Archivi per Maggio 2017
Occhi chiusi e aperti
Spiriti luminosi
Nel lavoro sciamanico il ruolo degli spiriti luminosi è cruciale perché essi forniscono la protezione e l’aiuto necessari per muoversi nelle realtà non-ordinarie e in spazi pieni di tensione della realtà ordinaria.
La riuscita delle imprese di guarigione sciamanica dipende interamente dall’aiuto di spiriti e angeli luminosi, che sono emanazioni evolute dell’anima. Tuttavia quando la persona rifiuta di rispondere alla chiamata della sua anima, queste emanazioni possono in apparenza causare frustrazione, dolore e disperazione.
Per la nostra vera natura questi spiriti sono compagni preziosi. Sebbene la loro funzione sia sempre stata la stessa, sono infinite le sembianze e i nomi che sono stati dati agli spiriti luminosi. Di solito i loro nomi si conformano ai sistemi di credenza ed alla cultura delle persone coinvolte. Si tratta di una strategia didattica che ha lo scopo di aiutarci a cambiare gradualmente la nostra consapevolezza da separata a spirituale, essenziale specialmente nelle prime fasi di connessione con gli spiriti.
A questo riguardo gli spiriti fanno riferimento ad elementi derivati da tradizioni e approcci con le quali la persona si sente più allineata. Se il soggetto è attratto da angeli cristiani, animali di potere, divinità celtiche, queste sono le forme ideali che gli spiriti possono prendere.
Gli spiriti possono anche assumere forme non convenzionali e inaspettate, se questo può servire. Tutti questi aggiustamenti sono utili nelle fasi preliminari del nostro processo di risveglio. In seguito il ricercatore può stabilire una connessione profonda, che di solito gli consente di superare i suoi condizionamenti riguardo a come gli spiriti luminosi dovrebbero essere. Questo stadio può comportare un radicale cambiamento di percezione cui non tutti sono pronti. Il riferimento in questo caso diventa l’esperienza diretta e incontaminata del Divino, progressivamente privata di ogni adattamento agli stereotipi culturali. In questo stadio il ricercatore si confronterà con una definizione nuova dello spirito, che può essere agli antipodi del modello precedente. Questa nuova definizione difficilmente può essere descritta mediante parametri della realtà ordinaria, poiché è ciò che tale realtà principalmente nega o giudica erroneamente per garantire la propria sopravvivenza.
Paura
La luna piena in Scorpione è l’apice del mistero, dell’oscurità e di tutti gli aspetti più controversi, negati e repressi della vita, quali il sesso e la morte. La nostra vita è il risultato di un’unione sessuale, laddove la fine della vita è la conseguenza della morte. Sesso e morte sono intimamente legati, sono il respiro e il portale della vita, dentro e fuori di essa. Una porta possiede due facciate, due lati, due emisferi, come la terra, la luna e tutto ciò che è visibile. Quando vedi e riconosci solo un lato, allora la tua visione, la tua conoscenza diventa negazione, esclusione, separazione. Vivi una vita autistica, fondata sulla paura verso ciò che hai escluso, verso quanto ti circonda, dentro e fuori di te. Ma questo non durerà per sempre, e tu lo sai bene. Prima o poi ti confronterai con ciò da cui ti sei separato, con il lato nascosto della vita, con ciò che ti crea paura.
Il confronto con gli aspetti più nascosti e oscuri della vita e della morte, con ciò che provoca la massima paura, con il nostro lato ombra è l’unico passo decisivo sulla via della guarigione e della pace.
Nella notte di luna piena in Scorpione, il Buddha si illuminò e tante altre grandi anime in questo plenilunio hanno compiuto il passo decisivo verso la vera conoscenza. Ogni passo, anche il più piccolo, e tutte le luci, incluse le più tenue, sono decisive. E ogni giorno, luna piena o meno, può essere decisivo.
Allora in questo giorno, così come in ogni altro giorno dell’anno, puoi scegliere di compiere un passo decisivo verso il mistero, verso ciò che temi solo perché non lo conosci e cessare, non dico per sempre, ma anche solo per qualche minuto o istante, di avere paura! E se sei in grado di cessare anche solo per un secondo di avere paura, allora quel secondo continuerà a esistere per sempre nella tua memoria, e non ci sarà più paura.
Recupero dell’anima
“Se perdi l’anima e lo sai, allora hai ancora un’anima da perdere.”(Charles Bukowski).
Un termine sciamanico piuttosto comune è recupero dell’anima (soul retrieval in inglese). Si tratta di un’antica pratica basata sulla premessa che la nostra anima era in origine intera e poi si è frammentata. Alcune o molte delle sue parti si sono perse, allontanate, smarrite, o forse sono state rubate o addirittura prese in prestito da altri.
Tradizionalmente la pratica del recupero dell’anima, si basa sulla consapevolezza che i problemi più dolorosi della vita sono dovuti alla perdita di importanti parti della nostra anima. Il compito dello sciamano è identificare e recuperare queste parti, restaurandole nell’integrità della persona e del suo ambiente.
