{"id":4237,"date":"2015-07-15T22:55:04","date_gmt":"2015-07-15T22:55:04","guid":{"rendered":"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/?p=4237"},"modified":"2015-07-15T22:55:04","modified_gmt":"2015-07-15T22:55:04","slug":"le-posture-estatiche-di-trance-sciamanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/omeo.institutum.org\/index.php\/2015\/07\/15\/le-posture-estatiche-di-trance-sciamanica\/","title":{"rendered":"Le posture estatiche di trance sciamanica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/index8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4238\" src=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/index8.jpg\" alt=\"index\" width=\"168\" height=\"298\" \/><\/a>Dall\u2019antichit\u00e0 ci sono giunte una serie di statue, incisioni, pitture rupestri ed altri oggetti che, ben lungi dall\u2019essere semplici espressioni creative delle culture di quei tempi, costituiscono veri e propri insegnamenti per la pratica di specifiche tecniche di connessione con altre dimensioni. Queste figure ritraggono persone in particolari posizioni fisiche le cui caratteristiche consentono di accedere alle realt\u00e0 non ordinarie. La testimonianza di tali posizioni \u00e8 distribuita in ogni continente, e trova riscontro in tutte le tradizioni pi\u00f9 antiche del globo in epoche in cui erano impensabili possibilit\u00e0 di contatto convenzionale. L\u2019antropologa Felicitas D. Goodman ha svolto ampie ricerche sull\u2019argomento. A partire dal 1977 ha studiato circa cinquanta posizioni la cui pratica pu\u00f2 consentire di ricevere visioni significative e un\u2019esperienza diretta dei pi\u00f9 antichi miti dell\u2019umanit\u00e0.[1] La caratteristica di queste e altre posture \u00e8 che ciascuna rappresenta una sorta di portale in grado di sbloccare la percezione di altre dimensioni.<\/p>\n<p>Questo tipo di contatto, insieme al nomadismo, alla caccia o alla raccolta spontanea di alimenti dalla terra, pare fosse l\u2019aspetto caratteristico delle genti che popolavano la Terra fino a quarantamila anni fa. Alcuni antropologi e ricercatori contemporanei, tramite il rapporto diretto con popoli che hanno mantenuto intatte le loro abitudini millenarie, sono riusciti a documentare informazioni della vita in quei tempi.[2]<\/p>\n<p>La vita di questi popoli, chiamati cacciatori raccoglitori \u201c\u00e8 caratterizzata dall\u2019equilibrio e dall\u2019armonia con il mondo naturale &#8211; non solo con gli animali, ma con tutte le forme viventi, incluso il vento e il tuono, le rocce e gli insetti. Gli uomini non sono considerati come aventi dominio sulla Terra o su alcuno dei suoi abitanti, e quindi i popoli cacciatori-raccoglitori non sono tesi nel tentativo di controllare il loro ambiente, ma al contrario vivono in relazione armonica con le stagioni, gli elementi, e tutti gli esseri viventi. Quest\u2019attitudine \u00e8 cos\u00ec efficace e adattabile che la raccolta spontanea di cibo e la caccia sono continuate ad esistere come unico modo di vita per migliaia di anni.\u201d[3]<\/p>\n<p>Tuttavia, per una serie di motivi, questo modo di essere fin\u00ec col venir meno con il prevalere di societ\u00e0 dedite alla coltivazione e all\u2019allevamento. Gli uomini e le donne iniziarono a concentrarsi all\u2019interno di territori delimitati, a vivere stabilmente senza alcun nomadismo, poich\u00e9 era necessario rimanere vicino agli orti e controllare i cicli della natura. Le relazioni sociali e le culture iniziarono a cambiare e, nel corso di questo processo, le societ\u00e0 dedite all\u2019orticoltura persero quel senso profondo di unit\u00e0 con la natura che aveva caratterizzato i loro antenati. Nelle loro pratiche spirituali, tuttavia, questi popoli continuarono a mantenere saldo il rapporto con le realt\u00e0 non ordinarie e le esperienze tipiche delle societ\u00e0 precedenti. Attraverso la metamorfosi messa in atto dagli stati di trance \u201cera possibile attenuare i confini tra gli uomini, gli animali, e le piante, e ritornare, seppur per poco, ad uno stato di unit\u00e0 gli uni con gli altri.