{"id":2201,"date":"2018-10-22T08:15:09","date_gmt":"2018-10-22T08:15:09","guid":{"rendered":"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/?p=2201"},"modified":"2018-10-22T08:15:09","modified_gmt":"2018-10-22T08:15:09","slug":"appunti-introduttivi-di-tocco-astrosciamanico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/omeo.institutum.org\/index.php\/2018\/10\/22\/appunti-introduttivi-di-tocco-astrosciamanico\/","title":{"rendered":"Corpi multidimensionali: appunti introduttivi di Tocco Astrosciamanico"},"content":{"rendered":"<p>Prima di iniziare con le pratiche di AstroshamanicHealing Touch \u00e8 importante chiarire chi sono gli agenti del tocco, chi tocca e chi viene toccato. A tale scopo introduciamo alcuni elementi base di anatomia multidimensionale, cos\u00ec come si articolano strategicamente nell\u2019esemplificazione dei quattro corpi primari.<\/p>\n<p>Il <strong>corpo fisico<\/strong>, o corpo di terza dimensione, \u00e8 una realt\u00e0 incontestabile, percepita da tutti gli esseri umani. Di questo corpo, se siamo dotati dell\u2019organo della vista, la parte cui facciamo primariamente attenzione \u00e8 la faccia e in particolare gli occhi.<\/p>\n<p>Vi sono diversi elementi nel corpo, tutti sovente ricoperti da vestiti corrispondenti, quali giacche, pantaloni, cappelli, ecc.<\/p>\n<p>Il volto rimane invece sempre visibile.<\/p>\n<p>\u00c8 attraverso le caratteristiche del volto che identifichiamo fondamentalmente il corpo di un individuo, e non attraverso la sua schiena, il suo piede, o il sedere.<\/p>\n<p>Per questo motivo nei documenti d\u2019identit\u00e0 figura l\u2019immagine del volto, e non quella di altre parti del corpo.<\/p>\n<p>Di conseguenza, il volto \u00e8 sempre tenuto scoperto, a differenza delle altri parti del corpo, che possono non esserlo, laddove alcune non lo sono mai, o quasi mai.<\/p>\n<p>\u00c8 verso queste parti, che sono in genere occultate, che si sofferma l\u2019attenzione secondaria, quella ombra.<\/p>\n<p>Proviamo allora, per un momento, a staccare la testa, ad eliminarla interamente dal nostro campo visivo. A considerare le altre parti del corpo, ci\u00f2 che rimane quando la testa \u00e8 stata rimossa.<\/p>\n<p>Osserviamo quel che c\u2019\u00e8 in basso, sotto la testa.<\/p>\n<p>A tale riguardo le donne sono avvantaggiate, poich\u00e9 possiedono la capacit\u00e0 di osservare in maniera pi\u00f9 espansa. Le donne possono guardare contemporaneamente sia la faccia sia il resto del corpo di una persona, combinando attenzione primaria e secondaria in un colpo solo.<\/p>\n<p>Gli uomini invece hanno una visione a tunnel, per cui osservando i loro occhi \u00e8 possibile individuare che cosa stanno osservando. Quindi un uomo che guarda la scollatura o le gambe di una donna, \u00e8 inevitabilmente sempre scoperto, a meno che non proceda in un momento in cui non \u00e8 osservato.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica strategica multidimensionale \u00e8 importante cessare di dare tanta importanza al volto, in quanto esso \u00e8 il tiranno del corpo fisico, di cui detiene il monopolio ufficiale dell\u2019attenzione primaria. Similmente si tratta di smettere di dare troppa importanza ai genitali, poich\u00e9 essendo la parte pi\u00f9 nascosta, rappresentano il tiranno avverso, quello che conserva il monopolio dell\u2019attenzione secondaria.<\/p>\n<p>In una realt\u00e0 fondata sulla separazione, come quell\u2019umana, la separazione esiste sia tra i quattro corpi, sia all\u2019interno di ognuno di essi. Laddove secondo una prospettiva olistica tutta la realt\u00e0 fisica \u00e8 unita, nella percezione separata ogni forma fisica \u00e8 distaccata, dotata di confini che la dividono da altre forme.<\/p>\n<p>Ciascuna di queste forme fisiche ha una sua precisa identit\u00e0, riconosciuta legalmente a tutti gli effetti. Esiste la separazione tra ogni essere umano, in quanto identit\u00e0 fisica a se stante, tra piante, minerali, animali, oggetti, e anche nazioni, regioni, comuni, propriet\u00e0 private, ecc. La consapevolezza di queste separazioni \u00e8 alla base della vita umana, laddove da una prospettiva multidimensionale esse sono inesistenti.<\/p>\n<p>In una realt\u00e0 separata non \u00e8 permesso toccare, e pure guardare a lungo, altri corpi a meno che non vi sia un preciso accordo tra gli individui in questione. In una realt\u00e0 multidimensionale toccare o guardare un altro corpo \u00e8 lecito quanto toccare o guardare una parte del nostro corpo. Di conseguenza, ogni essere umano vive un costante conflitto tra una parte separata, che non pu\u00f2 toccare e guardare, o essere toccata o guardata, e una parte multidimensionale che invece sente naturale toccare e guardare, essere toccata e guardata. Tale conflitto \u00e8 alla base della sofferenza umana. Si tratta di un conflitto insanabile, poich\u00e9 derivato da una percezione arbitraria, quella della separazione.<\/p>\n<p>La separazione non solo esiste tra il nostro corpo fisico e quello degli altri, essa si espande anche nel nostro stesso corpo. Umanamente non riconosciamo un corpo nella sua totalit\u00e0. Al contrario ne individuiamo arbitrariamente parti distinte, sebbene queste parti siano tutte unite tra loro. Ogni parte ha una specifica denominazione, con regole che ne governano la sua esposizione, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di essere toccate o toccare, guardare ed essere guardate, agire o non agire.<\/p>\n<p>Cessiamo per qualche minuto di identificare queste parti, e prendiamo in considerazione il nostro corpo nel suo insieme, senza alcuna suddivisione. In particolare soffermiamoci ad allineare le parti che pi\u00f9 comunemente sono percepite come separate, per esempio, permettiamo alla testa di essere tutt\u2019uno con le spalle e il seno. Consentiamo al seno di essere tanto naturalmente visibile quanto lo \u00e8 la testa. Fingiamo di non sapere cosa vuol dire seno e testa, e immaginiamo di essere in una realt\u00e0 in cui sia la testa che il seno sono esibiti pubblicamente, aggiungiamo anche la pancia, i genitali, le gambe. Permettiamo a ogni parte del corpo di essere visibile, priva di vergogne, occultazioni, tab\u00f9 o ruoli privilegiati. I genitali, il seno, il deretano non hanno nulla di speciale o proibito, e sono allo stesso livello di altre zone del corpo come il collo, le mani, i capelli.