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Archivi per Settembre 2015

Cerca quel che vuoi

Settembre 23, 2015 by admin Lascia un commento

hatLa maggior parte delle persone cerca in genere quello che vuole nel mondo esterno.

Altre persone, meno ordinarie, cercano quel che vogliono nel mondo interiore, dentro di sé o in realtà alternative.

Vi sono anche persone che non cercano più nulla, perché hanno trovato quello che cercano.

E vi sono pure persone che non cercano più nulla, perché si sono rese conto che è tutto uno scherzo.

 

© Franco Santoro

Copioni

Settembre 23, 2015 by admin

Shadows & CatCiò che succede agli attori in una rappresentazione teatrale o in un film è a livello multidimensionale quanto accade nella nostra vita.

Nella realtà ordinaria esiste una distinzione tra l’attore che recita una parte in un film o diversi ruoli in più film, e l’attore in quanto individuo, con la sua vita personale, indipendentemente dalla sua professione di attore.

Da una prospettiva più ampia, derivata da una dimensione superiore, la nostra realtà di terza dimensione può essere descritta come un colossale palcoscenico in cui sono rappresentate incessantemente delle parti.

Ne deriva che chiunque qui è un attore e recita sempre delle parti, sia che lo faccia in una rappresentazione teatrale ufficiale o nella sua vita privata. In terza dimensione tutti sono attori, consapevoli o inconsapevoli.

La maggioranza degli esseri umani operano come attori inconsapevoli, vivendo quella che credono essere la loro unica vita in base a copioni stabiiti da registi e sceneggiatori che agiscono dietro le quinte.

L’identità di questi registi e sceneggiatori è piuttosto controversa da definire, poiché possono essere sia i nostri se superiori, identità multidimensionali, spiriti guida, ecc, sia forze predatorie, alieni, angeli, demoni, ecc, secondo il sistema di credenza che adottiamo, che pure fa parte di un copione.

Come esseri umani siamo vincolati a seguire dei tracciati, il cui numero e natura varia secondo una volontà di cui non siamo coscienti. Laddove, per esempio, vi sono attori che svolgono solo uno o pochi ruoli durante la loro carriera (come gli attori delle soap opera), ve ne sono altri che ne recitano tanti e talvolta molto diversi tra loro.

La maggioranza degli esseri umani si attiene esclusivamente ai ruoli stabiliti dalla dimensione dominante, quella che ha il monopolio, per così dire, del palinsesto di terza dimensione. Sono troppo inconsapevoli e programmati per poter essere in grado di accedere ad altri copioni.

Vi sono tuttavia anche diverse eccezioni, magari proprio persone come te.
Si tratta di individui che per un difetto di programmazione da parte della dimensione dominante, quella che detiene il monopolio, o per una precisa volontà strategica di quest’ultima, riescono ad accedere a dimensioni alternative.

Queste persone sono in grado di eseguire deviazioni dai copioni prestabiliti, permettendo alla dimensione dominante di operare a un livello più avanzato, sviluppando maggiore elasticità ed espressione creativa, attuando nuove sperimentazioni, ecc. oppure entrando in aperto conflitto con la dimensione dominante e subendone la relativa censura.

Da parte della dimensione dominante esiste quindi un minuscolo e assai raro livello di tolleranza verso gli individui che sfuggono ai copioni stabiliti. Qui occorre tuttavia distinguere, e le cose diventano più complicate, tra i copioni prestabiliti che prevedono espressamente una deviazione dal copione prestabilito, e le deviazioni che sono effettivamente deviazioni dai copioni prestabiliti.

Esiste un tenue livello in cui, in quanto esseri umani, possiamo concepire e attualizzare un’effettiva deviazione. Questa deviazione è possiible nella misura in cui non è intesa a creare in modo esplicito deviazioni nel copione dominante.

Arriverà il momento, forse, in cui non sarà più la dimensione dominante a stabilire il nostro copione, lo faremo noi… E allora in quel momento probabilmente saremo noi stessi parte della dimensione dominante e potremmo decidere in che modo dominare, o avvederci di chi altro ci sta dominando e seguitare nel processo di acquisizione di maggiore dominio o, se siamo molto ambiziosi, mettere magari fine a ogni dominio.

