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Archivi per Novembre 2018

Terza Casa

Novembre 27, 2018 by admin

È connessa con la percezione e l’impiego ordinario della mente, la comunicazione, l’educazione scolastica convenzionale, gli accumuli e scambi di informazione a ogni livello, l’ambiente e le persone familiari (fratelli e sorelle, parenti, vicini di casa, negozianti del quartiere, ecc.), gli spostamenti e i viaggi di routine. Qui impari a impiegare e adattare l’energia in relazione all’ambiente esterno, entri in rapporto con gli esseri e le entità che lo compongono, ed impari a esprimere ciò di cui hai bisogno in base all’identità o all’Intento definiti nella Prima Casa.

Seconda casa

Novembre 27, 2018 by admin

Laddove nella Prima Casa l’individuo definisce la sua identificazione e il suo Intento, nella Seconda Casa egli inizia a muoversi orizzontalmente per soddisfare i suoi bisogni e per dare forma concreta al suo Intento. Qui egli comincia ad allargarsi verso l’esterno e a porre le prime basi per lo sviluppo della sua esistenza.

Questa Casa è in relazione con i beni materiali mobili e con le risorse ed i valori a qualsiasi livello, sia fisico che emotivo, mentale o spirituale. Essa indica le attitudini verso il denaro e tutto ciò che è oggetto di possesso (auto, cibo, mobili, gioielli, oggetti di ogni tipo e anche compagni di amore od amici). Ciò che è in gioco nell’esperienza della Seconda Casa è il tema del possesso o di quel che intendi veramente ogni volta che pronuncio una delle primissime parole che viene imparata da bambini: il termine mio. Lo stesso corpo è il principale possesso di cui apparentemente disponi e il dilemma fondamentale della Seconda Casa riguarda proprio il modo in cui le sue risorse ed energie possono essere usate.

Urano

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico di Urano più usato è composto da due semicerchi o linee verticali opposte e divise da una croce la cui parte inferiore termina con un cerchio. Molte interpretazioni complesse e originali sono state espresse a riguardo. A prima vista l’immagine suggerisce la forma dei primi tipi di antenne per la televisione (oggetto associato ad Urano) e quella della lettera <H> (iniziale di Herschel, scopritore del pianeta). Un’altra versione del simbolo consiste in un cerchio con un punto centrale (il simbolo del Sole) e con una freccia tesa verso l’alto sulla parte superiore. L’immagine suggerisce l’accesso ad una dimensione che si spinge oltre il sistema ruotante attorno al centro solare e di cui, tuttavia, il Sole stesso è il passaggio obbligato.

Urano fu scoperto per caso nel 1781 da William Herschel durante un’osservazione telescopica di alcune parti del cielo. Tale avvenimento rappresentò una radicale rivoluzione in campo astronomico poiché si riteneva che non potessero esistere altri pianeti oltre Saturno. Urano compie la sua rivoluzione attorno al Sole nel corso di 84 anni (circa sette anni per ciascun segno zodiacale) e presenta le caratteristiche più strane tra tutti i pianeti del sistema solare. La principale è data dall’inclinazione ad angolo retto del suo equatore rispetto al piano orbitale attorno al Sole. Urano ruota inoltre nel senso opposto a quello degli altri pianeti ed ha stagioni molto diverse dalla norma.

Il pianeta Urano, con la sua scoperta, opera una rottura negli schemi delle conoscenze astronomiche dell’antichità, che coincide storicamente con il periodo delle grandi rivoluzioni politiche (americana e francese) e con l’inizio della Rivoluzione Industriale. La forza energetica di Urano entra in conflitto e travolge le regole precostituite sia collettive che individuali. Quando viene usata con un Intento di luce, essa contribuisce ad attivare il passaggio dal Livello Uno della coscienza (percorso tradizionale) al Livello Due (percorso individuale) e l’accesso al Livello Tre (percorso divino o celeste e rivelazione dell’unità di tutti i Livelli).

Secondo Esiodo, all’inizio c’è solo Caos e poi nasce Gaia (Terra), che senza l’aiuto di un compagno crea Urano (il Cielo) che poi la ricopre. Gaia e Urano si uniscono in un abbraccio costante da cui iniziano a generarsi in gran numero i primi esseri dell’universo. Urano, disgustato dai propri figli, li nasconde via via che nascono nel ventre della Terra. Gaia, irata e scontenta della sua eccessiva fecondità, riesce a convincere uno dei suoi figli (Crono-Saturno) a castrare il padre. Questo gesto determina la separazione tra Cielo e Terra e la fine della fertilità caotica ed eccessiva dei tempi primordiali. Urano è spesso visualizzato come un grande gigante con occhi magnetici e selvaggi. Secondo Diodoro Siculo, Urano è il primo re degli Atlanti: astronomo e astrologo di gran fama, dopo la sua morte viene celebrato come essere divino e identificato con il Cielo.

Urano è il primo dei pianeti che si incontrano dopo Saturno: l’annunciatore di una nuova dimensione. Urano è considerato l’ottava superiore di Mercurio: l’energia mentale transpersonale in rapporto diretto con il pensiero originario e la capacità di creare il nuovo. Urano è in relazione con le energie sottili del settimo chakra o Sahasrara e con l’area transpersonale sita al di sopra di quest’ultimo. La facoltà transpersonale principale di Urano è l’intuizione.

La posizione di Urano nel tema natale indica le aree in cui l’anima si può aprire un varco nell’illusione della realtà ordinaria per accedere all’intuizione e alla pura consapevolezza della sua autentica natura. Attraverso Urano puoi impiegare la ribellione o le crisi estreme come agenti di catalizzazione per portare consapevolezza sulla realtà effettiva di alcune situazioni della vita o per stimolare nuove ispirazioni. Qui si possono verificare cambiamenti radicali, salti quantistici, deviazioni dalle convenzioni ordinarie, risvegli improvvisi o miracoli. Ciò può accadere con estrema velocità, talvolta in modo traumatico, per cui dal nulla si verificano situazioni ed eventi in grado di mutare integralmente il corso della vita, sia in modo armonico che dissonante. Coloro che hanno Urano dominante nel loro tema possiedono una mentalità fuori dal comune che li pone sovente a essere profeti e anticipatori dei tempi a venire. Queste persone hanno in genere talenti e qualità non ordinarie che si sviluppano solo quando l’individuo riesce a emanciparsi dalle convenzioni e a seguire sentieri non battuti.

I transiti di Urano predispongono a eventualità radicali di cambiamento e determinano sovente un inesprimibile desiderio di libertà che, qualora la persona in questione sia preparata, può essere impiegato per andare oltre i limiti autoimposti dell’esistenza ed eliminare rancori secolari. Quando la persona non è pronta, o si oppone alla trasformazione interiore, si possono verificare circostanze in cui il cambiamento avviene in modo violento, forzato e improvviso. Urano determina una situazione di iperattività a livello mentale e nervoso, le cui conseguenze possono apportare grande energia e notevoli intuizioni, ma anche stati di follia e crisi totale. Secondo Barbara Hand Clow, Urano governa la kundalini e il suo transito di opposizione (all’età di circa quarant’anni) corrisponde al periodo di massima risalita naturale di questa energia per ogni essere umano. Per certi soggetti particolarmente sensibili ad Urano, o che impiegano specifiche tecniche di forzatura dell’energia, sono possibili risalite della kundalini anche ad età diverse. Questi fenomeni sono sovente tuttavia la causa di esperienze traumatiche che, sebbene in grado di consentire evoluzioni spirituali fuori dell’ordinario, possono provocare seri danni in quanto il corpo fisico non è ancora abbastanza maturo. Al momento del transito di opposizione di Urano pare vi siano invece le condizioni ideali che si propongono generalmente in tre fasi. Nella prima fase mentre si avvicina la prima opposizione ci si sente fortemente disturbati nei primi chakra. Quando questo accade si tratta di impiegare qualunque mezzo in grado di consentirne lo sblocco. L’energia fluisce salendo fino a quando non trova un’ulteriore ostruzione in un altro chakra. L’energia kundalini cessa di risalire quando il pianeta si allontana dal suo preciso punto di opposizione e in questa fase di allentamento l’individuo può prendere provvedimenti. Nella seconda fase, il periodo retrogrado, si attivano ricordi genetici e razziali, traumi infantili nel chakra bloccato. Durante i primi passaggi di Urano sono spesso frequenti forti sensazioni fisiche e vampate di calore nel corpo, pruriti, palpitazioni, spasmi, percezioni non ordinarie, voci, visioni. La terza opposizione avviene quando Urano ha completato il suo movimento retrogrado e riprende il suo percorso in avanti passando per l’ultima volta sul punto di opposizione.