<\/p>\n<p>Ora portiamo l\u2019attenzione alle mani, che in effetti \u00e8 una delle poche parti del corpo che \u00e8 lecito esporre in ogni cultura. Osserviamole. Ci sono molti tipi di mani. Ma anche osservando le mani \u00e8 sempre la testa che prevale, perch\u00e9 appunto \u00e8 con gli occhi della testa che guardiamo le mani, cos\u00ec come ogni altra parte del corpo.<\/p>\n<p>Poi facciamo qualcosa che manda in pausa la testa. Chiudiamo gli occhi e usiamo unicamente le nostre mani per prendere atto di ci\u00f2 che ci circonda. Guardiamo, annusiamo, ascoltiamo, sentiamo esclusivamente con le mani. Fingiamo di esseri privi della testa e di disporre solo delle mani per poterci orientare e capire cosa c\u2019\u00e8 nello spazio in cui ci troviamo.<\/p>\n<p>Nel momento in cui facciamo ci\u00f2, ecco che forse subitamente cominciamo a sentire una leggera vibrazione intorno alle mani. Questa vibrazione c\u2019\u00e8 sempre, tuttavia ne siamo coscienti solo quando vi portiamo attenzione.<\/p>\n<p>Usando la nostra fantasia immaginiamo il mondo delle mani, entriamoci totalmente.<\/p>\n<p>Ora ritorniamo qui aprendo gli occhi. Osserviamo il cambiamento o contrasto tra la nostra precedente percezione e quello che accade ora<\/p>\n<p>Vi invito a mantenere la consapevolezza della vibrazione nelle mani. Questa vibrazione esiste intorno alle mani e nelle mani, e indica la presenza di un altro corpo, che \u00e8 in effetti molto pi\u00f9 reale di quello fisico, che vediamo in base alla percezione separata dei nostri occhi. Questo corpo \u00e8 in relazione con il corpo astrale, o emotivo, o corpo di quarta dimensione.<\/p>\n<p>Sulla scia di Gurdjieff possiamo paragonare il corpo fisico a una carrozza, o auto, laddove il corpo emotivo \u00e8 il cavallo, o la benzina. Il corpo mentale \u00e8 l\u2019autista, o il cocchiere<\/p>\n<p>Il corpo fisico senza benzina non ha vita, non \u00e8 in grado di muoversi. Il corpo emotivo fornisce l\u2019energia, sebbene non contribuisce l\u2019intento, l\u2019idea di dove e come muoversi. Il corpo fisico \u00e8 sospinto dal corpo emotivo, che a sua volta \u00e8 guidato dal corpo mentale, quello di quinta dimensione, l\u2019autista. Esiste poi un quarto corpo, che possiamo definire come corpo spirituale, o corpo di sesta dimensione, che identifichiamo come il proprietario dell\u2019auto, che pu\u00f2 essere presente nell\u2019auto o meno.<\/p>\n<p>Il proprietario dell\u2019auto dispone di diverse auto, che possono essere guidate dallo stesso autista o da pi\u00f9 autisti.<\/p>\n<p>La suddivisione in quattro corpi (fisico, emotivo, mentale e spirituale) \u00e8 tipica della maggior parte delle tradizioni esoteriche, sebbene i nomi per indicarli sono distinti.<\/p>\n<p>Il corpo fisico \u00e8 in rapporto con la Terra, e astrologicamente, a grandi linee, si riferisce all\u2019Ascendente.<\/p>\n<p>Il corpo emotivo \u00e8 in relazione con la Luna.<\/p>\n<p>Il corpo mentale \u00e8 associato con il Sole.<\/p>\n<p>Il corpo spirituale \u00e8 rappresentato dall\u2019intero cerchio astrologico, poich\u00e9 unisce tutte le parti, \u00e8 un corpo unificato, privo di separazione.<\/p>\n<p>Il codice natale, che raggruppa la posizione di Sole, Luna e Ascendente, fornisce un\u2019idea base delle caratteristiche dei primi tre corpi.<\/p>\n<p>Tradizionalmente l\u2019uomo \u00e8 composto potenzialmente di questi quattro corpi. Questo significa che non tutti gli uomini dispongono effettivamente di tutti questi quattro corpi.<\/p>\n<p>La maggior parte degli individui si riconosce solo nel corpo fisico, e non possiede la consapevolezza degli altri, che di conseguenza cessano di appartenergli, diventano a loro estranei.<\/p>\n<p>L\u2019essere umano ordinario \u00e8 messo in movimento da impulsi emotivi di diversa natura che arrivano e vanno. Le emozioni si manifestano mediante desideri e repulsioni.<\/p>\n<p>Se un individuo prova delle emozioni ci\u00f2 non significa necessariamente che egli dispone di un corpo emotivo. Ogni essere umano, per il fatto che vive, \u00e8 attivato regolarmente da emozioni, tuttavia la stragrande maggioranza delle persone continua a identificarsi unicamente con il suo corpo fisico ordinario. La sua identit\u00e0 \u00e8 definita da un nome, cognome, una data di nascita, il suo aspetto fisico e le vicende della sua storia personale.<\/p>\n<p>Le emozioni sono in rapporto con numerose identit\u00e0, corpi emotivi che di tanto in tanto prendono il controllo di corpi fisici. Queste emozioni vengono e vanno, possedendo temporaneamente gli esseri umani. Fin tanto che un individuo interpreta le emozioni come parte della sua storia personale, della sua identit\u00e0 fisica, egli non possiede un corpo emotivo, ma \u00e8 semplicemente posseduto da corpi emotivi che vanno e vengono. La sua condizione \u00e8 paragonabile a quella di un robot, che si muove in base ad impulsi esterni, di cui non \u00e8 consapevole.<\/p>\n<p>A livello emotivo ci sono tantissime identit\u00e0 che prendono il potere per un tempo determinato, spostando il corpo in diverse direzioni. Il corpo \u00e8 qui una carrozza, laddove le emozioni sono i cavalli.<\/p>\n<p>Quando noi recuperiamo il corpo emotivo siamo in grado di ancorare il corpo fisico ad una precisa frequenza emozionale. Diventiamo capaci anche di operare su altri corpi fisici.\u00a0 Nella sfera emotiva il corpo \u00e8 come un vestito, per cui il corpo emotivo pu\u00f2 indossare diversi corpi fisici.<\/p>\n<p>Per recuperare la padronanza del corpo emotivo \u00e8 necessario essere consapevoli delle emozioni che proviamo, senza identificarci immediatamente con esse. Si tratta di identificare le emozioni come corpi, cos\u00ec come siamo abituati a identificare le persone e noi stessi attraverso il loro corpo. Esiste una sostanziale differenza tra la forma del corpo fisico e quella del corpo emotivo. Una persona pu\u00f2 continuare ad avere lo stesso corpo fisico, laddove invece il suo corpo emotivo cambia.<\/p>\n<p>Un carrello della spesa pu\u00f2 essere spinto da diversi clienti di un supermercato. Il carrello \u00e8 lo stesso, i clienti cambiano in continuazione. Come esseri umani facciamo in genere attenzione solo al carrello.