© Franco Santoro

Avviso: Tutte le informazion fornite in questi articoli sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. L’autore non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi negli articoli, incluse le sue.

Parte destra e sinistra del cervello

Settembre 22, 2015 by admin

indexPer molti individui è facile accedere ad esperienze multidimensionali e di unità con il tutto. Le esperienze di multidimensionalità arrivano o se ne vanno spesso all’improvviso, senza dare spazio ad una comprensione del come e perché accadono o non accadono.

Come essere umani siamo scissi in tre componenti cerebrali primarie, di cui solo due parti risultano apparenti: la parte sinistra del cervello (polarità “maschile” intesa come energia e non come sesso!) e quella destra (polarità “femminile”, idem).

Poiché queste parti sono scisse, prive della consapevolezza della terza parte, operano tutte in modo disarmonico, creando effetti devastanti nella coscienza umana.

Tuttavia, da una prospettiva strategica, il principale problema risiede nella parte sinistra del cervello. Laddove la parte destra del cervello è capace di conseguire un’esperienza diretta dell’unità e di percepirla esistenzialmente, mediante un rapporto più diretto con la terza parte, la parte sinistra non è in grado di concepire l’unità, perché è programmata al fine di promuovere la separazione.

La parte sinistra del cervello processa ogni aspetto della realtà secondo una prospettiva dualistica e conflittuale. Sebbene il suo scopo razionale più elevato possa essere quello di armonizzare le polarità e promuovere la pace, tale scopo non è praticamente perseguibile poiché procede all’interno di un contesto fondato sul dualismo e il conflitto.

In vero è la terza componente che consente di andare oltre il conflitto delle due polarità. Questa terza polarità è negata dalla parte sinistra del cervello, mentre è percepita dalla parte destra, che tuttavia non la riconosce e la confonde con la parte sinistra.

Fin tanto che non riusciamo a concepire pienamente l’unità e il multidimensionale mediante la parte sinistra del cervello, la parte destra rimarrà ingabbiata in un sistema di credenze contrario all’unità e la mente umana sarà sempre separata, non importa quante esperienze estatiche di unità continuiamo ad avere.

Qui non si tratta solo di elaborare l’idea dell’unità intellettualmente tramite la parte sinistra del cervello, che è cosa fattibile per molti individui. Si tratta in primo luogo di eliminare dalla parte sinistra del cervello ogni componente di separazione, poiché fin tanto che queste rimangono attive il dualismo e la separazione seguiranno a prevalere.

La parte destra del cervello è visionaria, immaginativa, emotiva, erotica, energetica, ha un accesso diretto alla realtà multidimensionale. Tuttavia fin tanto che tali capacità sono amministrate da una parte sinistra del cervello fondata sulla separazione, esse serviranno solo a promuovere la separazione stessa.

Una volta che la parte sinistra del cervello inizia a concepire la multidimensionalità dell’esistenza, ecco che procede la vera integrazione tra i due emisferi del cervello e l’emergenza della terza parte. Si riattiva il programma originario ed è possibile il salto multidimensionale effettivo tra separazione ed unità.

Sono consapevole che molti di voi ce la stanno mettendo tutta per recuperare la loro identità multidimensionale originaria.

Sono consapevole che esiste un meccanismo di deviazione della coscienza operante nella parte sinistra del cervello, di cui è necessario comprendere il funzionamento, onde poi disinnescarlo.

Mi avvedo che fin tanto che non acquisiamo le conoscenze tecniche per mettere in atto tale processo, non importa se ce la mettiamo tutta o meno, la separazione rimarrà. Fin tanto che saremo preda delle dinamiche tra maschile e femminile, sinistra e destra, alto e basso, sia onde conseguire armonia o conflitto, il dualismo sarà alimentato.

La nostra identità multidimensionale originaria possiede le chiavi d’accesso a queste conoscenze, che non potremmo mai ottenere da maestri, autorità o partner. È giunto il momento di unire le polarità, non nell’altalena dialettica tra maschile e femminile, bensì nel rapporto tra le due polarità unite e la terza polarità, l’accesso all’identità multidimensionale.

