza Multidimensionale

Luglio 2, 2015 by admin Lascia un commento

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Un’emergenza multidimensionale può essere descritta come una situazione in cui l’ego e la percezione condizionata della realtà si frantumano, rivelando ciò che esiste oltre.

Poiché l’identità ordinaria fa di tutto per negare la consapevolezza multidimensionale, ci sono tempi diversi di emergenza per ciascuno di noi. Comunque vadano le cose, l’emergenza multidimensionale ci sarà per tutti e, quando avrà luogo, non sarà più possibile negarla.

Poiché l’emergenza multidimensionale è inevitabile, per gestirla puoi cominciare a focalizzare coscientemente l’attenzione sulla tua intenzione, su ciò che vuoi nei minimi dettagli, se possibile. Allo stesso tempo si tratta di riconoscere coscientemente le tue paure, ciò che non vuoi e temi, permettendo loro di dare supporto alla tua intenzione, invece di costituire il centro della tua attenzione conscia o inconscia. In un’emergenza multidimensionale, crei in base a dove si rivolge l’attenzione, che può essere verso quel che vuoi o non vuoi.

Un’emergenza multidimensionale comporta risvegliarsi a una nuova realtà, in cui recuperi parti nascoste e negate di chi sei. Questa può essere un’esperienza meravigliosa o devastante.

Quando c’è un’emergenza multidimensionale, non puoi portare con te alcun bagaglio fisico, emotivo o mentale. Anche se sei attaccato al tuo corpo, a quello di altre persone, a cose che possiedi, a emozioni e idee, non puoi portare niente con te.

Non perdere troppo tempo ad accumulare risorse e sicurezze fisiche, emotive e mentali. Hai il diritto di godertele finché sono disponibili, ma assicurati prima di tutto di imparare a lasciarle andare ogni giorno, in modo da sapere farne a meno.

Questo è il programma di studi. Il viaggio è individuale e collettivo. Lasci andare l’attaccamento collettivo alla separazione, e quando fai ciò resti apparentemente solo. È un viaggio individuale, assai confuso e depistante, poiché sebbene sembri essere solo, in realtà sei unito a tutti.

Quando arriverà il momento di lasciare questo mondo, potresti trovarti in una situazione difficile. Potrebbero esserci avversità dentro e fuori di te, e si tratta di prepararsi a questa evenienza.

Fai attenzione, non sto parlando della fine del mondo, dell’apocalisse o altre storie speciali che vanno di moda di tanto in tanto. La gente lascia questo mondo in ogni tempo e spazio, e lo fa prima di tutto quando muore. Sebbene la realtà consensuale faccia il possibile per ignorare questa evidenza, tu sai bene che succederà anche a te, così come è successo a tutti coloro che non sono più qui.

La gente lascia questo mondo anche in altri modi, meno drammatici, come quando dorme, sogna, fa esperienza di stati alternativi di coscienza, particolari malattie, visioni e situazioni di crisi psicologica e spirituale.

La realtà consensuale è assai fragile e si spezza o arresta costantemente, almeno una volta al giorno, quando le persone si addormentano. Ogni volta che la realtà consensuale si arresta, sia con morte, sonno, sogni, visioni, crisi, ecc., c’è un’emergenza multidimensionale. Allora ti confronti con l’opportunità di passare il varco, di muoverti a un altro livello, manifestando la tua intenzione; non importa cosa succede dentro e fuori di te.

Non aspettarti che le persone amate ti seguano in questo passaggio. Se sei su un sentiero di risveglio spirituale e multidimensionale, una delle prime lezioni da imparare consiste nel lasciare andare e dire addio. In vero non stai lasciando niente e nessuno, e niente e nessuno ti lascia. Tuttavia, in termini fisici questo è quel che accadrà e, a meno che tu non sia preparato, sarà assai arduo andare oltre.

Hai forse bisogno di trovare nuovi fratelli e sorelle in grado di capire quanto sopra, che non formano relazioni fondate sulla paura, che ti amano incondizionatamente e che accettano di lasciarti andare con dolcezza, così come tu lasci andare loro.

Assicurati che tutte le tue connessioni siano in armonia con quest’attitudine. Se non lo sono, se hai a cuore queste persone, lasciale andare gentilmente, o impara a farlo. Se hai paura di ciò che potrebbe succedere, esplora da dove viene la paura. Puoi cercare di negarla, evitarla o rimandarla, tuttavia essa arriverà e trionferà prima o poi, a meno che tu non riesca a conoscerla.

Non si tratta qui di lasciare andare pragmaticamente persone e situazioni. Si tratta di comprendere la paura che causa i tuoi attaccamenti e lasciarla andare.

Siamo tutti insieme in questa impresa, e c’è abbondante aiuto disponibile da altri amici sul sentiero. Se hai bisogno di soccorso, sii coraggioso e rischia, cercandolo, chiedendolo. Accetta il sostegno di chi ti accetta per quel che sei, chi non teme le tue paure e dolori, chi viaggia insieme a te. Allo stesso tempo, sii consapevole che queste persone possono pure lasciarti, tradirti, ferirti o che potrai sentirti lasciato, ferito o tradito, anche se nessuno ti ha fatto proprio niente. Accetta questo come parte della tua formazione.

Benedici tutti coloro che incontri, e sii grato per ciò che ricevi. Ci sono tante persone da cui puoi ricevere doni luminosi, così come ce ne sono tante a cui puoi offrire i tuoi doni. Ci sono tante persone, semplicemente guardati attorno.

© 2010, Franco Santoro
In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 43-46.

Clicca qui per l’edizione originale in inglese.

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