<\/p>\n<p>In effeti l\u2019uomo \u00e8 un carrello della spesa, che passa di mano in mano, riempiendosi e svuotandosi di continuo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 un carrello della spesa incatenato ad altri carrelli della spesa, finch\u00e9 non arriva un corpo multidimensionale che, tramite un euro, provvisoriamente lo \u201clibera\u201d. Il corpo multidimensionale guida il carrello lungo il supermercato, con un intento preciso, caricandolo di merci talvolta allettanti, di cui il carrello si compiace per la breve durata della spesa, per poi essere incatenato nuovamente alla fine delle compere e svuotato di tutto, anche dell\u2019euro. E cos\u00ec procede incessante il sonno del carrello, che passa da un sogno all\u2019altro, ma continua sempre a dormire.<\/p>\n<p>Si tratta di imparare a svegliarsi!<\/p>\n<p>Alcuni di noi hanno il vantaggio di riuscire a risvegliarsi momentaneamente, di svincolarsi per alcuni istanti dalle mani di chi guida il carrello, che mentre \u00e8 preso dalla spesa, si dimentica di dove lo ha messo, oppure lo lascia nel parcheggio senza incatenarlo, dimenticandosi di riprendersi l\u2019euro.<\/p>\n<p>Tale risveglio \u00e8 un\u2019epifania, in cui il carrello comprende quello che potrebbe succedere una volta che conquista la libert\u00e0. Poi il carrello si riaddormenta, \u00e8 riacciuffato o nuovamente incatenato dal custode del parcheggio e privato dell\u2019euro.<\/p>\n<p>Non conta nulla risvegliarsi per poi addormentarsi di nuovo e continuare ad essere riempito e svuotato.<\/p>\n<p>Quando il carrello si impegna a conquistare la sua libert\u00e0, cessa di prestare attenzione alle merci con cui viene riempito, non si attacca pi\u00f9 ad esse, perch\u00e9 sa che gli verranno portate via tutte, come \u00e8 sempre accaduto. Non perde tempo a rimpiangere le merci che furono, o ansimare per l\u2019arrivo del prossimo cliente con l\u2019euro affrancatore.<\/p>\n<p>Il carrello che\u00a0 opera per la sua liberazione, sia incatenato sia libero, svolge il lavoro che ha deciso di perseguire quando era sveglio, si adopera fermamente a realizzarlo e non pensa ad altro. Svolge il lavoro, senza farsi distrarre dalle merci che entrono ed escono. Svolge il lavoro penetrando il Graha (entit\u00e0 di quarta dimensione, corpo emotivo), raggiungendo la sua mente operativa, il Paheka (entit\u00e0 di quinta dimensione, corpo mentale), trattando con essa, permettendo alla sua visione di trasferirsi in terza dimensione. In questo modo il carrello si riempe delle merci che gli servono veramente e le svuota nel punto giusto, quello in cui ha deciso di costruire la sua nuova dimora.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un lavoro fisico, non \u00e8 una meditazione, n\u00e9 visualizzazione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il lavoro fisico sull\u2019Intento. E\u2019 il lavoro che svolgiamo per sfuggire dal sonno e svegliarci.<\/p>\n<p>L\u2019altalena delle emozioni, belle e brutte che siano, sono sogni, cambiano in\u00a0 continuazione, sono le merci dentro e fuori il carrello, e il sonno \u00e8 l\u2019euro, il sonno \u00e8 la vita dell\u2019uomo che \u00e8 data per fare compere e tolta all\u2019atto dello svuotamento. Noi non siamo la merce, non siamo le emozioni, fin tanto che continuiamo a identificarci con le nostre emozioni, la nostra vita vale quanto un euro.<\/p>\n<p>Gli occhi ci mostrano solo i carrelli, non mostrano il corpo emotivo che occupa quello fisico. Il corpo fisico \u00e8 occupato in continuazione da distinti corpi emotivi.<\/p>\n<p>Per esempio, vediamo il nostro amico Antonio, che ha certe caratteristiche fisiche che ci permettono di identificarlo. Il suo corpo fisico rimane lo stesso, mentre il suo corpo emotivo cambia in continuazione. In apparenza \u00e8 la stessa persona, in realt\u00e0 vi si alternano numerosi corpi emotivi e mentali, che si spacciano per Antonio, ma che si muovono in direzioni diverse.<\/p>\n<p>Come dice Gurdjieff \u201cil nome dell\u2019uomo \u00e8 legione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019uomo cos\u00ec come lo conosciamo, la macchina-uomo \u2026 non pu\u00f2 avere un Io permanente e singolo. Il suo Io cambia con la stessa rapidit\u00e0 dei suoi pensieri, sentimenti ed umori, ed egli commette un grave errore nel considerare se stesso sempre una sola stessa persona; in realt\u00e0, egli \u00e8\u00a0sempre una persona differente,\u00a0non quella che egli era un attimo fa.\u00a0L\u2019uomo non ha un Io permanente ed immutabile.\u00a0Ogni pensiero, ogni umore, ogni desiderio, ogni sensazione dice Io. Ed in ogni caso sembra si prenda per scontato che questo Io appartenga al\u00a0Tutto,\u00a0all\u2019uomo intero, e che un pensiero, un desiderio o un\u2019avversione siano espressi da questo Tutto. Nella realt\u00e0 dei fatti, questa supposizione non ha alcun fondamento, Ogni pensiero e desiderio dell\u2019uomo compare e vive in modo del tutto separato ed indipendente dal Tutto. Ed il tutto non si esprime mai, per la semplice ragione che esso esiste, di per s\u00e9, solo fisicamente in quanto cosa, ed in astratto quale concetto. L\u2019uomo non ha un Io individuale. Vi sono, invece, centinaia di migliaia di piccoli Io separati, molto spesso interamente sconosciuti gli uni agli altri, che non vengono mai in contatto oppure, al contrario, ostili l\u2019uno all\u2019altro, reciprocamente esclusivi ed incompatibili. Ogni minuto, ogni istante, l\u2019uomo dice o pensa, Io. E ad ogni istante Io \u00e8 differente. Ora \u00e8 un pensiero, ora \u00e8 un desiderio, ora una sensazione, ora un altro pensiero, e via di seguito, senza fine.\u00a0L\u2019uomo \u00e8 una pluralit\u00e0.\u00a0Il nome dell\u2019uomo \u00e8 legione.\u201d (Ouspenski, <em>Frammenti di un insegnamento sconosciuto<\/em>)<\/p>\n<p>Gli occhi bloccano la consapevolezza del corpo emotivo e la coscienza della nostra natura multidimensionale.<\/p>\n<p>Crediamo di vivere nel mondo che gli occhi ci mostrano, ma in realt\u00e0 gli occhi rivelano solo l\u2019angusto blocco in cui la nostra consapevolezza \u00e8 tenuta intrappolata. Siamo imprigionati in una singola frequenza esistenziale. Ci\u00f2 che gli occhi mostrano \u00e8 il programma di una singola realt\u00e0 multisensoriale, un unico canale televisivo virtuale.