Chi è in forte connessione con il Settore 11 e con Urano avverte la presenza di territori e ideali non convenzionali come un dato reale e costante della sua esperienza. Tale esperienza è ovviamente in contrasto con quella ordinaria e il tentativo di dare a essa forma o riconoscimento è sovente fonte di scontri e provocazioni verso l’ambiente circostante. Nel Settore 11 le limitazioni e le illusorietà dei modelli di vita convenzionali sono molto evidenti e la necessità di innalzare la coscienza alla ricerca di nuove geografie e territori diventa vitale. Qui è impellente il bisogno di esternare l’unicità della propria visione intuitiva e di dare a essa forma attraverso la creazione di nuove mappe e strumenti.

Plutone

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico di Plutone esiste in due varianti principali. La prima ritrae il cerchio sollevato sul semicerchio posto sopra alla croce. Qui l’anima (semicerchio) genera lo spirito (cerchio) dalla materia (croce). La terza, e più usata, è costituita dalla lettera P e L che, oltre a Plutone, suggerisce le iniziali di Percival Lowell. Questi, insieme a Tombaugh, contribuì alla scoperta del pianeta nel 1930. Plutone possiede un’orbita molto anomala che fa variare la sua distanza dal Sole da 4500 a 7500 milioni di Km. Il suo periodo di rivoluzione è di 248 anni ed è il più lontano tra i pianeti conosciuti. Il pianeta è un po’ più piccolo della Luna e possiede un satellite (Caronte) con un diametro che corrisponde al 40% di quello di Plutone, tanto che i due corpi possono essere considerati come un sistema binario.

Dopo la vittoria sui Titani e la spartizione del comando sull’universo con i fratelli, Zeus (Giove) e Poseidone (Nettuno), ad Ade (Plutone) viene assegnato il dominio sui morti e il mondo sotterraneo. Armato di un elmo che rende invisibile chiunque lo indossa, Ade (il cui nome significa appunto “invisibile”) rimane negli inferi, assistito da demoni e altri esseri, e raramente partecipa alle vicende mitiche che coinvolgono gli altri dei. Solo una volta si racconta che Ade mette piede sulla superficie della Terra: allorché nella pianura d’Enna in Sicilia rapisce Persefone, sua nipote e figlia di Demetra, nonostante il parere contrario del padre, Zeus (che tuttavia è forse complice del rapimento). Da quel momento, Demetra si mette invano alla ricerca della figlia, fino a quando, irritata, decide di non far crescere più nulla sulla Terra. Ciò sconvolge l’ordine del mondo e rende necessario l’intervento di Zeus che ordina ad Ade di restituire Persefone. Per trattenerla, Ade fa però mangiare un chicco di melagrana a Persefone che, viene infine riconsegnata alla madre, ma è costretta a trascorrere un terzo di ogni anno nel mondo sotterraneo. Gli uomini di solito non si rivolgono ad Ade perché temono di attirare la sua collera terrificante. In seguito, alcuni entrano più consapevolmente nel mondo sotterraneo e ne scoprono le ricchezze, per cui Ade viene chiamato Plutone (che significa “ricchezza”) e il suo simbolo diventa il corno dell’abbondanza.

Così come Plutone è l’ultimo pianeta conosciuto del sistema solare, nella nostra consapevolezza è in relazione con il punto più estremo: quello in cui risiede una coscienza che va oltre la funzione analitica della mente. Quando contatti questa parte, puoi entrare in comunicazione diretta con lo Spirito e riconoscere la realtà che dimora oltre il velo sottile dell’illusione. La funzione di Plutone è di obbligare a riconoscere le motivazioni nascoste, sotterranee e radicali di ciò che percepisci come reale. Si tratta di un’energia che è necessario gestire con cautela poiché potrebbe risultare difficile da integrare se non hai già un piede saldo nel lavoro interiore. Plutone può apparire particolarmente duro e spietato con chi è consapevole solo della realtà ordinaria, poiché rappresenta una forza transpersonale in grado di devastare e annientare radicalmente qualunque componente abbia fatto il suo tempo, senza alcun riguardo morale per la struttura limitata dell’ego o per qualsiasi sentimento a esso, anche minimamente, legato.

Nella carta natale Plutone rappresenta forme di pensiero ed emozioni fossilizzate che si esternano come ossessioni e dipendenze difficilmente comprensibili secondo i termini di valutazione della mente ordinaria. L’effettiva natura della causa originaria di tali comportamenti non appare chiara e, sebbene la mente lotti per trovare una via di uscita, ogni suo tentativo risulta vano. La posizione di Plutone nella carta natale indica le aree è le modalità in cui ci confrontiamo con rancori, materiali di scarto, crisi, lotte di potere, antenati, trasformazioni e ogni tipo di zona d’ombra.

I transiti di Plutone portano in superficie ciò che è pronto per essere trasformato e guarito. Essi aiutano o costringono a perdonare, a lasciare andare ciò che ormai è passato, ad accettare la Funzione e a collegarsi con l’Intento effettivo. A volte in questi periodi si rendono manifesti sintomi di profondo malessere, che a lungo hanno albergato segretamente all’interno e che ora possono trovare finalmente un’opportunità di liberazione. Qui malattie e disturbi, di qualunque natura, sono visti come segnali di guarigione. Essi, seppur percepiti talvolta nel loro aspetto demonico, in verità appaiono generosamente per fornire a tutti i costi le chiavi di svolta dell’esistenza e per concentrare energie nel lavoro di trasformazione. In genere si tratta di periodi in cui può essere naturale isolarsi per ritrovare, talvolta con disperazione divina, l’essenza profonda del proprio Intento. Questo processo può essere reso più agevole attraverso la rivisitazione esperienziale di eventi penosi del passato che, a lungo repressi, ora sono più che mai disponibili a trovare liberazione per apportare comprensione sulla natura della nostra realtà effettiva.

 

 

 

Venere

Novembre 27, 2018 by admin

Nel simbolo grafico di Venere il cerchio (spirito) è posto sopra la croce (materia), a indicare l’unione del Cielo e della Terra, e la necessità di ritrovare in quest’ultima la base della propria percezione. La grafia ricorda il simbolo egiziano dell’Ankh, formato dalla combinazione dei simboli femminili e maschili di Iside e Osiride. L’immagine suggerisce anche l’idea di uno specchio, ad indicare che in ogni relazione, ciò che vedo dell’altro è solo il frutto della mia proiezione e di quello che ho scelto di vedere.