<\/p>\n<p>L\u2019impiego delle posizioni rituali del corpo si svilupp\u00f2 nell\u2019ambito delle societ\u00e0 orticolturali. Furono questi i popoli che perfezionarono le posture del corpo come rituali in grado di determinare la trance religiosa. La Dr. Goodman ha scoperto che essi ci hanno tramandato un sistema ben definito che insegna come entrare nella Realt\u00e0 Alternativa, il mondo spirituale, in cui possiamo ritornare ad uno stato di armonia con gli animali a quattro zampe, con quelli che volano, quelli che nuotano, le piante, gli alberi, e le rocce.\u201d[4]<\/p>\n<p>Per impiegare le posture si tratta di seguire alcune istruzioni precise come quando s\u2019impiega il programma di un computer: secondo il tasto premuto si ottengono risultati diversi. Questo significa che \u00e8 importante assumere la giusta posizione e di essere a conoscenza dei differenti risultati che ciascun postura pu\u00f2 produrre. La caratteristica principale comune a queste posture \u00e8 che si tratta di autentiche cerimonie rituali, che in questo caso si esprimono per mezzo di posizioni fisiche statiche. Il rituale \u00e8 qui inteso a stabilire una connessione con altre dimensioni e ad andare oltre la percezione ordinaria.<\/p>\n<p>Per praticare le posizioni di trance sciamanica \u00e8 necessario impiegare la stimolazione ritmica del sonaglio o del tamburo. Le precauzioni e i suggerimenti usati per i viaggi sciamanici si applicano ugualmente alle posture. Prima di assumere la posizione vera e propria, la Goodman consiglia di effettuare cinquanta respirazioni complete, inspirando ed espirando regolarmente. Ci\u00f2 consente di prepararsi e di rilasciare eventuali elementi di distrazione. Al termine ci si mette nella posizione specifica, con gli occhi chiusi, e si comincia ad ascoltare il suono del tamburo o del sonaglio. Da quel momento in poi si tratta di mantenere la posizione e di aprirsi all\u2019esperienza che ne deriva. Se si perde concentrazione o s\u2019inizia a vagare con la mente, basta riportare l\u2019attenzione al ritmo del suono e al mantenimento della posizione.<\/p>\n<p>\u201cLa trance non \u00e8 sempre la stessa. Puoi sentire un mutamento nella temperatura corporea, ritrovarti a ondeggiare o dondolare, o percepire l\u2019energia che scorre attraverso parti del tuo corpo. Puoi vedere modelli di colore od essere testimone di visioni complesse simili ad un film. A volte puoi sentire suoni o voci; se ti trovi ad interagire con un animale od un altro spirito, puoi rivolgere domande e ricevere risposte. In alcuni casi, certe persone riferiscono di avere annusato aromi specifici.\u201d[5]<\/p>\n<p>La pratica dura generalmente quindici minuti e al termine puoi impiegare le procedure di chiusura applicate nei viaggi sciamanici. Dopo essere ritornati allo stato ordinario di coscienza, \u00e8 consigliabile prendere subito appunti o realizzare un disegno riguardo ai punti salienti dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p>\u00a9 Franco Santoro, 1997<\/p>\n<p>[1] Vedi: Felicitas D. Goodman, <em>Where the Spirits Ride the Wind: Trance Journeys and Other Ecstatic Experiences<\/em>, Indiana University Press, 1990. Belinda Gore, <em>Ecstatic Body Postures: An Alternate Reality Workbook<\/em>, Bear &amp; Company, 1995. Franco Santoro, \u201cLe posture estatiche di trance sciamanica\u201d in <em>Alpha Dimensione Vita<\/em>, Anno III &#8211; N. 18.<br \/>\n[2] Per esempio: Richard Katz, <em>Boiling Energy: Community Healing Among the Kalahari Kung<\/em>, Harvard University Press, 1982; Marlo Morgan, <em>La chiamavano due cuori<\/em>.<br \/>\n[3] Gore, op. cit., pp. 14-15.<br \/>\n[4] Gore, op. cit., pp. 17-18.<br \/>\n[5] Gore, op. cit.., p. 35.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019antichit\u00e0 ci sono giunte una serie di statue, incisioni, pitture rupestri ed altri oggetti che, ben lungi dall\u2019essere semplici espressioni creative delle culture di quei tempi, costituiscono veri e propri insegnamenti per la pratica di specifiche tecniche di connessione con altre dimensioni. 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