{"id":468,"date":"2015-02-06T21:55:49","date_gmt":"2015-02-06T20:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/?p=468"},"modified":"2015-02-06T21:55:49","modified_gmt":"2015-02-06T20:55:49","slug":"il-vecchio-rudere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/omeo.institutum.org\/index.php\/2015\/02\/06\/il-vecchio-rudere\/","title":{"rendered":"Il vecchio rudere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/376500_a_1172088.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-469\" src=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/376500_a_1172088.jpg\" alt=\"376500_a_1172088\" width=\"256\" height=\"256\" \/><\/a>Sono nato a Bologna in una vecchia casa in via Santa Margherita, molto vicino a Piazza Maggiore e nel pieno centro cittadino. Non posseggo memorie vivide riguardo la mia casa natale poich\u00e9 i miei genitori si spostarono in una nuova casa quando avevo due anni. Per quanto concerne la mia vita nella casa originaria, faccio riferimento unicamente alle informazioni fornite dai miei genitori.<\/p>\n<p>Essi non amavano molto parlare di quella casa. Ci\u00f2 era forse dovuto al fatto che quel luogo ricordava a loro tempi difficili, in cui dovevano lavorare duramente e affrontare ristrettezze economiche. Magari esistevano pure ragioni oscure, almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che io percepisco in base alla mia natura fortemente Scorpione.<\/p>\n<p>In vero la mia casa natale l\u2019avvertivo come circondata di profondi misteri. In effetti divent\u00f2 presto un sito piuttosto macabro e deprimente. Nessuno vi abitava pi\u00f9 e nell\u2019elegante zona in cui si trovava la casa rappresentava un ingombrante relitto. Tale presenza deturpava la signorilit\u00e0 dell\u2019ambiente circostante, tanto che varie petizioni furono promosse al fine di eseguirne l\u2019abbattimento.\u00a0Tuttavia, quella casa continuava a restare al suo posto.<\/p>\n<p>Era situata a pochi metri dalla nuova casa in via de\u2019 Griffoni. Spesso, quando uscivo, solevo passarci proprio di fronte. In vero, la memoria pi\u00f9 antica che sono in grado di riesumare riguarda un episodiche ebbe luogo allorch\u00e9 mi trovai a passeggiare davanti alla vecchia casa.<\/p>\n<p>Quella esperienza marca inoltre la mia prima esperienza riconosciuta di natura non-ordinaria e francamente anche la pi\u00f9 potente. Cercher\u00f2 di descrivere parte di essa.<\/p>\n<p>Un giorno, Nonno Sandrino, vale a dire mio nonno materno, mi port\u00f2 fuori per fare una passeggiata. Egli viveva a San Venanzio di Galliera, un piccolo paese rurale nella bassa bolognese, e usava venire di tanto in tanto in citt\u00e0 per fare visita ai miei genitori e a me. Poich\u00e9 il cambiamento dalla citt\u00e0 alla campagna era in quei tempi assai radicale, queste visite credo fossero per mio nonno un\u2019occasione molto speciale ed eccitante.<\/p>\n<p>Il suo carattere era diverso da quello della maggior parte degli adulti che avevo conosciuto fino a quel momento. Seppure egli si sforzasse di assumere un comportamento adulto, quando eravamo insieme mi sembrava che la sua natura fosse assai simile alla mia. Ci\u00f2 mi faceva sentire molto a mio agio.<\/p>\n<p>In quel giorno decidemmo di uscire per visitare il parco cittadino. Mio nonno mi prese per mano e quindi iniziammo a procedere lungo le piccole strade del vecchio centro. Dopo poco passammo di fronte alla casa in via Santa Margherita.<\/p>\n<p>Immediatamente fui colpito dalla porta di quella casa. Essa era grande e molto vecchia. Sebbene fosse chiusa, e questo era chiaro alla mia vista, mi giungeva pure, con la stessa nitidezza, l\u2019immagine di quello che c\u2019era al di l\u00e0 della porta.