Dopo il Sole e la Luna, Venere è il corpo più luminoso del cielo ed il pianeta che, almeno come dimensioni, assomiglia maggiormente alla Terra. La rotazione attorno al suo asse avviene in senso opposto al moto di rivoluzione, per cui su Venere il Sole sorge ad Ovest e tramonta ad Est. Inoltre, essendo la sua rotazione molto più lenta rispetto alla rivoluzione, Venere possiede il giorno con la durata maggiore tra tutti i pianeti (247 giorni terrestri) e con una lunghezza superiore a quella del suo anno. Nonostante si tratti di un pianeta vicino, le coltri di nubi che lo ricoprono rendono difficile l’osservazione della sua superficie. Venere, visto dalla Terra, non si allontana mai oltre 48° dal Sole e, di conseguenza, nel tema natale risulta essere sempre nel segno in cui si trova il Sole o in quelli adiacenti raggiungibili nell’arco di quei gradi. Questa vicinanza la rende sovente visibile sia all’Est (mattino) che all’Ovest (sera) e ne fa un astro di primaria importanza presso molte civiltà antiche.

Secondo l’ipotesi di Immanuel Velikovsky, Venere, prima di stabilizzarsi come pianeta, era dapprima una cometa che, dopo esser stata prodotta da un’eruzione su Giove, causò gravissimi cataclismi durante i suoi passaggi vicino alla Terra e ad altri pianeti. In quest’ottica, Venere dimostra di essere un pianeta da considerare con le dovute cautele. Se metto una persona amata al centro della mia attenzione e poi questa mi lascia, mi ritrovo senza un mio centro e ciò inevitabilmente causerà una situazione di dolore e ogni tipo di rancore. Allo stesso tempo, anche se questa persona continua a rimanere con me, vivo nell’angoscia più o meno inconscia che un giorno la perderò. Le cosiddette relazioni di amore possono divenire infermità molto moleste e, sebbene appaiano romantiche e piene di passione, con facilità rischiano di dare supporto all’allucinazione dell’ego o al confezionamento di ulteriori corpi separati. Come scrisse Paracelso: “Se le essenze dell’anima che caratterizzano le influenze di Venere non esistessero, non esisterebbero gli istinti che spingono gli uomini e gli animali a propagare le loro specie”.

Afrodite (Venere), dea dell’amore e della bellezza, nasce a Cipro emergendo dalla schiuma (o sperma) generata dalla caduta in mare dei genitali di Urano tagliati da Crono. Secondo altre versioni Afrodite è invece figlia di Zeus e Dione. E’ data in sposa ad Efesto, il dio zoppo e fabbro, ma ciò non gli impedisce di avere altre relazioni. Numerosi sono i racconti dei suoi amori: soprattutto con Ares, dal quale ha numerosi figli, e con Adone, Anchise, Poseidone, Dioniso, Ermete (da cui genera Ermafrodito). Afrodite è raffigurata come una donna di notevole bellezza, nuda o ricoperta di un sottile velo, e talvolta trainata da un carro di colombe. La dea porta una cintura magica che rende innamorato di lei chiunque la vede. La sua sfera di competenza è piuttosto ampia e, a seconda dei culti, è associata sia all’amore terreno e passionale che a quello celeste e divino. Altre divinità greche associate con il Settore 7 sono Hera (Giunone) e Atena (Pallas). Hera è la moglie di Zeus e patrona dei matrimoni e delle virtù femminili, degli ornamenti e dei vestiti eleganti. Il pavone e la cicogna sono i suoi uccelli sacri. Quando il suo matrimonio è in pericolo, può essere piuttosto pugnace e vendicativa. Atena nacque dalla fronte di Zeus già armata come una guerriera. Di conseguenza è sovente coinvolta in guerre ed ha un’affinità con il Settore 1, sebbene sia meno aggressiva di Aries (Marte). Come Demetera, Atena fa parte originariamnete di una trinità di dee. E’ associata con la saggezza, l’artigianato, la tessitura, la navigazione, la giustizia e gli alberi di olivo. In molti ambienti esoterici Atena viene vista come la musa di supporto per poeti eroici e cavalieri virtuosi. Tutte e tre le deee (Afrodite, Hera e Atena) prendono parte in una gara di bellezza organizzata da Paride. In quell’occasione Atena offre a Paride successo e vittoria in guerra, mentre Hera offre ricchezza e potere, e Afrodite una bellissima donna come moglie. Paride sceglie Afrodite come vincitrice, gli dona come premio una mela dorata e in cambio riceve Elena.

La posizione di Venere nella carta natale è una chiave rispetto al modo in cui esprimi gli affetti e i sentimenti. Qui puoi identificare i tipi di persone, le cose o le situazioni che creano attrazione o portano piacere, la consistenza delle tue proiezioni sugli altri, il modo in cui ti comporti o le strategie diplomatiche per essere amato o piacere agli altri, ciò che puoi apportare in una relazione e anche il modo in cui percepisci la forza dell’amore che regge l’universo. Questa forza è una delle più fraintese e delicate e trova spesso espressione attraverso forme distruttive. Ciò accade quando abbandoni o metti in secondo piano la connessione con l’Intento collegato alla Funzione o, in altri termini, con la Guida, per proiettarla su un’altra persona. Questa situazione è tipica del Settore 7 e determina una progressiva fuga dal proprio Centro, che viene sostituito dalla precarietà fisica od emotiva dell’altra persona: una condizione destinata ad alimentare paure e stati dolorosi di vuoto incolmabile quando l’altro, per qualche motivo, si separa, o anche solo quando subentra la certezza ineluttabile che ciò, prima o poi (se non altro con la morte fisica), finirà per accadere.

L’amore, così come in genere lo conosciamo, è spesso il risultato della proiezione della forza dell’amore, su un’altra persona che viene così investita, nella tua percezione distorta, di un potere e di un carico impossibile da gestire. Il vero amore comincia quando prendi coscienza di queste proiezioni e impari a mettere ordine ed equilibrio nelle relazioni rapportandoti prioritariamente con l’Intento collegato alla Funzione e con la Guida, in quanto pure espressioni di amore, e da essi, via via, con i partner, amanti, famigliari, amici, colleghi e tutto ciò che ti circonda.

In una donna la posizione di Venere rappresenta generalmente il tipo di archetipo femminile con cui si identifica o a cui aspira. mentre in un uomo è simile al concetto jungiano di anima. La posizione di Venere nella carta di un uomo tende a mostrare quali aspetti dell’archetipo femminile provocano maggiore attrazione o sono proiettati su partner esterni. Questa figura può apparire attraverso un’ampia varietà di espressioni che coprono sia gli aspetti più ideali del femminile che quelli più bassi. Sebbene Venere incorpori tipicamente questi tratti di base, tutti gli Spiriti Totem condividono caratteristiche sia della polarità maschile che di quella femminile, o anima e animus. Il lavoro astrosciamanico in quest’ambito riguardo il recupero di queste qualità e lo sviluppo di relazioni sante, ovvero uno stato in cui il partner interiore viene pienamente integrato e riconosciuto, indipendentemente dal fatto che tu abbia una relazione o meno.

