{"id":1514,"date":"2015-02-17T13:40:28","date_gmt":"2015-02-17T12:40:28","guid":{"rendered":"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/?p=1514"},"modified":"2015-02-17T13:40:28","modified_gmt":"2015-02-17T12:40:28","slug":"trance-e-stati-sciamanici-di-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/omeo.institutum.org\/index.php\/2015\/02\/17\/trance-e-stati-sciamanici-di-coscienza\/","title":{"rendered":"Trance e stati sciamanici di coscienza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aaaqA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1515\" src=\"https:\/\/astrosciamanesimo.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aaaqA.jpg\" alt=\"aaaqA\" width=\"245\" height=\"205\" \/><\/a>Il termine &#8220;trance&#8221; deriva dal latino &#8220;transire&#8221;, che significa \u201candare oltre\u201d o spostarsi da uno stato a un altro. Sebbene questa parola nel linguaggio consueto sia associata con stati di coscienza alterati e fuori dell&#8217;ordinario, nella realt\u00e0 pratica la trance si estende in ogni aspetto della vita umana, la meditazione, il viaggio sciamanico, il sogno al guardare la televisione, leggere il giornale e fare i lavori di casa. Vi sono diversi tipi di trance, consapevoli e inconsapevoli. La tipologia pi\u00f9 diffusa \u00e8 la trance inconscia, in cui scambiamo quello che crediamo ci succeda, la nostra percezione illusoria o limitata della realt\u00e0 per la realt\u00e0 effettiva.<\/p>\n<p>Entrare in trance cosciente o in uno stato sciamanico di coscienza, significa muoversi in una condizione estatica di consapevolezza, con una percezione che va oltre ci\u00f2 che i sensi fisici apparentemente segnalano. Ci\u00f2 che percepiamo nella vita ordinaria corrisponde esclusivamente ai tipi di realt\u00e0 cui abbiamo deciso di attribuire un significato. Ci siamo condizionati a vedere il mondo secondo un certo programma e, quando spostiamo la consapevolezza, muovendoci oltre la mente ordinaria, che continua sempre a ripetere quel programma, allora possiamo percepire il mondo in un altro modo.<\/p>\n<p>Una delle prospettive essenziali dello sciamanesimo \u00e8 che non siamo esseri fisici: siamo campi di energia o facciamo parte di un Tutto o piuttosto, e in un\u2019accezione pi\u00f9 propriamente sciamanica, l\u2019intera nozione di <em>io<\/em>, <em>noi<\/em>, intesa come separata da <em>tu<\/em> e <em>loro<\/em>, non ha alcun senso.<\/p>\n<p>Negli ultimi millenni l\u2019umanit\u00e0 pare essersi allontanata da questo tipo di consapevolezza per confinarsi quasi esclusivamente nell\u2019identificazione con il corpo fisico e nell\u2019idea di essere un\u2019unit\u00e0 frammentata (poco importa se la chiamiamo ego, personalit\u00e0, s\u00e9 o anima). Un modo in cui possiamo riuscire di nuovo a percepire gli altri e il mondo nella loro forma di unit\u00e0 originaria \u00e8 attraverso i viaggi e le esperienze sciamaniche.<\/p>\n<p>La trance e gli stati sciamanici di coscienza fanno parte della struttura genetica di base degli esseri umani. Ognuno di noi ha il bisogno genetico di avere esperienze estatiche. Il problema \u00e8 che tali esperienze, come evidenziano molti dei termini impiegati per identificarle (alterazione della coscienza, trance, ecc.), sono spesso considerate anormali e pericolose. Nella maggioranza delle societ\u00e0 umane contemporanee esse non sono accettate socialmente e non trovano alcun posto nei sistemi di educazione. Di conseguenza finiscono sovente con l\u2019esprimersi attraverso manifestazioni devianti come alcoolismo, tossicodipendenza, criminalit\u00e0, perversioni, ecc. o attraverso l&#8217;uso di sostanze allucinogene.<\/p>\n<p>Buona parte dell\u2019umanit\u00e0 sembra vivere in uno stato di <em>ecstasy deprivation<\/em> (privazione dell\u2019estasi), come lo chiama l\u2019antropologa Felicitas Goodman, una mancanza di trance consapevole, pura, naturale, non repressa o indotta artificialmente da droghe e allucinogeni. L\u2019esperienza di trance estatica \u00e8 un bisogno fondamentale per l\u2019uomo. Il contatto con la fonte di soddisfazione di tale bisogno \u00e8 disturbato da qualcosa che \u00e8 successo in un passato che si estende ben oltre le documentazioni storiche ufficiali.