<\/p>\n<p>Mio nonno si ferm\u00f2 e inizi\u00f2 a scambiare alcune chiacchiere con l\u2019edicolante che aveva il suo chiosco proprio dinanzi alla porta. Ci\u00f2 mi permise di fissarla con pi\u00f9 attenzione. Qualcosa mi attirava magneticamente verso quella porta. Mi pareva di essere sia fuori che dentro l\u2019edificio, mentre la porta rappresentava un ponte tra due mondi in cui dimoravo contemporaneamente. Fuori c\u2019era la strada con tutte la sua vita: mio nonno, l\u2019edicola, il portico, la gente, il traffico, i rumori della strada. Dentro c\u2019era un ambiente totalmente diverso: incantato, dolce, caldo, silenzioso, misterioso e pure molto famigliare.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che maggiormente mi stupiva di tutta questa esperienza era il fatto che questa situazione non sembrava affatto nuova per me. Mentre mi trovavo tra le due realt\u00e0 esistenti dentro e fuori la porta, provavo un gran senso di eccitazione e meraviglia.<\/p>\n<p>Decisi di avvicinarmi onde cogliere un debole suono che sembrava emanare dalla porta. Mi spostai solo pochi passi e questo mi permise di udirlo distintamente. Era una voce che parlava in un linguaggio inusuale. Non era l\u2019italiano, non era il dialetto bolognese che mio nonno e mia madre solevano impiegare, nemmeno si trattava del dialetto siciliano usato da nonno Francesco, il mio nonno paterno. Potevo udire un idioma totalmente fuori dal consueto e, allo stesso tempo, assai famigliare, tanto che riuscivo a capire tutto.<\/p>\n<p>In quei tempi avevo problemi ad apprendere l\u2019italiano. Il mio vocabolario era molto limitato e mi risultava faticoso comprendere la maggior parte delle parole contenute in una frase. Inoltre avevo notevoli difficolt\u00e0 a pronunciare correttamente alcune consonanti.<\/p>\n<p>Il linguaggio che proveniva dalla porta, al contrario, era molto facile. La voce diceva qualcosa che potrei tentare di tradurre coem segue:<\/p>\n<p>\u201cO bel del figlio del Cielo, ritorna ad Handor, il tuo luogo di origine. Ti stiamo aspettando\u201d.<\/p>\n<p>Seppure tutto ci\u00f2 poteva apparire strano, la voce e il suo messaggio non mi sorprese affatto. Non era la prima volta che la sentivo, seppure non fossi capace di ricordare quando l\u2019avevo udita anteriormente. Ero certo di aver gi\u00e0 ricevuto questa chiamata in altre occasioni e proprio davanti alla porta.<\/p>\n<p>La prima volta che la riconobbi con chiarezza fu quella volta, tuttavia tale momento si sovrapponeva ad altri di cui mi sfuggiva il ricordo e questo creava una misteriosa spirale di incastri che in vero costituiva l\u2019aspetto pi\u00f9 potente dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p>\u201cPassa attraverso la porta\u201d diceva la voce e poi si arrestava come per attendere una qualche risposta o azione da parte mia. Guardai attentamente la porta.<\/p>\n<p>Notai una peculiare forma emergente come un alone attorno agli infissi. Sembrava una specie di grande cono gelato. Pure quel cono mi apparve immediatamente famigliare. L\u2019avevo visto altre volte. Era simile al cappello usato dai Bigini, gli esseri che popolavano i miei giochi e le mie fantasie.<\/p>\n<p>I coni gelato costituivano una delle leccornie maggiormente celebrate dai bambini. Poich\u00e9 io non nutrivo alcun interesse per i cornetti e per tutti i gelati in generale, quello che mi attraeva in quel cono era ben altro.<\/p>\n<p>\u201cMi rendo conto della porta e del fatto che essa mi conduce alla mia vera casa\u201d risposi infine, sorprendendomi per il tono disinvolto e sicuro della mia espressione.\u00a0In rapporto alla mia consueta timidezza e indecisione, tutto ci\u00f2 appariva alquanto stupefacente. Al che la voce rispose:\u00a0 \u201cPerch\u00e9 non entri allora?