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Archivi per Febbraio 2015

La belva che è in te

Febbraio 16, 2015 by admin

indexPer procedere lungo il sentiero di luce si tratta di imparare a riconoscere e fare i conti con la belva che dimora dentro di te, la parte repressa che abbaia inferocita nel buio. Da questa parte ci siamo allontanati così tanto da non riuscire a udirla più, se non in certi momenti, come per esempio in corrispondenza con le lune piene.
La belva la possiamo sentire sia internamente, attraverso una rabbia improvvisa che proviamo, o esternamente mediante la rabbia di persone con cui abbiamo a che fare.
Da un punto di vista multidimensionale non c’è alcuna differenza tra la rabbia che proviamo noi e quella che vediamo negli altri. Interna o esterna, fin tanto che la rabbia ci causa paura, imbarazzo, condanna, colpa o ancora più rabbia, abbiamo a che fare con la nostra rabbia, che è anche la rabbia di tutti. Questa rabbia non ha pronomi personali. La rabbia è energia, e non appartiene a nessuno, proprio come l’aria. Ciò che può cambiare è solo il nostro modo di respirare, di gestire la rabbia, che tuttavia seguita a esistere per tutti.
Quindi in presenza della rabbia, è inutile perdere tempo per capire a chi appartiene, si tratta di trovare un modo per gestirla, e per trasformarla in modo luminoso.
Nella maggior parte dei casi la rabbia è il risultato di una profonda frustrazione dovuta a qualcosa che continua a non essere mantenuto o fatto. Spesso è la nostra reticenza e procrastinazione cronica ad esserne la causa, il fatto che facciamo delle promesse a noi stessi e agli altri, e poi ce ne dimentichiamo o ci lasciamo distrarre da qualcos’altro. Allora, è necessario ricordare i nostri propositi, l’ultimo momento in cui abbiamo provato chiarezza.
La rabbia è un accumulo di energia inespressa verso ciò che conta per noi nella vita, e che rischia di esplodere se non agiamo conseguentemente.
In certi momenti della vita e cicli lunari questa energia raggiunge l’apice. Se esiste chiarezza si tratta di un momento ideale per agire, prendere iniziative coraggiose, e fare quel che è giusto. Qui possiamo scegliere se rimanere in uno spazio di sicurezza provvisoria, in cui prendiamo tempo o facciamo finta di niente, o se rischiare e fare un passo ardito verso nuove risoluzioni. Basta fare anche un solo piccolo passo, non si tratta di arrivare subito a destinazione. La domanda a questo stadio è: “c’è qualcosa che posso fare per onorare quanto mi sono proposto di essere o fare recentemente?”
La chiave qui non è riflettere e ponderare per ricevere una risposta, che molto probabilmente abbiamo ricevuto più volte, né seguitare a tergiversare. Si tratta forse di trasformare la risposta che già abbiamo in un atto o provvedimento, anche accettando che sia l’atto stesso a fornire la risposta…

© Franco Santoro

Ricorda le esperienze luminose

Febbraio 16, 2015 by admin

moreau-m copySe leggi queste righe puoi stare certo che hai avuto apparizioni divine nella tua vita, episodi in cui la Luce si è rivelata con tutta la sua forza e il suo amore. Queste esperienze sono accadute anche a te e a tante altre persone, e non solo a santi, sciamani e maestri spirituali. La sola differenza è che “santi, sciamani e maestri spirituali” ricordano, e danno valore a, queste esperienze, laddove la maggior parte delle persone le ignora e dimentica.

Quindi la prima cosa da fare, e da continuare a fare, una volta che decidiamo di muoverci con determinazione lungo il sentiero spirituale, piuttosto che precipitarci a cercare maestri spirituali, insegnamenti e libri, è ricordare…

Ricorda le esperienze luminose che hai già avuto, a partire dall’infanzia. Dagli valore, riconoscile tu, perché nessun altro può farlo al tuo posto. Sono i modi in cui la Luce si è rivelata, a te, nella maniera più intima e diretta possibile. Non importa quanto lontano andrai per cercare la Luce, o quanti sforzi e tempo impiegherai, incontrerai sempre la stessa Luce che hai già incontrato.