 

© Franco Santoro, 2009

Immagine di Alex Grey

Avviso: Tutte le informazion fornite in queste note sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. L’autore non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi nelle note, incluse le sue.

Per non ritornare ritornando

Settembre 22, 2015 by admin

Strategicamente parlando, quando moriamo e non siamo capaci di attivare il corpo multidimensionale, entriamo in una zona di transizione in quarta dimensione, intesa al riciclaggio nel paradigma separato della terza dimensione. Perdi ogni memoria cosciente e inizi tutto da capo, con una nuova identità separata. Questo continua a succedere finché non riesci a recuperare la memoria originaria, decidi fermamente di non ritornare inconsciamente nella separazione e ti metti all’opera per andare oltre.

Sottolineo che in questo scritto, come in altri, ben lungi dal promuovere un’evasione o ostilità verso la vita fisica, sostengo la sua piena accettazione. Il mio invito è a liberarci da idee condizionate e fissazioni su questa realtà e noi stessi, a non seguitare a ritornare al paradigma assoluto che le ha generate. Questo paradigma si fonda sulla separazione, e per sopravvivere richiede di essere riconosciuto come l’unico possibile, impedendo qualunque accesso altrove.

Per non ritornare nella configurazione separata della terza dimensione occorre sviluppare il corpo multidimensionale e procedere oltre il punto di riciclaggio della quarta dimensione, da cui non c’è più ritorno. Ciò comporta diventare consapevoli del nostro corpo luminoso ed energetico, e ricostruire l’identità multidimensionale.

Il corpo fisico morirà, questo è inevitabile, tuttavia puoi aprirti al tuo sé multidimensionale, lasciando che il corpo fisico ritorni dove appartiene veramente, mentre noi facciamo lo stesso. Si tratta di non ritornare qui, di andare via, ritornando tuttavia qui, andando incontro al qui, il vero qui.

© Franco Santoro, 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 28-29.

Avviso: Tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. L’autore non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi negli articoli, incluse le sue.

Nessuno lo vuole

Settembre 22, 2015 by admin

catIl problema principale talvolta nelle relazioni è che diamo per scontato che l’altro voglia qualcosa che a noi non ci piace dare, per cui se non glielo diamo questi non sarà felice e alla fine ci lascerà.

Allora ci sforziamo nel dare quel qualcosa, e diventiamo sempre più infelici, fino a quando l’unica via d’uscita è di prendere su e andarsene.

Nessuno vuole quel qualcosa, santi numi!

Nessuno vuole niente, eccetto la possibilità di essere veramente se stesso.

 

© Franco Santoro

Esorcismo e Adorcismo

Settembre 22, 2015 by admin

TambourineLa differenza di popolarità esistente tra i termini “esorcismo” e “adorcismo” mostra quanto nelle nostre società sia radicale la prevalenza di sistemi di pensiero fondati sulla separazione e il dualismo, rispetto a quelli di natura olistica, basati sull’unità dell’esistenza.

L’esorcismo identifica pratiche e riti impiegati per estirpare entità demoniache o malefiche da persone o luoghi. Sebbene pochi sono a conoscenza dell’effettiva natura di queste pratiche, l’uso del termine è assai diffuso in ogni cultura e in particolare in quella occidentale, dove ha assunto grande popolarità nell’industria cinematografica a partire dagli anni 70.

Adorcismo, al contrario, è un termine noto in genere solo a pochi sociologi o studiosi delle religioni, e implica un processo completamente opposto, con pratiche e riti considerati efficaci per favorire l’ingresso e l’integrazione di entità ritenute benefiche. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione effettiva tra entità benefiche e malefiche.

La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nell’adorcismo il rapporto con l’entità può inizialmente manifestarsi con espressioni assai negative e oscure, le stesse oggetto delle pratiche esorcistiche. Tuttavia, questa negatività nella maggior parte dei casi è intesa come lo stadio iniziale di un processo di trasformazione e guarigione, inteso a integrare potenziali positivi e luminosi rimossi dalla coscienza di individui o luoghi.