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019invito mi giunse molto allettante. Allo stesso tempo mi sembrava troppo semplice e impulsiva. Decisi di prendermi una pausa per ponderare.<\/p>\n<p>\u201cIn effetti non ci sono poi cos\u00ec tante cose interessanti fuori. Talvolta mi annoio e inoltre ci sono tante cose che mi spaventano e non mi piacciono affatto. Potrei proprio ritornare a questo posto chiamato Handor. Si tratta solo di passare attraverso la porta. E\u2019 molto facile. Mio nonno non se ne accorger\u00e0 nemmeno\u201d.<\/p>\n<p>Stavo quasi per precipitarmi verso la porta quando un\u2019altra voce mi giunse.<\/p>\n<p>\u201cE i tuoi genitori che ti aspettano nell\u2019altra casa?\u201d.<\/p>\n<p>Mi bloccai preso da un senso totale di sorpresa. Mi era completamente dimenticato di loro. Ma la cosa che mi sorprendeva e imbarazzava maggiormente era il fatto che, dopo aver recuperato la memoria riguardo i miei genitori, l\u2019attrazione verso la porta continuava ad essere tanto forte quanto prima.<\/p>\n<p>\u201cQuesta porta deve essere davvero molto potente\u201d, riflettei, \u201cNon riesco nemmeno ad andare a letto o nel bagno senza che essi siano presenti. E ora \u00e8 come se non me importi nulla. Che cosa mi sta accadendo? Forse potrei tornare a casa e raccontare tutta questa storia al babbo e alla mamma\u201d.<\/p>\n<p>Non appena considerai questa opzione, mi arrivo il ricordo di precedenti tentativi di spiegare situazioni similari, come i Bhi Jinah e i loro cappelli a forma conica. In quelle occasioni i miei genitori fingevano di non ascoltarmi o cambiavano il tema della conversazione. All\u2019inizio reagivano comprandomi un gelato cornetto. La prima volta che lo fecero, fu una tale delusione. Mi trovavo l\u00ec con quella roba zuccherosa e appiccicante tra le mani. Ci\u00f2 mi caus\u00f2 un gran malumore. Dissi loro che non era quello il cono a cui mi riferivo. I miei genitori, solitamente molto disponibili nei miei riguardi, cercarono immediatamente di trovare un maniera per soddisfare i miei desideri.<\/p>\n<p>Procedettero a comprarmi un altro tipo di cornetto gelato. Questo a prima vista apparve piuttosto interessante. A differenza del precedente, esso era avvolto completamente da una carta dorata. Quando per\u00f2 aprii la confezione e vi trovai semplicemente un\u2019altra versione del gelato precedente, mi irritai molto. I miei genitori si arrabbiarono pure perch\u00e9 pensarono che li stessi prendendo in giro.<\/p>\n<p>Ebbene, ritorniamo alla porta. Nonno Sandrino, il quale forse mi avevo osservato durante la\u00a0 mia interazione con la porta, mi chiese che stava accadendo.<\/p>\n<p>\u201cForse \u00e8 meglio che faccio finta di niente e continuo a passeggiare\u201d pensai. Cos\u00ec feci e quindi ci incamminammo verso il parco. Questa mi parve la migliore soluzione poich\u00e9 mi permetteva di riflettere sul da farsi.<\/p>\n<p>\u201cUna volta tornati dal parco, passer\u00f2 nuovamente davanti alla porta. Quindi prima di allora ho tempo sufficiente per riflettere e decidere che fare\u201d.<\/p>\n<p>Quando giunsi al parco, mi diressi subito verso l\u2019albero pi\u00f9 grande che usavo chiamare Albero Grande. Chiesi all\u2019albero un consiglio riguardo la situazione della porta.<\/p>\n<p>\u201cTu sai bene ove si trova la porta\u201d rispose l\u2019albero \u201ce vi puoi andare quando vuoi. Rifletti ora. Sei proprio sicuro di volerci passare adesso e da solo? Ti ci \u00e8 voluto molto tempo per arrivare e quindi a svolgere il Gioco da queste parti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuale Gioco?\u201d domandai.<\/p>\n<p>\u201cIl Gioco del Cono\u201d replic\u00f2 l\u2019albero.<\/p>\n<p>\u201cCosa significa?\u201d chiesi.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di mettere insieme la gente\u201d spieg\u00f2 l\u2019albero.