L’unico effettivo problema nella vita e nelle relazioni umane consiste nell’identificare se stessi e gli altri con un corpo fisico.
Si tratta di un problema irrisolvibile poiché questa identificazione condanna inevitabilmente ogni vita e relazione.
Poiché la qualità della vita e delle relazioni umane è giudicata dalla collocazione del corpo fisico, dalla sua salute, dal fatto che sia presente e in grado di offrire certe prestazioni o meno, risulta ovvio che una condizione soddisfacente è possibile solo provvisoriamente ed è sempre destinata ad esaurirsi in modo definitivo.
Ogni malattia e impedimento fisico, ogni crisi di relazione, serve proprio a evidenziare questo dato ineluttabile.
Una persone che è malata fisicamente può guarire, ma ogni recupero della salute sul piano fisico è sempre provvisoria e sarà seguita da una malattia o incidente che a un certo punto diventerà fatale. Due persone che si sono separate fisicamente possono riunirsi ancora, ma ogni riunione sul piano fisico è sempre provvisoria e sarà seguita da una separazione che a un certo punto diventerà definitiva.
Le malattie e gli impedimenti materiali, così come le crisi in una relazione, quando ci si identifica con un corpo fisico, rappresentano la realtà e il fine.
La vita e le relazioni basate sull’identificazione con il corpo fisico servono per andare in crisi e per consentire tramite quella crisi di scoprire l’identità e la relazione che esiste su un piano che non è fisico.
Certo, esistono vari strumenti per guarire il proprio corpo fisico e quello degli altri, così come le modalità di relazione tra questi corpi, ed è del tutto legittimo impiegarli e promuoverli. Alcuni di questi strumenti possono avere successo nel breve termine.
Alla fine tuttavia la realtà è che ciò che appartiene alla dimensione fisica non può essere mai guarito davvero. La vera guarigione si sviluppa su un piano alternativo e richiede una correzione radicale della percezione della nostra identità e di quella altrui.
Alla fine si tratta di riconoscere che tutto quanto esiste sul piano fisico, così come ogni tentativo di aggiustarlo e guarirlo, è illusorio, inconcludente e pure crudele e nefasto, a meno che non riusciamo a identificarci con un piano alternativo.