Allora, quando recuperi un vecchio ricordo, o alla prossima benedetta occasione in cui hai un altro incontro divino, crea un varco nella tua mente e indica fermamente ciò che hai visto con il dito puntato, affinché non te ne possa scordare mai. E il Divino stesso sarà sorpreso!
© Franco Santoro

Immagine: “Apparizione” di Gustave Moreau, nato il 6 aprile 1826, Sole e Luna in Ariete, Ascendente in Gemelli.

La Via del Guerriero

Febbraio 16, 2015 by admin

toshiroAstrologicamente l’energia spirituale del guerriero è in rapporto con Marte nelle sue rappresentazioni diurne/yang (Ariete) e notturne/yin (Scorpione).

Nelle opere di Carlos Castaneda la figura del guerriero è descritta come un uomo di conoscenza che si muove con timore, rispetto, attenzione e assoluta fiducia in se stesso. Lo spirito del guerriero è l’attitudine fondamentale lungo il cammino della conoscenza.

La Via del Guerriero non ha nulla a che vedere con le guerre umane. Non è in relazione con la violenza o l’intenzione di distruggere qualcosa e qualcuno.

La guerra è contro i limiti e le debolezze, una lotta con le forze che si oppongono alla trasformazione, una battaglia intesa a recuperare la scelta di decidere come e cosa essere.

Il tratto più tipico del guerriero è l’impeccabilità in ciascuna delle sue azioni. L’impeccabilità è la capacità di dare il meglio di se stessi in ogni cosa. Significa possedere la determinazione di scegliere ciò che maggiormente si allinea con il proprio Intento e fare il meglio per realizzarlo. Anche la più apparentemente insignificante azione è vista come una grande sfida, l’opportunità di scavalcare i propri limiti, di lasciare andare l’ego.

Un guerriero possiede diversi strumenti. La sua arma fondamentale è la volontà incorruttibile di sostenere e manifestare il suo Intento. Ciò gli consente di non essere spazzato via dalla corrente della paura e dei pensieri oziosi.

Qui non ci sono possibilità di compromesso. Il guerriero fa di ogni suo atto una battaglia ultima in cui la consapevolezza di una morte imminente è sempre presente.

La morte è in vero uno dei suoi più grandi alleati poiché gli permette di mantenere un senso nobile di distacco verso gli altri. Usando volontà, strategia, impeccabilità, controllo e la consapevolezza incessante della sua morte imminente, egli impara a ridurre i suoi bisogni al minimo.

In questo modo la vita diventa molto semplice poiché si fonda su continue decisioni e scelte intese all’allineamento con l’Intento. Ciò crea gioia e amore in ogni momento.

Non essendo afflitto e manipolato da bisogni e obiettivi illusori, egli può accedere dimensioni di abbondanza illimitata esistenti oltre l’allucinazione di scarsità prevalente nella realtà convenzionale.

© Franco Santoro

Immagine: Toshiro Mifune, nato con Sole in Ariete e Luna in Vergine, dal film I Sette Samurai di Akira Kurosawa, anche lui nato con Sole in Ariete e Luna in Vergine.

Spazio di Luce

Febbraio 16, 2015 by admin

indexCiascuno di noi, nonostante le differenze apparenti, alla fine desidera lo stesso spazio di Luce, dove tutto ciò che è separato dall’incomprensione, il dolore e la morte, si riunisce e trionfa nell’Amore incondizionato.

Questo spazio può essere descritto con parole, immagini e visioni diverse, ma la sua essenza rimane la stessa, proprio come il Sole, che sembra mutare secondo i climi e le longitudini, è lo stesso per tutti.