Il termine “adorcismo” fu coniato dal sociologo Luc de Heusch per indicare pratiche finalizzate a placare o installare armonicamente entità presso luoghi e individui, con finalità positive. L’adorcismo implica instaurare un atteggiamento di apertura verso quanto è percepito come disturbo, malattia, negatività, al fine di conoscerne la sua effettiva natura e motivazione. Secondo questa prospettiva ogni processo di crescita, trasformazione e ampliamento della coscienza richiede uno stadio di catarsi, in cui una parte muore o si degrada, favorendo la nascita e lo sviluppo di una parte nuova.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione.

Si tratta di un processo molto simile alla gravidanza e al parto, che può essere pure piuttosto doloroso e catartico. In effetti, una madre che urla durante un parto, per chi non è consapevole di cosa sta accadendo, potrebbe apparire come un’indemoniata. Nessuno si sognerebbe tuttavia di considerare il feto come un demonio. La nascita del bambino è in genere favorita, o in caso contrario abortita, ma in questo caso senza implicare che il feto sia negativo.

Quando ci rapportiamo con le realtà non ordinarie e invisibili entriamo in spazi assai controversi della nostra consapevolezza, su cui è molto difficile prendere posizioni a causa dell’ignoranza in materia e soprattutto dei copiosi pregiudizi esistenti.

Potremmo definire l’esorcismo come una pratica di aborto di una forza che potrebbe potenzialmente nascere e integrarsi nella nostra consapevolezza e identità multidimensionale, laddove l’adorcismo rappresenta la gestazione e la nascita. Talvolta, quando la persona in questione, non è in grado di gestire per vari motivi l’impatto di un’entità, l’esorcismo (aborto) può essere necessario, ma da una prospettiva adorcistica ciò non implica che l’entità sia malefica.

Il paradosso è che le pratiche esorcistiche e adorcistiche non sono molto diverse tra loro, quella che cambia è solo l’intenzione. Ne consegue che se lo sciamano opera in una società dualistica, può fare passare una pratica adorcistica come esorcistica. Molte pratiche adorcistiche, come per esempio quelle del tarantismo e dei Gnawa marocchini, sono riuscite a sopravvivere in culture ortodosse grazie a questa capacità di occultamento.

L’adorcismo è fare amicizia fra posseduti ed entità che posseggono le persone. Possessione rituale: chi è ammalato è posseduto e tormentato dall’interno da un’entità, ma l’entità non è necessariamente cattiva, si può fare amicizia con lei. E ciò avviene attraverso l’esecuzione di una danza mimica, in cui la tarantata diviene taranta. L’individuazione del colore e della musica “giusti” altro non è che l’individuazione della precisa entità (taranta) che possiede, passaggio indispensabile nel processo di riconciliazione. Di conseguenza, l’adorcismo è gradevole in quanto non ballo di indemoniati, ma di divinità – nella tradizione della possessione demoniaca l’elemento coreutico manca, in quanto non si balla per un qualcosa di negativo (esorcismo). Il ballo perpetua una tradizione (coribanti, dioniso) – si balla la divinità. (G. Lapassade, Tarantismo e neotarantismo)

© Franco Santoro

 

 

Lasciare andare

Settembre 22, 2015 by admin

leaf trunk horizontal“Lasciare andare” può incutere paura perché fa pensare che dobbiamo rinunciare a qualcosa di bello e soffrire di conseguenza.

E in effetti per certi versi, al di là di tutte le parole illuminanti che si possono usare per giustificare il “lasciare andare”, è proprio così!

È del tutto legittimo provare tristezza, rabbia e ogni sorta di emozione o pensiero spiacevole quando qualcosa o qualcuno che amiamo viene a mancare, allorché siamo costretti a lasciare andare.

Non c’è nulla di più insopportabile di certe frasi preconfezionate inneggianti al non-attaccamento che alcune persone si permettono di articolare in queste occasioni.

Abbiamo ogni diritto di sentirci attaccati verso persone e situazioni che amiamo, a provare dolore quando avviene il distacco. Questo è un segno di salute, perché implica che abbiamo ancora un’anima, che non ci siamo ancora trasformati in entità predatrici, che vivono solo per prendere, staccare, amputare, o in sterili automi, freddi ingranaggi meccanici.