<\/p>\n<p>Attorno a noi ci sono moltitudini di altre frequenze e realt\u00e0, ma gli occhi non li vedono, perch\u00e9 esse non sono compatibili con la mente che ha programmato il genere umano. Poich\u00e9 \u00e8 una mente separata, gli occhi possono solo vedere la separazione. Le altre realt\u00e0 coesistono con la realt\u00e0 separata e dimorano negli spazi vuoti esistenti dentro e fuori ci\u00f2 che gli occhi vedono come spazi pieni.<\/p>\n<p>Nel corso di una giornata quanto tempo dedicate per compiacere il mondo degli occhi, quello delle persone, luoghi e situazioni visibili? Quante azioni svolgete fondate su quello che vedete fisicamente degli altri o su quello che gli altri vedono fisicamente di voi? Quanto tempo vi portano via le interazioni visive con gli altri, che comprendono anche gli scambi di e-mail, l\u2019attivit\u00e0 su Facebook, per telefono, skype, ecc.<\/p>\n<p>Sia che usate gli occhi, le orecchie, la bocca e altri sensi, nella misura in cui il vostro riferimento orientativo sono gli occhi, siete sempre imprigionati nella frequenza di questa realt\u00e0 separata, che contribuite a nutrire ed espandere, soffocando qualunque altra via di uscita.<\/p>\n<p>Le mani sono una chiave per uscire dal mondo degli occhi. Portando l\u2019attenzione alle mani riceviamo sensazioni che non sono in relazione con il mondo degli occhi. Se tuttavia gli occhi dominano e continuano a manipolare le informazioni derivate dalle mani, sar\u00e0 sempre il mondo degli occhi a prevalere.<\/p>\n<p>Il corpo multidimensionale base \u00e8 come una pizza quattro stagioni. Quattro aree che fanno parte della stessa pizza, sebbene abbiano gusti diversi. Ci\u00f2 che mette insieme le quattro aree \u00e8 l\u2019appartenenza alla stessa pasta della pizza. I quattro corpi sono solo dei condimenti che poggiano sulla superficie della pizza. Questa superficie \u00e8 l\u2019Identit\u00e0 Multidimensionale Centrale, ci\u00f2 che sta sotto le quattro parti. Esternamente sono separate, laddove sotto sono unite.<\/p>\n<p>Ora, prima di congedarci dal mondo degli occhi, chiudendoli, prendiamo un momento per riconoscerlo. Siamo coscienti degli occhi, la cui visione produce il mondo ove crediamo di vivere.<\/p>\n<p>Occhi che portano la testimonianza della separazione, di amori che vengono e poi se ne vanno per sempre, di unioni agognate e abbandoni strazianti.<\/p>\n<p>Occhi che piangono ogni notte per mani e corpi che non potranno pi\u00f9 toccare, perch\u00e9 il tocco \u00e8 il servo degli occhi, laddove l\u2019oggetto del tocco non \u00e8 pi\u00f9 visibile, esso cessa di esistere.<\/p>\n<p>Occhi che condannano tutto quello che vedono alla morte.<\/p>\n<p>Chiudete gli occhi e portate l\u2019attenzione alle mani ed al respiro.<\/p>\n<p>Le mani ci collegano con la realt\u00e0 fisica e danno vita a rapporti costanti. Il respiro ci collega con la realt\u00e0 di quarta dimensione. Se connettiamo mani e respiro, la sensazione che ne deriviamo \u00e8 di respirare con le mani. Qualcosa penetra ed esce.<\/p>\n<p>Il corpo fisico interagisce con quello emotivo. Le nostre mani, impegnate solitamente a toccare la realt\u00e0 fisica, ora toccano quella emotiva. Possiamo collegarci alla nostra natura multidimensionale solamente mediante un brevissimo cambiamento di attenzione, svincolando la nostra concentrazione dal campo visivo e dedicandola per pochi istanti alla sensazione effettiva delle mani.<\/p>\n<p>Allora ci rendiamo conto che, mentre siamo ipnotizzati dall\u2019allucinazione del campo visivo, allorch\u00e9 in effetti siamo nella trance della vita ordinaria, esiste una costante interazione tra il nostro corpo fisico e le realt\u00e0 multidimensionali, un coito ininterrotto.<\/p>\n<p>Seppure questo rapporto non sia riconosciuto dal campo visivo, dagli occhi e dalla mente ordinaria e da tutti i sistemi di pensiero della Configurazione Umana Arbitraria, basta dedicare meno di un minuto nel fare attenzione al respiro e alle mani per prenderne atto esperienzialmente.<\/p>\n<p>Se continuiamo a fare attenzione possiamo avvederci che lo scambio di energia tra il corpo fisico e quello emotivo \u00e8 estremamente profondo, tanto da raggiungere le ossa e quello che c\u2019\u00e8 dentro ad esse.<\/p>\n<p>Se dedicassimo al rapporto tra mani, corpo e respiro anche solo un dodicesimo del tempo che usiamo per asservire il mondo degli occhi e della mente allucinata, entro pochi giorni ci troveremo in una realt\u00e0 alternativa.<\/p>\n<p>Questa realt\u00e0, al contrario dell&#8217;illusione consensuale, \u00e8 cos\u00ec reale che non ha bisogno di alcuno sforzo per essere mantenuta in vita, necessita solo di attenzione, richiede che prendiamo atto di qualcosa che esiste gi\u00e0.<\/p>\n<p>La vita nella realt\u00e0 separata\u00a0 \u00e8 cos\u00ec dura e faticosa semplicemente perch\u00e9, essendo un\u2019illusione, tale configurazione necessita di sforzi immani per sopravvivere, che alla fine sono sforzi vani poich\u00e9 l&#8217;illusione \u00e8 destinata a soccombere.<\/p>\n<p>Basta permettere all\u2019attenzione di muoversi libera e spontanea, senza il controllo dell\u2019identit\u00e0 separata, ed ecco che la separazione si spegne, finisce di esistere.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che l\u2019identit\u00e0 separata non ci permette di essere liberi coscientemente, ci mantiene bloccati in un sogno dal quale non possiamo uscire se non in momenti di incoscienza, quando dormiamo o abbiamo esperienze non ordinarie.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto abbiamo esperienze alternative, di rapporto con le mani ed il respiro, di connessione con\u00a0 il corpo multidimensionale, ma poi ci riaddormentiamo di nuovo e la nostra attenzione ritorna all&#8217;identit\u00e0 separata.<\/p>\n<p>Ora, portiamo fermamente l\u2019attenzione alle mani e al respiro.<\/p>\n<p>Radichiamo nella memoria tutto quello che succede in questo momento, spazzando via con il respiro i pensieri separati che magari dicono \u201cnon succede niente\u201d.<\/p>\n<p>Facciamo attenzione alla temperatura del respiro, cos\u00ec come la percepiamo nelle mani e nell\u2019aria che circola nel nostro corpo.