Allora possiamo accettare di vivere questo giorno come l’opportunità per riconoscere la presenza della Luce, in ogni circostanza. In questa impresa, i momenti più preziosi sono quelli in cui tutto sembra buio, quando l’oscurità vuole renderci suoi schiavi e crediamo che la Luce ci abbia abbandonato.

In quei momenti, se solo riusciamo ad avere un minimo di fiducia nella Luce, possiamo diventare noi stessi portatori di quella Luce nel mondo, come i primi raggi dell’alba che sta già iniziando.

© Franco Santoro

Immagine: “L’incontro di una famiglia nel Cielo”, incisione di Luigi Schiavonetti, nato con Sole in Ariete e Luna in Leone, da “The Grave”, poema di Robert Blair, secondo un disegno di William Blake.

“La salvezza è la mia sola funzione qui” (Un corso in miracoli, Lezione 99)

Sogni infranti

Febbraio 16, 2015 by admin

heartswordsI sogni dell’ego non possono fare a meno di infrangersi, perché sono appunto sogni e come tali finiscono. Quando terminano è doloroso e straziante per l’identità ordinaria, ed è necessario riconoscere tale dolore, perché solo così l’ego muore. Dio è Luce, amore, felicità e unità. La Sua volontà è incompatibile con il dolore, su cui invece si basa l’identità separata, l’ego.

L’identità separata è regolata da un programma dualistico, per cui dietro ai suoi sogni c’è sempre la relazione con qualcuno o qualcosa che è separato, che si unisce a noi e poi si separa, e così via con cicli incessanti di unità e separazione, incontro e abbandono, amore e rancore.

Chi soffre è l’identità separata, i cui sogni sono sogni, dettati da una percezione illusoria fondata sul rancore e il dolore, sull’idea di essere un corpo fisico scisso dal Tutto e in competizione con altri corpi.

È del tutto legittimo soffrire, e a nulla valgono le spiegazioni altisonanti e superiori. Dentro a questa illusione ci siamo immersi oltre il collo, con tutta la nostra pelle, incluse le emozioni e i pensieri, e un intero sistema di controllo atto a impedire ogni possibilità di fuga.

Quando un sogno dell’ego si infrange la sofferenza è tangibile, la sentiamo sulla pelle, ci possiede dentro e fuori, questo perché il programma dell’ego fa presa sulla mente confondendoci con l’identificazione con il corpo. La testa in quei momenti ci tortura e brucia. I pensieri cercano di ucciderci, fomentati da emozioni devastanti. Eppure in quei momenti drammatici, può accadere il salto, l’apertura del Cuore.

Laddove il programma dell’ego è dualistico, separante, distingue sempre tra lui e lei, quello del Cuore unifica.

Attenzione però! Questo Cuore non è necessariamente quello emotivo, il cuore delle infatuazioni e fantasie romantiche, quello disegnato con i fiorellini e nei cioccolatini, fondato sul possesso, la gelosia, il controllo e in definitiva sulla morte.

Il Cuore in questo caso è l’organo di percezione multidimensionale, che ci tiene allineati con la coscienza Cristica, priva di separazione, incapace di dividere e fondata sull’amore incondizionato. Si tratta di una coscienza pervasa dall’amore e l’accettazione incondizionata, la compassione, la capacità di scendere nei livelli più bassi, mettendosi sullo stesso piano di ogni esperienza umana, incluse le più dolorose e disperate. È una coscienza totalmente estranea alla sua versione maligna, quella che sentenzia e giudica dall’alto, che impone discipline irrealizzabili, atte solo a fomentare sensi di colpa, inadeguatezza o la perversione dell’ipocrisia.

Nei momenti più duri, quando accettiamo pienamente che un sogno si è infranto, non sollevando le spalle e facendo i distaccati, senza dare la colpa a qualcuno o a noi stessi, sentendone forte il dolore, ma comprendendo intimamente che esso non è reale, e che anzi la sua fine ci può permettere di aprirci alla realtà e al vero amore,  ecco che può accadere il salto.