A questo scopo lo sciamano viaggia in realtà alternative, che includono anche il passato o universi paralleli, per localizzare le parti mancanti, e trovare quindi un modo per recuperarle e reintegrarle nella loro sede originale di appartenenza. Questa è fondamentalmente una metafora strategica finalizzata a descrivere una questione molto più complessa, che è essenzialmente inaccessibile alle nostre menti contemporanee. Tuttavia anche le persone ordinarie possono entrare in risonanza con questa metafora e comprendere il significato dell’intero processo da sanare, definito qui come perdita dell’anima.
Molte persone sperimentano qualcosa di mancante nella loro psiche, e questo spesso può causare gran dolore. Psicologicamente è considerato per lo più come il risultato di eventi traumatici che opprimono coloro che ne sono coinvolti, impedendo loro di affrontare o integrare ciò che è accaduto e rendendoli incapaci di gestire le proprie vite. Tali traumi possono essere causati da una gran varietà di fattori, e tuttavia la tendenza più comune sembra implicare sempre una violazione delle idee familiari all’individuo su se stesso e sul mondo, causando gran confusione, insicurezza e agitazione. A questo riguardo, da una prospettiva multidimensionale, queste circostanze traumatiche sono accadute a tutti gli esseri umani durante l’infanzia quando sono stati abituati a percepire il mondo secondo la realtà convenzionale.
A un livello più ordinario, lo psicologo tradizionale e lo sciamano psicologicamente orientato operano entrambi in modo da consentire al cliente di funzionare correttamente nella realtà di tutti i giorni. In seguito, una volta che l’emergenza è superata, e a condizione che ciò sia con la loro intenzione e competenza, e quella del cliente, possono operare a un livello più profondo così da recuperare ulteriori parti vitali dell’anima.
Nello sciamanesimo convenzionale sono usate varie tecniche, che generalmente coinvolgono un cliente passivo e fondamentalmente inconsapevole, mentre lo sciamano svolge il lavoro di recupero.
In altri approcci sciamanici, come l’astrosciamanesimo e altre forme di neosciamanesimo, il cliente è il protagonista attivo del recupero dell’anima e lo “sciamano” opera come facilitatore. Il suo scopo è aiutare i clienti a identificare un’area di potere e, una volta che essi hanno avuto un’esperienza diretta, supportarli gradualmente e fortificarne l’espressione nella vita di tutti i giorni. Quando il cliente ha acquisito sufficiente consapevolezza e padronanza di quest’area di potere, nel secondo stadio si possono affrontare zone più problematiche, le critiche parti mancanti dell’anima.
Ogni parte della nostra anima è strategicamente identificata in astrosciamanesimo con uno dei dodici segni zodiacali. Secondo la cosmologia di varie tradizioni la nostra realtà separata, o Configurazione Umana Arbitraria, è il risultato di un stadio di frammentazione originale che comprende 12 pezzi, costituiti da sei coppie binarie, successivamente frammentate in ulteriori 144 pezzi, e così via, fino a raggiungere il numero totale di esseri che abitano questa realtà. Indipendentemente dall’enormità di questo numero, tutto ha origine da un set di 12 pezzi originali frammentati, rappresentati strategicamente dai segni zodiacali.
Questi 12 pezzi, che in astrosciamanesimo sono chiamati i 12 settori, costituiscono la matrice originale o, sempre in termini astrosciamanici, la nostra Identità Multidimensionale Centrale. Lo scopo strategico dei 12 settori è rendere l’Identità Multidimensionale Centrale comprensibile alle menti condizionate dall’illusione della separazione.
© Franco Santoro
Luna Piena in Scorpione
La Luna Piena in Scorpione ha luogo alle 22:11 del 18 maggio 2019, a 27°38′ dello Scorpione.
Il Toro enfatizza il lato pragmatico e costruttivo, mentre lo Scorpione promuove la fermentazione di profonde emozioni, che rappresentano la materia prima di ogni manifestazione di rilievo. In questo contesto emozioni intense possono irrompere facilmente ed essere liberate onde fertilizzare il benessere comune o per realizzare specifici obiettivi.
La Luna Piena in Scorpione è conosciuta nei paesi buddisti del sud-est asiatico come Wesak: la nascita, l’illuminazione e l’ingresso di Buddha nel Nirvana. Per questo motivo è considerata la più potente Luna Piena dell’anno.
Fu nella notte di Luna Piena in Scorpione che Buddha sedette sotto l’albero del Bodhi (del risveglio) a Buddhagaya e raggiunse l’ìilluminazione. Secondo le tradizioni esoteriche Buddha ritorna ogni anno in questo periodo per dispensare luce di guarigione nel mondo.
Maestri spirituali guidati dal Cristo si radunano nella valle di Wesak, una mitica località multidimensionale sulle montagne dell’Himalaya, posizionandosi in un vasto pentagramma mentre il Buddha irradia luce. Si crede che durante i cinque giorni di Luna Piena, che includono i due giorni prima e i due giorni dopo il giorno della Luna Piena, può essere stabilito un contatto diretto con i Grandi Maestri e le Forze di Luce che sostengono il pianeta.