<\/p>\n<p>Liberiamo la nostra mente dai confini angusti della nostra identificazione separata,\u00a0 consentendole di muoversi insieme al respiro che entra e che esce.<\/p>\n<p>Compiamo un salto nel respiro, lasciamo che il corpo si tuffi nell\u2019aria e diventi uno con esso, che \u00e8 in realt\u00e0 quello che succede da un punto di vista propriamente fisico.<\/p>\n<p>Ascoltiamo quali parti del corpo sono stimolate dal respiro.<\/p>\n<p>Seguitiamo a respirare pienamente, sentendo le mani e l\u2019intero corpo, per qualche minuto.<br \/>\nIl respiro si muove con un ritmo, che scorre nel tempo oltre il tempo.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 il tempo dell\u2019orologio o del calendario, Non \u00a0ha urgenza. \u00c8 tempo senza tempo. Un ritmo che \u00e8 stato lo stesso per milioni di anni, che conduce oltre il mondo degli orologi incessanti, che si muovono marciando come eserciti la cui destinazione ineluttabile \u00e8 la morte\u2026\u201d\u00a0Alan Watts.<\/p>\n<p>Respiriamo.<br \/>\nPoi utilizziamo tutta questa energia che si \u00e8 messa in moto con il respiro dirigendola verso un\u2019idea di nostra scelta.<br \/>\nFacciamo\u00a0 uno sforzo creativo.<br \/>\nAbbandoniamo i pensieri che ci arrivano in continuazione, i dati robotici dell\u2019identit\u00e0 separata e formuliamo un pensiero che scegliamo noi liberamente.<br \/>\nConsideriamo un\u2019idea che ci piace in questo momento.<br \/>\nCi muoviamo ora in quinta dimensione, nel corpo mentale, la parte creativa.<br \/>\nContinuiamo a respirare trasmettendo al respiro ci\u00f2 che immaginiamo.<br \/>\nIl respiro lo trasmetter\u00e0 al corpo.<br \/>\nRespira semplicemente\u2026<\/p>\n<p>Sentiamoci legittimati a immaginare qualsiasi cosa decidiamo volontariamente e a permettere al corpo emotivo di respirare ci\u00f2.<br \/>\nIl corpo emotivo respira l\u2019Intento, quello che scegliamo di essere e volere.<br \/>\nLaddove il corpo fisico muore quando cessa di respirare,\u00a0il corpo emotivo smette di esistere allorch\u00e9 non lo alimentiamo con il nostro intento. In mancanza dell\u2019intento il corpo emotivo continuer\u00e0 a vivere usando l\u2019intento di qualcun altro. E a questo punto noi diventiamo robot, automi privi della capacit\u00e0 di scegliere e volere, carrelli della spesa spinti da altri.<br \/>\nCos\u00ec come noi non riusciamo a vedere l\u2019aria con gli occhi fisici, il corpo emotivo non vede i pensieri, tuttavia sono i pensieri che danno vita al corpo emotivo, proprio come l\u2019aria d\u00e0 vita al corpo fisico.<br \/>\nSiate onesti con ci\u00f2 che decidete di immaginare e pensare.<br \/>\nLiberate il vostro corpo emotivo ed il corpo mentale attraverso il respiro e siate pronti all\u2019eventualit\u00e0 che si manifesti direttamente, che ci sia un trasferimento nella realt\u00e0 fisica di quello che pensate.<br \/>\nOra, procedete in tale senso.<br \/>\nFisicamente orientate il corpo\u00a0 nella direzione in cui i vostri pensieri decidono di andare.<br \/>\nVi sono 360\u00b0 fisici di possibilit\u00e0 di direzione attorno a voi.<br \/>\nScegliete il senso di marcia allineato con i vostri pensieri.<br \/>\nPonete la vostra testa, il cuore e le mani verso quella direzione, rimanendo in contatto con la vibrazione che provate nel corpo, continuando a respirare consapevolmente.<br \/>\nStiamo costruendo un ponte tra il nostro corpo fisico e quello mentale.<br \/>\nGeneriamo ora un\u2019onda magnetica tra il corpo fisico e l\u2019obiettivo del nostro pensiero.<br \/>\nLa manteniamo in vita con la nostra attenzione.<br \/>\nL\u2019attenzione contribuisce a erigere il ponte, a recuperarne i pezzi scollegati e ristabilire i collegamenti tra le parti.<\/p>\n<p>L\u2019onda attrae ci\u00f2 che \u00e8 in rapporto con quello che abbiamo pensato.<br \/>\nPer sostenere l\u2019onda, per costruire il ponte, \u00e8 necessario un atto di volizione.<br \/>\nL\u2019atto di volizione \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 mentale che infiamma il cuore e lo rende indefesso. Un cuore che sente il dolore e lo brucia, illuminando con esso l\u2019intento dell\u2019amore, che fa risplendere l\u2019anima&#8230;<\/p>\n<p>Come esseri umani generiamo in continuazione delle onde. Si tratta tuttavia di onde create dal corpo emotivo e prive di collegamento con quello mentale. Quello che succede \u00e8 che siamo costantemente manipolati da pensieri inconsci che stimolano il corpo emotivo, il quale a sua volta opera su quello fisico, portandoci a compiere o non compiere determinate azioni.<\/p>\n<p>La mente ordinaria, fondata sulla separazione, \u00e8 il depositario di questi pensieri inconsci, che occulta mediante un\u2019ampia gamma di strategie manipolatrici. La mente ordinaria, essendo separante, articola pensieri di negazione, la cui natura \u00e8 essenzialmente distruttiva. Tuttavia onde sopravvivere e attingere al respiro necessita di un collegamento con l\u2019atto creativo. A questo scopo manipola la rete della vita, da cui riceve energia, per poi farla fluire in una realt\u00e0 separata, in cui il collegamento con la rete della vita non \u00e8 percepibile, in quanto coloro che fanno parte di questa realt\u00e0 separata sono programmati per non essere coscienti di altre realt\u00e0.<\/p>\n<p>Usare onde generate coscientemente dal nostro corpo mentale richiede un atto di volizione e concentrazione, poich\u00e9 comporta rilasciare gli stimoli emotivi della mente separata.<\/p>\n<p>Ora, procediamo ad attuare un\u2019ulteriore fase.<\/p>\n<p>Permettiamo a ci\u00f2 che stiamo pensando coscientemente, all\u2019idea che abbiamo scelto, di allinearsi con una percezione pi\u00f9 ampia, che include la nostra natura pi\u00f9 espansa, la nostra identit\u00e0 multidimensionale.<\/p>\n<p>Consentiamo a ci\u00f2 che stiamo immaginando di allinearsi a qualcosa di pi\u00f9 grande con cui aneliamo di unirci, identifichiamola con una qualit\u00e0 che ha senso per noi, lasciamo che ci sia un transito in entrata ed uscita.<\/p>\n<p>Colleghiamo il nostro corpo mentale, i pensieri, al corpo spirituale, che \u00e8 quello che dimora oltre, in uno spazio di unit\u00e0 incondizionata.<\/p>\n<p>Respiriamo in allineamento con i quattro corpi e lasciamo che si compenetrino.