Dapprima è come la crocifissione, tutti ci abbandonano in apparenza, e i chiodi fanno male. Il sogno si è infranto, non c’è più, ci ha abbandonati, e non possiamo fare a meno di rimpiangerlo profondamente. Ci ritroviamo da soli.

L’amore vero lo scopriamo in solitudine, e all’inizio fa male, ferisce, ci rende totalmente aperti e vulnerabili, perché è l’anticamera tra la realtà e l’allucinazione dell’ego. Da un lato c’è la parte crocifissa, dall’altro quella che se la ride, immune a ogni dolore e pienamente nella Luce.

Questo è il rilascio, una forma brutale di svuotamento di ogni sogno dell’ego.

Tuttavia in questo svuotamento, se perseveriamo a restare aperti, se non attribuiamo colpe a nessuno, ecco che qualcosa emerge, un mondo estatico, la realtà che sottende il sogno, quella del Cuore, della Luce.

In ogni rapporto umano il Cuore è all’opera, ma è solo quando giunge il momento della fine, che si decide il prossimo passaggio con due opzioni: il riciclaggio nel dualismo e nei rancori dell’ego oppure totalmente nel Cuore, nella Luce.

© Franco Santoro

Tradimenti…

Febbraio 16, 2015 by admin Lascia un commento

37080-1Tutti i Vangeli ufficiali mostrano Giuda come un traditore. Il Vangelo di Giuda ritrovato nel 1976 fornisce una visione alternativa e descrive Giuda come il discepolo più vicino a Gesù e l’unico in grado di comprendere davvero la sua opera.

Nel passaggio più controverso Gesù dice a Giuda, “Tu sarai al di sopra di tutti loro. Perchè tu sacrificherai l’uomo che mi riveste”. Quello che appare un tradimento è qui invece un accordo sacro tra Gesù e Giuda. Una visione simile viene data nel romanzo di Nikos Kazantzakis, L’Ultima Tentazione di Cristo e nell’adattamento cinematografico di Martin Scorsese, in cui Giuda è descritto come il più intimo amico di Gesù.

Data l’accusa di “traditore” di Gesù, Giuda ha la reputazione più bassa possibile in questo mondo. Da notare tuttavia che secondo alcuni ricercatori la parola greca “paradidomi”, usata diverse volte nel Vangelo, che significa in primo luogo “cedere, consegnare” e secondariamente “tradire”, è tradotta “tradire” solo in relazione a Giuda e “cedere, consegnare” in tutte le altre circostanze.

Il punto non è qui alimentare futili controversie sulla riabilitazione di Giuda. Dopo tutto anche la Chiesa ammonisce di non demonizzare la malizia di Giuda. “Egli è stato scelto da Cristo per essere uno dei dodici. Questa scelta, può essere detto in modo sicuro, implica alcune buone qualità e il dono di grazie non da poco.” (The Catholic Encyclopedia).

Lo scopo è dare spazio a una visione in cui Dio è riconosciuto nell’esperienza dell’unità e della pace, e non nelle dispute e nella separazione. E come parte di questa esperienza, la più importante concerne la presenza dell’amore incondiziato per tutti.

L’episodio del tradimento durante l’Ultima Cena è importante perché ci confronta con i tradimenti della nostra vita. Abbiamo sofferto a causa di essi, e ancora forse ne portiamo le ferite, eppure col passare del tempo, quelle ferite possono trasformarsi radicalmente e diventare i portali verso una gioia pura e inaspettata. Il “traditore” può operare in base a un accordo segreto con l’anima, al fine di condurci lungo il nostro vero sentiero di Luce. Sebbene per un certo tempo continuiamo a provare rancore verso chi ci ha “tradito”, arriva il momento in cui riconosciamo che a farne le spese sono state solo le illusioni del nostro ego, un ego “ceduto” che apre le porte del Cuore.