<\/p>\n<p>Secondo alcuni antropologi, le esperienze estatiche e il rapporto con le realt\u00e0 non ordinarie costituivano l\u2019aspetto tipico dei popoli che vivevano anticamente sul nostro pianeta. Si trattava di gente nomade, dedita alla caccia o alla raccolta ciclica dei prodotti della terra, che col tempo fin\u00ec con l\u2019estinguersi o trasformarsi in agglomerati tribali fondati sull\u2019orticoltura. Con questo passaggio, dalla caccia, o raccolta spontanea, all\u2019orticoltura, si acceler\u00f2 il processo di separazione dalla coscienza dei popoli precedenti. Con lo sviluppo delle societ\u00e0 agricole e in seguito di quelle urbane, questo processo divenne poi definitivo. Le documentazioni sulle esperienze estatiche delle popolazioni primordiali iniziarono probabilmente a svilupparsi allorch\u00e9 le societ\u00e0 basate sull\u2019orticoltura si erano gi\u00e0 insediate. Queste societ\u00e0 tramandarono una serie di strumenti e istruzioni al fine di preservare l\u2019accesso alle esperienze dei loro antenati. Il procedere degli eventi accentu\u00f2 tuttavia la separazione da questo vissuto e lo rese in seguito incompatibile con la prospettiva dualistica di dominio e potere che prevalse su gran parte del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Nelle societ\u00e0 recenti sono state generalmente ignorate altre possibilit\u00e0 di percezione oltre quelle del corpo fisico. Le cose che vedo con gli occhi fisici, identificate con un nome e uno spazio specifico, sono state estratte dalla loro unit\u00e0 originaria e trasformate in entit\u00e0 separate. Esse possiedono contorni netti e sono distaccate tra di loro da aree definite in genere come niente o vuoto. Il riconoscimento delle entit\u00e0 separate attraverso la negazione degli spazi di vuoto rappresenta la condizione su cui si fonda la percezione ordinaria della maggior parte degli esseri umani.<\/p>\n<p>Vediamo e identifichiamo gli spazi fisici a cui abbiamo deciso di attribuire un significato, ma non vediamo nulla nelle aree che esistono tra questi spazi perch\u00e9 abbiamo stabilito che esse non possiedono alcun senso.<\/p>\n<p>L\u2019umanit\u00e0 sembra vivere in una realt\u00e0 simbolica in cui solo ci\u00f2 che \u00e8 definibile convenzionalmente assume significato, mentre tutto il resto scompare dal campo della visione e dimora in una dimensione circondata dal mistero.<\/p>\n<p>Ci siamo allontanati da qualcosa di cui un tempo eravamo consapevoli, instaurando una mitologia di separazione dove l\u2019unit\u00e0 e l\u2019estasi sono i tab\u00f9 pi\u00f9 radicati. Poich\u00e9 crediamo di essere individualit\u00e0 distinte dagli altri e dall\u2019ambiente, tendiamo a investire notevoli energie per sfruttare i nostri simili e la Terra, agendo come le cellule separate di un tumore. Questo provoca danni immensi al pianeta e a noi stessi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come ci siamo separati dalla Terra, allo stesso modo abbiamo tagliato i ponti con la dimensione del Cielo. Attraverso l\u2019adesione cieca ai condizionamenti religiosi e sociali, ci siamo negati l\u2019accesso diretto al Divino, rassegnandoci a ricorrere a strutture gerarchiche che detengono il potere spirituale e che fungono da mediatrici tra noi e Dio.<\/p>\n<p>Nella pratica sciamanica ognuno pu\u00f2 ottenere la sua visione ed esperienza spirituale senza mediazioni da parte di strutture prestabilite. Per recuperare questa esperienza non si tratta tuttavia di combattere le strutture gerarchiche o di colpevolizzare le autorit\u00e0 politiche e religiose. Questo \u00e8 quello che l\u2019uomo ha continuato a fare fino a ora e ci\u00f2 \u00e8 servito, a mio vedere, solo a creare maggiore rancore e separazione.<\/p>\n<p>Per conseguire la visione e l\u2019esperienza estatica occorre rinunciare al vittimismo. \u00c8 l\u2019attaccamento a questa condizione che ci impedisce di prendere responsabilit\u00e0 e\u00a0 ci spinge ad agitarci freneticamente nella ricerca di un benessere che non giunger\u00e0 mai.