<br \/>\nIl corpo fisico, emotivo e mentale, diventano ricettivi al corpo spirituale.<br \/>\nIl corpo spirituale entra nella polarit\u00e0 maschile, laddove gli altri corpi ricevono.<br \/>\nRimaniamo in questo spazio di allineamento dei quattro corpi per qualche minuto.<br \/>\nDopo di che, la pizza \u00e8 pronta, una pizza quattro stagioni.<br \/>\nE la possiamo servire a tavola, liberandola nel movimento.<br \/>\nDiamo spazio alla danza.<br \/>\nPermettiamo ai corpi allineati di muoversi.<br \/>\nConsentiamo al corpo spirituale di operare e liberarci dall\u2019allucinazione della separazione, ossia il peccato.<\/p>\n<p>Il peccato \u00e8 alla base del sistema di credenza dell\u2019ego fondato sulla separazione. In vero l\u2019ego vede il peccato ovunque poich\u00e9 per l\u2019ego il peccato \u00e8 l\u2019idea pi\u00f9 sacra. Il peccato determina la percezione dell\u2019ego. Tale percezione apporta inevitabile rabbia e paura. Il corpo spirituale sa che il peccato \u00e8 un\u2019illusione e vede il peccato come un\u2019allucinazione. Il corpo spirituale non punisce il peccato, perch\u00e9 facendolo lo legittimerebbe e lo renderebbe reale. Il corpo spirituale rilascia e libera dal peccato. Questa \u00e8 la Funzione.<\/p>\n<p>Tutto quello che comunichiamo in questo corso e nei relativi appunti ha una natura strategica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che dico potrebbe essere detto in tanti altri modi.<br \/>\n\u00c8 un modo per trasmettere un\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Quello che conta \u00e8 la verit\u00e0 dell\u2019esperienza, la sua autenticit\u00e0 e non il linguaggio che la descrive.<\/p>\n<p>Un\u2019esperienza \u00e8 sempre autentica, laddove il linguaggio che la descrive \u00e8 sempre falso.<\/p>\n<p>Il linguaggio \u00e8 una mappa che descrive il territorio in cui pu\u00f2 aver luogo un\u2019esperienza. Si possono creare diverse mappe per uno stesso luogo, in piccola o grande scala, accurate o inesatte. Tuttavia nessuna mappa \u00e8 in grado di descrivere il tipo di esperienza che esiste nel territorio che ritrae.<\/p>\n<p>Il territorio potrebbe essere cambiato radicalmente o non esistere pi\u00f9, laddove la mappa, a meno che non sia andata perduta, continua ad esistere.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 anche possibile creare mappe di terre che non ci sono affatto, frutto dell\u2019immaginazione di un individuo.<\/p>\n<p>Quindi una mappa, il linguaggio e la descrizione relativa pu\u00f2 riguardare qualcosa che esiste, non esiste pi\u00f9 o non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p>La mappa della terra, della nostra realt\u00e0 separata, \u00e8 la descrizione di un luogo che \u00e8 esistito prima del 21 dicembre 2012 o che potrebbe non essere mai esistito.<\/p>\n<p>Comunque siano le cose, una mappa, una descrizione tramite il linguaggio, \u00e8 sempre falsa rispetto all\u2019esperienza che descrive.<\/p>\n<p>Secondo tale prospettiva non ha quindi senso comunicare un\u2019esperienza mediante il linguaggio, poich\u00e9 esso \u00e8 inevitabilmente falso.<\/p>\n<p>Tuttavia la menzogna del linguaggio pu\u00f2 talvolta facilitare il conseguimento dell\u2019esperienza, a condizione che ne garantisca totale autonomia e libert\u00e0.<\/p>\n<p>Minore \u00e8 il numero di possibilit\u00e0 di comunicazione e descrizione di una data esperienza, minore \u00e8 la sua libert\u00e0.<\/p>\n<p>Quando le possibilit\u00e0 di descrizione di un\u2019esperienza sono minime o rigidamente controllate, allorch\u00e9 vi sono descrizioni ammesse e descrizioni proibite, ecco che l\u2019esperienza viene meno, fino ad esaurirsi completamente.<\/p>\n<p>Quando l\u2019esperienza \u00e8 libera, le descrizioni dell\u2019esperienza si rinnovano in continuazione.<\/p>\n<p>Quando l\u2019esperienza \u00e8 bloccata, esiste una sola descrizione, laddove tutte le altre descrizioni possibili sono represse, rimosse, proibite o limitate.<\/p>\n<p>L\u2019uomo allora non fa pi\u00f9 esperienza, non vive pi\u00f9, diventa un replicante di una descrizione all\u2019interno di una realt\u00e0 fondata sul controllo della descrizione, che \u00e8 appunto la caratteristica della realt\u00e0 separata umana.<\/p>\n<p>La sua esperienza non ha alcun valore, quello che conta \u00e8 la sua capacit\u00e0 di conformarsi alla descrizione dell\u2019esperienza fornita dalla realt\u00e0 in cui vive.<\/p>\n<p>Per esempio, la felicit\u00e0 e l\u2019amore sono esperienze dirette. Quando gli individui sono liberi di fare esperienza della felicit\u00e0 e dell\u2019amore, ne possono fornire descrizioni infinite.<\/p>\n<p>Se invece manca questa libert\u00e0, \u00e8 concesso replicare solo la descrizione arbitraria della felicit\u00e0 e dell\u2019amore fornita dalla realt\u00e0 che ha creato la descrizione stessa. Gli individui si conformano a tale descrizione riguardo la felicit\u00e0 e l\u2019amore, non importa se questa corrisponda o meno alla loro esperienza di felicit\u00e0 e amore.<\/p>\n<p>Se, per esempio, la descrizione arbitraria di felicit\u00e0 per una donna \u00e8 quella di trovare un uomo, sposarsi, fare dei figli e mettere su una famiglia, si tratta di replicare questa descrizione. Il fatto che la donna in questione sia effettivamente felice o meno, \u00e8 irrilevante. La sua felicit\u00e0 dipende dal fatto di essere in grado di corrispondere alla descrizione arbitraria della felicit\u00e0 fornita dalla realt\u00e0 consensuale in cui vive.<\/p>\n<p>Accanto alla descrizione primaria, ne esiste sempre una secondaria o alternativa, che consente di coprire la descrizione dell\u2019esperienza della ribellione verso la descrizione primaria.<\/p>\n<p>Una realt\u00e0 separata consiste sempre in due descrizioni parallele, in antitesi l\u2019una con l\u2019altra, in modo che sia la conformit\u00e0 alla descrizione cos\u00ec detta ufficiale sia la descrizione corrispondente alla ribellione verso l\u2019ufficialit\u00e0 siano scorporate dall\u2019esperienza diretta.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto avviene un\u2019alternanza tra la descrizione primaria e quella secondaria, e questo si riflette nei cambiamenti a livello sociale, politico o religioso, che si verificano nel corso degli anni, secoli e millenni.