<\/p>\n<p>A questo punto diventai alquanto curioso riguardo al Gioco che mi appariva come un insieme di elementi molto famigliari con altri piuttosto misteriosi. Interrogai nuovamente l\u2019albero al fine di ottenere maggiori ragguagli.<\/p>\n<p>\u201cGuardati attorno\u201d aggiunse l\u2019albero. Lo feci e vidi il cielo, l\u2019erba del prato, altri alberi, una bicicletta, un gruppo di uccelli, alcuni bambini che giocavano con una palla, le loro madri sedute a chiacchierare sulle panchine, un gatto, mio nonno e altre cose il cui nome non mi era chiaro. Poi con l\u2019immaginazione mi vennero in mente altre persone e cose, come i miei genitori, la nonna, i cugini, gli zii, i miei giocattoli.<\/p>\n<p>\u201cHo da passare attraverso la porta con tutta questa gente e cose?\u201d domandai.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, e anche qualcosa in pi\u00f9, se vuoi\u201d rispose l\u2019albero. \u201cDove?\u201d chiesi.<\/p>\n<p>\u201cGuarda nuovamente a quello che vedi attorno a te nel caso hai dimenticato qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>Non appena l\u2019albero sugger\u00ec questa possibilit\u00e0, mi resi conto che si stava riferendo ai Bhi Jinah. In quel momento quindi iniziai a rendermi conto della loro presenza negli spazi vuoti esistenti tra le forme piene.<\/p>\n<p>\u201cDevo prendere anche loro?\u201d, chiesi con una certa esitazione. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u201cCertamente\u201d rispose l\u2019albero, \u201cE\u2019 con i Bhi Jinah che avrai modo di mettere tutti insieme\u201d. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u201cMi pare un gran bel gioco\u201d commentai \u201cIn questo modo ce ne andremo tutti oltre la porta e saremo molto felici. Che bello! Ora che ho compreso bene come stanno le cose, posso dirlo certamente al nonno,\u00a0 poi alla mamma e al babbo, ecc.\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto l\u2019albero mi fece notare che forse sarebbe stato difficile per loro capire la situazione. Riflettendoci mi resi conto che i miei parenti cos\u00ec come tutti gli altri esseri umani che avevo conosciuto fino a quel momento avevano la tendenza a parlare solo tra di loro.<\/p>\n<p>\u201cEssi non hanno alcuna conversazione con gli alberi, gli animali, le cose, per non parlare dei Bhi Jinah. Essi chiamano i Bhi Jinah niente e dicono che i grandi non perdono tempo con niente. [&#8230;] Come posso mai spiegare tutto ci\u00f2?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome per ogni buon gioco l\u2019uso della pazienza \u00e8 indispensabile\u201d rispose l\u2019albero.<\/p>\n<p>\u201cLa prima parte del Gioco consiste nel fingere di diventare un essere umano. Si tratta di acquisire familiarit\u00e0 riguardo le costumanze umane. Quando hai conseguito questo obiettivo, la seconda parte concerne la ricerca della porta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa che senso ha?\u201d Io so gi\u00e0 dove si trova la porta?\u201d obiettai.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, certo, lo sai.\u201d rispose l\u2019albero \u201cMa una volta che poni tutta la tua attenzione nel comportarti come un essere umano \u00e8 molto probabile che ti dimenticherai della porta. Come tu sai bene, gli esseri umani parlano solo tra di loro e non vedono i Bhi Jinah&#8230; La seconda parte del Gioco \u00e8 estremamente eccitante poich\u00e9 comporta una serie di trucchi. Non mi dilungo oltre su questo tema. Mi limito a dirti che la seconda parte del Gioco si conclude con il ritrovamento della porta. Ebbene, una volta che trovi la porta, la terza parte del Gioco ha inizio. Essa riguarda il passaggio attraverso la porta sia da parte tua che degli altri. E\u2019 