Se ancora abbiamo un’anima sensibile, non solo sentiamo il nostro dolore riguardo il distacco da persone o situazioni amate, ma sentiamo anche il loro dolore, e non solo, sentiamo il dolore dell’intera umanità, di tutti coloro che hanno sofferto nel passato e lo faranno nel futuro.

Ecco perché questo dolore è sacro, inviolabile, e se lo senti sappi che in questa emozione c’è una dignità, un’elevazione e bellezza immane.

Attenzione, però! Qui non sto inneggiando alla necessità del dolore, al fatto che bisogna stare male, perché attraverso la sofferenza si cresce spiritualmente. Solo un sadico, un maniaco criminale può ideare un tale sistema educativo…

E nemmeno intendo dire che la sofferenza è dovuta ai nostri attaccamenti, per cui onde evitarla e crescere spiritualmente, occorre lasciare andare.

Voglio principalmente dire che il dolore c’è e basta! E se cerchiamo di trovare una giustificazione, delle frasi fatte, per motivare la sua presenza non lo capiremo mai. Allora come conseguenza continueremo a soffrire, finchè non ci degnamo di ascoltare questo dolore affinché ci dica lui stesso che cos’è.

Il motivo forse per cui non siamo disposti ad ascoltare e accettare il dolore è perché il dolore, la sofferenza sono la più grande causa di imbarazzo di questa realtà e di chi l’ha generata…

In questa realtà di terza dimensione il dolore provocato dalla separazione e il distacco sono spiritualmente l’equivalente dell’abuso e della violenza sessuale sul piano fisico.

Quindi, prima ancora di giustificarli, si tratta di riconoscere il danno che causano, dargli valore, legittimarlo.

Il dolore effettivo, quello più straziante, non è dovuto al dolore che proviamo quando accade qualcosa di spiacevole, ma dal sentire che questo dolore è il segno di qualcosa di sbagliato che abbiamo fatto o che qualcuno ha fatto.

Quindi non solo stiamo male, ma sentiamo che questo malessere è una responsabilità o colpa nostra o di altri, perché non ci dovrebbe essere in condizioni normali, in quanto tutto è stato creato perfetto o per altre ragioni commerciali e spirituali.

No, non c’è qualcosa che non va in noi o in altri!

C’è il dolore e basta!

Lasciare andare significa liberarsi prima di tutto dal ritenere sbagliato il nostro attaccamento verso persone e situazioni e le emozioni che ne derivano.

Da una prospettiva multidimensionale abbiamo ogni diritto di sentirci attaccati a persone e situazioni perché fanno parte di noi, così noi di loro. In terza dimensione siamo costretti a distaccarci, perché questa è una realtà fondata sulla separazione. E ciò inevitabilmente causa dolore, ma si tratta di un dolore legittimo.

E abbiamo anche ogni diritto di sentire che questo distacco e il dolore che ne deriva è ingiusto, di ribellarci a questa realtà, di non seguitare a giustificarla come una tappa obbligata, un modo per crescere e altre probabili tonterie.

Abbiamo il diritto di protestare, di ammutinarci, di proclamare uno sciopero generale, di mettere in crisi il funzionamento di questa dimensione stessa. Quando e se avremo il coraggio di farlo, allora forse capiremo cosa vuol dire lasciare andare.

© Franco Santoro

Protetto: Settore Sette – Bilancia

Settembre 22, 2015 by admin

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Sì o No all’identità multidimensionale

Settembre 21, 2015 by admin

IMCTu possiedi un’Identità Multidimensionale Centrale, intimamente connessa con tutto. Questa identità può essere chiamata in vari modi, secondo i sistemi di credenza in atto. Quel che conta è che tu sappia che essa è in te e rappresenta l’aspetto più ampio e profondo di ciò che sei, a livello individuale, planetario, multidimensionale e a ogni possibile altro livello. Puoi scegliere di continuare a vivere separato da questa identità o decidere di aprirti a essa.