<\/p>\n<p>Vi sono replicanti di descrizioni primarie e replicanti di descrizioni secondarie, tutti parte dello stesso sistema, dissociato dall\u2019esperienza diretta e fondato sull\u2019automatismo.<\/p>\n<p>In effetti la risposta ad una descrizione primaria \u00e8 la conseguenza di una reazione verso una descrizione secondaria, e vice versa. Un impulso elettronico positivo \u00e8 il risultato di una risposta ad un impulso elettronico negativo, e vice versa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quello che accade nella realt\u00e0 separata umana.<\/p>\n<p>In vero tale configurazione \u00e8 una realt\u00e0 elettronica simulata, fondata su impulsi elettronici positivi e negativi, cui gli esseri umani rispondono incessantemente fino a quando i loro circuiti non entrano in avaria e necessitano essere rimossi e riciclati.<\/p>\n<p>Sebbene tutti vogliano essere felici e amare, la maggior parte degli individui non \u00e8 affatto interessata all\u2019esperienza della felicit\u00e0 e dell\u2019amore. Vuole esclusivamente soddisfare la descrizione con cui \u00e8 stato programmato riguardo l\u2019esperienza di felicit\u00e0 e amore.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 tutti sembrano volere soddisfare la stessa descrizione, che come abbiamo visto si articola in due varianti, primaria e secondaria, positiva e negativa, onde essere felici e amare, ne consegue che l\u2019amore e la felicit\u00e0 diventano tali descrizioni, ovvero impulsi elettronici programmati.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza sparisce e l\u2019uomo si trasforma in un robot, un automa che segue delle istruzioni fornite mediante un linguaggio. Questa \u00e8 la realt\u00e0 dell\u2019essere umano che vive nella realt\u00e0 separata.<\/p>\n<p>Il linguaggio umano \u00e8 per sua natura separante, non rende possibile l\u2019esternazione dell\u2019esperienza e della verit\u00e0 che la sottende.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u00e8 rimasto solo il linguaggio e l\u2019esperienza \u00e8 stata persa, si tratta di usare il linguaggio per recuperare l\u2019esperienza. Una volta recuperata l\u2019esperienza \u00e8 necessario poi discriminare tra linguaggio ed esperienza, senza permettere nuovamente al linguaggio di prevalere.<\/p>\n<p>Questo succede allorch\u00e9 il linguaggio \u00e8 di proposito finalizzato a distinguere tra esperienza e descrizione, quando il linguaggio invece di operare per programmare automi replicanti, si adopera per deprogrammarli.<\/p>\n<p>Quando questa \u00e8 l\u2019intenzione, allora il linguaggio non si sostituisce pi\u00f9 all\u2019esperienza e svolge una natura essenzialmente strategica.<\/p>\n<p>Le descrizioni che esso fornisce ben lungi dal sostituirsi all\u2019esperienza la promuovono.<\/p>\n<p>Per questo motivo nel linguaggio finalizzato a facilitare l\u2019esperienza, sono fornite tante descrizioni, sovente strategicamente in contraddizione.<\/p>\n<p>Si tratta di svincolare l\u2019uomo dal suo asservimento automatizzato alla descrizione, fornendo tante descrizioni della stessa esperienza. Questo inevitabilmente causa confusione e risulta incompatibile per la natura replicante umana, abituata a rispondere ciecamente agli impulsi elettronici del linguaggio. Di conseguenza la maggior parte dei replicanti non \u00e8 in grado di percepire descrizioni alternative o le rimuove rapidamente e continua a rispondere agli impulsi elettronici primari o secondari.<\/p>\n<p>Il linguaggio non pu\u00f2 comunicare la verit\u00e0, ma pu\u00f2 fornire tante versioni della verit\u00e0, legittimandole tutte e invitando a promuovere ulteriori descrizioni, consentendo all\u2019esperienza di descrivere, e non alla descrizione di prescrivere l\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 separata la descrizione \u00e8 assoluta. Nella realt\u00e0 multidimensionale la descrizione \u00e8 strategica e accessoria.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 importante \u00e8 l\u2019integrit\u00e0 di ci\u00f2 che viene espresso mediante il linguaggio.<\/p>\n<p>Esistono diversi linguaggi e possibilit\u00e0 di descrizione. Laddove una descrizione vale l\u2019altra, ogni linguaggio e descrizione possiede la sua integrit\u00e0 e le sue regole.<\/p>\n<p>A tale riguardo \u00e8 fondamentale essere consapevoli che fin tanto ci troviamo sul piano della comunicazione umana non \u00e8 possibile uscire dalla sfera del linguaggio e della descrizione. Si tratta quindi di comprendere il funzionamento di diversi linguaggi e descrizioni e apprendere ad applicarli per sostenere l\u2019esperienza dirette che decidiamo di conseguire, ossia l\u2019Intento.<\/p>\n<p>Quando lavoriamo con il multidimensionale troviamo moltissimi linguaggi e descrizioni, quello che tuttavia rimane immutabile \u00e8 l\u2019Intento, la meta del viaggio.<\/p>\n<p>Se confondo la descrizione dell\u2019Intento con l\u2019Intento stesso, ecco che ritorno nel mio ruolo di replicante e mi dissocio nuovamente dall\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Se confondo il cartello indicatore di un ristorante con il ristorante stesso, non manger\u00f2 mai.<\/p>\n<p>Il linguaggio che uso in questo contesto \u00e8 inteso a creare uno stato di emergenza, ecco perch\u00e9 usiamo il termine pronto soccorso multidimensionale.<\/p>\n<p>Tale emergenza \u00e8 in effetti per moltissimi versi giustificata in quanto come esseri umani abbiamo le ore contate.<\/p>\n<p>Il corpo fisico ha una data di scadenza inevitabile. A differenza delle medicine o deglialimenti, che hanno una data di scadenza prestabilita, il corpo umano pu\u00f2 scadere da un momento all\u2019altro.<\/p>\n<p>La maggior parte degli esseri umani, presi completamente dagli impulsi elettronici delle descrizioni primarie e secondarie, vive incurante su come procedere alla data di scadenza del suo corpo fisico, in quanto tali descrizioni non contemplano istruzioni su come operare a riguardo.