Sole

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico del Sole è un cerchio con un punto centrale che ricorda il Sacro Cerchio od il cerchio zodiacale in genere. Il cerchio è la rappresentazione dello Spirito, infinita ed eterna, perfetta nella sua forma e senza inizio né fine. E’ anche l’asse orizzontale, l’infinita possibilità creativa che comprende tutto ciò che esiste nel cosmo. Il punto è l’asse verticale di cui il cerchio è emanazione, il Centro, l’apertura o fonte attraverso cui si esprime la coscienza divina. Il simbolo solare mostra le infinite possibilità creative raggiungibili tramite il collegamento consapevole con il Centro che dimora dentro di noi. Evidenzia anche il percorso di espiazione che, da qualunque punto ti trovi, consente di ricondurti alla coscienza della tua natura divina. Il cerchio ci ricorda inoltre che l’esistenza del mondo manifesto segue un andamento ciclico in cui il passato si ripete di continuo. Le lezioni karmiche non smettono mai di ripresentarsi fino a quando non sono imparate bene. Il punto mostra che l’unico modo per apprendere le lezioni, e smettere così di ruotare su e giù, è di stabilire la connessione con il Centro. E’ uno dei simboli grafici più antichi e di maggiore potere: la sua origine risale scientificamente ad almeno 50000 anni fa ed è indubbiamente molto più remota.

Osservando il Sole ti puoi rendere conto del motivo per cui esso viene considerato tradizionalmente il fattore più importante in una carta natale. Esso contiene il 99,9% dell’intera materia esistente nel sistema solare ed il suo peso è 700 volte superiore a quello di tutti i pianeti messi insieme. Senza la sua presenza non ci potrebbe essere alcuna vita. I pianeti che ruotano attorno al Sole, visibili solo grazie alla sua luce, appaiono come minuscole estensioni periferiche piuttosto che entità autonome. Il Sole s’identifica quindi facilmente come rappresentazione divina e coscienza totale della vita: una forza così grandiosa e luminosa da accecare l’occhio umano se questo vi sofferma, anche per poco, il suo sguardo. L’uomo non può trattare direttamente con il Sole se non attraverso la mediazione della Terra e degli altri pianeti. La sua immanenza è tale, per la percezione limitata dell’uomo, da richiedere l’impiego dei pianeti al fine di dosare la comprensione della sua essenza. Il Sole, tuttavia, se confrontato con le dimensioni delle galassie vicine, è così piccolo da sparire completamente. In quest’ottica, il Sole fisico è solo la manifestazione esteriore più accessibile di quel Sole o Dio cui spetta il dominio reale sull’universo. Così come il Sole fisico rappresenta Dio nel sistema solare, il sé personale (indicato dal Sole nella nostra carta natale) rappresenta Dio nell’ambito della percezione limitata della totalità dell’essere.

Il Sole è composto principalmente di idrogeno (H), il costituente numero uno dell’universo e il più semplice tra gli atomi (un unico elettrone che ruota attorno ad un nucleo composto di un neutrone e un protone). All’interno del suo nucleo il Sole converte l’idrogeno in elio (He), ed è questo tipo di fusione nucleare che permette a parte dell’idrogeno di trasformarsi in energia radiante. Tra circa 8000 milioni di anni, il Sole esaurirà le riserve di idrogeno e il suo specifico processo di trasformazione e rilascio dell’energia finirà definitivamente. Il Sole, dopo aver completato la sua funzione di dispensatore di luce e calore attraverso la donazione totale della sua energia, sarà inghiottito dall’universo insieme ai suoi pianeti e sarà partecipe di altri processi del disegno divino. Il Sole riversa fino all’ultimo la sua energia sulla Terra e i pianeti, in un apparente sacrificio cosmico che similmente si ripete nella vita di ogni essere vivente connesso con la Funzione.

 

imagesNella mitologia greca il Sole è identificato con due divinità: Elio ed Apollo (vedi figura). Elio appartiene alla generazione dei Titani, anteriore agli dei dell’Olimpo di cui fa parte Apollo. La sua caratteristica principale è la capacità di vedere qualunque cosa e di portare luce in ogni tipo di situazione. Elio è rappresentato come un giovane di grande bellezza, con la testa circondata di raggi, mentre percorre il cielo su un carro di fuoco trainato da quattro cavalli. Questo dio è anche raffigurato nella gigantesca statua del Colosso di Rodi (l’isola del Mediterraneo a lui consacrata). Apollo, figlio di Zeus e Latona, e fratello gemello di Artemide, è riprodotto come un essere di estrema bellezza ed è assai popolare nel mondo occidentale. Il nome di questo dio era fonte sin dalla mia prima infanzia di grande curiosità e mistero. A questo punto non riesco proprio a trattenermi dal recitare: “Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla, per vedere la palla di pelle di pollo, fatta da Apelle figlio di Apollo”. Bene, torniamo al dio… Dio della luce, della musica, della scienza e della medicina, possiede il dono della profezia e della guarigione. I suoi strumenti sacri sono la lira, l’arco e la freccia. I suoi animali sacri sono il delfino, il cigno e il lupo. Sebbene non abbia una consorte, poiché giurò di farne a meno per sempre, è il padre di diversi figli, tra cui Asclepio, il celebre dio della guarigione. Sua sorella gemella è Artemide (la Luna). A Delfi riesce a sconfiggere il serpente Pitone (inviato da Era gelosa della maternità di Latona). Latona riesce a mettere alla luce Artemide e, con l’aiuto della figlia, mette al mondo pure Apollo. In seguito il dio fonda il santuario sul cui portale è posto il motto “conosci te stesso”. Apollo viene oggigiorno sovente considerato come il rappresentante degli aspetti coscienti, razionali, solari e positivi della vita, in contrapposizione a quelli inconsci, oscuri, nascosti o negativi. Nel contesto della società contemporanea quest’attitudine si amplifica nel rifiuto della morte e nella repressione di quello che è in relazione con gli aspetti oscuri della vita (il serpente). Questi elementi nulla hanno a che fare con la natura originale di Apollo. Paradossalmente egli era un dio associato con le tenebre, i luoghi occulti, il mondo sotterraneo e la morte. In tempi romani, le ore notturne erano considerate quelle più adatte per ricevere guarigione e guida al suo tempio. Nell’Italia meridionale, in Anatolia e in altri luoghi del mondo greco i suoi tempi erano eretti all’ingresso delle caverne e servivano come accesso al Mondo del Basso. Il corpo sacerdotale e gli iniziati del dio vi entravano nel mezzo della notte. All’imbrunire le sacerdotesse di Apollo erano rinchiuse nel tempio. La loro mistica unione notturna con il dio gli consentiva di comunicare profezie il mattino seguente. La pratica di discendere nelle caverne per ricevere guida e visioni era pure tipica delle scuole misteriche di Pitagora diffuse nell’Italia meridionale. Parmenide, filosofo e prete di Apollo, era uno tra dei maestri sciamani specializzati nel lavoro di incubazione notturna. Apollo agisce come divinità di guarigione ad un livello non-ordinario di coscienza, che si riflette nei relativi oracoli pieni di irrazionalità e trabocchetti. Tuttavia la sua natura oscura non è selvaggia e catartica come quella di Dioniso. Si esprime principalmente nel silenzio e nell’immobilità, mediante l’emergenza di una dimensione oltre il tempo e lo spazio. La conoscenza attribuita ad Apollo non origina dalla razionalità o logica del pensiero. Essa deriva dall’esperienza diretta di guarigione attraverso gli stati sciamanici di coscienza, mediante l’emergenza di una sfera oltre quella spazio-temporale. La guarigione qui, così come nel contesto del Piano di Salvezza o Risoluzione del Gioco, è il riconoscimento del varco, la scoperta degli spazi vuoti e la rivelazione di quello che dimora oltre la realtà tridimensionale.