E allora il “tradimento” può essere compreso in relazione a un altro episodio accaduto durante la famosa cena: l’enunciazione del comandamento dell’amore.

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13:34)

Offrendo amore, pace e gioia a ogni “traditore”, inclusi noi stessi, possiamo sentire l’amore, la pace e la gioia di Dio.

Buona Pasqua!

Immagine: particolare da “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, nato il 15 aprile 1452, ritrae proprio il momento in cui Gesù dice “Uno di voi mi tradirà…” e gli Apostoli si discolpano…
© Franco Santoro,

Angeli…

Febbraio 16, 2015 by admin

indexPuò succedere che in certi momenti provi un forte e incontenibile amore per una persona lontana, misto a nostalgia, rammarico e tristezza.

Forse perché qualcosa di doloroso in passato è successo tra voi.

Il tuo cuore è spalancato, e vorresti tanto contattare questa persona, ma hai paura e un nodo ti prende alla gola.

Magari questo è successo altre volte.

Nuovamente l’hai contattata e ancora ci sono stati dolori, o non sei riuscita a reggere la carica delle emozioni, ti sei ritrovata scoperta, priva di protezione, intrappolata.

Oppure questa persona ha scelto che non vuole più avere contatti con te, o hai perso ogni sua traccia, o non è più in questo mondo…

In cuor tuo, in effetti, non hai bisogno di chiedergli nulla, né di ricevere alcuna risposta, vorresti solo dirgli: “ti voglio tanto bene, sei una persona meravigliosa, e ti auguro la felicità più grande possibile dovunque e con chiunque tu sia.”

Allora, puoi darti una scossa, fare un profondo respiro, tirare fuori tutto il tuo coraggio e contattare direttamente questa persona, o metterti in giro in questo o altri mondi per andare alla sua ricerca, e se ogni tentativo è vano, reincarnarti più volte fino a quando non l’avrai trovata.

Ma se questo pure l’hai fatto altre volte, ebbene sappi che c’è anche un altro modo…

Ed in quel modo il contatto avviene semplicemente, qui e ora, da cuore a cuore. Il cuore dimora oltre il tempo e lo spazio.

Quindi lascia aperto il tuo cuore, fagli dire quello che ha da dire, nel silenzio, e puoi star certa che il suo cuore riceverà le tue parole.

E lo farà in modo riservato e delicato, attirandone la pura essenza.

Ne proverà una grande pace e gioia, e otterrà ciò di cui veramente ha bisogno in quel momento.

Sì, è vero, forse non saprà mai che sei stata tu a inviargli quell’amore, non ci sarà alcuna firma in quel messaggio del cuore.

Ma alla fine, se vuoi veramente che sia felice, la cosa importa ben poco…

E poi questo è quello succede nel livello che segue al tuo, quello degli angeli, e può essere utile cominciare a fare pratica…
© Franco Santoro

Immagine: “Abramo e i Tre angeli” di Ludovico Carracci, nato il 21 aprile 1555, Sole e Luna in Toro.

Mercoledì delle Ceneri

Febbraio 16, 2015 by admin

fireashPrima che il tempo iniziasse io bruciai e divenni cenere.
Mi tuffai nel fuoco e divenni una rosa,
Con nostalgia chiamai il Suo Nome e divenni un cuore
Sono venuto per bruciare nell’arena dell’Amore
Sono venuto per invocare Hu e tornare a Dio
Strappa il velo da me, lasciami nudo
Lasciami volare sulle ali dell’amore
Lasciami scorgere la Sua Bellezza ancora una volta
Sono venuto per bruciare nell’arena dell’Amore

(Rumi)

La cenere è il residuo solido della combustione, ciò che rimane della materia quando passa per il fuoco. Seppure le forme fisiche variano enormemente nel loro aspetto e appaiono nettamente separate tra loro, allorché bruciano, belle e brutte che siano, diventano solo cenere.