Questa è una tua scelta: il potere di dirgli sì o no. Per dire no non occorre fare niente, poiché l’intera realtà umana si fonda sulla negazione di questa identità. Per dire no basta seguitare a essere e fare quel che l’umanità è sempre stata o ha fatto. Per dire sì occorre invitare espressamente questa identità a operare nella tua vita. Si tratta inoltre di dire no a tutti i condizionamenti e sistemi di credenza che si fondano sulla separazione.

L’identità multidimensionale centrale rappresenta il massimo potere possibile e si rapporta con te solo in condizioni di potere. Queste presuppongono che sia tu a scegliere se rapportarti con essa o meno. Il potere di stabilire il contatto e dire sì è solamente tuo. Così come il potere di dire no a ciò che crea rancore e che ti trattiene in uno stato di vittimismo.

La cosa più difficile non è stabilire il contatto, ma riconoscere il potere che hai nello stabilire il contatto. Ogni volta che eserciti questo potere, il contatto ha luogo inevitabilmente e la risposta arriva in un modo o in un altro.

Questo contatto e la libertà di esercitare il potere per metterlo in atto si applicano in ogni momento e richiedono una conferma costante. La capacità di rendere il contatto stabile dipende dalla tua volontà, dalla tua determinazione a realizzarlo in qualunque circostanza. In qualunque momento è possibile dire sì o no. È una scelta che procede costantemente finché continuerà a esistere il tempo. Una scelta che puoi esercitare in ogni momento. Una scelta che puoi esprimere ora.

L’identità multidimensionale centrale è la matrice di un campo di energia in cui ogni parte è connessa a ogni altra e dove ciascuna parte, dalla più piccola alla più grande, è un microcosmo dell’intero campo di energia.

Identità multidimensionale centrale significa che hai infinite identità, doppi di te stesso in infiniti universi paralleli, simili o molto diversi. Essa comporta riconoscere tutte queste identità, o esserne coscienti, senza identificarsi solo con una di esse, senza separarsi da tutte le altre.

L’identità multidimensionale centrale è il nucleo operativo di questo vasto campo di energia, che comprende strategicamente 12 dimensioni, di cui ne descriviamo succintamente sette come segue.

© Franco Santoro

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 68-69.

Avviso: Tutte le informazioni fornite in queste note sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. Franco Santoro non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi nelle note, incluse le sue.

Saltando ora

Settembre 21, 2015 by admin

312576_2522481391775_495809617_nLa vita procede con la sua consueta routine fin quando arriva il momento in cui ci troviamo in presenza di una barriera o di un orlo. A questo punto possiamo scegliere di saltare o ritornare indietro, avvedendoci in quest’ultimo caso che mentre talvolta è possibile e lecito evitare il salto, arriverà il momento in cui  non ci sarà altra scelta. In vero il salto avviene regolarmente in molte situazioni della vita, che in genere sono inconsce, come il passaggio dalla veglia al sogno. Nel nostro ambiente possiamo vedere inoltre continui salti e mutamenti, quali quelli dal giorno alla notte e i cambi stagionali. Mentre è un dato di fatto che esistono cambiamenti stagionali ogni anno, è anche scientificamente e miticamente vero che ci sono altre mutazioni ragguardevoli che comprendono tempi più lunghi e con effetti assai radicali.

Secondo varie fonti questo è il caso dei tempi attuali, che sembrano ospitare l’emergere di un cambiamento decisivo nella percezione umana. Questo processo pare causare grande subbuglio nel modo in cui abbiamo inteso la vita finora. Un gran trambusto si sta verificando nella cosiddetta quarta dimensione, in una controversa zona tampone tra realtà ordinaria e realtà multidimensionale, che strategicamente chiamo Provisional Order (ordine provvisorio). Quest’area è piena di terrore, angoscia e ogni sorta di rancori innominabili. Il suo scopo è preservare la separazione attraverso la paura, l’isolamento e l’ignoranza. Le persone sensibili al sentiero sciamanico o multidimensionale possono essere duramente colpite da questo fermento e sperimentare momenti assai difficili, comprese anche persone ordinarie che potrebbero fare esperienza di un inaspettato risveglio della loro natura multidimensionale.