La posizione del Sole nel tema natale può indicare, per certi versi, l’Intento generale della persona, le aree di maggiore espressione creativa e l’ego in base al modello freudiano della psiche. Il Sole risuona con l’identità centrale, il potenziale di risplendere nel mondo e di elargire i propri doni. Così come il Sole è al centro del sistema solare, il Sole nella carta natale rappresenta il centro della percezione di quello che sei o credi di essere. A volte il Sole può essere oscurato da nuvole: fai compromessi o ti lasci invadere da pensieri ed emozioni periferiche. Perdi di vista il tuo Intento e ti dimentichi cosa voglio veramente, così le cose diventano difficili e la vita cessa di scorrere. Attraverso il Sole ritrovi te stesso, cresci, e l’esistenza si vivacizza. E’ importante notare che il Sole è anch’esso uno Spirito e, come tale, è sullo stesso piano orizzontale degli altri. Esso non va confuso con il Centro. Quando ciò accade, l’ego attivo, contrapposto a quello passivo della Luna, ha il sopravvento, l’energia solare è condensata, separata dal collegamento con la realtà dell’universo e ogni sorta di rancore inizia a proliferare. Il Sole opera come mediatore tra la realtà ordinaria e quella multi-dimensionale. Esso indica le aree e il tipo di energia che è disponibile per te onde conseguire il tuo Intento, le sfere in cui puoi maggiormente risplendere e caricarti di energia, dove puoi sentirti orgoglioso di quello che sei.

Quando il Sole è posto sotto l’orizzonte, nella parte inferiore della carta natale, l’Intento dell’individuo tende a svilupparsi generalmente per mezzo della ricerca interiore, del tempo dedicato a sé stessi, di attività meditative e della solitudine. Il Sole sopra all’orizzonte, nella parte superiore della carta, può essere invece un’indicazione che l’individuo si realizza tramite l’azione nel mondo esterno ed il confronto con gli altri. Se il Sole si trova nella parte orientale del tema, la via di risveglio dell’individuo può avvenire attraverso l’atto creativo, il protagonismo e l’uso del proprio potere nel mondo. Quando si trova nella parte occidentale, la persona sembra trovarsi di fronte ad eventi prodotti da circostanze non controllabili e tende a seguire un percorso di accettazione. La presenza del Sole nel primo quadrante (dall’Ascendente all’Immum Coeli) indica una via di evoluzione per mezzo dell’esperienza individuale, la meditazione, l’intuizione, la padronanza di sé. Il respiro è molto importante per queste persone poiché rende loro accessibile l’uso dell’intuizione. Il Sole nel secondo quadrante (dall’Ascendente al Medium Coeli) evidenzia un forte potere di crescita, iniziativa, talento, attitudine da guerriero e notevoli capacità creative. Per questi individui è molto importante impegnarsi per la realizzazione di obiettivi nel mondo esterno ed avere un Intento chiaro. Il Sole nel terzo quadrante (dal Medium Coeli al Discendente) può indicare una via fondata sull’accettazione degli altri e sulla trasformazione. Queste persone tendono a essere coinvolte nei rapporti sociali. Allorché cercano di avere un’attitudine di controllo vivono continue situazioni di crisi. In caso contrario esprimono la loro creatività e risplendono nel rapporto con gli altri Il Sole nel quarto quadrante indica una via mistica in cui l’individuo non cerca più di controllare gli eventi ma li accetta. E’ un percorso che richiede fede e la capacità di affrontare la paura dell’ignoto.

Nelle Ruote della Medicina degli Indiani d’America la pietra di Padre Sole è il punto in cui posizionarsi quando hai bisogno di maggiore energia, coraggio, capacità di discriminazione, calore, creatività. E’ lo spazio che consente di comprendere il principio di espressione maschile e di sciogliere i relativi blocchi sia negli uomini che nelle donne. Questa parte consente di sviluppare la capacità di discriminazione e di dire no quando ciò corrisponde al proprio Intento.

Il culto del Sole domina tutte le grandi civiltà originate dalla mitica discesa sulla Terra di un Essere Divino in rappresentanza del potere supremo del Cielo. Osiride, Dioniso, Baal, Apollo, Mitra, Abramo, Ermete e altri ancora incarnarono questo Reggente che plasmò in seguito le principali religioni monoteistiche e la stessa figura del Cristo (la Luce del mondo). Nei tempi di Roma antica e nel Medioevo, il Sole risplende come il re dei pianeti e fino al diciottesimo secolo trova la sua rappresentazione visibile nei monarchi e imperatori. Le tradizioni celtiche, teutoniche e varie culture tribali in Africa, America e Oceania considerano il Sole come un principio femminile. Tipici simboli del Sole sono la svastica (“essere positivo” in sanscrito), la ruota che gira, il ragno al centro della ragnatela, il dragone cinese, il serpente alato o piumato, l’occhio. Nella tradizione cristiana il Sole è la dimora dell’arcangelo Michele, la cui lotta vittoriosa con il drago è descritta nell’Apocalisse (12:7-8).

 

 

Luna

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico lunare è un doppio semicerchio che ritrae la Luna così come viene vista nella sua fase crescente. Il semicerchio è indicativo dell’anima, mentre la fase crescente rappresenta il processo di passaggio verso la Luna Piena: una fase di creatività e fecondità potenziale che porterà al completamento del cerchio (spirito). Il doppio semicerchio può indicare l’anima che si autocontempla per prendere maggiore consapevolezza della sua natura, o che si ostina a rimanervi radicata nel timore di perdere la sicurezza della sua identificazione. Alcuni hanno ravvisato la somiglianza del simbolo della Luna con quello di una barca. La barca consente di trovare protezione tra le acque dei mari emotivi e insegna anche che il solo modo di affrontare le emozioni è di galleggiarvi sopra piuttosto che affogare o lasciarsi ingoiare da esse.

La Luna è il satellite naturale della Terra attorno a cui ruota una volta ogni 27 giorni 7 ore e 43 minuti. E’ il corpo più luminoso nel cielo notturno e, sebbene sia astronomicamente di dimensioni di gran lunga inferiori, la sua forma piena appare agli occhi umani di grandezza simile a quella del Sole nel cielo diurno. Il diametro della Luna è solo quattro volte più piccolo di quello della Terra e, anche se nel sistema solare esistono alcuni satelliti più grandi della Luna, nessuno di essi è così grande in rapporto al pianeta di riferimento. Questo è uno dei motivi per cui Terra e Luna vengono spesso definiti da alcuni scienziati ed occultisti, come pianeti gemelli.

Nell’antichità la Luna era adorata con una molteplicità di nomi. Quasi tutte le divinità femminili avevano una caratteristica relativa. Nella mitologia greco-romana la Luna è rappresentata da due divinità di base (Selene e Artemide) cui si aggiungono altre dee o figure mitiche che variano secondo le funzioni specifiche o le fasi lunari. Questo numero consistente di dee attribuite alla Luna è dovuto al ciclico alternarsi di ere di predominio femminile a ere di predominio maschile. La supremazia maschile, tipica dell’età che pare avviarsi a conclusione, si riflette astrologicamente nella distribuzione delle identità sessuali convenzionali dei corpi celesti: su dieci pianeti astrologici solo due (Luna e Venere) possiedono caratteristiche ufficialmente femminili. Di conseguenza tale squilibrio ha costretto diversi aspetti della natura femminile ad essere riconosciuti solo per mezzo di questi due corpi celesti.

L’identificazione sessuale rappresenta uno dei sintomi più evidenti del processo di separazione dell’ego. L’astrosciamanesimo si fonda sull’equilibrio e sulla trascendenza dell’alternanza continua dei cicli di predominio sessuale tipici della terza dimensione terrena. In questo contesto ciascuno Spirito Totem, dapprima percepito attraverso apparenti aspetti maschili e femminili, si manifesta infine nella sua sintesi unitaria primordiale.