<\/p>\n<p>Secondo la visione sciamanica, cos\u00ec come la percepisco, la vera rivoluzione consiste nell\u2019avere il coraggio di affrontare il mondo interiore poich\u00e9 \u00e8 da esso che emana tutto ci\u00f2 che sembra esistere al di fuori. Ci\u00f2 non significa che occorre limitarsi a fare viaggi sciamanici o a entrare in stati di trance. Queste esperienze sono importanti, ma \u00e8 necessario compiere anche azioni fisiche.<\/p>\n<p>Talvolta si tratta di essere semplici e di vedere il mondo con l\u2019ingenuit\u00e0 di un bambino. Per esempio, possiamo andare tra gli alberi in mezzo alla natura, e prendercene cura o parlare con essi. Gli alberi e gli animali troveranno un modo per rispondere e per dirci qualcosa su noi stessi.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la differenza tra gli uomini e le piante? Esse non giudicano. Noi creiamo problemi complicati con i nostri giudizi e la convinzione che i nostri problemi siano dovuti a qualcosa che ci \u00e8 stato fatto o che esiste al di fuori di noi. Quando lo facciamo, creiamo ulteriori separazioni e contribuiamo solo ad aumentare lo stato di malessere.<\/p>\n<p>Altre azioni fisiche riguardano gli aspetti ordinari della vita: lavorare, cucinare, camminare, giocare, lavare, guidare, parlare, ecc. In ogni momento posso scegliere di percepire da una prospettiva sciamanica.<\/p>\n<p>In occidente ci\u00f2 che conta \u00e8 la meta. Per ristabilire la connessione con la Terra e il Cielo ci\u00f2 che importa \u00e8 il presente, non la destinazione. Le trance o stati sciamanici di coscienza hanno a che fare con il presente e con il farci uscire dalla trance pi\u00f9 pericolosa: quella dei condizionamenti e delle convenzioni quotidiane.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che sulla Terra siamo sempre in un qualche stato di trance e il lavoro effettivo consiste nell\u2019imparare a equilibrare tali stati e a comprendere che non possiamo entrare in una trance sciamanica senza venir fuori dalla trance in cui gi\u00e0 ci troviamo. Quando v\u2019\u00e8 squilibrio viviamo in uno stato di allucinazione in cui percepiamo dolore, rabbia e ogni tipo di rancore. Quando v\u2019\u00e8 equilibrio scegliamo di aprirci consapevolmente solo agli stati di trance che apportano amore, estasi, pace e ogni tipo di benessere a noi stessi e agli altri.<\/p>\n<p>Aprirsi agli stati sciamanici di coscienza e alle realt\u00e0 non ordinarie significa dire veramente s\u00ec alla vita ed essere pienamente responsabili. Vuol dire accettare di diventare una parte cosciente dell\u2019universo, scegliere di avere fiducia in un disegno divino, identificarsi con la massima espressione di luce del nostro essere e andare ancora pi\u00f9 avanti per proiettare questa luminosit\u00e0 su tutto ci\u00f2 che ci circonda. \u00c8 un processo che richiede solo il nostro consenso individuale.<\/p>\n<p>In definitiva, si tratta di una scelta tra uno stato di totale presa di responsabilit\u00e0 riguardo la propria percezione del mondo e una condizione di vittima passiva ad eventi determinati da altri. La presa di responsabilit\u00e0 avviene in modo graduale, tramite un\u2019opera progressiva di guarigione che attraverso prove ed esperienze libera via via blocchi e rancori.<\/p>\n<p>\u00c8 un processo doloroso per l\u2019ego in quanto l\u2019impossibilit\u00e0 di individuare colpevoli all\u2019esterno gli impedisce di trovare un luogo di rifugio per preservare le sue allucinazioni. Allo stesso tempo, questo processo \u00e8 un atto di amore inteso a determinare con cautela l\u2019accesso ai propri inesauribili strumenti di potere. Questi strumenti sono rimasti sepolti nei territori inesplorati del mondo interiore. L\u2019unico modo per accedervi consiste nell\u2019andare oltre la trance della realt\u00e0 cosiddetta ordinaria. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere spontaneamente e senza l\u2019impiego di procedure particolari.<\/p>\n<p>La precariet\u00e0 e l\u2019illusoriet\u00e0 della realt\u00e0 convenzionale \u00e8 tale che chiunque pu\u00f2 accedere alla percezione di ci\u00f2 che esiste al di l\u00e0. A questo riguardo si tratta solo di prendere in considerazione e sviluppare una serie di esperienze a cui comunemente non si attribuisce alcun senso: per esempio, sogni, visioni, fantasie, intuizioni, ombre, spazi di vuoto tra un oggetto e l\u2019altro, ecc. Una modalit\u00e0 pi\u00f9 operativa consiste nell\u2019impiegare tecniche specificatamente sciamaniche. Il loro compito \u00e8 creare spazi di vuoto nella coscienza e facilitare cos\u00ec l\u2019accesso a nuovi canali di comunicazione.