la fase cruciale del Gioco e, in quanto tale, pure la pi\u00f9 difficile. Poich\u00e9 nell\u2019atto di coinvolgere gli altri pu\u00f2 capitare di perdere di vista nuovamente la porta, spesso succede che occorre ritornare nuovamente nella seconda parte onde ripetere la fase di ritrovamento della porta. Questo \u00e8 il Gioco del Cono. E\u2019 un vecchio gioco ed \u00e8 assai divertente. Inoltre finisce sempre\u00a0 bene. Questo non significa che si tratta di un gioco facile. Sovente non sembra affatto un gioco Ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che lo rende cos\u00ec stimolante ed eccitante. Questa \u00e8 la sfida del gioco. Un\u2019altra cosa qui \u00e8 il fatto che pi\u00f9 commetti errori, maggiormente impari, e ti viene sempre data una possiblit\u00e0 di correzione. Proprio non ho mai visto un gioco simile!\u201d<\/p>\n<p>Le parole dell\u2019albero mi conquistarono totalmente. Quest\u2019albero era una vecchia quercia e possedeva quindi conoscenze molto profonde riguardo al Gioco. Vi era una cosa che d\u2019improvviso mi preoccup\u00f2: \u201cSe gli umani comunicano solo tra di loro\u201d feci notare \u201callora significa che quando divento uno di loro, tu non parlerai pi\u00f9 con me, e cos\u00ec pure gli animali, le pietre, i giocattoli e i Bhi Jinah. E allora come far\u00f2 senza di voi?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019albero chiar\u00ec come segue: \u201cIn vero le cose non stanno proprio cos\u00ec. Per quanto mi riguarda, in qualit\u00e0 di rappresentante anziano degli alberi, sono sempre disponibile a parlare con te, e cos\u00ec pure sono certo i Bhi Jinah. Il punto \u00e8 che uno degli sviluppi pi\u00f9 frequenti del gioco comporta la perdita di memoria della connessione con noi. Ricordati che questo fa parte del gioco e non durer\u00e0 per molto. In questo modo impari molte cose. Inoltre contribuirai al recupero di qualcosa di cui c\u2019\u00e8 molto bisogno dall\u2019altra parte della porta. Abbi fiducia. Riceverai tutte le istruzioni necessarie a tempo dovuto. Inoltre un contingente di Bhi Jinah ti rester\u00e0 accanto in ogni momento per accompagnarti nelle tue imprese. [&#8230;]\u201d.<\/p>\n<p>Bene, francamente, ci\u00f2 che l\u2019albero disse non fu proprio esposto letteralmente in questi termini. V\u2019era qualcosa in pi\u00f9 che egli disse e anche qualcosa in meno. E, in vero, il linguaggio impiegato non era l\u2019italiano o l\u2019inglese. Tuttavia, sento che, per quanto riguarda il mio livello di comprensione corrente, ci\u00f2 che ho fornito qui \u00e8 la migliore traduzione possibile, per il momento.<\/p>\n<p>Alcuni anni fa, durante una\u00a0 breve visita a Bologna. decisi di visitare la mia vecchia casa natale, onde verificare se l\u2019edificio era ancora al suo posto o meno. Con grande stupore trovai la casa meravigliosamente ristrutturata e trasformata in un lussuoso albergo (Hotel Novecento).<\/p>\n<p>Quella che era un tempo considerato il relitto deprimente della zona, se ne stava ora l\u00ec orgoglioso come l\u2019edificio pi\u00f9 elegante e attraente in assoluto.<\/p>\n<p>Ravvisai immediatamente una connessione riguardo la mia vita e mi resi conto che lo stato della casa natale rifletteva un mio processo di trasformazione. Mi fece sorridere inoltre il fatto che, oltre ad aver lavorato nel settore alberghiero per molti anni e a vivere attualmente in una struttura di tale natura (Findhorn Foundation Cluny Hill), ora posso dire pure di essere nato in un albergo.<\/p>\n<p><em>Franco Santoro<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nato a Bologna in una vecchia casa in via Santa Margherita, molto vicino a Piazza Maggiore e nel pieno centro cittadino. 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