<\/p>\n<p>Ne consegue che le descrizioni entrano temporaneamente in crisi allorch\u00e9 si verificano situazioni di emergenza. Da qui l\u2019importanza degli stati di emergenza, quelli che consentono appunto l\u2019emergenza dell\u2019esperienza al di l\u00e0 della descrizione dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p>L\u2019emergenza, ben lungi dall\u2019essere un fatto eccezionale, avviene costantemente. Gli esseri umani muoiono e nascono in continuazione, ma poich\u00e9 la Configurazione Umana Arbitraria \u00e8 incompatibile con l\u2019esperienza dell\u2019emergenza, non ne fornisce alcuna descrizione e di conseguenza l\u2019esperienza non esiste.<\/p>\n<p>Ognuno di noi cerca di evitare le emergenze, di modo che le descrizioni della vita arbitraria possano continuare, pur sapendo che l\u2019emergenza \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p>Affrontare l\u2019emergenza significa prendere atto che il corpo fisico ha una fine, e che secondo una prospettiva multidimensionale \u00e8 gi\u00e0 finito, \u00e8 gi\u00e0 morto.<\/p>\n<p>La terza dimensione, quella del corpo fisico, non contempla il movimento nel tempo se non in maniera lineare e controllata, sulla base di una descrizione fissa, fornita attraverso il linguaggio che misura il tempo, quello dell\u2019orologio e dei calendari.<\/p>\n<p>Nella quarta dimensione e nelle dimensioni ad essa superiori \u00e8 possibile muoversi liberamente nel tempo, ovvero il tempo \u00e8 un\u2019esperienza diretta e non una descrizione.<\/p>\n<p>Quando una persona dice di avere per esempio 60 anni, sta fornendo una misurazione o descrizione del tempo, non un\u2019esperienza. Poich\u00e9 la descrizione determina l\u2019esperienza, un individuo che ha 60 anni si comporter\u00e0 conformemente alla descrizione di quell\u2019et\u00e0, indipendentemente dalla sua effettiva esperienza, che \u00e8 del tutto irrilevante in un contesto in cui la descrizione determina l\u2019esperienza.<\/p>\n<p>In quarta dimensione quello che prevale \u00e8 invece l\u2019esperienza emozionale, laddove nella quinta domina l\u2019esperienza mentale. Sia l\u2019esperienza emozionale sia quella mentale sono indipendenti dal tempo e dalla sua descrizione.<\/p>\n<p>Un individuo di 60 anni pu\u00f2 avere le stesse emozioni e pensieri di un individuo di 20 anni, ma non la stessa descrizione fisica, e poich\u00e9 la descrizione fisica prevale sia le emozioni sia i pensieri ne saranno dominati.<\/p>\n<p>Poco importa se continuiamo a negare l\u2019emergenza e la morte, o se invece la prendiamo in considerazione e ci prepariamo per essa, finch\u00e9 continuiamo a percepire la vita in maniera tridimensionale, ovvero lungo un percorso lineare e cronologico che parte dalla nascita e finisce con la morte, rimarremo sempre in terza dimensione, anche quando la vita cessa.<\/p>\n<p>Da una prospettiva multidimensionale noi siamo gi\u00e0 morti e seppelliti da sempre. Chi si muove nella Configurazione Umana Arbitraria \u00e8 essenzialmente uno zombie, un morto vivente, un cadavere in avanzato stato di putrefazione, o meglio uno scheletro.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 una danza macabra.<\/p>\n<p>Il nostro corpo multidimensionale non si attiver\u00e0 mai fin tanto che ci identifichiamo con il tempo lineare e cronologico, finch\u00e9 continuiamo a contare gli anni e a ripeterci che abbiamo 30, 40 o 60 anni.<\/p>\n<p>Ogni volta che ci identifichiamo con la nostra et\u00e0, diamo un colpo di mannaia ai collegamenti che abbiamo con il corpo multidimensionale.<\/p>\n<p>Tutti i momenti di estasi, risveglio, di esperienza diretta con l\u2019esistenza, si dissolvono, vengono cestinati, rimossi, in un attimo, solo con l\u2019atto di guardarci allo specchio, pensando \u201csto invecchiando\u201d, \u201cc\u2019\u00e8 una ruga nuova\u201d, \u201cci sono meno capelli\u201d oppure guardando gli altri e facendo confronti \u201cho 53 anni, mentre lei ne ha 47, sei anni di differenza\u2026\u201d<\/p>\n<p>Questi pensieri sono entit\u00e0 predatrici, parassiti che ci stanno addosso succhiandoci, appunto perch\u00e9 abbiamo scelto di trattenerle, di alimentarle con la nostra attenzione costantemente. In vero, desiderano essere liberate, e ritornare alla loro terra originaria, da cui li abbiamo esiliate.<\/p>\n<p>Smettiamola di contare gli anni, di vedere la vita in funzione di un itinerario cronologico dalla nascita alla morte.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, vera e cruda, \u00e8 che multidimensionalmente i nostri corpi fisici sono gi\u00e0 morti da sempre&#8230;<\/p>\n<p>Non possiamo accedere al corpo multidimensionale se non siamo in grado di accettare che siamo gi\u00e0 morti fisicamente, e che non siamo il cadavere ambulante cui prestiamo cos\u00ec tanta attenzione. Lo stesso si applica alle persone che conosciamo.<\/p>\n<p>Accettando gi\u00e0 da ora la nostra morte, cessando di contare gli anni, apriamo il portale del nostro vero corpo e le ossa trovano la loro dignit\u00e0, lasciamo andare la larva e iniziamo a volare.<\/p>\n<p>Se la casa in cui mi trovo brucia, il piano di emergenza consiste nell\u2019uscire il pi\u00f9 presto possibile dalla casa. Se non sono in grado di concepire e riconoscere alcun\u2019altra realt\u00e0 al di fuori di quella casa, allora brucer\u00f2. Comunque vadano le cose uscir\u00f2 tuttavia dalla casa. Posso uscirci consapevolmente, prendendo la decisione di uscire e installandomi in una casa alternativa, oppure posso uscire inconsapevolmente, rimanendo nella casa che brucia e bruciando con essa fino a quando non rimane pi\u00f9 nulla. In quest\u2019ultima istanza uscir\u00f2 alla fine dalla casa, ma siccome non sono in grado di concepire nessun\u2019altra realt\u00e0 all\u2019infuori di quella casa, continuer\u00f2 a credere di viverci anche quando la casa non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>In altre parole, gli esseri umani sono gi\u00e0 morti da tempo, ma siccome essi seguitano a negare qualunque altra realt\u00e0 al di fuori di quella in cui hanno vissuto, allora vi ci continuano a vivere come morti viventi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di iniziare con le pratiche di AstroshamanicHealing Touch \u00e8 importante chiarire chi sono gli agenti del tocco, chi tocca e chi viene toccato. A tale scopo introduciamo alcuni elementi base di anatomia multidimensionale, cos\u00ec come si articolano strategicamente nell\u2019esemplificazione dei quattro corpi primari. 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