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di base dello stato sciamanico di coscienza \u00e8 di carattere estatico e un mezzo importante per realizzarla consiste nell\u2019impiego di particolari stimoli, in grado di produrre alterazioni nelle percezioni fisiche, e nel riferimento a un contesto rituale e religioso. A questo riguardo sono state tramandate diverse possibilit\u00e0. Talvolta si tratta di metodi cruenti o di difficile gestione, come il ricorso a sostanze velenose o piante allucinogene, lunghi digiuni, pratiche dolorose di iniziazione, ecc. In altri contesti vengono impiegati strumenti non traumatici e gioiosi, come il canto, la danza, il tambureggiamento, determinate posture del corpo, o altre semplici pratiche rituali. Mentre i primi metodi espongono al rischio di ripercussioni dannose sul piano fisico o mentale e necessitano in genere di una preparazione raramente accessibile all\u2019uomo contemporaneo, i secondi, oltre a essere molto efficaci, sono sicuri e alla portata di chiunque desideri sinceramente avere un\u2019esperienza sciamanica.<\/p>\n<p>\u201cLa trance nella cultura occidentale\u201d dice Michael Harner \u201c\u00e8 spesso associata con l\u2019attivit\u00e0 medianica, che a sua volta \u00e8 sovente caratterizzata dall\u2019amnesia. Il medium che parla in stato di trance medianica in genere non ricorda ci\u00f2 di cui ha avuto esperienza. Inoltre la trance medianica comporta una presa di possesso delle facolt\u00e0 del medium da parte di una qualche entit\u00e0 spirituale. E questo non \u00e8 affatto ci\u00f2 che accade nello stato sciamanico di coscienza poich\u00e9 qui si \u00e8 in grado di ricordare quello che \u00e8 successo e [&#8230;] non v\u2019\u00e8 perdita di controllo delle proprie facolt\u00e0 come nei cosiddetti casi di possessione da parte di entit\u00e0 esterne\u201d.[1]<\/p>\n<p>Per lo sciamano, inoltre, la trance o la visione non costituiscono l\u2019obiettivo: ci\u00f2 che conta \u00e8 riportare conoscenza e potere per guarire s\u00e9 stessi e gli altri e dare cos\u00ec un contributo alla rigenerazione della vita sociale. Nelle antiche culture tribali la trance veniva riconosciuta come tale e aveva quindi un suo posto preciso nell\u2019ambito della struttura sociale.<\/p>\n<p>Una volta che si raggiunge lo stato sciamanico di coscienza, l\u2019elemento decisivo che determina l\u2019esperienza estatica \u00e8 sempre rappresentato dalla volont\u00e0 di riceverla. L\u2019esercizio di questa volont\u00e0 richiede pratica e pazienza in quanto si scontra sovente con il muro di ostacoli (dubbi, paure, incertezze, sfiducia, ecc.) messo in piedi dai sistemi di censura dell\u2019ego.<\/p>\n<p>Nonostante le forti opposizioni e i condizionamenti culturali contrari, gli stati non ordinari di coscienza sono regolarmente oggetto di esperienza da parte di ogni essere umano. Ci\u00f2 che manca semmai \u00e8 la disponibilit\u00e0 a riconoscerli o dare a essi importanza. Per coloro che sono disponibili ad aprirsi a questa strada e che si mettono effettivamente in cammino, le risposte ben presto arrivano in modo inequivocabile e cristallino. Un mondo estatico e meraviglioso si definisce in tutti i suoi particolari e dona un senso di indicibile amore e bellezza. Quando ci\u00f2 accade, la classica domanda che si pone la maggior parte dei ricercatori \u00e8: \u201cMa mi sto inventando tutto?\u201d. La risposta a tale quesito \u00e8 la chiave segreta del lavoro sciamanico.<\/p>\n<p>\u00a9 1999 Franco Santoro<\/p>\n<p>[1] \u201cThe Ancient Wisdom in Shamanic Cultures: An Interview with Michael Harner conducted by Gary Doore\u201d in Shirley Nicholson (ed.), Shamanism: An Expanded View of Reality, The Theosophical Publishing House, p. 15.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine &#8220;trance&#8221; deriva dal latino &#8220;transire&#8221;, che significa \u201candare oltre\u201d o spostarsi da uno stato a un altro. 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