Se spesso vivi momenti difficili, sii consapevole che ciò può far parte del processo di risveglio associato a questo presunto cambiamento multidimensionale. Tale cambiamento è completamente esperienziale e privo di connotazioni intellettuali. Mentre ci risvegliamo alla nostra natura autentica, le false identità che abbiamo mantenuto fino ad ora gradualmente si sgretolano, mentre anche l’intera realtà separata cade a pezzi. Da una parte la nostra consapevolezza comincia il suo viaggio fuori dalla realtà ordinaria, mentre dall’altra l’identità convenzionale continua ad aggrapparsi al suo scenario in decomposizione. Mentre i vecchi modelli si dissolvono è normale sperimentare angoscia e perfino terrore. Durante questo processo è vitale mantenere la connessione con il nostro centro, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC). È inoltre importante rapportarci con alte persone amiche che condividono un simile sentiero. Quando manca la connessione con IMC, i nostri amici sul sentiero ce lo rammenteranno, o noi potremo ricordarlo a loro.

La prima raccomandazione quando siamo in una situazione difficile è uscire dall’isolamento. La paura potrebbe essere troppo opprimente da eliminare, ma possiamo abbandonare l’isolamento e spostare la nostra consapevolezza dal personale al collettivo. Queste paure sono ancestrali e collettive. Sono così antiche e represse che non c’è modo di comprenderne le cause. Ma possiamo decidere di non rimanere isolati, e connetterci con altri viaggiatori nella rete globale di trasformazione, affermando il nostro diritto a non essere messi in croce dalla separazione, invitando a far emergere sia le nostre autentiche radici sia la loro luminosa evoluzione futura.

Con questo non intendo affermare che tutti coloro che si trovano sul sentiero avranno esperienze spiacevoli. Al contrario, molte persone possono sentirsi più estatiche, energizzate e potenti. Ma, la lezione è ancora la stessa. Non importa che cosa sto vivendo, se mi sento su o giù, il punto è uscire dall’isolamento. Installare fermamente la consapevolezza che facciamo tutti parte di un organismo più vasto, e che il fatto di sentirci bene o male dipende semplicemente dalla prospettiva dalla quale provvisoriamente sperimentiamo la vita. Questa prospettiva è destinata a cambiare alla fine. Se ti ostini dunque a identificarti con questa prospettiva, sei destinato a essere deluso, e questo produrrà ulteriori rancori e separazione. Quello che conta in questo momento è espandere il nostro orizzonte, conseguire una visione più ampia, con l’intenzione di vedere realmente quello che la nostra identità separata ha paura di rivelare, ossia l’infame conferma che le identità separate non sono mai veramente esistite e sono semplicemente personaggi di un sogno deludente.

Quando faccio riferimento a un cambiamento multidimensionale, non implico realmente che il tempo che stiamo vivendo sia un tempo speciale, sebbene possa promuoverlo per ragioni di mercato, solo perché nella cultura occidentale le idee apocalittiche attraggono maggiore interesse. Il bisogno di sentirsi speciale è una delle principali caratteristiche della nostra identità separata. Ne consegue che non c’è mai stato un tempo nella storia umana in cui non stesse accadendo qualcosa di speciale. Nessuno ha mai desiderato vivere in un periodo noioso, e se non sembrava accadere niente di speciale, doveva essere inventato. Solo negli ultimi quattro decenni posso mettere insieme almeno otto anni considerati secondo varie fonti decisivi per un cambiamento multidimensionale. Così è stato anche prima che io nascessi e in ogni epoca umana.

Il motivo perché scrivo queste cose è puramente strategico. I cambiamenti multidimensionali ci sono sempre stati, perché la vita stessa è multidimensionale e in continuo cambiamento. Naturalmente, posso fingere che non sia questo il caso e ritirarmi in uno statico e autistico limbo dimensionale, ma questo non intaccherà la mutevole natura multidimensionale della vita. Per coloro che insistono nel rimanere attaccati alla realtà separata non cambierà nulla. Il cambiamento non è nella realtà separata, il cambiamento è nella nostra percezione di quello che c’è oltre.