Tradizionalmente la cenere indica l’illusione e la fragilità della percezione umana. La cenere ci ricorda che in presenza della massima Luce le nostre apparenti diversità, con tutte le gelosie e competizioni che ne derivano, si sfaldano e tutto diventa uno nella cenere.

Il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio della Quaresima cristiana, il periodo di 40 giorni di purificazione che precede la Pasqua. Durante la funzione liturgica di questo giorno il celebrante sparge un po’ di cenere sulla fronte dei fedeli pronunciando la formula “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai.”

La pratica di mettere cenere sulla fronte si spinge ben oltre il cristianesimo e risale alle religioni vediche, ed è in uso in molte tradizioni per indicare il processo di purificazione, di perdono e rilascio della separazione. Periodi rituali di purificazione, che includono digiuni, astensioni da alcuni cibi e astinenze varie, sono tipici delle tradizioni sciamaniche e delle scuole misteriche.

La purificazione della Quaresima ben lungi dall’essere un processo punitivo verso se stessi, è un’opera di guarigione e pulizia intesa a permetterci di stabilire un rapporto più diretto e autentico con la nostra vera natura e con Dio.

Possiamo scegliere di fare un breve inventario degli attaccamenti che ci creano più dolore e ossessioni, e decidere di metterne da parte uno, di rinunciare ad esso per 40 giorni, che in effetti è il più bel modo per fare un regalo a noi stessi e agli altri.

Se continuiamo a compiere certe azioni che creano miseria e dolore per noi e gli altri, rinunciare ad esse per almeno 40 giorni può essere un modo di vedere come potrebbe cambiare la nostra vita in loro assenza.

Il Mercoledì delle Ceneri ci ricorda che tutte le forme fisiche, non importa quanto siano diverse, ben fatte o meno, alla fine diventeranno cenere e polvere. Questo giorno ci rammenta che non siamo qui per sempre, e ci sfida a lasciare andare i nostri rancori, facendo del nostro meglio ogni giorno per cogliere la verità che dimora nel silenzio del nostro cuore.

I morti stanno in silenzio perché vivono, proprio come noi chiacchieriamo a voce alta nel tentativo di dimenticare che stiamo morendo. Il loro silenzio è realmente una chiamata, l’assicurazione del loro amore immortale per noi. (Karl Rahner)

Il Mercoledì delle Ceneri quest’anno è il 26 febbraio 2020.

Franco Santoro

Terra e Terre

Febbraio 16, 2015 by admin

earthDa una prospettiva astrosciamanica il segno del Toro è associato al pianeta Terra. La Terra non viene quasi mai presa in considerazione astrologicamente, poiché corrisponde al punto di osservazione. Per collocare la Terra sulla carta occorre entrare in una prospettiva eliocentrica e, in quest’ottica, essa è direttamente opposta al Sole.

La posizione della Terra secondo la prospettiva eliocentrica offre informazioni su come il nostro intento più profondo, quello dell’anima, può essere espresso o radicato su questo pianeta. In questo caso gli interessi dell’ego, incluso la nostra realizzazione personale sul piano della vita ordinaria, sono assolutamente in secondo piano. La Terra è vista qui come uno dei pianeti che ruota attorno al Sole, quindi la nostra identità fisica è asservita a quella spirituale.

La posizione della Terra può indicare strategicamente inoltre di che cosa “Madre Terra” ha effettivamente bisogno da noi, cosa ci chiede di fare o essere. A tale riguardo è importante richiamare l’attenzione su cosa realmente la Terra vuole, che non è necessariamente l’idea convenzionale, sovente sdolcinata e romantica, che ne abbiamo.

La comprensione umana del mondo è generalmente in relazione soltanto con la sua superficie, mentre da una prospettiva sciamanica esistono tre mondi, o terre. Oltre al mondo della superficie del pianeta, la configurazione separata dove l’umanità vive, ci sono altri due mondi. Con questi mondi non abbiamo mai stabilito una vera connessione, salvo qualche sporadico tentativo non ufficiale di sciamani e affini.