Selene, figlia di Iperione e Teia (entrambi Titani e figli di Urano e Gaia), è la classica rappresentazione della Luna. Essa appartiene alla vecchia generazione degli dei. E’ spesso ritratta come una donna giovane e bella, che si muove nel cielo sopra un carro d’argento trainato da due cavalli o da un toro. Con Elio (Sole), suo fratello e compagno, si unisce all’inizio di ogni ciclo lunare (Luna Nuova). E’ in relazione con la Luna Piena e famosa per i suoi amori con Zeus, Pan e Endimione. A quest’ultimo, Zeus concede di dormire perennemente in eterna giovinezza. Selene, innamorata, si unisce a lui ripetutamente nel sonno, e dà alla luce ben cinquanta figlie. Ad un’altra generazione di dei appartiene Artemide (Diana presso i Romani), sorella di Apollo (la controparte solare) e figlia di Zeus e Latona. A differenza di Selene, decide di rimanere eternamente vergine. E’ rappresentata come una ragazza selvaggia e vendicativa, armata di arco con frecce che usa per cacciare i cervi e per colpire gli esseri umani. E’ in rapporto con la Luna Nuova.

Nella tradizione cristiana la Luna può identificarsi con Maria, la Madonna, madre di Gesù e moglie di S. Giuseppe, chiamata pure con il titolo greco Theotokos (colei cha ha messo alla nascita Dio) e molti altri titoli. Alla Madonna vengono dati numerosi attributi che si riflettono nella varietà di icone e di celebrazioni ad essa dedicate, di cui il primo giorno dell’anno è quella principale. Nell’Apocalisse 12:1 è descritta come segue: “Poi apparve un gran segno nel cielo: una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle.”

Il culto di Maria costituisce un’emanazione e preservazione del culto di antiche dee, come Artemide, Cibele (la madre frigia degli dei) e Iside “dai diecimila nomi”, la grande divinità del pantheon egiziano. Quest’ultima divenne assai popolare anche in Grecia, a Roma e nelle sue province, dove era venerata come Stella Maris (stella del mare) e disponeva di numerosi santuari a lei dedicati. Questo culto fu in seguito integrato in quello della controversa Vergine Nera o Madonna Nera. Tra le numerose immagini di Madonna Nera spicca la Madonna di Tindari. La leggenda narra che essa si trovava originariamente su una nave proveniente dall’Egitto, che fu costretta a trovare riparo nella baia sicula di Tindari. Al termine della tempesta la nave riuscì a muoversi solo allorché l’icona venne salita in una chiesa costruita sulle rovine del tempio di Cibele. I mie nonni siculi erano devoti a questa Madonna e si recavano regolarmente a rendere omaggio alla Madonna Iara, una statua di una chiesetta sita tra gli aranci e i limoni in prossimità di Francavilla di Sicilia (Messina). Un’altra particolare immagine di Maria è quella di Maria Santissima delle Grazie presso la chiesa di San Pietro Martire a Napoli. L’icona mostra Maria mentre dispensa nutrimento esponendo i suoi seni.

La Luna ha un ruolo decisivo sulla vita della Terra: regola il flusso delle acque dei mari, esercita influenze sulla vita vegetale ed animale, oltre che su quelle umane (cicli mestruali, periodi di gravidanza, battiti cardiaci, onde cerebrali, ecc.). Poiché la più alta concentrazione di nascite avviene durante la Luna Piena, la Luna pare esercitare la sua influenza, in aggiunta ai liquidi delle maree, anche su quelli amniotici. Gli oggetti più antichi a noi pervenuti nel corso della storia umana rivelano la precisa associazione tra ciclo mestruale e lunare. È risaputo che le donne che vivono insieme tendono a sincronizzare i loro cicli mestruali e, poiché gli antichi abitatori della Terra erano organizzati in piccole unità tribali, le mestruazioni ed i cicli di fertilità finivano per avere la stessa cadenza per tutte le donne. Secondo alcuni fu proprio l’analogia tra ciclo mestruale e lunare che portò alla creazione dello zodiaco e all’inizio dell’osservazione astronomica.

Fin dai tempi più remoti i cicli lunari ebbero la funzione di indicare l’andamento del tempo. Il mese di allora durava 29 giorni e mezzo, ed iniziava con la Luna Nuova per finire con quella successiva. In quei tempi il ciclo annuale era diviso generalmente in tredici mesi lunari, poi in seguito quest’usanza venne meno: l’anno fu suddiviso in dodici parti e così via via iniziarono a sorgere superstizioni e misteri riguardo il numero tredici.

Per molti astrologi la posizione della Luna indica i modelli di comportamento istintivo e di reazione inconsapevole, i condizionamenti e l’id secondo il modello freudiano della psiche. L’essenza della Luna è familiare ed intima, indipendentemente dal fatto di avere un’espressione armonica o disarmonica. È un punto sicuro di ritorno in momenti di stress e situazioni difficili, o allorché nulla di particolare sta accadendo e v’è solo la necessità di rilassarsi. Talvolta l’espressione di questo spazio può diventare paralizzante e ostacolare il percorso di trasformazione di un individuo. Il blocco fondamentale collegato alla Luna è quello del dolore. Dietro l’espressione delle emozioni lunari si celano uno o più episodi, individuali o collettivi, in cui si è prodotta una ferita. Il ricordo di tale evento continua a provocare paura. La posizione della Luna nel tema natale indica le situazioni in cui l’individuo può sentire questa paura, e gli schemi di risposta sviluppati per proteggersi a tale riguardo. Essa indica anche le sensazioni riguardo la nostra presenza fisica sulla Terra. Secondo lo stato lunare, possiamo essere a nostro agio, sentirci a casa, oppure al contrario, provare alienazione e fastidio.

La Luna descrive spesso la madre o chi ha svolto questo ruolo nell’infanzia. Come per tutte le persone che individuiamo nella carta astrologica, si tratta sempre di una proiezione e non della madre effettiva. In questo caso la Luna indica il modo in cui percepisco la figura materna e l’ambiente famigliare. Qui ogni componente della famiglia ha una sua proiezione, così come una sua distinta posizione lunare. La Luna porta con sé le memorie più remote e significative, ed è indicativa del nostro atteggiamento verso il passato. Essa è spesso in relazione con quei luoghi e periodi storici che maggiormente ci attirano o verso cui proviamo repulsione. La presenza di pianeti sugli angoli o punti medi, l’ultimo pianeta che la Luna ha incontrato prima della nascita, la posizione della Luna natale, il pianeta che governa la Luna o Immum Coeli e gli aspetti con questi pianeti identificano in genere le tradizioni, i luoghi ed i lignaggi che risuonano maggiormente dentro di noi o che sono in rapporto con vite passate significative.

Nel lavoro astrosciamanico la Luna svolge un ruolo significativo poiché fornisce informazioni importanti riguardo il lignaggio, il cammino iniziatico ancestrale o la scuola misterica di cui la persona ha già avuto esperienza. Quest’area, che l’individuo probabilmente ha conosciuto a fondo in tempi precedenti o realtà parallele, rappresenta un fondamento essenziale per la realizzazione dell’Intento di base nella vita o dimensione corrente. Allo stesso tempo, può pure causare dipendenza, attaccamento o abuso quando il suo potenziale acquisito non è focalizzato nell’ambito del cammino presente di iniziazione, che potrebbe differire notevolmente dal precedente.