Di quando in quando la realtà ordinaria viene completamente aggiornata. È semplicemente per dare l’illusione di un cambiamento agli esseri umani creduloni, mentre il paradigma base della separazione continua a esistere dopo il presunto cambiamento e, purtroppo, ancora più sostanziale. Ci sono dunque due cambiamenti nel lavoro: uno si verifica nella realtà separata ed è inteso a preservare astutamente la separazione attraverso la simulazione di un cambiamento, mentre l’altro implica la piena realizzazione che tu sei un essere multidimensionale e che la tua esperienza separata è solo un aspetto molto limitato di chi sei. Ne esistono infiniti altri e fanno tutti parte di una rete sconfinata. L’autentico cambiamento è una correzione di percezione verso una realtà che c’è sempre stata. Questo è il processo che considero quando mi riferisco al salto multidimensionale.

Ciò che strategicamente percepisco accadere nei prossimi anni, implica espandere il nostro orizzonte e affrontare ciò che è stato tenuto nascosto per secoli, occultato da spessi strati di terrore e vergogna. In quanto parte del processo, coloro che sono coinvolti nel cambiamento stanno probabilmente sperimentando emozioni sconvolgenti. La realtà ordinaria è semplicemente la trasmissione di una realtà virtuale del luogo in cui l’attenzione umana è diretta. A meno che non recupero il potere di spostare la mia attenzione e muovermi in altre configurazioni, non c’è possibilità di andare oltre la realtà separata. Ciò significa che questa realtà fondamentalmente rimarrà così com’è e il cambiamento planetario opererà semplicemente come una strategia di mercato della realtà separate per vendere la versione aggiornata della separazione.

Affinché si possa sviluppare un effettivo cambiamento, lo spazio e il tempo di riferimento ordinario devono dissolversi per generare un tempo e uno spazio di riferimento alternativi paralleli. Questo processo può causare qualche disagio. E’ utile in questo caso mantenere la connessione con altri viaggiatori, perché alcuni di loro hanno la capacità di assisterti in questo grandioso processo di trasformazione. Il punto è che anche tu hai il potere di assistere alcuni di loro, specialmente e paradossalmente quando percepisci te stesso nel punto più basso, e la prima tentazione è quella di ritirarti.

Questo salto multidimensionale, non riguarda illuminazioni individuali. Riguarda un mutamento di consapevolezza dall’identificazione personale alla coscienza globale e multidimensionale, operando come parte di una vasta rete.

In questo tempo di cambiamenti cruciali è essenziale essere consapevoli che siamo già pienamente allineati con la nostra Identità Multidimensionale Centrale, con la capacità di accedere a potere incondizionato, estasi, amore e salute, indipendentemente da quanto sembra accadere nella realtà ordinaria. Quando divento consapevole che il cambiamento fondamentale si attua a un livello multidimensionale allora sviluppo il necessario distacco per contribuire al cambiamento planetario e manifestare intenzioni onorevoli nella vita di tutti i giorni. Questo comporta il rilascio del mio personale attaccamento ai risultati materiali, abbandonandomi alla loro spontanea evoluzione e accettando pure che la manifestazione possa divenire tangibile solo per le generazioni future, o in un altro regno parallelo.

Il requisito fondamentale è aprirci all’immediata manifestazione di qualunque cosa desideriamo che già esiste a un livello multidimensionale, liberandoci dall’ossessione di realizzarla qui ad ogni costo e prima possibile. Il cambiamento comporta la creazione di un collegamento saldo e incondizionato tra la nostra natura multidimensionale e la nostra identità limitata. La parte incondizionata consente alla nostra identità ordinaria di avere tempo e spazio per realizzare il suo proposito senza pressioni, e con l’accettazione che il suo processo può essere diverso da quello che ci aspettiamo.

Pertanto, giacché aderiamo fermamente alle nostre sacre intenzioni, rilassiamoci nell’estatica consapevolezza che facciamo parte di un’incredibile vasta configurazione, il cui scopo è amore e beatitudine. E, nel caso questa configurazione non esista veramente, indulgiamo nella fantasia che esiste. Diventiamo gravidi del suo potere promettente, annunciando la gestazione pionieristica e l’emergenza di una nuova creazione.

© Franco Santoro, 2006

 

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