Quando un numero sufficiente di persone si riunisce, collegando la propria storia personale alla storia collettiva e allineandosi con un lntento di luce, si fortificano le basi per l’espansione della consapevolezza e il risveglio della nostra natura multi-dimensionale. In questo modo tutti i gruppi che si riuniscono per meditare e celebrare rituali sostenuti da un Intento collettivo luminoso e ispirati da un proposito di guarigione, procurano grandi benefici all’ambiente e agli uomini.
Ogni attività può, in verità, essere trasformata in meditazione o rituale, specialmente quelle attività che esprimono molta energia o comportano significativi processi di trasformazione, come mangiare, andare al bagno, lavorare, fare sesso, ecc. Quello che conta, in ogni circostanza, è mantenere il collegamento con la rete della vita, ricordandoci che facciamo sempre parte dell’unità, a prescindere dal tipo di sensazioni che sperimentiamo.
Nonostante possiamo sembrare separati e scollegati, la realtà è che apparteniamo a questo universo al quale continuiamo a dare il nostro prezioso contributo. Svelare, comprendere e accettare la natura di tali contributi comporta il risveglio della nostra memoria, lasciando andare il velo delle illusioni che ci opprimono e abbracciando pienamente ciò che realmente siamo.
Durante questa Luna Piena in Scorpione ricercatori di tutto il mondo si riuniscono in meditazione o per celebrare rituali, per lasciare andare il velo delle loro limitazioni e diventare ricettivi alla loro natura multi-dimensionale. Il giorno di questa Luna Piena è conosciuto come il Giorno della Salvaguardia, perché comporta la conservazione dell’energia generata dall’allineamento con la nostra natura multi-dimensionale. I due giorni che seguono la Luna Piena sono chiamati i Giorni della Distribuzione, perché implicano che l’energia accumulata venga trasmessa alla rete della vita.
Per la meditazione della Luna Piena in Scorpione clicca qui.
Per l’audio di questa meditazione clicca qui.
© Franco Santoro, info@astroshamanism.org
Immagine: sigillo astrosciamanico della Luna Piena in Scorpione, impresso nella baia di Findhorn (Scozia), Wesak del 2012.
Felice
Funzione
Forse non hai ancora compreso che la tua principale funzione consiste nell’apprendere a usare le circostanze oscure, odiose e dolorose che incontri nella vita come concime per fertilizzare circostanze luminose, amorevoli e felici.
La luce, l’amore e la felicità, sia tue, sia degli altri, dipendono dalla tua capacità di svolgere questa funzione.
Questo significa che se fai esperienza di una situazione oscura, odiosa o dolorosa, non si tratta di un’anomalia, né di un incidente, bensì di un processo inevitabile, che fa parte della natura stessa della realtà in cui ti trovi.
Se passi buona parte del tuo tempo a lamentarti per le situazioni oscure, odiose o dolorose che accadono nella vita, dando la colpa a te stesso o agli altri, questo vuol dire che non hai compreso la tua principale funzione. Ciò significa pure che quando hai esperienza di situazioni luminose, amorevoli e felici nella vita, stai solo raccogliendo i frutti del lavoro di quelli che stanno svolgendo la loro funzione, senza dare nulla in cambio. Questi frutti prima o poi si esauriranno, se i loro semi non saranno fertilizzati, se non riceveranno concime.
Ci sono tante cose che puoi capire e apprendere nella vita. Tutto quello che capirai e apprenderai si rivelerà del tutto inutile, se non impari a svolgere la tua funzione principale, che consiste appunto nell’usare le circostanze oscure, odiose e dolorose che incontri nella vita come concime per fertilizzare circostanze luminose, amorevoli e felici.
Se non capisci o non condividi quanto sopra, non risentirti, perché potrebbe non essere affatto vero.
Se invece hai compreso questa tua funzione, ma ti risulta difficile apprendere a svolgerla, non risentirti ugualmente. Non si tratta di un’impresa semplice e siamo qui tutti per imparare a svolgerla bene, idealmente aiutandoci a vicenda, perché insieme si può lavorare molto meglio,
Una volta che hai compreso qual è la tua funzione principale quel che conta è seguitare a imparare e a esercitarsi, unendo le forze con altri amici lungo il sentiero, perché in questa funzione dimora il senso iniziale e finale della vita.
Ginestre
Ricorda bene e sempre, le tue circostanze presenti sono destinate a cambiare.
Se basi la tua felicità sulle circostanze presenti della tua vita, la tua felicità è decisamente provvisoria. Se basi la tua infelicità sulle tue circostanze presenti, la tua infelicità è pure del tutto provvisoria.
Quando le circostanze della tua vita ti rendono felice, la tua responsabilità è quella di trovare la matrice della felicità che risiede oltre le circostanze presenti in modo che quando le circostanze della tua vita ti rendono infelice tu sappia accedere ugualmente alla felicità.
L’immagine mostra le ginestre delle spiagge di Findhorn.
“Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola. A queste piagge
Venga colui che d’esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E’ il gener nostro in cura
All’amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell’uman seme,
Cui la dura nutrice, ov’ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.”
(da: “La ginestra” di Giacomo Leopardi)