Uno di questi mondi esiste strategicamente all’interno della Terra (Mondo del Basso), mentre l’altro è il mondo invisibile che si trova attorno alla superficie della terra ed è anche l’agente di collegamento con terre parallele (Mondo dell’Alto).

Esiste una geografia ordinaria della Terra, che formula la descrizione della realtà fisica e amministrativa della realtà consensuale, e c’è pure una geografia non-ordinaria, che include le parti della Terra da cui ci siamo separati. Quindi, allorché impieghiamo il termine Terra, è importante essere consapevoli che c’è una Terra ordinaria e vi sono anche Terre non-ordinarie.

La percezione cambia drasticamente a seconda del tipo di Terra cui ci riferiamo. Eventi e situazioni considerati catastrofici e devastanti da una prospettiva di Terra ordinaria sono sovente grandi benedizioni secondo le Terre non-ordinaria.

La Terra ordinaria è una microrealtà fondata sulla separazione dalla più ampia Terra non-ordinaria, o multidimensionale. Il livello di allucinazione prevalente nella Terra ordinaria blocca la consapevolezza di realtà alternative. Tuttavia, queste realtà continuano a esistere e a operare. Sebbene la maggiornaza degli esseri umani sono rimasti confinati nella realtà ordinaria, alcuni individui speciali in vari tempi e culture hanno avuto contatti con altre Terre.

In effetti, il nostro livello di separazione ed ignoranza è tale, che sino a meno di 500 anni fa non eravamo nemmeno consapevoli di tutti i continenti esistenti sulla superficie del pianeta. Se ne resero conto dapprima alcuni sparuti esploratori, che portarono avanti le loro imprese nello scetticismo e incredulità generale.

Ora che abbiamo sistematizzato la geografia della crosta terrestra, il prossimo passo consiste nel diventare consapevoli delle configurazioni alternative esistenti nella Terra stessa, dentro o fuori. In questi anni alcuni esploratori e pionieri avranno l’opportunità di liberarsi dalla cattività del paradigma separato terrestre, spingendosi oltre gli angusti limiti della geografia umana ufficiale.

Questo è parte di un processo di guarigione e ristrutturazione fisica, che è promosso dalla connessione tra la nostra identità fisica ordinaria, l’anima e il sé spirituale. Tale processo è inteso a generare una coscienza che ci renderà progressivamente meno dipendenti da persone, dinamiche e situazioni ordinarie, stimolando l’emergenza di una più vasta realtà e rete di guarigione, libera da limiti e incondizionatamente unita.

© Franco Santoro

L’esperienza di luce

Febbraio 16, 2015 by admin

Gutt på hvit hest (Boy on white horse) by Theodor Kittelsen copyQual è l’esperienza di massima luce, pace, amore e gioia nella tua vita?

Se la stai vivendo in questo giorno o si tratta di un ricordo di tempi passati, appunta ogni suo particolare, perché il tempo è solo una mappa che ti mostra le strade su cui puoi ritornare.

Potresti non godere di questa esperienza ora, o credere che sia persa per sempre o di non averla pure mai avuta, e sentirti assai frustrata.

Allora sappi che la tua frustrazione è la prova che l’esperienza non solo c’è stata, ma che da qualche parte esiste ancora.

Per ritrovarla, si tratta di tornare indietro lungo il tuo percorso del tempo, senza perderti nel traffico, o farti confondere dai percorsi degli altri…

E tieni conto inoltre che, più è grande la frustrazione che hai, maggiore è la tua vicinanza all’esperienza di luce, tanto che potresti proprio esserci sopra.

© Franco Santoro

Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! (Giovanni 20:29)

Immagine: di Theodor Kittelsen, nato il 27 aprile 1857, Sole in Toro e Luna in Gemelli, pittore norvegese.

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