La Luna non ha luce propria e riflette quella del Sole: di conseguenza, l’anima lunare rispecchia lo spirito solare ed è lo strumento attraverso cui quest’ultimo si esprime nel mondo. Il lato lunare, quando entra in rapporto con quello solare, consente di dare forma all’Intento connesso alla Funzione attraverso il riconoscimento e la liberazione dei rancori. La Luna è la forza fondamentale che permette all’Intento di concretizzarsi e di integrarsi insieme alle altre forze per operare in accordo con la Funzione. Quando l’Intento non è chiaro o è sconnesso dalla Funzione, la Luna diventa vulnerabile a ogni tipo di influenza esterna e la persona in questione finisce con l’essere travolta dai rancori del suo passato personale e di quello planetario. Il passato può essere integrato solo quando l’individuo riesce a riconciliarsi con esso. Ciò, in molti casi, significa rivisitare il passato, nelle situazioni che si presentano spontaneamente o attraverso procedure apposite (liberazione dei rancori, rituali, viaggi sciamanici, ecc.), ed operare cambiamenti e scelte alternative.

Nelle tradizioni di molti indiani d’America la Luna viene chiamata Nonna Luna per sottolineare il suo ruolo primario nell’ambito del femminile e distinguerlo da quello della Madre Terra. La Luna, con la sua rotazione ciclica attorno alla Terra, costituisce uno scudo protettivo rispetto alle energie esistenti al di fuori dello spazio gravitazionale terrestre.

 

Mercurio

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico è composto da un cerchio (spirito/Sole) sovrastato da un semicerchio (anima/Luna) e appoggiato su una croce (corpo/materia/Terra). In quest’immagine abbiamo i tre simboli di base del cerchio, del semicerchio e della croce. E’ una complessa figura trinitaria che integra i tre Livelli e di cui vengono date numerose interpretazioni.

La presenza di questi tre simboli di base identifica Mercurio come il punto di incontro tra Sole e Luna nei contesto della realtà fisica del pianeta Terra. L’immagine è anche una raffigurazione del caduceo, il bastone che rappresenta il potere della saggezza e della pace di cui il dio Mercurio è sovente portatore.

Mercurio è il pianeta più piccolo e veloce del sistema solare e quello maggiormente vicino al Sole. Il suo periodo di rivoluzione, caratterizzato da un’orbita molto eccentrica, è di 88 giorni, mentre la sua distanza dal Sole, vista dalla Terra, non supera mai i 28°. Questo significa che in un tema natale Mercurio si troverà sempre entro 28° prima o dopo il Sole. Tale posizione suggerisce che sebbene la mente (Mercurio) possa apparire in contrasto con l’Intento o cuore (Sole), in realtà esse si trovano sempre vicine tra di loro e non possono mai essere veramente in opposizione (180°). Mercurio è anche sia il pianeta più caldo che freddo, poiché mostra sempre lo stesso lato della sua superficie al Sole, mentre l’altro rimane costantemente al buio.

indexErmes (Mercurio) nasce in piena notte in una caverna sul monte Cillene (nell’Arcadia greca), concepito da Zeus e Maia. Il giorno stesso della nascita si dimostra assai precoce: va da suo fratello Apollo e gli sottrae cinquanta mucche della sua mandria, poi sacrifica due delle vacche rubate e ne fa dodici parte, una per ciascuno dei dodici dei.[6] Infine, tornato nella caverna natia, impiega il guscio di una tartaruga e delle corde ottenute dagli intestini delle vacche, per fabbricare la prima lira. In seguito dona questo strumento ad Apollo in cambio del caduceo, un bastone avvolto da un serpente (rappresentazione dei suoi poteri di guaritore e messaggero divino). È famoso per la sua abilità, destrezza, astuzia, capacità di comunicazione, come protettore di commercianti, artigiani, viaggiatori e ladri, e come servitore degli dei. Mercurio agisce come messaggero di Giove ed altri dei, e a questo riguardo sa impiegare ogni tipo di linguaggio, compreso quello dei sogni. Egli è tra i pochi ad avere accesso al Mondo del Basso, dove opera sovente come psicopompo e conduttore delle anime morte. Ha un aspetto giovanile, indossa spesso una tunica bianca (donatagli da Ade e che gli consente di essere invisibile), un cappello argenteo a larghe tese, sandali alati, e porta con sé il caduceo e una borsa (simbolo dei guadagni del commercio). Ermes non ha una consorte, tuttavia di tanto in tanto ha alcune brevi relazioni, spesso conseguite tramite trucchi.

La posizione di Mercurio nella mappa astrologica fornisce indicazioni riguardo il tipo di mentalità o intelletto della persona e il modo in cui pensa, si esprime ed apprende. La sua posizione fornisce inoltre spunti per riconoscere modalità informali ed efficaci di comunicare con gli esseri viventi, siano essi visibili o meno. Gli aspetti e i transiti di questo pianeta possono aiutare a individuare aree o periodi di tempo in cui le tematiche di comunicazione prevalgono o necessitano guarigione.

Come il suo omonimo metallo, Mercurio è neutrale e si adatta alle qualità dell’ambiente. Ciò permette agli Spiriti di relazionarsi tra di loro e stabilire connessioni. Mercurio opera inoltre in qualità di elemento di collegamento tra Mondo dell’Alto e Mondo del Basso, servendo la funzione di tenutario degli accessi e guardiano delle comunicazioni. In questo contesto il suo scopo è quello di facilitare il traffico e lo scambio di informazioni a tutti i livelli, e di impedire la formazione di blocchi.

Il potere sciamanico del Lupo in quanto alleato e animale guida era diffuso ampiamente nelle tradizioni misteriche dell’Italia preromana. Eredi di tali trasmissioni erano i Lucerci, “lupacchiotti”, membri di una confraternita sciamanica dell’antica Roma e noti per la celebrazione dei Lupercalia, una cerimonia intesa a commemorare il salvataggio di Romolo e Remo da parte della Lupa. In vero tale ritualità risaliva a tempi assai più remoti della fondazione di Roma. Secondo alcuni sembra che i due gemelli facessero essi stessi parte di questo gruppo sciamanico. Da considerare inoltre che il termine lupa era il nomignolo attribuito alle prostitute, che in questo caso era una ierodula, ovvero una prostituta sacra connessa ai sacri misteri del lupo. Narra la leggenda che nella città di Albalonga la giovane Rea Silvia, sacerdotessa della dea Vesta e quindi vincolata alla castità, partorì segretamente due gemelli, concepiti per intervento del dio Marte. Amulio, usurpatore del trono di Numitore, padre di Rea Silvia, venne a conoscenza della nascita di questi potenziali eredi al trono e ordinò la loro uccisione. Il servo incaricato dell’esecuzione, preso da compassione, abbandonò i gemelli in una cesta al flusso della corrente del Tevere. La cesta si arenò tra due alberi (il Germalo e il Fico Ruminale) e fu trovata da una Lupa che li portò nella sua grotta e li allattò. In seguito, il pastore Faustolo scoprì i bambini e li portò alla compagna Acca Laurentia, chiamata anch’essa la Lupa per i motivi forniti sopra, che si prese cura di loro. Quando i gemelli crebbero uccisero l’usurpatore Amulio e ristabilirono sul trono il nonno Numitore. Poiché avevano ricevuto una specifica visione, decisero di lasciare Albalonga e fondare una nuova città, scegliendo proprio il posto in cui erano stati ritrovati dalla Lupa. In disaccordo tra di loro, essi si affidarono al responso di una divinazione onde stabilire a chi sarebbe spettato l’onore di dare il nome alla città. Chi avesse avvistato più uccelli avrebbe avuto questo incarico. Remo ne vide sei, mentre Romolo ne avvistò dodici, come i segni zodiacali. Romolo iniziò quindi a tracciare sul colle Palatino il perimetro dell’insediamento. Tuttavia la disputa tra i due fratelli seguitò e in una lite Romolo uccise Remo, pronunciando in seguito un giuramento: “muoia chiunque oltrepassi queste mura” e decidendo di chiamare la nuova città con il nome di Roma.

 

 

Marte

Novembre 27, 2018 by admin

Il simbolo grafico esiste in due versioni: una antica, composta dalla croce sopra il cerchio, l’altra, più recente, con una freccia inclinata sopra il cerchio. La materia (croce) e la penetrazione della materia o guerra (freccia) dominano lo spirito (cerchio). La versione moderna del simbolo suggerisce l’idea della lancia e dello scudo o quella dell’organo genitale maschile in erezione.

Marte ha un diametro di poco superiore alla metà di quello della Terra e possiede calotte polari bianche di anidride carbonica congelata. Il suo colore appare rossastro e la superficie dei territori desertica e rocciosa. Il periodo di rivoluzione solare di Marte è di un anno e 322 giorni, mentre i suoi satelliti, scoperti nel 1877, sono due: Deimo e Fobo. Un secolo e mezzo prima, questi ultimi furono già accuratamente descritti da Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver. Cydonia, un settore di Marte fotografato nel 1976 dalla sonda Viking I, pare possedere una topografia identica all’area megalitica di Avebury in Inghilterra, mentre Silbury Hill, la limitrofa collina misteriosa, sembra coincidere con un’altura marziana chiamata Tholus.

Ares (Marte), unico figlio di Zeus e Hera, è il dio della guerra, della forza bruta, del coraggio, della passione e del desiderio. In Grecia, a causa del suo carattere rozzo e impulsivo, viene ben poco amato dagli dei (compreso i genitori) e dagli uomini, mentre a Roma diventa invece, dopo Giove, la divinità più importante.

Ares possiede una statura gigantesca ed emette grida “simili a quelle di diecimila uomini” specialmente quando viene ferito. È rappresentato con gli attributi classici del guerriero (elmo, corazza, scudo, spada e lancia) e del fuoco (la torcia), talvolta su un carro trainato da quattro cavalli oppure a piedi. Lo accompagnano sovente varie figure demoniache, tra cui i figli Deimo (la Paura) e Fobo (il Terrore), ed Eris (la Discordia) ed Enio (dea della guerra).

I suoi animali sacri sono l’avvoltoio e il cane. Nelle battaglie Ares non prende mai una posizione definitiva, tanto che può combattere sia a fianco di una parte che di un’altra. Non nutre quindi alcun interesse per le cause dei conflitti o per chi ha torto e ragione. La sua natura collerica lo espone talvolta a sconfitte umilianti e pesanti specialmente ad opera di forze più intelligenti come Atena ed Eracle. Ares è protagonista di molte imprese amorose con mortali e dee. La più celebre è quella clandestina con Afrodite da cui nascono, oltre a Deimo e Fobo, Eros, Antero, e Armonia.

La posizione di Marte nel tema natale può dare indicazioni sul modo naturale in cui l’energia viene diretta, sui punti di forza, sulle capacità di azione, su ciò che provoca rabbia, che è in grado di smobilitare i desideri e per cui si è pronti a lottare e combattere. Marte costituisce il primo gradino nel processo di individuazione, ovvero come l’io emerge e si separa dal collettivo. Mostra come operi al fine di conseguire  ciò che desideri ed è inoltre un elemento di identificazione della natura effettiva dei bisogni sessuali. Esso indica l’approccio sessuale che può dare maggiore appagamento e consentire l’espressione concreta o la rivisitazione in chiave energetica di componenti legate alla sfera più istintiva e animale.

Nel mondo animale, ma anche tra molti esseri umani, v’è una connessione molto stretta tra sesso e lotta, tra imposizione di sé e fusione nell’altro. Questa opposizione apparente è rappresentata dagli Spiriti di Marte e Venere. Solo coloro che riescono a dare espressione al loro Marte, possono veramente aprirsi in modo autentico e integrale ai rapporti di amore, così come al lavoro di guarigione e al proprio sentiero spirituale. La passione sessuale, similmente a quella spirituale, è il risultato combinato dell’espressione delle energie guerriere di Marte con quelle pacifiche di armonia di Venere. L’equilibrio tra questi due tipi di energia è fonte sovente di difficoltà sia nei rapporti umani che in quelli con gli Spiriti.

Marte e Venere mostrano i tipi di partner che attiriamo e ogni area di potenziale conflitto tra polarità. In un uomo la posizione di Marte (segno, casa e aspetti) è solitamente connessa con lo specifico archetipo maschile con cui egli si identifica o a cui aspira, mentre in una donna è simile al concetto junghiano di animus o alle caratteristiche dei Demoni e dei Doppi Multidimensionali.

La posizione di Marte in un tema femminile tende a mostrare quali aspetti dell’archetipo maschile provocano maggiore attrazione (e repulsione) o vengono proiettati su partner esterni. Il lavoro astrosciamanico in quest’area consiste nel recuperare queste qualità, sviluppando una relazione santa, vale a dire uno stato in cui il partner interiore è pienamente integrato e riconosciuto, indipendentemente dal fatto di essere in una relazione di coppia tridimensionale o meno.

 

Giove

Novembre 27, 2018 by admin

Giove rappresenta la funzione dell’espansione, della crescita e dell’integrazione nel mondo. E’ la spinta a espandere la propria sfera individuale e a condividere sinceramente le risorse che ne derivano con gli altri. E’ l’impulso ad allargare i confini della conoscenza e andare oltre i limiti delle proprie credenze. Sia nelle sue manifestazioni armoniche che dissonanti, questo pianeta esprime il tentativo di assorbire e inglobare quanto più è possibile di ciò che appare come separato da noi, al fine di recuperare e ricreare la sensazione di quell’unità originaria anticamente perduta.
 
La posizione di Giove nel tema natale indica le prospettive di espansione e crescita, e può fornire elementi per comprendere cosa è in grado di dare maggiore significato, fiducia, e appagamento nella vita. Giove può essere anche la chiave per individuare le strade esistenziali in cui puoi essere più prolifico e incontrare importanti opportunità.
 
La posizione di Giove fornisce informazioni sul tipo di cerimonie, pratiche iniziatiche ed esperienze spirituali che permettono di chiarire meglio la propria visione e raggiungere obiettivi di conoscenza. Tramite un esame della sua posizione puoi individuare le tecniche e le circostanze ambientali che maggiormente si addicono al tuo cammino di esplorazione spirituale.
 
La forza di questo pianeta si fonda sulla fiducia di base nei confronti dell’esistenza e su una forma di ottimismo spontaneo che trasforma ogni situazione della vita in un’avventura eccitante di crescita e conoscenza. E’ un sentiero di abbondanza ed espansione infinita che talvolta può portare ad esagerazioni ed inflazioni pericolose.
 
Il pianeta Saturno sta appresso a Giove per ricordare ciò.
I transiti di Giove portano tradizionalmente opportunità, successo, abbondanza, prosperità e talvolta sprechi, azzardi, esagerazioni e pigrizia. Questo pianeta ha la caratteristica di attivare e amplificare tutto ciò che tocca. Quando transita sui punti armonici del tema natale, Giove svolge una funzione energizzante in grado di attirare situazioni di benessere e di cosiddetta fortuna. Tuttavia, questa stessa funzione si applica anche nei confronti dei punti dissonanti e dei pianeti problematici, ed in questi casi gli effetti possono essere di ben altra natura.
 
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